Archivi categoria: Comunicati Stampa

PROSSIMO CONSIGLIO? DI GIORNO

Vercelli, 25 marzo 2018

Provate a indovinare a che ora sarà il prossimo Consiglio comunale di giovedì 29 marzo?

Vi diamo un aiutino. Al minuto 1:14:00 dello scorso Consiglio, il consigliere anziano Caradonna chiamato a sostituire il presidente Gaietta, dimissionario, comunica al sindaco la sua idea: “Se facciamo un altro Consiglio, facciamo di giorno, così magari mettiamo in difficoltà qualcuno, di giorno, tipo là quel cazzo di consigliere”.

L’idea brillante gli è venuta dopo che la minoranza ha votato contro le proposte di sostituzione dei quattro consiglieri della maggioranza, che nelle scorse settimane hanno dato le dimissioni, dichiarando la volontà di mettere fine a questa Amministrazione.
A noi l’idea sembrò una porcheria, una proposta ributtante e sconcia, fatta per mettere in difficoltà chi lavora, soprattutto chi lavora fuori città. Un errore clamoroso che avrebbe bocciato le velleità di Caradonna di assumere la guida del Consiglio.
Basta così?
Purtroppo non basta perché la riunione dei capigruppo successiva fissa il prossimo Consiglio. Decidono i capigruppo della maggioranza, Zappino e Caradonna appunto. E il Consiglio viene fissato alle 13 del 29 marzo. Quindi, “di giorno. Così magari mettiamo in difficoltà qualcuno, di giorno. Tipo quel cazzo di consigliere”.
Domani questi “cazzo di consiglieri” torneranno dal Prefetto e sottoporranno alla sua attenzione lo spiccato spirito democratico che anima PD e alleati.

 

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AL TAR PER DIFENDERE LA SOVRANITA’ DEL CONSIGLIO

Vercelli, 22/03/2018

Lo strappo compiuto dall’Amministrazione Forte e dal PD è un atto grave, che lede le prerogative del Consiglio Comunale e richiede una risposta decisa e immediata. Non si può calpestare la sovranità dei consiglieri di Vercelli.
Sembra un fatto tecnico amministrativo e, come tale, lontano dai bisogni delle persone e della città. Invece, quello che è successo nel Consiglio di mercoledì 21 marzo 2018 dimostra la volontà caparbia di sindaco e maggioranza di resistere attaccati alla seggiola, contro tutto (la caduta libera di Vercelli) e tutti (cittadini e consiglieri comunali).
Spieghiamo l’accaduto.

Nelle ultime settimane, Maura Forte ha perso altri pezzi della sua maggioranza risicata e oggi può contare su 13 consiglieri comunali. Peccato che il limite minimo per aprire le sedute del Consiglio sia di 14 consiglieri e, quindi, si sia giunti allo stallo completo!
Un’Amministrazione consapevole e responsabile avrebbe preso atto della situazione e rassegnato le dimissioni. Non ci sono più le condizioni per governare e neppure quelle per tirare a campare, come fatto negli ultimi tre anni.

Al contrario, in modo scellerato, si è scelto di avviare i lavori del Consiglio, facendo finta che di consiglieri ne bastassero 11.
Con un parere approssimativo del Ministero, che si è espresso senza avere tutti i dettagli sulla questione, l’Amministrazione ha forzato la mano. Insomma, un putsch!

Peccato che il regolamento del Consiglio comunale di Vercelli preveda espressamente 14 consiglieri come numero minimo per considerare valida una seduta.
E peccato anche che il Consiglio stesso, a settembre del 2016, abbia bocciato la proposta di riduzione di questo numero.
Peccato, infine, che il Segretario Generale abbia espresso chiaramente queste cose in ben due memorie consegnate al Sindaco e al Presidente del Consiglio, agli atti del Comune.

Le carte sono chiarissime e altrettanto chiara era ed è la volontà del Consiglio.
Per questo, Siamo Vercelli ha deciso di ricorrere al TAR. Per difendere fino in fondo la legge e la sovranità del Consiglio.

 

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GAME OVER

Vercelli, 22 dicembre 2017

Se Maura Forte prende atto del fallimento della sua Amministrazione e si dimette, SiAmo Vercelli è pronta a partecipare al Consiglio Comunale del 27/12 in cui si tratterà della variazione di bilancio con il cosiddetto Bando Periferie (finanziamenti per 7,6 milioni di euro).
E’ questo il senso della dichiarazione che il consigliere Zanoni ha appena reso nella riunione dei capigruppo conclusasi da poco: “La minoranza deve assumersi le sue responsabilità – consentendo al Consiglio di svolgersi e di approvare la variazione di bilancio – nel caso in cui la maggioranza abdichi al suo ruolo, non essendo in grado di farlo da sola. Questo per rispetto e coerenza”.

SiAmo Vercelli ha già dimostrato di interpretare pienamente lo spirito civico di chi antepone gli interessi della città a tutti gli altri. Però non possiamo passare sopra alla constatazione, che tocca al sindaco e al suo partito, che questa maggioranza è finita. Prima ha tradito il patto con noi e con gli elettori. Poi ha galleggiato a lungo, ha messo pezze qua e là, si è arrabattata col solo scopo di stare in piedi senza produrre un minimo risultato per la città.
Ora vada a casa.
A questa presa d’atto, tradotta in dimissioni anticipate e irrevocabili del Sindaco, risponderemmo con la presenza al Consiglio del 27.
Poi toccherà al Commissario gestire la città fino alle prossime elezioni.

 

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SENZA VERGOGNA

Vercelli, 22 dicembre 2017

Dopo la seduta del Consiglio Comunale programmata per il 21 dicembre, andata deserta, il Sindaco fa, attraverso la stampa,  un accorato appello alla minoranza per garantire il numero legale ad un prossimo consiglio, probabilmente già mercoledì 27 ed avere così l’approvazione alla variazione di bilancio relativa al finanziamento per il Bando Periferie.

Pur consapevoli che 7,6 milioni di euro sono una notevole risorsa per il progetto di rivalutazione delle periferie, ci stupisce comunque che, ora, proprio ora, si faccia appello al senso di responsabilità dei consiglieri di minoranza.

L’appello alla responsabilità lo rimandiamo al mittente, unito ad uno ulteriore alla dignità: che questa amministrazione prenda atto di non essere in grado di governare e ci risparmi atteggiamenti vittimistici e penosi. Hanno avuto migliaia di occasioni per cambiare la rotta, per mostrare interesse verso la città e i cittadini. Il Sindaco ha preferito proseguire per la sua strada, trascurando il bene della città, cercando di sopravvivere imbarcando a bordo persone che, parimenti, cercavano vantaggi personali e privilegi , accettando compromessi ,spesso calpestando la dignità dell’aula consigliare e  il suo partito non ha avuto la forza e la volontà di opporsi.

Invece Maura Forte avrebbe dovuto andare a casa quando è fallito il progetto di rinnovamento che il PD sembrava voler intraprendere nel 2014 con l’apparentamento con SiAmo Vercelli.

Non l’ha fatto allora, e questo è costato anni di immobilismo alla città.

Lo faccia ora, per quanto tardi.

 

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Puliranno la città finalmente?

Vercelli, 10 novembre 2017

Vuoi vedere che, alla fine, si muovono e puliscono la città? Vuoi vedere che l’azione di SiAmo Vercelli, lanciata durante l’estate con il supporto di centinaia di cittadini, che hanno sottoscritto la nostra class action, sortisce qualche effetto?
Sembra così a leggere la nota con cui il sindaco ci informa di aver proceduto, proprio a seguito della diffida inviata da SiAmo Vercelli, a sollecitare Atena perché “risolva le anomalie evidenziate”.

Ne prendiamo atto con un filo di soddisfazione e tanta attesa.
Soddisfazione perché abbiamo fatto centro: i vercellesi hanno diritto a una città pulita e a un servizio adeguato da parte del Comune, che riscuote la TARI, e di Atena, che è il concessionario del servizio. Quel diritto non può essere negato né affogato nelle prime sommarie e confuse risposte di Atena. L’ha capito anche l’Amministrazione: pur a malincuore, ha dovuto chiamare Atena-Iren al rispetto degli impegni verso la città. “Provvedere con urgenza!” – recita la lettera del Comune ad Atena.
Tanta attesa perché tra il dire e il fare passa tutta la difficoltà di questa Amministrazione a combinare qualcosa di concreto, al di là delle dichiarazioni e degli annunci. Questa volta, però non potrà fare ammuina: a dicembre scadono i termini della diffida, ai sensi del decreto legislativo n. 198 del 20/12/2009, perché siano ripristinate condizioni di pulizia e di vivibilità della città. Se si arriverà lì senza aver risolto i problemi che abbiamo contestato (erbacce, cassonetti, carta dei servizi), allora partirà il ricorso al TAR.

Nel suo piccolo, che tanto piccolo non è perché riguarda un problema grande come il decoro e la pulizia della città, la vicenda dimostra che, quando si mettono insieme energie e competenze, è possibile rimuovere le incrostazioni di arroganza e di indifferenza di chi gestisce i nostri servizi, considerandoci non cittadini-clienti da rispettare ma mucche da mungere. E’ una speranza di rivoluzione a cui non rinunciare.

“Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini coscienziosi e impegnati possa cambiare il mondo. In verità, è l’unica cosa che è sempre accaduta.” – Margaret Mead, antropologa.

 

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Volto dei Centori: sarà la volta buona?

Vercelli, 28 ottobre 2017

Tre anni fa, nel Consiglio Comunale del 30 ottobre 2014, è stata approvata, all’unanimità, una mozione di SiAmo Vercelli in cui si chiedeva di intervenire in Volto dei Centori per contrastare l’assoluto stato di degrado, dovuto ad atti di vandalismo notturni.

In particolare, si chiedeva di intensificare la sorveglianza delle forze dell’ordine nell’area e di procedere con urgenza all’installazione di una telecamera di sorveglianza dal lato del Volto che dà su Corso Libertà. Nel caso, poi, si fosse verificata l’inefficacia tale misura nei primi tre mesi dall’installazione, si proponeva il posizionamento di un cancello dal lato di corso Libertà, da chiudersi nelle ore notturne dei fine settimana, come avviene anche in altre città che hanno la fortuna di avere simili angoli (Biella, ad esempio, in Via Italia).

A tre anni dall’approvazione, abbiamo verificato personalmente e consultando i residenti della zona, che nulla è cambiato, anzi la situazione è peggiorata: i cittadini che abitano in quest’area, nonostante le molteplici segnalazioni, inoltrate dai vari organi competenti a partire dal 1998 (ben dieci!), continuano a essere prigionieri in casa propria, soprattutto nelle sere dei fine settimana. Nelle mattinate successive, poi, devono aggirarsi tra rifiuti di ogni genere, organici (vomito, urina in primis) e residui derivanti dall’uso di droghe.

I Consiglieri di SiAmo Vercelli hanno, quindi, presentato, durante il Consiglio Comunale del 26 ottobre scorso, una seconda mozione, approvata anche questa volta all’unanimità, in cui si invita Sindaco e Giunta a prendere i necessari provvedimenti per restituire il decoro al Volto.

Il Sindaco Forte si è impegnata a fornire una telecamera di sicurezza entro il primo trimestre 2018 e l’Assessore all’Ambiente Broglia ha promesso di occuparsi della questione relativa alla pulizia. Non mancheremo di certo di vigilare sulle ennesime promesse dell’Amministrazione, sperando che non siano effimere come le precedenti.

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ATENA PULISCA LA CITTà

Vercelli, 9 settembre 2017

Alla class action di SiAmo Vercelli per la pulizia della città, Atena ha replicato, giovedì scorso, con un comunicato in cui osserva che il suo servizio in città non è regolato da una Carta dei Servizi, ovvero che non esiste un documento in cui si impegna verso i cittadini al rispetto di predefiniti standard di qualità.

Di fondo, c’è un fatto ineludibile e inaccettabile: Vercelli è sporca e, a seguito della nostra iniziativa, Atena e il Comune hanno settanta giorni, dei novanta iniziali, i primi venti sono già passati, per rimediare e pulirla.
Checché ne dica Atena.
Perché gli standard di qualità del servizio di igiene ambientale sono esplicitamente definiti sia sul contratto tra il Comune e Atena sia sulla carta dei servizi.
Citiamo dal sito di Atena (http://www.atenaspa.net/Igiene-Ambientale/Carta-dei-servizi.html): “La carta dei servizi è un documento destinato ai cittadini/utenti che illustra i servizi che il Gestore fornisce in base ai contratti di servizio stipulati con il Comune di Vercelli o con i Consorzi di Comuni”.
Tra l’altro, l’adozione della carta è senza dubbio un obbligo giuridico implicito per Atena. E se, alla faccia della trasparenza, Atena ritiene che il documento sul sito non si applica a Vercelli, allora è opportuno che i suoi esperti si mettano celermente al lavoro per stenderne una. Del resto, la class action potrebbe essere utilizzata anche per obbligare il gestore inadempiente ad adottare la carta dei servizi.

Questa è la realtà!
Lascia attoniti, poi, che, anziché preoccuparsi di andare a svuotare i cassonetti strapieni, sostituire quelli rotti, eliminare i rifiuti sparsi …  Atena si preoccupi, con piglio da azzeccagarbugli, di contestare che non c’è la carta dei servizi. Come se questo la autorizzasse a fare di Vercelli una pattumiera a cielo aperto.
Come detto all’inizio, la realtà ineludibile è quella di una città sporca e degradata, tocca ad Atena e al Comune porvi rimedio; e quest’obiettivo è da perseguire senza indugio.

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AL VIA LA CLASS ACTION CONTRO IL COMUNE

Vercelli, 2 settembre 2017

Dopo le iniziative di denuncia della sporcizia in città, è partita ufficialmente la class action di SiAmo Vercelli a difesa del diritto dei cittadini ad una città pulita e decorosa.

Il 16 agosto, abbiamo, infatti, inviato due lettere di diffida, una indirizzata al Sindaco e l’altra al Presidente di Atena.

Al Sindaco del Comune di Vercelli chiediamo il ripristino urgente della corretta erogazione del servizio di igiene ambientale, in particolare sulla pulizia della città dalle erbacce che invadono marciapiedi e strade.
Vale, infatti, la pena ricordare che, da gennaio 2017, questo servizio è stato stralciato dal contratto con Atena e preso in carico direttamente dal Comune. Per poi non essere svolto da nessuno, tanto che la città intera si è trasformata in una selva disordinata e sciatta. 
La messa in mora del Comune comprende, inoltre, la richiesta che esso torni ad esercitare l’indispensabile funzione di controllo di Atena, che si occupa di tutti gli altri servizi di igiene ambientale, così da assicurare i livelli e le condizioni di servizio adeguati alle esigenze della popolazione.

Al Presidente di Atena, denunciamo la costante violazione degli obblighi contenuti nella carta dei servizi, pubblicata on line sul sito di Atena (http://www.atenaspa.net/Igiene-Ambientale/Carta-dei-servizi.html) che definisce gli standard di qualità garantiti ai cittadini. In particolare, la diffida fa riferimento alla fruibilità dei cassonetti, troppo spesso straboccanti di rifiuti, alla pulizia delle aree circostanti i cassonetti stessi e al decoro e alla funzionalità dei contenitori, molti dei quali sono sporchi e non funzionanti.
La violazione, da parte di Atena, degli standard di qualità contrattuali causa il degrado del decoro cittadino, che si manifesta – come abbondantemente documentato dai giornali – in sporcizia diffusa, topi vicini ai cassonetti, stato di abbandono e incuria.

Con le due lettere, abbiamo diffidato sia il Comune che Atena ad effettuare, entro novanta giorni, tutti gli interventi utili al ripristino della corretta erogazione dei servizi. Dopodiché, se questi interventi non saranno realizzati oppure non saranno sufficienti, procederemo con il ricorso amministrativo al TAR.

Si tratta di un’iniziativa non solo legittima, come prevede il decreto legislativo 20/12/2009 n. 198, ma doverosa, a difesa dei diritti dei cittadini di Vercelli.
Ed è proprio ai cittadini che rivolgiamo il nostro appello affinché sostengano la class action: a partire da mercoledì 6 settembre, la sede di via San Paolo 19 di SiAmo Vercelli è a disposizione per la raccolta di firme (dalle 17.30 alle 19.30); e così per i successivi mercoledì di settembre e ottobre.
Sabato 16 settembre e sabato 21 ottobre, poi, saremo in piazza Cavour con un gazebo per illustrare lìiniziativa a tutti gli interessati e raccogliere il loro consenso.

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INTEGRAZIONE A VERCELLI

Vercelli, 19 agosto 2017

Macellavano un capretto sul balcone di casa, interviene la polizia.
Il titolo di un articolo appena uscito su una testata locale online offre lo spunto per riflettere sui fatti, anche vercellesi, che riguardano l’integrazione degli immigrati. Dov’è il confine tra il nostro dovere di accoglienza e il dovere, da parte di chi è arrivato, di rispettarci?
In questi giorni d’agosto, complice il basso numero di persone in città, sembra ulteriormente calato il rispetto delle regole di convivenza civile. Quelle regole, alcune anche banali, che ci siamo dati negli anni, o nei secoli, e che fanno parte della nostra cultura e civiltà. Così succede che, al supermercato, uno colga una manciata di frutti dalla cassetta e se li cacci in bocca, con gusto, mentre passeggia tra gli scaffali. E succede anche che altri, la sera e parte della notte, schiamazzino sulle panchine di via XX settembre, gettando cartacce e bottiglie tutto intorno, o addirittura bivacchino in parco Camana, davanti ai tornelli dello stadio, con tanto di coperte e materassi.
Adesso, poi, qualcuno ha sgozzato il capretto sul balcone di casa.

Sono episodi forse anche secondari. Denunciano però un andazzo inaccettabile, segnano una strada che diventa ogni giorno più pericolosa. Se, infatti, non si vigila sul rispetto delle regole e se ognuno può fare quello che vuole, fidando nella sopportazione degli altri cittadini e nella garanzia di impunità, dove arriveremo?
E’ una preoccupazione grande, vale per il nostro Paese e ancor di più per la nostra città. Qui abbiamo un’Amministrazione debole e disorientata, che non rispetta gli impegni coi cittadini – si pensi alla questione della sporcizia e dell’erba su strade e marciapiedi. Essa è certamente in difficoltà a far rispettare le regole agli altri. Per inciso, sono passati quattro giorni dalla segnalazione del bivacco in parco Camana, alla rimozione di materassi e coperte.

Ma non è solo l’Amministrazione comunale che deve fare qualcosa. Qui tocca a ognuno di noi, da buon cittadino, non accettare la violazione delle regole, non starsene in silenzio, non passare oltre con indifferenza. Segnaliamo gli episodi, siamo severi, partecipiamo con senso civico e responsabilità alla vita della città. Poi, chiediamo con fermezza che l’Amministrazione faccia la sua parte.

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