L’Autorità Nazionale Anticorruzione censura come “non conforme” l’operato dell’Amministrazione in merito ai restauri della Torre Civica

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Vercelli, 24 gennaio 2016

Dobbiamo, ancora e ancora una volta, rilevare un’ennesima, pessima figura che la nostra Amministrazione ha fatto di fronte ad altri enti ed istituzioni.

Questa volta, in data 30 dicembre 2015, a tirare le orecchie a Maura Forte è addirittura l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) in merito all’appalto per i lavori di restauro conservativo della Torre Civica:
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6413

Link alla versione in PDF

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (testualmente) “ritiene non conforme alle disposizioni dell’art. 10, comma 2, del d.p.r. 207/2010, l’operato della stazione appaltante.”, ovvero il Comune di Vercelli.

A suo tempo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili aveva messo in guardia l’Amministrazione circa una chiara irregolarità nella formulazione del bando.

Purtroppo il Sindaco, seguendo la propria personalissima interpretazione del ruolo che ricopre ( forse un pochino autarchica?) ha preferito ignorare i consigli degli esperti e procedere per la sua strada…

Più che una strada, ormai una mulattiera costeggiata da profondissimi precipizi, su cui l’impavida, protervamente, procede.
Nessun coraggio, solo una costante esibizione del proprio potere.

Questa volta l'”impaccio” si chiama ANAC, il cui parere è stato regolarmente depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 30/12/2015 e al quale è ora cogente rispondere in merito.

Vedremo cosa si inventerà ora. Tra pretesti, promesse non mantenute, errori di valutazione, comunque procede…

E, ancora e ancora una volta, ci troviamo a riflettere su un vecchio, saggio proverbio: “tutti i nodi vengono al pettine”.
O, come dicono gli inglesi: “all chickens come home to roost “.

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SiAmo Vercelli torna in piazza nel fine settimana per incontrare i cittadini

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Vercelli, 21 gennaio 2016

Sabato 23 gennaio, per tutto il giorno, e domenica 24, la mattina, il gazebo di SiAmo Vercelli sarà posizionato all’ingresso di Piazza Cavour, all’angolo con Via Cavour.

Tanti i temi su cui riflettere: dal Piano Strategico di Mecenate 90, al decoro della città, alla paradossale vicenda dei cimeli della Pro.

Distribuiremo volantini e saremo a disposizione per illustrare le nostre iniziative, per chiarimenti, confronti, o anche solo per due chiacchiere.

Gli appuntamenti in piazza di SiAmo Vercelli diventeranno mensili, nello spirito della nostra Lista Civica che mira all’ascolto e alla partecipazione attiva dei cittadini che condividono, come noi, il bisogno di una politica tesa al bene comune attraverso i principi della buona amministrazione, della competenza e della moralità dell’azione.

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Piano strategico a Mecenate90: emergono elementi gravissimi

pozzo-san-patrizio

Vercelli, 14 gennaio 2016

Per l’ottimista nulla rimane impunito. Nemmeno in campo politico. E noi siamo ottimisti.

Per questo è stata protocollata ieri una mozione, firmata dal gruppo consiliare di SiAmo Vercelli, sorretta dalle competenze di nostri illuminati concittadini, tra cui Gilberto Valeri, come noi preoccupati della china che sta prendendo il Piano Strategico (sempre più simile ad un inesauribile Pozzo di San Patrizio), con lo scopo di annullare l’assegnamento all’Associazione romana Mecenate90.

Tanti, troppi sono i dubbi circa la regolarità dell’assegnamento dell’incarico, la presenza delle necessarie competenze tecniche, la mancanza di trasparenza riguardo i fondi necessari alla remunerazione di Mecenate90.

Analizzando accuratamente delibere, documenti, linee guida, ci siamo trovati a dover trarre due (entrambe gravissime) conseguenze:

  • Una prima possibilità è che il Sindaco e la Giunta hanno ceduto la gestione della strategia di sviluppo del Comune di Vercelli a privati (Confindustria e Mecenate 90). In tal caso, indipendentemente dai costi generati (la parte riguardante le “risorse umane, idonei uffici, strumentazione informatica …”), sussiste un grave elemento sul piano amministrativo: la gestione POLITICA del futuro della Città non può essere affidata a terzi.
  • Se, in alternativa, la gestione resta al Comune di Vercelli, è stato evitato, su incarichi da centinaia di migliaia di euro, un bando di gara obbligatorio per legge.

