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Una giunta frastornata per una Città alla deriva

Pezze

Vercelli, 19 maggio 2016

L’impressione che si ricava dalla lettura del bilancio di previsione per il 2016 è quella di un’Amministrazione frastornata e incapace di decidere e fare qualcosa.
Una pezza qui, sul teatro Civico da rilanciare, e una là, sulla Consulta del Volontariato.
Qualche sogno tirato fuori dal cassetto del programma elettorale e finora rimasto tale: le piscine, la città sostenibile e pulita, la sicurezza. Il recupero e la valorizzazione del Sant’Andrea.

Inconcludenti. Non sanno dove andare.
Il bilancio 2016 è tenuto in piedi coi soldi ottenuti dalla (s)vendita di Atena, un fatto straordinario da 8,5 milioni di euro è usato per pagare la spesa corrente di tutti i giorni. Ci sarebbe piaciuto, piuttosto, vedere impiegati questi soldi per ridurre le tasse: d’altra parte si è (s)venduto quel che era dei cittadini, era giusto rimettere almeno una parte del ricavato nelle tasche dei cittadini stessi.
Invece no, anche nel 2016 le tasse non si abbasseranno, resteranno pressoché invariate.

E mentre le tasse non scendono e crescono, invece, le tariffe – da quelle per l’uso delle biciclette comunali all’affitto degli spazi pubblici – non si vede all’orizzonte alcun progetto di sviluppo della città o di semplice miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Avremo le piscine? forse nel 2018. Si troverà come impiegare gli immobili che il Comune ha sistemato negli anni passati? C’è la risoteca di piazza Cesare Battisti, pronta da un anno e tuttora inutilizzata; ci sono gli spazi immensi del PISU, c’è il cantiere abbandonato del museo della scherma … Le opere pubbliche “in corso” o in attesa di collaudo sono oltre 200! Quanti soldi buttati via.

Non ci sono idee e risorse sul turismo, sull’agricoltura, sulla tutela della salute, sulla formazione dei giovani, sullo sviluppo economico.
Pochi e confusi sono gli spunti sulla tutela ambientale.
Qui e là si trovano riscritte le promesse elettorali e le linee di mandato dell’Amministrazione. Ma non è più tempo di promesse, ora si tratterebbe di governare.

Per chiudere in bellezza, vale la pena evidenziare quel che si scrive nell’introduzione al bilancio 2016: con riferimento alle condizioni economiche generali, con impudenza e incoscienza, si spera che “parametri economici più positivi permettano di mantenere l’impegno assunto con i cittadini”. Come dire, mettendo le mani avanti, che difficilmente quest’impegno verrà mantenuto.

E’ una resa, una dichiarazione di incapacità grave e una vergognosa presa per i fondelli: visto che le condizioni economiche generali non sono cambiate dal momento in cui quest’Amministrazione si è proposta ai cittadini, anziché dirci adesso che non sono capaci, sarebbe stato meglio se ci avessero pensato prima.

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Bilancio 2015: pochi fatti, tanti tagli e vacue promesse

bilancio-2015

Vercelli, 12 maggio 2016

Venerdì in Consiglio Comunale si procederà all’esame del bilancio consuntivo 2015, il secondo dell’Amministrazione Forte.
Abbiamo voluto analizzarlo in due modalità: quella tecnica, leggendo i numeri e le relazioni degli assessori, e quella più reale, andando in giro a verificare lo stato della città e dei servizi.

Il Sindaco, nell’introdurre il bilancio, parla di riduzione del debito di quasi due milioni di euro e di un risultato positivo che è il frutto di un’attenta gestione delle spese.
Il debito si è ridotto, è vero: non proprio di due ma di 1,3 milioni. Sembrano comunque dei bei soldi. Peccato che quasi tutti, 1,1 milioni per la precisione, siano utili straordinari di Atena. Sono l’ultima mungitura, prima di dare la maggioranza a Iren. In un bilancio aggiustato da entrate straordinarie – questi sono soldi che non arriveranno più – non si può dire di certo che i conti siano in ordine!
Piuttosto, la svendita di Atena campeggia nel resoconto 2015 del Comune come un’iniziativa dissennata. Abbiamo perso la maggioranza dell’azienda e con essa il controllo in cambio di spiccioli e qualche promessa. Purtroppo Vercelli pagherà in modo serio questa scelta del Sindaco Forte.

