Indebitati per i prossimi 30 anni: purtroppo, “noi l’avevamo detto”…

Vercelli, 27 maggio 2015

Indubbiamente il bilancio 2014 è stato il più difficile degli ultimi anni, sia a causa del taglio dei trasferimenti statali, sia per la crisi economica di questo periodo che ha purtroppo inciso, aumentando il numero di persone e famiglie che necessitano di supporto economico da parte delle istituzioni locali, sia, infine, per la situazione ereditata dalle precedenti amministrazioni.

Lo abbiamo ricordato, per primi, in campagna elettorale (quando tutti amano evitare gli argomenti scomodi come questi, perché non portano voti), con una prima stima per difetto, basata sui documenti disponibili a tutti pubblicamente.

E poi, ancora, più volte dai banchi del Consiglio Comunale: la situazione ereditata, soprattutto relativamente ai residui attivi, ovvero i crediti di dubbia o difficile esigibilità, iscritti come attivo di bilancio dalle precedenti amministrazioni, è molto pesante.

Consapevolmente e con senso di responsabilità, gli ex-assessori al bilancio, espressione di SiAmo Vercelli, Alberto Gibin prima, ed Elena Delsignore poi, hanno affrontato la difficile situazione, ponendosi come primo obiettivo quello di mettere in sicurezza, per quanto possibile, i conti del Comune, non solo per l’esercizio corrente ma anche per quelli successivi, ampliando il fondo di riserva e operando una “pulizia” di tali poste.

E il raggiungimento dell’obiettivo emerge chiaramente se si valutano alcuni parametri relativi al bilancio consuntivo 2014, in cui appare chiaro come l’incidenza di tali residui, fortunatamente, presenti una significativa flessione rispetto agli anni precedenti.

In base alla nuova normativa contabile, infatti, in vigore dal bilancio 2015, i residui derivanti dagli anni precedenti dovranno essere registrati in un apposito fondo da “spalmare” sul prossimo trentennio. Ed è proprio di questi giorni, la notizia secondo cui, i crediti di difficile esazione ammontano a oltre 16 milioni di euro.

Tale importo, derivante dalle “allegre” gestioni delle amministrazioni passate, che iscrivevano come ricavi, crediti che ben difficilmente si sarebbero potuti poi esigere (imposte, multe, contributi, etc…), peserà sui cittadini vercellesi, di oggi e di domani, per i prossimi 30 anni, per oltre 500 mila euro all’anno, togliendo, per questo lungo periodo, significative risorse che avrebbero potuto essere impiegate più proficuamente, basti pensare al sociale, alla ormai cronica carenza di piscine, mal manutenute e lasciate deperire, e alla situazione di alcuni dei nostri monumenti più rappresentativi, tanto per fare alcuni esempi.

Le responsabilità politiche di chi ha determinato questa situazione sono evidenti a tutti: sono da imputare sia a chi ha governato fino all’anno scorso e che adesso strepita sul mancato rispetto delle regole, pretendendo di impartire lezioni di trasparenza, sia a chi, per anni, ha fatto finta di fare opposizione, non denunciando con forza questi fenomeni.

Tristemente, non ci resta che osservare che almeno “noi l’avevamo detto…”

——

Link al Comunicato durante la Campagna Elettorale Comunali 2014

Link all’Intervento dell’ex-Vice Sindaco Perfumo in Consiglio Comunale

 

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VERCELLI >< EXPO: passaggio di consegne al nuovo Assessore da parte di Alberto Perfumo dopo un primo mese di eventi di successo

Vercelli, 25 maggio 2015

La scorsa settimana, una delegazione dei volontari di SiAmo Vercelli che hanno coordinato il progetto VERCELLI >< EXPO ha incontrato il Sindaco Maura Forte e l’Assessore designato con delega agli eventi, Elisabetta Dellavalle, per effettuare un passaggio di consegne.

La delegazione ha illustrato al futuro Assessore la filosofia che ha ispirato il progetto: VERCELLI >< EXPO Andata/Ritorno, è stato concepito sin dalla sua partenza come un’opportunità per la città di rimettere in circolo le energie creative, un laboratorio in continua evoluzione in grado di cogliere lo spunto di Expo Milano 2015 per mettere in condizione la città di “exporsi”, facendo il punto su una situazione diffusa, spesso ricca di potenzialità, ma talvolta in crisi di coordinamento e finalizzazione.