O è l’una, o è l’altra.
Dovunque si cada, siamo di fronte a elementi gravissimi.

Doverosa quindi la mozione che chiede un passo indietro al Sindaco, la quale è sempre più volta ad una gestione dell’amministrazione di tipo particolaristico e personale.

Niente di più lontano dal nostro modo di intendere il compito istituzionale.

I numerosi temi collegati con il “pastrocchio” di Vercelli2020 verranno approfonditi in una conferenza stampa che convocheremo a breve.

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Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa

“Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa.”
Gregg Easterbrook

Vercelli, 13 gennaio 2016

In questi giorni la stampa cittadina ha ripreso recenti sondaggi del Sole24Ore che valutano il gradimento delle Amministrazioni Comunali da parte dei cittadini (Governance Poll 2015, richiamata come “la classifica dei Sindaci più amati d’Italia”)
In città abbiamo visto titoli come: “Maura vola ancora”, “Maura Forte terza in Piemonte”

Crediamo che i numeri siano importanti e, a condizione di non torturarli, dicano molte cose vere.

Siamo andati direttamente alla fonte, per capire meglio:
http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/04/20/governance-poll-2015-ecco-la-classifica-dei-sindaci-piu-amati-dai-cittadini/

Per un’analisi comparativa corretta, abbiamo estratto i dati relativi a tutti Sindaci, tra cui quello di Vercelli, eletti nelle amministrative del 2014.
Detto in altre parole, abbiamo raffrontato tra loro i Sindaci che hanno avuto lo stesso tempo (un anno e mezzo) per “far bene” o “far male”.

Classifica Sindaci Sole 24 OreIl gradimento dei Sindaci italiani eletti nelle amministrative 2014 (a destra la differenza rispetto al gradimento rilevato appena dopo le elezioni)

Bene (o, meglio, male): i numeri dicono che il Sindaco di Vercelli è tra i tre in Italia che hanno perso più gradimento. Peggio hanno fatto solo il sindaco di Verbania (-16.9%), e (ma sostanzialmente ex-aequo con il nostro) quello di Terni (-9%)

In 18 mesi Maura Forte ha perso l’8.5% di gradimento.

Per avere un’idea di quanto sia grande questa cifra, come termine di paragone, si prenda Roma.
Dopo due anni e mezzo (conditi da Mafia Capitale, lo scandalo dei supposti scontrini delle cene private del Sindaco addebitate al Comune e addirittura le dimissioni e il Commissariamento del Comune), Ignazio Marino a fine 2015 è, come ci si aspetterebbe, agli ultimi posti della classifica.
La statistica gli attribuisce il 49.5% di gradimento: ha perso “solo” il 14.4% di gradimento rispetto al momento in cui  è stato eletto.

Il nostro Sindaco, che pur partiva con un consenso altissimo, tra i più alti d’Italia, ha ora un gradimento del 59%, sostanzialmente allineata alla media (58%).

Se manterrà questo ritmo di perdita di gradimento (-8.5% in un anno e mezzo), tra un altro anno arriverà ad averne perso più del 14%.
Esattamente come Ignazio Marino, insomma.

Vercelli sulla via di Roma: non ci pare uno scenario roseo degno di titoli trionfalistici. Tutt’altro.

E, vogliamo dirlo chiaro a chi pensa che in noi ci sia risentimento personale, lo constatiamo con estrema tristezza.
Con la tristezza di chi, un anno e mezzo fa, aveva consacrato enormi energie per un progetto di rilancio della Città, offrendo proprio a questo Sindaco tutta la collaborazione possibile affinché questa fosse una sindacatura di successo.

Non ce l’abbiamo con il Sindaco (anzi le auguriamo ogni bene): fotografiamo solo una situazione profondamente deludente.
Per quello che avrebbe potuto – e dovuto – essere, e quello che, tristemente, è.

