A fari spenti nella notte

 

a fari spenti

Vercelli, 18 dicembre 2015

Un quadro da tragicommedia è quello che ieri  è stato rappresentato nell’Aula Consigliare del Comune di Vercelli.

Chiamati a deliberare circa la fusione per “incorporazione della società Atena Patrimonio SpA in Atena SpA e atti conseguenti”, i Consiglieri della maggioranza hanno votato approvando (con 14 – Sindaco compreso – su 33, neppure la maggioranza assoluta del Consiglio !) l’accordo.

Non sta nell’esito la sorpresa, quanto nella discussione che si è tenuta in aula.

A chi ha seguito il Consiglio, non saranno sfuggiti, negli interventi di coloro che hanno approvato l’accordo, i riferimenti a termini come “scommessa”, “speranza”, “scelta al buio”.

Alla fine, ai voti, hanno approvato.
Scommettendo.
Sperando.
Al buio.

Inutile ribadire che SiAmo Vercelli è sempre stata  favorevole  alla fusione, all’aumento di capitale e all’ingresso del socio industriale.
Favorevoli, ma a condizioni che tutelassero il Comune.
Tutto ciò sarebbe stato possibile se la trattativa tra Comune e Iren (i soci di Atena, appunto) fosse stata condotta in maniera professionale dal Sindaco. Sindaco che invece in questi mesi ha tagliato fuori il Consiglio (contrariamente a quanto aveva richiesto il Consiglio stesso con una mozione votata all’unanimità) dalle informative sulla trattativa. Tipico della sua noncuranza delle regole del gioco.

Alla fine, si è ceduto su tutto: mancano nell’accordo garanzie di sviluppo per Atena e per la città; mancano inoltre le più elementari garanzie sulla cosiddetta “governance” (ovvero l’insieme di accordi che regolano i poteri di gestione dell’azienda), tali da tutelare il Comune.
Oltre al ricavato, le cifre, le questioni tecniche sulle azioni, ovunque si compia un’analisi attenta del documento, emergono debolezze e criticità che confermano l’inadeguatezza del lavoro condotto dall’Amministrazione.

L’atto finale è stato poi specchio della trattativa. Lo statuto approvato, preparato in mesi di lavoro, è stato modificato last minute (da non crederci: durante il Consiglio stesso !) con un emendamento proposto (e votato in fretta e furia) da parte dei professionisti che hanno gestito la trattativa dalla parte del Comune.
Dopo mesi di lavoro su un incartamento così delicato, ci si è ridotti a modificarlo all’ultimo momento: basterebbe questo per dare la misura dell’approssimazione con cui questo Sindaco gestisce la città.

Peccato che era stato ribadito in modo perentorio che il documento doveva essere votato “senza neppure cambiare una virgola”, pena la decadenza degli accordi con IREN.

Valeva per tutti, probabilmente, ma non per l’Amministrazione, che si fa le regole da sola.

Ci sarebbe piaciuto votare la fusione di Atena con le garanzie che sarebbero state possibili con una trattativa ben fatta.
Invece è stata fatta male. Ed è finita ancor peggio: in una farsa in cui l’Amministrazione si è rimangiata la sua stessa parola.

Noi, quando si possono avere, vogliamo certezze.
Non le “speranze”, non le “scelte al buio”

Si è scelto di procedere a fari spenti nella notte: l’ennesimo azzardo sulla pelle dei cittadini.
Per questo motivo non abbiamo partecipato al voto.

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