La “rete” di Maura Forte non comprende quella ferroviaria

Vercelli, 25/9/2015

La “rete con la Regione” (nel senso della collaborazione tra l’amministrazione vercellese e quella regionale dello stesso colore politico, evocata dai nostri esponenti locali fin dai tempi dell’On. Rosso e che anche il Sindaco Maura Forte ha abbondantemente citato fin dalla campagna elettorale) evidentemente non comprende quella ferroviaria.

L’Assessore Regionale ai Trasporti Balocco, dello stesso Partito Democratico, ha infatti recentemente dichiarato che verrà utilizzata la linea alta velocità Torino-Milano anche per i servizi Frecciabianca.

Vercelli, come noto, non è ubicata su tale linea e, pertanto, i treni Frecciabianca, secondo tale progetto, non fermerebbero più nella nostra città, che rimarrebbe pertanto esclusa dai collegamenti ferroviari diretti a medio e lungo raggio (ad esempio verso la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia) e sarebbe raggiungibile solo utilizzando treni regionali in partenza da Milano o Torino, che continuerebbero a transitare sulla linea storica.

“Il Piemonte punta a verificare la possibilità di due fermate intermedie a Chivasso e a Novara” – ha annunciato l’Assessore Balocco agli organi di stampa la scorsa settimana.

Se il progetto andasse in porto, ciò rappresenterebbe l’ennesima mazzata ai danni della nostra città sia dal punto di vista dei collegamenti, in quanto Vercelli – alla guisa di un paesino isolato – diventerebbe raggiungibile solo con cambio di treno da Milano o da Torino, sia da quello dei servizi, considerando i danni che si riverserebbero sui numerosi pendolari che oggi utilizzano tale tipologia di treni.

A fronte di cosa? Di un imprecisato quanto improbabile miglioramento delle tempistiche per i regionali veloci.

SiAmo Vercelli, ha presentato, quindi, la scorsa settimana, un’interrogazione al sindaco chiedendo in primis per sapere se è informata circa l’effettiva esecutività di tale progetto e dei relativi dettagli e, in secondo luogo, di come intenda eventualmente tutelare gli interessi della città di Vercelli, che, se andasse a buon fine quanto dichiarato dall’Assessore Balocco, rimarrebbe esclusa dai collegamenti di medio e lungo raggio previsti dai treni Frecciabianca.

SiAmo Vercelli, se non si otterrà a brevissimo una risposta dal Sindaco, è intenzionata a rivolgersi direttamente ai rappresentanti locali in Regione, per evitare questo grave declassamento a danno della nostra città.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Atena, la partita più importante

Atena

Vercelli, 25 settembre 2015

In queste settimane si sta concludendo una partita di importanza decisiva per la città: al Comune di Vercelli, IREN – che è già partner industriale di Atena – ha proposto, per sostenere un piano di rilancio fatto di importanti investimenti, un aumento di capitale con il quale verosimilmente otterrà una partecipazione più ampia nella società.

Di fondo, l’operazione è giusta perché il mercato dei servizi idrico, ambientale ed energetico (luce e gas) è in una fase di consolidamento e aggregazione e nei prossimi anni solo i grandi player riusciranno a competere. IREN è uno di questi. Atena, da sola, ha dimensioni troppo piccole per operare con successo.

Possiamo ragionevolmente aspettarci un risultato molto positivo: la vendita avviene sulla base di un piano di rilancio di Atena che prevede oltre 140 milioni di euro di investimenti, lo sviluppo di nuovi business e la crescita dell’azienda, sia in termini di lavoratori che di loro competenze. Questo piano è il frutto dell’ottimo lavoro svolto dal nuovo consiglio d’amministrazione di Atena, entrato in carica un anno fa: dopo anni di immobilismo, addirittura caratterizzati da screzi e litigi tra il Comune e il socio IREN, finalmente si è arrivati a un obiettivo importante.

Ora, però, tocca al Comune gestire con cura la partita, garantendo il massimo ritorno per la città: va portato a casa il massimo risultato. Non solo collegato all’hic et nunc del ricavo economico (molti milioni di Euro dovrebbero finire nelle sguarnite casse del Comune) , ma anche e soprattutto alle garanzie per il futuro.

