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Piano Strategico: SiAmo Vercelli deposita segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione e denuncia alla Corte dei Conti

ANAC

Vercelli, 13 aprile 2016

SiAmo Vercelli non si ferma. Come preannunciato, ha presentato segnalazione/denuncia  presso ANAC e Corte dei Conti affinché venga verificata la regolarità dell’operazione-papocchio relativa all’affidamento del Piano Strategico a Mecenate 90.

Avevamo espresso le nostre perplessità , chiedendo, in seno al Consiglio Comunale, una Commissione di garanzia. Tale richiesta, sostenuta da tutta la minoranza, era stata respinta, da consiglieri, come Maria Pia Massa e il gruppo di Cambia Vercelli (Cambia???) i cui ‘fermi’ e ‘convinti’ principi di trasparenza, espressi lo scorso anno  con voti a favore delle commissioni di garanzia per Expo e Stagione di Prosa, sono miseramente naufragati grazie all’abbondante elargizione di poltrone da parte del Sindaco, alla faccia delle altrettanto abbondanti promesse elettorali di riduzione degli Assessori.

Niente di nuovo, purtroppo,  niente di cui meravigliarsi.
Anzi, convinti della nostra posizione andiamo avanti.

La democrazia e la buona politica impongono una assunzione di responsabilità e noi non ci siamo mai sottratti. L’abbiamo dimostrato, nonostante attacchi pretestuosi e a volte scorretti, teniamo “la schiena dritta” e ci spendiamo per il bene della città.

Sarebbe stato un gesto democratico e responsabile, da parte dell’Amministrazione, approvare la costituzione di una Commissione d’inchiesta.  Sarebbe stata, inoltre, una consolatoria conferma di buona fede e di correttezza.

Così non è stato, nemmeno questa volta.

Ma noi andiamo avanti.

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L’ultima puntata del papocchio “Piano Strategico”

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Vercelli, 13 marzo 2016

La questione dell’affidamento dei lavori del Piano Strategico, è stata, fin da subito, uno dei motivi che ci ha portato a constatare l’incompatibilità tra SiAmo Vercelli e il sindaco Forte.

Avevamo fin dal principio rilevato che:

  1. Mecenate90 avrebbe potuto, semmai, candidarsi per curare UNA PARTE del piano strategico (viste le sue competenze e referenze, limitate alla sfera della cultura)
  2. Per l’importanza del lavoro (il Piano Strategico ci vuole, ed è un lavoro importantissimo per il futuro della città) un bando pubblico sarebbe stato importantissimo per poter selezionare il meglio per Vercelli
  3. Per la dimensione del lavoro (si parla di oltre 200mila Euro) un bando pubblico sarebbe stato obbligatorio per legge

Il Sindaco, nascondendolo a tutti, perfino alla sua stessa giunta (non solo al ViceSindaco Perfumo, assessore allo sviluppo, ma anche agli assessori dello stesso PD) aveva invece proceduto a coinvolgere Mecenate90.

Lo fece dando prova di una totale mancanza di rispetto istituzionale (verso gli assessori della sua giunta), politico (verso le forze che la supportavano, incluso il suo stesso partito) e anche personale (nascondendo il suo operare ai suoi collaboratori quotidiani)

E lo fece appoggiandosi a una bizzarra triangolazione: aveva richiesto che una cospicua parte dei fondi che la Fondazione Cassa di Risparmio eroga ogni anno al Comune (nel 2014, ad esempio, fu fondamentale il contributo per poter dotare le scuole cittadine del sostegno agli studenti disabili) fosse invece rediretta a Confindustria, e che Confindustria incaricasse direttamente Mecenate 90. Evitando in tal modo al Comune una gara pubblica obbligatoria.

Centinaia di migliaia di euro annuali in meno al Comune, che finivano a Mecenate 90.

Fu questa (sia per i modi che per i contenuti) la goccia che fece traboccare il vaso e portò alle dimissioni degli Assessori di SiAmo Vercelli dalla Giunta e al passaggio all’opposizione da parte del movimento.

Totale assenza di trasparenza, addirittura nei confronti dei suoi stessi Assessori; selezione di un fornitore “monco” nelle competenze rispetto alle necessità di stendere un piano strategico che non può che comprendere (anzi, deve SOPRATTUTTO comprendere) il rilancio economico, e non solo culturale, della città; rifiuto di affidarsi a un bando pubblico per portare a bordo un partner scelto a priori.

Al tempo in pochi ci ascoltarono. Per molti, eravamo i partner capricciosi che se ne andavano senza dimostrare lealtà al Sindaco.

Oggi, dopo qualche mese, i fatti parlano chiaro e confermano tutte le nostre rimostranze della prima ora: i risultati sono modesti, la bizzarra triangolazione (prima negata o taciuta) è nota a tutti, ed è la stessa Confindustria a dire “BASTA”.

Resta da capire quali siano stati i motivi per cui il Sindaco abbia scelto di “forzare” a tutti i costi, e in maniera così poco lineare, la scelta fallimentare di Mecenate90.

Per questo, ricorreremo a tutti i mezzi (incluse la Corte dei Conti e l’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone) per far luce definitiva.

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L’Autorità Nazionale Anticorruzione censura come “non conforme” l’operato dell’Amministrazione in merito ai restauri della Torre Civica

234[1]

Vercelli, 24 gennaio 2016

Dobbiamo, ancora e ancora una volta, rilevare un’ennesima, pessima figura che la nostra Amministrazione ha fatto di fronte ad altri enti ed istituzioni.

Questa volta, in data 30 dicembre 2015, a tirare le orecchie a Maura Forte è addirittura l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) in merito all’appalto per i lavori di restauro conservativo della Torre Civica:
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6413

Link alla versione in PDF

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (testualmente) “ritiene non conforme alle disposizioni dell’art. 10, comma 2, del d.p.r. 207/2010, l’operato della stazione appaltante.”, ovvero il Comune di Vercelli.

A suo tempo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili aveva messo in guardia l’Amministrazione circa una chiara irregolarità nella formulazione del bando.

Purtroppo il Sindaco, seguendo la propria personalissima interpretazione del ruolo che ricopre ( forse un pochino autarchica?) ha preferito ignorare i consigli degli esperti e procedere per la sua strada…

Più che una strada, ormai una mulattiera costeggiata da profondissimi precipizi, su cui l’impavida, protervamente, procede.
Nessun coraggio, solo una costante esibizione del proprio potere.

Questa volta l'”impaccio” si chiama ANAC, il cui parere è stato regolarmente depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 30/12/2015 e al quale è ora cogente rispondere in merito.

Vedremo cosa si inventerà ora. Tra pretesti, promesse non mantenute, errori di valutazione, comunque procede…

E, ancora e ancora una volta, ci troviamo a riflettere su un vecchio, saggio proverbio: “tutti i nodi vengono al pettine”.
O, come dicono gli inglesi: “all chickens come home to roost “.

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