Siamo delusi come, parrebbe, molti dei vercellesi.
Perché i numeri, se non torturati, raramente mentono.

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Fallimenti

La-Pro-Vercelli-Campione-dItalia-1909

La politica è (e giustamente) fatta di scelte.

L’Amministrazione Forte pensa che sia giusto dedicare oltre 74mila euro per studiare come vendere il riso ai cinesi o come inventarsi il masterchef de noantri, e, nella stessa settimana, non più di 4mila euro per recuperare all’asta fallimentare i cimeli di una delle società sportive più gloriose d’Italia.

Risultato: i cimeli della Pro Vercelli vanno a Parma.

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La galleria degli orrori / parte 1

risocina

Vercelli vuol vendere il riso in Cina.

A voi fa ridere ? Anche a noi, purtroppo.
E, come dice la barzelletta, “anche in Cina hanno tanto riso”.

Solo la nostra amministrazione poteva cimentarsi nella seconda puntata de “Portare i vasi a Samo”.
La Giunta Forte ha infatti deciso di dedicare ingenti risorse nell’ammirevole sforzo di vendere il riso ai cinesi.

Lo ha fatto con una delibera di Giunta, votata all’unanimità dei presenti (Sindaco Forte e Assessori Coppo, Cressano, Montano e Raineri) che così recita testualmente:

“attivare per i mercati orientali il servizio di scouting per promuovere una produzione certificabile quale ‘prodotto di qualità in un luogo di qualità’ di riso e prodotti a base di riso superando i condizionamenti imposti dai dazi

Ah già, ci sono anche i dazi.
I condizionamenti dei dazi.
Ché, se non ci fossero i dazi, vendere riso ai cinesi sarebbe una cosa da ragazzi.

E invece, per rendere la cosa un tantinello ardua, ci si mettono anche i fastidiosi dazi.
Che condizionano.

Ma il Sindaco Forte sente che Vercelli deve osare.
E per farlo, va dritta alla soluzione, in barba a tutti i condizionamenti, anche quelli dettati dal buon gusto.

Si rivolge, con una decisione di Giunta (che individua nominalmente e univocamente i fornitori, senza alcuna gara pubblica ed esautorando dal compito i dirigenti che pur avrebbero la responsabilità, per legge, di selezionare i migliori fornitori per il Comune), a due realtà torinesi.

La Base Engineering, “una società di ingegneria, architettura e consulenza tecnico economica in grado di fornire in modo imprenditoriale servizi tecnici professionali relativi ad investimenti per opere di architettura, ingegneria, civile sanitaria e industriale”, si legge sul sito della società.

E l’architetto  Michela Lageard, “Il suo impegno è cercare le chiavi giuste per progettare e costruire nel rispetto dell’esistente e nella prospettiva di creare nuovi e migliori futuri” si legge sul sito.
E ancora “L’attività dello studio spazia dalla progettazione di aree urbane, nuove costruzioni, restauri di opere pubbliche e private ai disegni di interni, allestimento e design”

Come si vede, per penetrare il mercato dell’agroalimentare cinese, si va a botta sicura.

Chi meglio di una società di ingegneria e un architetto, da Torino, possono costruire il ponte goloso con la Cina per “creare nuovi e migliori futuri” per la nostra città ?

Non basta.
Per Regolamento degli Uffici e dei Servizi della Città di Vercelli, possono essere assegnati dal Direttore competente con affidamento diretto (ovvero senza gara pubblica) gli incarichi d’importo inferiore a € 20.000.

Guarda caso (come cita testualmente la determina) “da parte dei professionisti è stato trasmesso con protocollo n. 52080 in data 17 dicembre 2015 il preventivo relativo alla proposta di incarico da cui risulta che il compenso è pari a 19.900,00 €”

Che botta di fortuna ! Risparmiamo anche 100 Euro !

Ora la cosa, dopo essere stata scoperta e denunciata da SiAmo Vercelli e altre forze d’opposizione, è stata sospesa ieri sera con una Giunta straordinaria convocata di tutta fretta sotto il timore della censura della pubblica opinione.