La materia è complessa dal punto di vista tecnico ma è semplicissima da quello concettuale: va bene che IREN aumenti la sua partecipazione in Atena, purché sia garantito ai cittadini di Vercelli lo sviluppo dell’azienda e i suoi risultati economici e occupazionali, oltre che la qualità dei servizi futuri e il controllo dei prezzi. Ciò significa che, attraverso i membri nel consiglio di amministrazione di Atena espressi dal Comune, questo possa sovrintendere comunque alla realizzazione del piano industriale e controllare gli investimenti che saranno fatti.

Non solo. Come in tutte le partite, bisogna rispettare regole chiare e trasparenti, che, in questo caso, si concretizzano in precise clausole di salvaguardia, ad esempio con penali verso IREN qualora non siano mantenuti i patti e con opzioni per il riacquisto delle quote a beneficio del Comune.

Di fondamentale importanza altri due punti: da un lato definire in anticipo come saranno investiti i soldi nel caso in cui non venga vinta la gara gas e dall’altro come garantire al Comune, con azioni privilegiate, introiti uguali a quelli degli utili anni nei primi anni in cui presumibilmente gli utili saranno più bassi per via dei nuovi investimenti.

SiAmo Vercelli ha già fatto la sua parte. Nel Consiglio comunale di giugno aveva chiesto e ottenuto che il Consiglio stesso esercitasse un controllo puntuale e costante sugli sviluppi relativi ad Atena. La materia è troppo importante per dare deleghe in bianco.

Dopo qualche tempo di preoccupante silenzio, in questi ultimi giorni il Sindaco ha iniziato a relazionare alle diverse forze politiche e venerdì 25 settembre lo ha fatto con tutti i capigruppo del Consiglio.

Mancano ancora molte risposte ai nostri dubbi e alle nostre richieste, si devono ancora definire molte cose e tutti i dettagli. Ed è lì che si può scivolare.

SiAmo Vercelli non molla la presa: abbiamo studiato a fondo la situazione, abbiamo approfondito, ci siamo confrontati con diverse forze politiche.

L’interesse comune è la chiusura di un trattativa trasparente, lontana dalle convenienze della vecchia politica e tutta incentrata sul bene di Atena e di Vercelli.

La vittoria è dunque l’ottenimento di un risultato vantaggioso per entrambe le squadre: Atena, piccolo gioiello della realtà economica vercellese, e la città, che da questa operazione potrà davvero trarre grandi vantaggi.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

SiAmo Vercelli torna in piazza sabato 26 settembre per sostenere la campagna Common Borders

Vercelli, 23/09/2015

La lista civica SiAmo Vercelli torna in piazza sabato 26 settembre, con un gazebo in Corso Libertà, all’angolo con Via Vittorio Veneto.

SiAmo Vercelli ha, infatti, aderito alla campagna europea Common Borders, (“Frontiere Comuni”), per unirsi a quanti in Europa vogliono una politica comune in materia di accoglienza dei rifugiati e di controllo dei flussi migratori, visto che, fino ad ora, l’Europa si è dimostrata incapace a fronteggiare questa situazione di emergenza in modo efficace ed unitario.

Durante l’evento verranno raccolte le firme dei cittadini vercellesi a sostegno della  petizione “Common Borders” indirizzata all’UE e ai Governi europei, che si articola su quattro punti:

  1. condivisione delle risorse necessarie per impegnarsi in operazioni di soccorso, in modo da evitare ulteriori tragedie;
  2. controllo dei confini dell’Unione Europea attraverso la creazione di una struttura permanente di guardie europee di frontiera;
  3. ridistribuzione dell’onere di accoglienza dei richiedenti asilo e di attivazione delle procedure di accoglienza;
  4. elaborazione di nuove procedure per accogliere i migranti legalmente stabilendo quote per i migranti economici da accogliere nell’UE ogni anno.

