Su Vercelli e il suo Ospedale, guardando al futuro

IL NOSTRO CONTRIBUTO AL DIBATTITO SUL FUTURO DEL SISTEMA OSPEDALIERO CHE INTERESSA VERCELLI, NELL’AMBITO DEL RIORDINO REGIONALE
Vercelli, 1 aprile 2015

È con grande interesse che abbiamo appreso nei giorni scorsi della presa di posizione dei Consiglieri Regionali “vercellesi” Corgnati e Molinari a proposito della Città della Salute da costruirsi tra Vercelli e Novara.

Fin dal dicembre scorso, in occasione del Consiglio Comunale straordinario in tema di riordino del Sistema Sanitario Regionale, SiAmo Vercelli si era espressa con chiarezza a favore di tale soluzione, senza che su questo si riuscisse a trovare il tempo di fare i necessari approfondimenti. In alcuni frangenti, per la difficoltà della materia, in altri per il clima di scarsa collaborazione che la concitazione di quei passaggi consiliari aveva creato. È quindi un buon momento, questo, per tornare a ragionarci con maggiore serenità e senza la pressione di un voto consiliare imminente.

Come tutte le forze politiche hanno detto, la sanità non ha colore. Le opportunità per il nostro territorio, sia in termini di tutela della salute che di investimenti, che di ricadute occupazionali, a tutti i livelli – compresi quelli di eccellenza medica – sono materia di tutti.

La distanza tra Vercelli e Novara ha pochi eguali, in termini di brevità, tra i capoluoghi di Provincia italiani. Inoltre, entrambe le città sono centri universitari sotto il cappello unico dell’Università del Piemonte Orientale.  Sono, questi, due ingredienti più unici che rari, che suggeriscono, o addirittura impongono, di mirare, nell’interesse di entrambi i territori, a un Sistema-Ospedale unico e comune, auspicabilmente di matrice Universitaria.

Un Sistema-Ospedale che trovi una collocazione fisica nel territorio tra le due vicinissime città, servendole entrambe – oltre ai territori delle province limitrofe. Oppure, in alternativa, che divida le specialità sui due centri cittadini, in maniera equilibrata e sfruttando le peculiarità ed eccellenze reciproche, senza battaglie di supremazia dannose a tutti.

Sarebbe questa, svestita dei campanilismi, una iniziativa che porterebbe con se benefici per tutti e a tutti livelli: cittadino, territoriale, regionale.

Questa battaglia, come abbiamo sempre detto, non sarebbe in sostituzione, ma bensì in aggiunta, alla tutela dell’attuale funzionamento dell’Ospedale di Vercelli. Ma, è importante ricordarlo, la tutela del presente comincia con la pianificazione del futuro, proprio per non ritrovarci, tra dieci anni, a piangere sul latte versato, come molte, troppe volte è successo nella nostra città, nei campi più svariati.

È importante che su questa battaglia si crei un fronte comune, che vada oltre la normale dialettica di politica locale, e nel dire questo ci rivolgiamo naturalmente alle forze di maggioranza, ma in particolare a quelle della minoranza consigliare.

Lanciamo un appello, a tutti coloro che, come noi, fanno dell’attenzione per il territorio un’istanza primaria: accanto alle sacrosante iniziative per difendere il Sant’Andrea uniamo tutte le forze del Consiglio Comunale per richiedere che il Piemonte Orientale abbia un Sistema-Ospedale d’avanguardia di livello nazionale, e che diventi un punto di riferimento per tutto il Nord Ovest per alcune specialità.

Siamo dunque disponibili, con apertura e rispetto di tutte le sollecitazioni, a contribuire a un dibattito pubblico guidato dai Consiglieri Regionali espressione del nostro territorio e dal nostro Sindaco, su questa importante materia.

Dibattito che auspichiamo partecipato da tutte le forze politiche e sociali cittadine, fuori dalla polemica politica spicciola e con l’obiettivo, che tutti ci unisce, di far crescere Vercelli.

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