Di questa “attenta gestione” non c’è traccia nei numeri e, molto più grave, neppure in città: quel che si vede, invece, sono tagli – spesso profondi – nella carne dei cittadini, tagli a servizi spesso essenziali.
Infatti, ciò che a prima vista può sembrare una cosa positiva – ho risparmiato, quindi sono stato bravo – a una più attenta lettura, si rivela una scelta penalizzante: dovevi erogare servizi e non l’hai fatto.

I tagli risultano terribili in particolare sul sociale, tema su cui spesso questa Amministrazione si è riempita la bocca: valgono il 30% del previsto, 9,5 sono i milioni spesi contro i 13,9 preventivati.
Si è risparmiato o si è semplicemente tagliato sulla pelle dei più deboli?
E ci sono tagli anche sui trasporti (22%), sull’edilizia abitativa (13%) e sull’istruzione (38%), sulle politiche giovanili (40%).
Sembra che l’Amministrazione comunale si sia fatta bella in fase di budget, prevedendo di spendere, e poi abbia tagliato di brutto in settori molto importanti.

Ma non è così che si fa l’efficienza che sbandiera il Sindaco! Efficienza significa fare con meno risorse le stesse cose. A tagliare sulle spalle dei cittadini sono capaci tutti.
Anche qui, purtroppo, i risultati si possono verificare facendo un giro in città. Basta ascoltare le persone per strada che si lamentano per la carenza di servizi assistenziali oltre che per la sporcizia per strada, il vandalismo, la mancanza di progetti, l’incuria verso i monumenti.

Quel che è sotto gli occhi di tutti è una città che langue. Una città che non aiuta i deboli, i giovani, gli anziani. Una città che muore.
Il tutto è certificato – questo sì – anche dal bilancio che probabilmente approverà il Consiglio. Se si leggono le relazioni degli assessori è tutto un fiorire di “fasi propedeutiche”, “protocolli d’intesa”, “indirizzi” e “studi” – qui e là fa capolino anche il controverso piano strategico Vercelli 2020.

Ma non c’è uno straccio di risultato, non una cosa fatta. Nè sullo sport, dove si ignorano le piscine, né sull’ambiente e sui giovani e neppure sulle politiche sociali. Quel che denunciavamo un anno fa come buchi e dimenticanze nel bilancio previsionale si è puntualmente avverato.

Anzi, una cosa c’è: è il completamento dei lavori nell’area dell’ex parcheggione, il cosiddetto PISU. A pagina 47 della Relazione, si vanta questo intervento come “fra i più significativi e rilevanti della programmazione comunale”, facendo finta di non sapere che questi lavori vengono dalla giunta precedente.

A questa giunta toccherà piuttosto mettere in moto la nuova area, di grande bellezza e potenziale, trovando le attività da inserire e garantendone lo sviluppo e la manutenzione. Ma su questo argomento, che richiede una qualche capacità di programmazione e realizzazione, si torna daccapo: nel bilancio non si dice niente e, molto probabilmente, non saranno capaci di fare niente.

Un’ultima considerazione sulle tasse: Il Sindaco Forte e l’Assessore Coppo hanno più volte sbandierato, per il 2015, la riduzione delle tasse, dopo un anno in cui la pesante eredità della giunta precedente non l’aveva consentita. Ebbene, dai dati emerge che, nel 2015, la pressione tributaria per singolo cittadino è praticamente invariata rispetto all’anno precedente (anzi, leggermente aumentata da 704,37 euro a 704,65 euro). Il contrario di quanto annunciato.
Altra promessa, l’ennesima, non mantenuta dal Sindaco.

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Il Cilindro Magico non esiste

Vercelli, 23 novembre 2015

L’amministrazione comunale e l’assessore Coppo hanno estratto dal cilindro magico enormi cifre che, come per incantesimo, andrebbero a rimpinguare le casse comunali.

Ci domandiamo quali cittadini potrebbero credere ancora alle favole.

Allora, per amor di verità e di chiarezza, cerchiamo di percorrere il cammino effettivo che dovrebbe produrre tanta ricchezza inattesa.

Come ciascuno di noi fa nel gestire i propri conti, anche l’amministrazione dovrebbe con lungimiranza e buonsenso, gestire i propri…che poi sono i nostri.
Si tratta, come riportato da parte della stampa locale, di 880.000 Euro di risorse liberate.

Liberate da cosa? E in seguito a quali decisioni?

Ecco allora le doverose spiegazioni, che però nessuno dell’Amministrazione fornisce in modo esplicito ai cittadini.

Ci proviamo noi.

