Sulla fusione Vercelli-Sali un documento vuoto

Vercelli, 18 giugno 2018
Venerdì 15/6 il sindaco ha distribuito ai consiglieri comunali un documento, in bozza, relativo alla fusione tra i Comuni di Vercelli e Sali.
Se questa fosse la replica alle domande fatte da SiAmo Vercelli in Consiglio comunale, messe per iscritto e inviate il 1° giugno, saremmo del tutto insoddisfatti.
Avevamo chiesto uno studio di fattibilità, ci torna una tesina su demografia e tributi dei due comuni.
Non c’è risposta sulle opportunità di fusione con altri comuni e sulla scelta di Sali.
Non si dice nulla neanche sui benefici attesi.
Soprattutto manca qualsiasi verifica sui costi indotti dall’ampliamento del comune di Vercelli a comprendere il territorio di Sali, sugli eventuali investimenti (ad es. infrastrutture e lavori pubblici), sui servizi da garantire.
E’ un documento di 41 pagine di vuoto pneumatico, ricorda la salsiccia: non ha capo né coda, ci metti dentro un macinato di un po’ di tutto, fai girare la manovella e produci tanti metri quanti ne vuoi.
Ci auguriamo sinceramente che questa bozza sia provvisoria, forse inviata per sbaglio, e che altre informazioni verranno fornite ai consiglieri comunali nei prossimi giorni, prima di chiedere il loro voto in Consiglio.

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Ex 18, era tutto scritto

Vercelli, 2 giugno 2018
Non vediamo complotti ovunque e siamo sempre fiduciosi nelle buone intenzioni delle persone. Almeno fino a prova contraria.
Però non è un caso che avessimo sottolineato la “stranezza” del bando per l’assegnazione dell’ex 18, che nella prima versione, limitava l’accesso a imprese individuali e liberi professionisti. E’ vero, infatti, che il bando fu corretto dopo un po’ di giorni ma è altrettanto vero che l’aggiudicazione è andata a una associazione temporanea d’imprese fra individui.
Alla fine, avrebbero potuto partecipare anche società di capitali e magari avrebbe comunque vinto l’ATI che, da sola, ha partecipato.
Speriamo che sia così e che chi si è aggiudicato gli spazi dell’ex 18 sappia davvero animarli e renderli produttivi per la città.
Ciò non toglie che il sindaco, con un filo di ritegno, avrebbe potuto evitarsi la sparata su di noi, tacciandoci di non saper leggere i bandi. Noi li abbiamo letti, in entrambe le versioni, e li abbiamo capiti. Lei e la sua Amministrazione li sanno scrivere?

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Approfondire il progetto di fusione con Sali

Vercelli, 2 giugno 2018

La fusione tra i comuni di Vercelli e Sali ha assorbito una parte importante del Consiglio comunale del 31 maggio scorso. Siccome la discussione è stata intensa e, a tratti, confusa, riteniamo utile spiegare bene qual è la posizione di Siamo Vercelli al riguardo.

Come prima cosa, condividiamo gli obiettivi della legge Delrio, destinata a promuovere l’efficienza nella gestione dei comuni e dei territori, nello spirito di privilegiare il bene comune nel suo complesso rispetto agli interessi di campanile.
Siamo anche d’accordo sull’ipotesi che l’Amministrazione promuova l’aggregazione di Vercelli con qualche comune vicino, attraverso un progetto strutturato e concreto in cui siano valutati i benefici per tutte le comunità coinvolte.
Non è questo, però, il caso di cui si è discusso ieri in Consiglio comunale e su cui si è votato.
Ieri, infatti, il sindaco ha portato in Consiglio una proposta confezionata in questi termini: Sali ha chiesto di essere fuso con Vercelli, la legge Delrio farebbe arrivare a Vercelli 2 milioni di euro all’anno per i prossimi dieci anni, quindi approfittiamone e arraffiamo i soldi, poi vediamo come va a finire.
Per Siamo Vercelli, una proposta fatta così non è accettabile: nessuno di noi, a casa sua o nel suo lavoro, si butterebbe a capofitto in un progetto così senza aver prima valutato tutte le conseguenze – come ha sostenuto Luca Simonetti in Consiglio.
La prima variabile, che il sindaco non ha valutato, è la consistenza della richiesta di Vercelli allo Stato: siamo certi che una mossa di questo tipo, da furbetto che approfitta un po’ delle norme generose e le piega al suo scopo, otterrebbe le risorse economiche previste in un periodo di dieci anni, periodo in cui cambieranno anche i governi centrali?
La seconda questione è la valutazione precisa dell’impatto della fusione in termini sia di benefici che di costi connessi.
Sono stati valutati i benefici di una possibile estensione del progetto ad altri comuni, anche più vicini? Potrebbero esserci ricadute positive in termini economici, sociali, territoriali?
E cosa dire dei costi? La fusione comporterebbe investimenti, ad es. sulle infrastrutture, e costi di gestione, ad es. per erogare servizi ai nuovi cittadini?
Sono aspetti molto concreti, che non si possono rimandare. Non si può chiedere al Consiglio di votare per l’operazione e sostenere che, dopo, si faranno gli approfondimenti e i conti.
Tutti i comuni che affrontano questo argomento, lo studiano con attenzione: basta digitare su un motore di ricerca “fusione tra comuni obiettivi”, nei primi quindici risultati ci sono gli studi di fattibilità realizzati in sette piccoli e medi comuni, tra cui Rivergaro, Cadoneghe, Castel Ivano, Cadrezzate, Baricella … Ovunque si sono fatte delle analisi sui benefici e sui rischi o costi della fusione. Perché a Vercelli no? 
Per questo, abbiamo chiesto al sindaco di approfondire la questione e di predisporre un progetto più concreto. L’abbiamo chiesto ieri in Consiglio comunale e l’abbiamo riproposto oggi inviando una richiesta formale al sindaco.
La nostra posizione e il nostro voto dipenderanno solo ed esclusivamente dalla bontà del progetto. Come sempre.

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