Non potendo competere con i budget multimilionari delle iniziative legate a Expo Milano 2015, per attrarre i turisti si è scelto di intercettare i flussi legati ai contatti personali e professionali dei cittadini e delle aziende del nostro territorio, chiedendo proprio a loro di farsi promotori della loro città, in aggiunta agli sforzi del Comune stesso e degli enti turistici del nostro territorio.

Ma il target principale del progetto VERCELLI >< EXPO sono i vercellesi stessi: è a loro che è dedicato, perché da una parte scoprano Expo 2015, evento mondiale a noi vicino, e dall’altra sfruttino questo periodo particolare per scoprirsi e scoprire la loro stessa città e le sue energie positive inesplorate.

In accordo con l’impostazione data, il progetto è in continuo movimento e richiede un coordinamento continuo.

Questo prima mese di apertura ha dato risultati oltre ogni aspettativa: migliaia di visitatori nei primi tre weekend, inclusi turisti provenienti da molte parti d’Italia e dall’estero.

L’evento VERCELLI >< EXPO “Tradizione” dello scorso fine settimana – che comprendeva il Mandala di Riso più grande del mondo e il concorso Mandala Street Contest – ha riscosso un enorme successo.

Al momento, il calendario consta di 69 contenitori di eventi di cui 49 in ARCA, 17 a corredo (“fuori ARCA”), oltre i tre eventi “ad-hoc” (“Tradizione” – appena svoltosi, “Giovani”, e “Innovazione”).

A nome di tutti i volontari che hanno lavorato alla ideazione, progettazione e attuazione del progetto in questi scorsi mesi, Alberto Perfumo, sotto la cui regia il progetto ha visto la luce, ha consegnato al Sindaco e all’Assessore designato un dossier con tutto il materiale prodotto (il calendario degli eventi programmati, il materiale di comunicazione web, social e “offline”, i contatti dei proponenti e delle associazioni coinvolte, le voci di spesa, ….) relativo al progetto VERCELLI >< EXPO, oltre allo stato dell’arte del progetto.

Inoltre, una rendicontazione dettagliata del lavoro svolto e delle risorse impiegate verrà pubblicata nei prossimi giorni.

Nel pieno rispetto dell’autonomia e indipendenza di chi ora, nell’Amministrazione, gestirà il progetto, auspichiamo che si voglia dare continuità al lavoro iniziato, sia nello spirito inclusivo che nel successo di pubblico.

A seguente link, il dossier consegnato da Alberto Perfumo al Sindaco e all’Assessore designato : VERCELLI-EXPO – Passaggio di consegne

 

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Perfumo: “Crollato l’assurdo castello di favoritismi a Brugnetta. Consegniamo all’Amministrazione un progetto Expo vincente e ben progettato”

Alberto Perfumo

E adesso?

Cosa diranno adesso i critici, quelli che “sono amici di famiglia” ed “era già tutto deciso”?

La procedura di selezione non è stata alterata e nessuno è stato favorito: questo è il succo del lavoro della Commissione di Garanzia.

Anche se qualcuno, per finalità puramente politiche – nell’accezione più bassa del termine – aveva altri scopi e adesso proverà ad aggrapparsi a dettagli irrilevanti (e, sottolineo, del tutto SOGGETTIVI) per non fare la figura di chi rimane con un pugno di mosche in mano, dalle risultanze del lavoro della commissione esposto in Consiglio Comunale emerge chiaramente ed inequivocabilmente che non ha alcuna base il castello costruito sull’illazione di un’amicizia tra me e Francesco Brugnetta, il candidato selezionato al ruolo di coordinatore del progetto Vercelli >< Expo.

Come avevo già detto pubblicamente in Consiglio e sulla stampa, è capitato di incrociarci a Vercelli e, come lui stesso ha risposto in commissione, di vederlo qualche volta su un campo di calcetto – sport che ho praticato a livello amatoriale da quando avevo 16 anni fino al 2011 (poi basta, ho un ginocchio in disordine), giocando con qualche centinaio di persone. Vien da ridere perché, a questo livello superficiale, penso di avere avuto rapporti con suppergiù metà dei vercellesi della mia età.

