Democrazia ai minimi storici. Un altro record di Maura Forte

Vercelli, 25 luglio 2015

Queste le dichiarazioni di Alberto Perfumo raccolte dopo la bruttissima pagina di ieri sera.

“E’ finita a ‘schifìo’, come si dice in casi come questi.

Come avevamo già detto nella conferenza stampa di giovedì, le premesse erano molto negative: questa Amministrazione aveva preparato un bilancio contorto e raffazzonato, condito con qualche falsa promessa e contraddistinto da una sempre più evidente incapacità di decidere e di fare le cose.

Nel corso del Consiglio di oggi, la rotta era rimasta questa e, con qualche equilibrismo e qualche tentativo di arrampicarsi sugli specchi da parte di Sindaco e Assessori, la discussione era proseguita secondo copione: nessuna attenzione della maggioranza alle nostre proposte. Non che ci aspettassimo di più conoscendoli!

Il meglio, però, doveva ancora venire.

E’ alle 20, dopo la votazione sul punto 14 all’ordine del giorno, che il Sindaco e la sua truppa tirano fuori il peggio: anziché aggiornare il Consiglio a lunedì, come concordato con tutti i gruppi consiliari al momento della programmazione delle sedute, forse nel timore di perdere qualche pezzo per strada durante il weekend, chiedono che il Consiglio voti (usando la loro risicatissima maggioranza) di tirare avanti. Le regole concordate non valgono più: anche sui ritmi dei lavori ci si impone a maggioranza ! Incredibile, cose degne dei regimi totalitari.

Badate che mancavano ancora due punti importanti, come i bilanci della Farmaceutica e della Scuola Vallotti, e poi la discussione del bilancio vero e proprio. Bilancio che conteneva 22 nostri emendamenti, preparati con serietà e dedizione. Emendamenti di contenuto, per provare a migliorare un bilancio pessimo. Emendamenti da esporre e analizzare con serietà, non concepiti a fini ostruzionistici, logica che non ci appartiene. Discussione, quindi che avrebbe richiesto tempi lunghi (per ogni emendamento si stima che tra la presentazione e la discussione possono volerci dai 20 ai 30 minuti come minimo)

La ragionevolezza, oltre agli accordi presi in sede di Riunione di Capigruppo, suggerivano di rimandare a lunedì un confronto che richiede, per l’enorme importanza della materia, molte ore (si stima che la discussione, se portata avanti senza sosta, sarebbe durata almeno fino alle 8 del mattino di sabato) e tutta la concentrazione possibile.

Purtroppo ciò vale solo se si desidera davvero il confronto. Se, invece, prevale il timore di non essere maggioranza (ricordo che in questo momento il Consiglio è composto da 16 consiglieri di maggioranza e 16 di minoranza e solo in sindaco fa pendere la bilancia da una parte – un’altra anomalia dell’Amministrazione Forte!), allora tutto va a farsi benedire, comprese le regole della democrazia.

E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della nostra pazienza e di quella di tutti i gruppi della minoranza. La mancanza di rispetto nei nostri confronti e il tradimento degli accordi ci hanno costretti a un’azione che mai avremmo immaginato: abbiamo lasciato il Consiglio!

Li abbiamo lasciati là a discutere tra di loro, a votarsi le loro porcherie, ad assumersi una responsabilità grande verso la Città.

Credo che nessuno ricordi un tale atto di prepotenza. Un’angheria tanto più grave perché portata in seno a un Consiglio in cui la maggioranza non c’è e, quel che resta, non è parente di quella uscita dalle urne.

Credo che stasera tutte le persone perbene abbiano un motivo in più per prendere le distanze dall’Amministrazione di Maura Forte.”

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