La petizione “Common Borders” mira a preparare il terreno per un’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE), un nuovo meccanismo giuridico introdotto dal Trattato di Lisbona, che consente ai cittadini di partecipare direttamente ai processi legislativi dell’Unione Europea.

Per presentare una ICE servono però un milione di firme, raccolte in almeno sette diversi paesi: è necessario, quindi, il coinvolgimento di partiti, associazioni e movimenti in tutto il continente. E’ possibile firmare anche on line sul sito ufficiale www.commonborders.eu/it.

Al gazebo di sabato saranno presenti il segretario Alberto Perfumo, i consiglieri comunali e i militanti di SiAmo Vercelli: invitiamo tutti i cittadini vercellesi a raggiungerci sabato mattina o sabato pomeriggio per informarsi sull’iniziativa.

L’invito è anche e soprattutto per il Sindaco e il Presidente della Provincia di Vercelli, per gli amministratori e tutte le forze politiche o associative cittadine ad unirsi a questa campagna, a prescindere dalle posizioni che ciascuno ha sul tema dell’immigrazione, considerando il carattere apartitico dell’iniziativa, che formula richieste di buon senso e contiene istanze di legalità e politica comune europea, condivisibili da tutti.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

La quiete prima della tempesta

Vercelli, 22 settembre 2015

Nella tarda estate vercellese, animata da attività ludiche e festaiole che rendono la nostra città apparentemente vitale e dinamica, si assiste ad un sostanziale languore dell’azione amministrativa.

Tutto tace.

L’impressione è quella della quiete prima della tempesta.
Grossi nuvoloni si addensano su una città ferma.

Ma, a ben guardare, urgenti e gravi sono le questioni di fronte alle quali non è consigliabile abbassare la guardia.

Uno su tutti: la Sanità.

E mentre tanti prendono posizioni facilmente populistiche e demagogiche, le persone di buon senso sanno che, in tutti i settori, la scarsità di risorse economiche sta spingendo verso l’aggregazione delle strutture e dei servizi. Non può costituire un’eccezione il settore della Sanità.

Meglio allora sostenere con forza quelle nostre strutture sanitarie – e non sono poche – che garantiscono alti standard strutturali, tecnologici e qualitativi – come richiede il Decreto del Ministero della Salute (n.70, del 2 Aprile 2015). Posti dove le persone vanno volentieri a farsi curare e, addirittura, vengono da fuori!

Meglio lottare per la costruzione di una rete territoriale di assistenza , che è prevista dal piano regionale e che è ancora tutta da fare. E’ evidente, infatti, che, se le strutture ospedaliere restano la sede più adeguata per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, le altre prestazioni , quali visite ed esami specialistici, consumo di farmaci, terapie riabilitative, trovano sul territorio il luogo più adatto di erogazione, spesso anche al domicilio dei pazienti (chi sa che è possibile, su richiesta del medico di base, ottenere una visita specialistica domiciliare per i pazienti che non sono in condizione di recarsi all’ospedale? ).

Senza perdere di vista i reparti eccellenti e indispensabili in città, un importante obiettivo diventa allora quello di vigilare attentamente sulle soluzioni che verranno adottate per compensare i tagli previsti e da attuare prima – sottolineiamo prima – dello smantellamento delle strutture esistenti, in vista di un miglioramento dell’assistenza al cittadino-paziente.

Sono queste le linee su cui dovrebbe muoversi il Sindaco.

Sindaco a cui chiediamo lumi in proposito, non per un crudele desiderio di aggravare le sue responsabilità e nemmeno per un perverso tranello polemico, ma perché (forse non tutti sanno che) nel nuovo piano di assistenza territoriale il suo ruolo assume particolare importanza nella programmazione territoriale distrettuale, per il parere sulle attività dei Distretti, per l’approvazione dei Profili e Piani di Salute e per la diffusione dell’informazione sui settori socio-sanitari e socio-assistenziali.

Tutte materie su cui sarebbe bene che il Sindaco si confrontasse con il Consiglio Comunale e con i cittadini.

Continuiamo a sperare che un alito di grecale spazzi le nere e minacciose nubi, ma temiamo l’arrivo di un uragano.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •