La mozione delle mozioni

Vercelli, 27 ottobre 2015

Ci sono molti modi per negare ai cittadini di un Comune il diritto di veder riconosciute le loro esigenze. Il riferimento è naturalmente a chi ha per legge il potere di riconoscere tali esigenze e, magari, di soddisfarle.

Uno dei modi di cui sopra consiste nel dare un’interpretazione limitativa all’art.6 dello Statuto del Comune di Vercelli, che recita

il Consiglio Comunale è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo; esercita le potestà conferitegli dalla legge nell’interesse della generalità degli abitanti ed adotta i relativi provvedimenti”.

Uno degli strumenti di cui il Consiglio Comunale può servirsi, onde adempiere al proprio compito, è la mozione, un atto con cui si indirizza politicamente l’attività del Sindaco e della Giunta (art. 53 del Regolamento do organizzazione e funzionamento del C.C.).

E veniamo alla questione di cui in premessa, cioè al modo di negare validità a quegli atti di indirizzo che, come precisato sopra, sono le mozioni.

In questo anno di governo della città molte mozioni sono state presentate sia dalle forze di minoranza che da quelle di maggioranza (a dire il vero in questo secondo caso soprattutto da SiAmo Vercelli, essendo prassi consolidata, da quest’ultima forza trasgredita, lasciare il compito alla minoranza onde “non disturbare il manovratore”).

Molte mozioni, si diceva, sono state presentate e votate dal Consiglio e parecchie sono state approvate.

A bene interpretare il sopracitato art. 6 (il verbo adotta non ha ambiguità di significato) le mozioni approvate dovrebbero tradursi in atti amministrativi, rappresentando nella quasi totalità le legittime esigenze dei cittadini.

Usciamo dal generico e facciamo qualche esempio.

Le mozioni sulla città cardioprotetta, e sul deposito di scorie nucleari hanno un’intima relazione con la questione SALUTE dei cittadini.

E’ importante per il Sindaco e per la Giunta la questione SALUTE dei cittadini?

Sembrerebbe lecito dubitarne, considerato che nessuna delle mozioni sopra indicate è stata presa in seria ed effettiva considerazione.

Ma passiamo ad altro argomento. La salute è importante, per noi almeno, ma non è tutto.

Quale è stata la fine delle mozioni approvate in Consiglio su: Asili nido, Family card, Recupero del cibo non consumato?

Un’amministrazione sedicente di sinistra (sicuramente appoggiata da una forza della minoranza sedicente di sinistra) non dovrebbe mostrare una qualche sensibilità nei confronti dei problemi economico-sociali che affliggono un numero elevato di famiglie vercellesi?

Dove sono finite quelle mozioni? Chi lo sa? Chiedere agli interessati è inutile, perché altro, dicono, hanno da fare.

La messa in sicurezza del Volto dei Centori, una qualche attenzione rivolta alla Fabbrica del S.Andrea, per non dire della questione mobilità e parcheggi  non toccano intimamente il senso e l’essenza della nostra città? Sono questioncelle che toccano solo tangenzialmente i cittadini? Vercelli insomma ama così poco se stessa?

Noi pensiamo che questo non si possa assolutamente dire. Si può – e si deve – dire invece che l’attuale governo della città non ama molto quest’ultima, considerando come un sovrappiù, qualcosa di cui si può tranquillamente fare a meno le questioni di cui sopra.

Lo conferma, ancora una volta, la totale indifferenza mostrata nei confronti delle mozioni relative (Family card, Volto dei Centori, Fabbrica di S.Andrea).

Ma, ritornando all’art. 6, chi adotterà mai i provvedimenti del caso in merito alle questioni suesposte, se il Consiglio Comunale viene considerato e trattato da Sindaco e Giunta come la classica voce “che chiama nel deserto”?

SiAmo Vercelli ha presentato sul tema una mozione che verrà discussa nel consiglio comunale di giovedì 29 ottobre e si augura che almeno in questa occasione ci sia convergenza e si abbandoni l’immobilismo di questi ultimi mesi.

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