Ma non siamo mai usciti insieme, non abbiamo mai preso una birra o un caffè insieme e non siamo tanto meno amici di famiglia, come qualcuno ha cercato di far credere.

 

Sarebbe quindi il caso che chi ha sparato stupidaggini, rettificasse – ma non lo faranno, non è la correttezza ad animarli, sennò avrebbero evitato fin dall’inizio!

Io dico “chissenefrega !”. Non è di questi tapini che mi preoccupo.

Piuttosto, la polemica costruita intorno a questa vicenda, ha fatto male: ha fatto male a una persona onesta, Francesco Brugnetta, e ha cercato di far male al progetto Expo.

Quella polemica ha rischiato di togliere un po’ di energie a tutti, a partire proprio da Brugnetta stesso; che, preso in mezzo, trascinato in questa assurda bagarre, ha rinunciato a un ruolo che aveva meritato.

Ancora, quella polemica ha rischiato di minare l’entusiasmo e il coinvolgimento della città, che sono alla base del progetto Expo, e ha prodotto dei rallentamenti.

Solo con uno sforzo ancora più intenso da parte dei volontari di SiAmo Vercelli il progetto è decollato.

Ora che la vicenda si è chiusa e i falsi paladini della trasparenza tornano nell’irrilevanza che gli è propria, credo che mi tocchi ringraziare una volta di più un po’ di persone: ringrazio chi non si è perso d’animo e ha continuato a lavorare su Expo nonostante i bastoni tra le ruote, chi addirittura si è proposto nell’ultimo periodo per dare una mano, proprio perché serviva. Chi crede nel progetto, che è un gran bel progetto, perché crede nella capacità di recupero di Vercelli e dei vercellesi. Chi è venuto (tanti, tantissimi) in San Marco in queste prime due settimane, chi ha portato le sue idee e il suo impegno. Anche solo chi è venuto per curiosità, per vedere qualcosa di nuovo. Chi in Comune ci ha messo del suo per superare le difficoltà, vere e artefatte.

 

Ma questo è anche il momento in cui passare la mano.

Vercelli><Expo Andata e Ritorno è un progetto che chiede coinvolgimento e dedizione, è un laboratorio in cui tutti i giorni bisogna mettere qualcosa in più, un’iniziativa da guidare con la presa e il controllo necessari.

È evidente che da un po’ di tempo, lasciata la carica di vicesindaco, mi manca la presa necessaria.

Mi manca sia nella forma che nella sostanza la possibilità (e la relativa responsabilità) di prendere decisioni.

E manca di conseguenza a tutti i volontari di SiAmo Vercelli.

Non ci difetta la dedizione e l’entusiasmo – fino a oggi abbiamo tenuto sulle spalle gran parte delle attività. Ma la possibilità di decidere e di guidare, quella sì. Mi e ci manca.

 

Per questa ragione, io e gli altri volontari di SiAmo Vercelli siamo tenuti, doverosamente, a passare la mano. Non faremo mancare, con responsabilità, il nostro supporto diretto, fisico e manuale, nel prossimo periodo ma, al tempo stesso, passeremo tutte le consegne sulla governance e sul coordinamento al nuovo assessore.

Consegniamo un progetto ben avviato, che si è dimostrato essere inequivocabilmente (lo dicono i numeri, superiori ad ogni più rosea aspettativa, della partecipazione ai primi due fine settimana di apertura di Vercelli >< Expo – numeri su cui torneremo nei prossimi giorni, con un doveroso rendiconto a conclusione del nostro lavoro) un progetto vincente e ben progettato.

Lo consegniamo a chi verrà indicato dal Sindaco, con l’augurio di farlo proseguire sugli stessi binari.

Alberto Perfumo

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La Rivoluzione Buona mette i fatti al posto delle promesse e delle dichiarazioni

Vercelli, 13 maggio 2015

Sanità, Atena, sviluppo strategico della Città.

Sono i dossier più caldi e più importanti per il futuro. Sono i capitoli su cui è impegnato il Sindaco da quasi un anno.
Il risultato è disastroso!

La sanità: chi sa qual è la posizione del Sindaco sull’ospedale?
Sono in gioco la salute dei vercellesi ed il lavoro. L’ASL è la più grande azienda del territorio.

Eppure, il Sindaco è latitante. Dapprima succube della Regione in un goffo tentativo di mediazione: a tutti i costi ha voluto evitare il ricorso (con la spalla di CambiaVercelli – Cometti), passando sopra il Consiglio Comunale che lo aveva votato.

Poi si è persa per strada e, mentre gli stessi consiglieri regionali del PD spingono, giustamente, per riaprire la questione della Città della Salute a Novara, il Sindaco non dice più nulla. Tentenna.

Atena è l’unica azienda di grande potenziale di sviluppo e di lavoro a Vercelli: qui risulta prevaricatrice l’azione di IREN, il socio industriale che, con solo un terzo delle azioni, ha gran parte della responsabilità dello stallo in cui si trova l’azienda multi-utility locale, che è ferma da anni.

Il Sindaco avrebbe dovuto rendersi conto rapidamente che non c’è alcun interesse da parte di IREN a fare investimenti in Atena e a promuovere una stagione di rilancio che è, invece, alla portata.

Intrattenendo a lungo colloqui paralleli con l’Amministratore Delegato di Atena – persona espressa da IREN – e vantando rapporti a livello regionale e nazionale, il Sindaco ha creduto alle promesse di IREN e ha indugiato; non ha usato tutti i mezzi a sua disposizione per perfezionare subito il progetto di fusione tra Atena Patrimonio e Atena, mettendo a rischio la possibilità per quest’ultima di presentarsi all’appuntamento della gara gas.

Avrebbe dovuto, fin dall’inizio, tenere la barra dritta e sostenere solo le ragioni di Vercelli. E, invece, ha tentennato.

Ospedale e Atena sono due elementi fondamentali per la Città. Il loro sviluppo o il loro smantellamento possono decretare vita o morte di Vercelli. E il Sindaco non appare certo in grado di difenderli.

Per non parlare di tutte le altre possibili risorse e fonti di sviluppo strategico, dall’Università ai servizi, all’agricoltura in evoluzione, all’innovazione, al turismo, al terzo settore e alla cultura. Un mondo, insomma, da rimettere insieme sulla base di un disegno comune e di una fiducia da fare recuperare ai cittadini.

Mettere in rete, incoraggiare, coordinare sono le parole che il Sindaco ha messo nel suo programma.

Quali fatti ne sono seguiti?

In barba alle energie e alle capacità presenti in Città il Sindaco ha scelto dei consulenti romani. Non potendo assegnare direttamente l’incarico a loro – il Comune avrebbe dovuto fare un bando – ha messo in piedi un meccanismo astruso, chiedendo a un’associazione esterna, Confindustria, di fare da tramite.

Una prova di vero autolesionismo.

Ora, saranno i preferiti del Sindaco a disegnare il futuro di Vercelli, a ipotizzare cosa faremo domani, in quale direzione ci svilupperemo, come e con quali risorse.

Complimenti al Sindaco: ha appaltato il futuro della Città a un manipolo di consulenti che non la conoscono affatto, che produrranno documenti sostanzialmente inutili. Ma che potranno condizionare le scelte.

Tre dossier critici, tre ambiti in cui si gioca il futuro: ospedale, Atena e sviluppo strategico.

Se li è tenuti il Sindaco, che si è mossa senza neppure consultare la Giunta (almeno fino a quando ne ha fatto parte SiAmoVercelli).

Le scelte che il Sindaco ha fatto – o che non ha fatto, restando ferma e tentennando – sono profondamente sbagliate.

Abbiamo contrastato questo atteggiamento con tutte le forze, prima da dentro la Giunta, cercando di contenere la superficialità di alcuni suoi atteggiamenti o di discutere le scelte. Sempre rispettando ruoli e posizioni, ma chiedendo altrettanto rispetto. Spesso non siamo stati soli in queste battaglie, avendo trovato nel PD più di un interlocutore attento.

Quando si è passato il segno, siamo usciti dalla Giunta. E da fuori, a chi ce lo ha chiesto, abbiamo continuato a suggerire un cambiamento di direzione.

Non si può amministrare così la Città, questo lo hanno capito in tanti. E non solo tra i nostri elettori.

Il cambio di direzione non ci sarà, il Sindaco varerà un’altra Giunta debole, fatta di persone che la lasciano libera di muoversi a 360°, di passare sopra le deleghe dal Sindaco stesso assegnate, di fare il bello e il cattivo tempo.

Confermerà qualcuno per ubbidienza a Torino (qualche intoccabile!), forse rimuoverà chi non ha padrini (anche se non meno preparato di chi viene confermato); e nominerà qualcun altro per convenienza o per equilibrismi di parte.

Purtroppo il risultato sarà profondamente negativo. E rischioso per Vercelli.

Noi ci opporremo con tutte le nostre forze.

SiAmo Vercelli tornerà a fare quello per cui è nata poco più di un anno fa.

Ci abbiamo provato – possiamo garantirlo a chi ci ha votato. Ci abbiamo provato davvero, non ci siamo risparmiati per far ripartire la Città. Abbiamo creduto che fosse sufficiente metterci tutte le nostre energie, spiegare, discutere, approfondire. Ragionare. Provare a convincere Sindaco ed alleati che era necessario un diverso approccio ai problemi di Vercelli!

Però non ci arrendiamo. Non ci arrediamo alle direttive e ai condizionamenti che vengono dall’alto, Torino o Roma.

Torniamo ad ascoltare le proposte dei vercellesi, a raccogliere le idee migliori, a lavorare su ciò che c’è da fare.

Né molliamo di fronte ai vari inciuci, ai ricatti dei cambia-casacca, alle ambiguità dei politicanti. Ripartiamo per costruire un’alternativa seria all’incompetenza, nonché ai soliti giochi dei vecchi partiti.

Siamo nati dirompenti, ci siamo proposti per fare la rivoluzione buona e combattere la buona battaglia.

In quest’anno abbiamo capito ancora meglio che c’è bisogno di noi.
Che c’è tanto da fare.
E che abbiamo le energie e gli stimoli giusti per farlo.

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Chiarezza sulla nostra posizione, una volte per tutte

ACCORDO DI APPARENTAMENTO
Accordo di Apparentamento

In questi giorni un po’ convulsi, ci vengono talvolta attribuite pubblicamente posizioni diverse da quelle da noi espresse o ci si imputano richieste fatte al Sindaco diverse da quelle che il nostro movimento ha avanzato.

Teniamo pertanto a ribadire che:

–          SiAmo Vercelli ha come unica stella polare l’accordo di apparentamento firmato con il Sindaco e i principi in esso sanciti, tra cui una Giunta composta secondo i principi di competenza e merito, per far fronte alle pressanti necessità della città

–          SiAmo Vercelli ha dato inizialmente DISPONIBILITÀ (“DISPONIBILITÀ”, non “richiesta”) al Sindaco a partecipare con propri assessori a una Giunta composta secondo i termini dell’accordo di apparentamento

–          SiAmo Vercelli ha offerto pari disponibilità a supportare una Giunta, anche senza una presenza di assessori del nostro movimento, sempre a patto che sia composta secondo i termini dell’accordo di apparentamento. Difficile immaginare una disponibilità più ampia e disinteressata sul profilo personale.

–          SiAmo Vercelli ha riaffermato che non è intenzionata ad appoggiare, né dall’esterno, né tanto meno partecipandovi, una Giunta composta secondo altri principi e vecchie pratiche

Infine, più recentemente, SiAmo Vercelli ha ritirato la propria disponibilità a far parte della Giunta. Questo solo quando il Sindaco, anziché andare avanti con coraggio sulla strada intrapresa un anno fa, ci ha comunicato chiaramente di voler dar ascolto e seguito a veti personalistici, altri appoggi interessati a stravolgere il programma di governo e richieste di basso cabotaggio fatte sullo slancio dei ricatti subiti dalla maggioranza in questi mesi dai cambia-casacca.

Le vecchie pratiche, insomma. Non quello che il 67% dei vercellesi ha richiesto con il voto.

