PIANO SANITARIO: COME ANDARE OLTRE IL MURO CONTRO MURO

COMUNICATO STAMPA

Piano Sanitario: come andare oltre il muro-contro-muro

Vercelli, 9 dicembre 2014

La situazione dell’ospedale di Vercelli e, più in generale, della Sanità regionale è certamente complessa e non può essere liquidata con slogan o con proposte non realistiche, per quanto animate da buona volontà e sincero amore per la città. Da una parte, infatti, ci sono le esigenze degli ammalati e dei loro familiari, dei lavoratori dell’ospedale e dell’indotto; dall’altra c’è la necessità di fare efficienza e produrre risparmi economici – pena il dissesto della Regione.

La Regione ha elaborato un piano di intervento che prevede diverse misure. Se alcune scelte possono essere condivisibili e migliorative, come l’idea di puntare sull’assistenza domiciliare al malato, riservando all’ospedale la cura dei casi acuti, altre, legate al ridimensionamento del nostro ospedale, non possono essere subite acriticamente, ma devono essere oggetto di una discussione condivisa. Al momento, infatti, pare che i tagli ipotizzati derivino più da analisi amministrative – non sempre corrette – che da una disamina tecnica attenta delle situazioni (le eccellenze le abbiamo anche noi!).

Sappiamo, infatti, che su Emodinamica è stata presa una decisione errata, basata su numeri parziali: quelli completi dicono che nel reparto di Cardiologia nel 2013 sonno state effettuate 541 angioplastiche, ben al di sopra dei numeri stabiliti dalla riforma Saitta. Alla luce di ciò l’Ospedale di Vercelli ha i numeri per mantenere Emodinamica, quindi chiediamo con fermezza un passo indietro e agiremo con determinazione affinché Emodinamica venga mantenuta nella nostra città.

Quale invece può essere la soluzione per affrontare le altre misure? Noi vogliamo partecipare alle decisionisedendoci attorno a un tavolo in cui verificare le migliori ipotesi per il futuro della salute dei vercellesi. Su quel tavolo chiediamo che siano considerati tutti gli aspetti:

  • punti di forza dell’ospedale di Vercelli rispetto a quelli delle altre strutture, a partire da quelle vicine;
  • le soluzioni che meglio salvaguardano i posti di lavoro;
  • le possibili sinergieche producono risparmi senza peggiorare la qualità del servizio ai cittadini.

Qui vale la pena ricordare il progetto di una Città della Salute, centro di eccellenza nazionale, che serva sia Vercelli che Novara, ripreso dalla stampa in questi giorni.

Intendiamo chiedere ed ottenere dalla Regione che la Città della Salute sia costruita tra Vercelli e Novara, una soluzione migliorativa per tutti, dalla quale la città avrebbe solo da guadagnare: vorrebbe dire, infatti, non solo salvare, ma rilanciare la sanità vercellese, con un centro di eccellenza alle sue porte e ridurre i costi per la Regione, senza trascurare la possibilità di creare nuovi posti di lavoro per il nostro territorio.

In questa prospettiva riteniamo controproducente dismettere le eccellenze sanitarie vercellesi, e pensiamo che questa posizione sia ragionevole e coerente con il piano regionale; ecco perché una semplice riduzione dei costi basata su considerazioni amministrative non può rappresentare la strategia per rilanciare la sanità cittadina e di tutto il Piemonte.

La nostra richiesta di partecipare ai tavoli decisionali è responsabile e impegnativa, chiediamo la stessa responsabilità e impegno agli altri Comuni e territori. La disponibilità ad affrontare il dissesto deve, infatti, essere di tutte le parti coinvolte: non accetteremo mai di essere ignorati o considerati di serie B, potete starne certi.

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