Se vi chiedete il motivo per cui le tasse che pagate sono alte, ora sapete una piccola parte del perché.

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SiAmo Vercelli vigila su sprechi e regalie della Giunta Forte

e-io-pago

Vercelli, 8 gennaio 2016

L’avevamo promesso, a chi ci aveva votato, nel momento in cui – per cause che si fanno sempre più evidenti a tutti – siamo usciti dalla Giunta: avremmo vigilato sull’operato dell’Amministrazione e, dall’opposizione avremmo fatto di tutto per operare per il bene della Città.

Ed è proprio quello che abbiamo dimostrato di fronte all’ultima grottesca vicenda degli oltre 74mila euro che stavano per essere buttati via dall’Amministrazione su studi del tutto inutili:

  • studio per la fattibilità di una scuola di cucina presso l’ex Enal, affidata all’immancabile Mecenate90
  • spostamento della biblioteca (serve uno studio da 24 mila euro ?)
  • studio per la promozione del riso in Cina (per piacere, non ridete) affidata …… ad un architetto di Torino (!)

SiAmo Vercelli si è attivata non appena reperite le informazioni e ha attuato un subitaneo assalto piuttosto rumoroso, insieme ad altre forze di opposizione, Lega e Vercelli Amica, pubblicando per prima un comunicato stampa.

Poi, solo successivamente,  quando ormai la frittata era fatta, il gruppo di Cambia Vercelli è intervenuto nella questione cercando, pare, di convincere il Sindaco a ritirare le delibere.

Forse l’assessore Coppo del gruppo di Cambia Vercelli, non si ricordava che quelle delibere grottesche le aveva votate lui stesso.

Forse era distratto dalle festività natalizie e solo dopo il nostro intervento ha avuto anch’egli, come i Re Magi, un’epifania?

Non ci raccontino, quelli della maggioranza, di essersi scandalizzati della vicenda.
Non ci crede nessuno.

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Nuovo incarico del Comune a Mecenate 90: non bastava il pasticcio del piano strategico!

SKINNER

Vercelli, 7 gennaio 2016

Il Comune di Vercelli non ha più soldi e far tornare il bilancio è un esercizio complicato: questa è la risposta che tutti in città – operatori del sociale, associazioni sportive e culturali, cittadini indigenti – si sentono ripetere da tempo. Ed in parte è vero.

Solo in parte, però, perché quando si devono trovare soldi da scialacquare, si trovano. Soldi da buttar via in operazioni inutili – o utili solo per chi riceve gli incarichi.

E’ senz’altro il caso dello studio di fattibilità dell’Alta Scuola di Cucina, affidato per oltre 24 mila euro a Mecenate 90.

Abbiamo dovuto rileggere un paio di volte la delibera della Giunta comunale: come 24 mila euro per uno studio? come 24 mila euro per uno studio per un’alta scuola di cucina? e soprattutto, come di nuovo Mecenate 90? già agli “onori” delle cronache per il piano strategico – vicenda contorta, degna di maggior attenzione (ci torneremo, infatti).

La fantasia del sindaco e della sua Giunta è illimitata e questa volta ha partorito un’alta scuola di cucina presso l’ex-Enal.

Con un’assegnazione diretta, giustificata da supposte “coerenza, efficacia ed efficienza”, il Comune incarica Mecenate 90 di questo studio.

Soldi buttati via per uno studio che non serve, per un’attività fantasiosa da allocare in un fabbricato a cui non si sa dare una destinazione sensata – dopo tutti i soldi spesi e un anno di inutilizzo.

Almeno, se proprio si riteneva necessario uno studio, ci si poteva rivolgere a realtà locali, l’Istituto Alberghiero ad esempio, di cui è riconosciuta da tutti la professionalità  e l’eccellenza in questo campo, e che probabilmente l’avrebbe fatto gratuitamente o quasi.

Si tratta di soldi dei cittadini, soldi nostri, che meriterebbero ben altra cura e gestione. Quelle del buon padre di famiglia, si diceva.

Però oggi, purtroppo, a Vercelli siamo orfani.

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