L’accordo è stato disatteso, ma non da noi.

SiAmo Vercelli non ha espresso veti, non ha avanzato richieste ricattatorie, né tantomeno tiene comportamenti irresponsabili alla “tanto peggio tanto meglio”.
SiAmo Vercelli non ha avanzato richieste di un posto al sole o di poltrone.

Desideriamo che i cittadini lo sappiano: l’importanza di questi passaggi per il presente e il futuro della città ci è stra-nota, e siamo molto cauti e approfonditi nelle nostre valutazioni.

Come detto, prima di chiamarci fuori, “le abbiamo provate tutte”.
E molti esponenti del Partito Democratico ce ne sono testimoni.

Ora il Sindaco comporrà la sua squadra. La valuteremo, come sempre senza pregiudizi.

La nostra convinzione è che una amministrazione composta sotto i ricatti a fini personali di tizio e caio, le pratiche da ribaltone da vecchia politica e la negazione dei cardini di un accordo scritto firmato meno di un anno fa, non possa operare bene e non possa quindi vederci favorevoli.

Semplicemente perché non lo vogliono gli elettori e perché non pensiamo che possa essere utile alla città.

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LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE DIMISSIONARIO ADRIANA SALA

Cara Adriana,

Le tue recenti dimissioni costituiscono lo spunto per dare un punto di vista sul tema delle Politiche Sociali, su cui altre forze politiche hanno recentemente – a nostro parere velleitariamente – invocato più risorse.

Esponiamo il nostro punto di vista – con profondo rispetto di tutti gli altri – in un momento di grande incertezza politica, in cui molti sceglierebbero un silenzio “tattico”.

Pensiamo, invece, che sia rispettoso, innanzitutto nei tuoi confronti, esporlo.

Nella lettera in cui annunciavi le tue dimissioni hai lamentato l’esistenza di tagli al tuo Settore.
Hai ragione.
Ma è proprio sulla soluzione da contrapporre a questo problema che il nostro movimento ha assunto recentemente un punto di vista crescentemente diverso dal tuo.

I tagli non sono una scelta amministrativa.
Sono un fatto. Non dipendono dall’Amministrazione attuale. Dipendono dalle scelte fatte dai politici nazionali e locali che hanno prodotto uno Stato centrale indebitato e che non cresce economicamente ed enti locali che hanno mascherato per anni gli ammanchi potendoli chiamare “residui attivi”, e continuando a spendere e spandere.

Ora, anche volendo (e SiAmo Vercelli non vuole, e non vorrà mai), questo gioco non funziona più: da quest’anno la legge impone ai Comuni non virtuosi (e Vercelli, grazie ai lasciti delle Amministrazioni passate, è uno di questi) di “rientrare” progressivamente. Per farlo, a maggior ragione con la riduzione dei trasferimenti statali, serve tagliare le spese. Non c’è scelta.

Tutti i settori ne sono impattati: cultura, sviluppo economico, sport, ambiente, …. e, purtroppo, anche il sociale.
Nessuno di noi vorrebbe dover tagliare anche lì.

Nessuno: il sociale è la “carne viva” della nostra comunità. È nel sociale che, per definizione, si trovano le situazioni su cui le riduzioni dei servizi comunali sono meno possibili.

Ma le colpe di questi tagli non sono di chi amministra oggi; le responsabilità sono – e l’abbiamo detto in tempi non sospetti, quando ancora eravamo in campagna elettorale e tutti, con pochissime eccezioni, evitavano lo scomodo argomento – di chi ha gestito le cose in passato.
E a poco varrebbero operazioni utili solo a riempirsi la bocca e a ripulirsi la coscienza, come spostare qualche soldo dallo sport o dalla cultura: non ce ne sono comunque abbastanza per fare le cose che si facevano in passato, e ogni Settore è vittima della stessa situazione.

Ma proprio per questo, proprio per questa situazione difficile, andiamo dicendo da mesi che sulle Politiche Sociali, dove – più che in ogni altro ambito – serve fare in modo che i tagli di spesa non corrispondano a tagli di servizi, servono politiche nuove. Politiche fatte di welfare integrato, di coinvolgimento pesante e strutturale del terzo settore, di integrazione pubblico-privato. Di un mix nuovo Comune-Volontariato, proprio per erogare quanto più possibile i servizi che si erogavano prima, ma con molto meno di quello che si spendeva prima.
In modo nuovo.

In questo, a nostro parere, c’è stata la tua carenza: di non poter portare in dote – cosa che del resto, da persona onesta quale sei, avevi candidamente ammesso tu stessa fin dalla prima ora – una esperienza profonda sul tema, in modo da poter portare un contributo di merito alle politiche del Settore che amministravi.

Il che non fa di te una cattiva amministratrice, e men che meno una persona non capace.

Al contrario, in questi mesi hai dimostrato di essere una professionista, oltre che molto sensibile sui temi del sociale, leale e corretta.

Sono i tempi, delicatissimi e complicatissimi, che richiedono quanto più possibile, e in particolar modo i settori come quello delle politiche sociali, di schierare “le pedine giuste al posto giusto”.

Competenza ed esperienza – quanto più possibile – quindi.
Lo andiamo ripetendo da lungo tempo, prendendoci il rischio di apparire ripetitivi.

Ma lo pensiamo davvero, e proprio per il rispetto che portiamo a te e a tutti gli attori della politica vercellese, ci sembra corretto dirlo.

Anche, e soprattutto, oggi.

Con stima

I Consiglieri di SiAmo Vercelli
Gian Luca Zanoni
Pier Giuseppe Raviglione
Luca Simonetti
Cristiano Sirianni
Renata Torazzo
Marcello Trada

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Fabbrica del Sant’Andrea: approvata la mozione di SiAmo Vercelli

FABBRICA DEL SANT’ANDREA: PAOLO DALLERA RINGRAZIA IL CONSIGLIO COMUNALE PER L’APPROVAZIONE DELLA MOZIONE DI SIAMO VERCELLI

Vercelli, 1 maggio 2015

Il Consiglio Comunale ha approvato ieri l’avvio di uno studio di fattibilità sulla realizzazione della cosiddetta “Fabbrica di Sant’Andrea” proposta con una mozione da SiAmo Vercelli.

Questo il commento di Paolo Dallera – responsabile del settore cultura di SiAmo Vercelli – che ha coordinato il lavoro preliminare di studio per la preparazione della mozione: “Come noto lo stato attuale dell’Abbazia è critico perché negli anni scorsi non è stato fatto abbastanza per la sua conservazione. Non è solo il suo decadimento, però, a sollecitare la nostra attenzione.

L’impegno nei confronti del monumento più bello della città che, ricordiamo, è di proprietà comunale, deve riguardare soprattutto la sua valorizzazione. Il nostro progetto trae fondamento dalla considerazione delle sue altissime potenzialità storico-culturali e artistiche, che, se fossero opportunamente sfruttate, potrebbero diventare un importante motore di sviluppo culturale e turistico per la nostra Città, generando significative ricadute economiche.

Occorre quindi che l’Amministrazione Comunale assuma un approccio nuovo e maggiormente efficace rispetto al passato.”

Questo, nella proposta di SiAmo Vercelli approvata dal Consiglio Comunale, passa attraverso l’istituzione di un’entità giuridica esterna che, sfruttando le possibilità concesse dal nostro ordinamento, provveda alla manutenzione e all’organizzazione dei restauri, alla valorizzazione culturale e turistica dell’intera struttura ed al reperimento delle risorse finanziarie necessarie, puntando anche al di fuori del perimetro pubblico, attraverso le più moderne ed efficaci tecniche di reperimento di fondi, il cosiddetto “fundraising”. Questa soluzione appare preferibile rispetto all’istituzione di un’entità all’interno del Comune in quanto l’attuale Amministrazione Comunale può difficilmente contare su figure professionali dedicate e qualificate con le competenze necessarie. La separazione, inoltre, permetterebbe di individuare meglio obiettivi e responsabilità.

“Ringraziamo i Consiglieri che hanno sostenuto questa importantissima proposta.” – ha concluso Paolo Dallera. – “Ora vigileremo perché la Giunta dia seguito all’impegno votato dal Consiglio.”

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