Si tratta di rinegoziare 199 mutui per un totale di circa 41 milioni di Euro allungandoli di 6-10 anni, con un maggior impatto complessivo a livello di costo per il comune di circa 5 milioni di Euro per maggiori interessi.

Per tornare alla corrispondente situazione del cittadino privato, è come se rinegoziasse con la banca il mutuo della sua casa da 20 a 30 anni: diminuirebbero gli importi delle singole rate perché spalmate su più anni, ma aumenterebbero i costi degli interessi, perché si pagano interessi per 10 anni in più.

Il povero cittadino, a questo punto, sarebbe consapevole del fatto che questa operazione non produrrebbe al suo bilancio alcun risparmio.

E il Comune? E l’Assessore Coppo?
Sarebbe necessario che chiarissero questo: come per tutte le rinegoziazioni, la finanza non regala nulla e quindi a livello di costi questa scelta impatta per un complessivo di 5 milioni di Euro di maggior costi (e si potrebbe dire: alla faccia della spending review !!!).

Il costo per i cittadini vercellesi è di 5 milioni di Euro in più.
Ecco allora chiarita la magia: gli 880.000 sono denari liberati dalla diminuzione delle rate conseguenti alla rinegoziazione, non sono “trovati” grazie all’utilizzo di raffinate competenze finanziarie.

E dovranno, chiaramente, essere restituiti.
Con gli interessi (letteralmente!).

Ancora una volta per prendere una boccata d’aria oggi impattiamo su quelli che verranno dopo di noi, lasciando ai nostri figli come eredità i nostri debiti da pagare.

Le generazioni future hanno già dato, sono piene di debiti per colpa dei politici che hanno amministrato fino ad oggi.
5 milioni di Euro per extra oneri finanziari sono tantissimi.

Inoltre ci sentiamo di esprimere una seria preoccupazione: le risorse che verranno liberate nei primi anni andranno (forse) formalmente a fare manutenzione di strade e immobili, ma, nella sostanza, libereranno altre risorse del bilancio che sarebbero state necessarie a quegli scopi.

E queste ultime, come verranno spese ?

Di fronte a tanta inadeguatezza dimostrata dall’Amministrazione, temiamo che quei denari vengano usati per progetti poco utili, quando non del tutto inutili (magari un Museo dello Sport…).

E proviamo anche a dare un consiglio: per la ristrutturazione di immobili e la manutenzione straordinaria della strade usino gli introiti dell’operazione Iren-Atena.

Con i vari milioni di Euro che arriveranno dalla vendita delle quote di Atena è possibile far fronte alle reali necessità delle città.

Ma, stavolta, senza costi extra per i cittadini.

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Agosto: cittadino mio non ti conosco !

Vercelli, 21 Agosto 2015

Scarsa capacità previsionale o garbuglio di Ferragosto?

Dal Verbale della Deliberazione adottata dalla Giunta Comunale del 12 Agosto 2015 apprendiamo, sorpresi, che viene autorizzato un prelievo dal Fondo di Riserva per un totale di €61.500.

Ci domandiamo, analizzando le singole voci, come sia possibile che denari dal Fondo di Riserva (che, come spiega l’espressione, dovrebbe essere utilizzato per spese cogenti ed impreviste) vengano utilizzati per incrementare stanziamenti già presenti nel Bilancio approvato solo dodici (12!) giorni prima.

6.500 euro per “le maggiori esigenze connesse all’incarico di portavoce del Comune”.

Il tema del Portavoce aveva già scaldato a suo tempo l’animo di numerosi consiglieri (non ultimi Massa e Bassini, che, dagli scranni dell’opposizione tuonavano :”il compenso dell’addetto stampa è a carico dei contribuenti?”); inoltre per questa figura era già stata stanziata una somma per l’anno in corso.

Quali saranno ora le “maggiori esigenze?”

5.000 euro per “le maggiori esigenze connesse alla quota di cofinanziamento dell’evento Biennale Italia -Cina”.

Su questo punto ci sarebbe da scrivere un fiume di parole, a partire dalla evoluzione (o involuzione?) del Progetto Expo, che prevedeva mostre a ingresso gratuito e partecipazione di soggetti del territorio, e che ora vede l’ex- chiesa di San Marco occupata per tre mesi da una esposizione il cui ingresso costa 7 euro.

A ciò si aggiunge il nuovo stanziamento.

Ancora una volta “paga Pantalone!”.

50.000 euro per la realizzazione della Stagione Teatrale 2015-16. La delibera cita nuovamente “le maggiori esigenze…”( il burocratese spesso ostacola la trasparenza).

Dalla lettura dell’atto si evince che è prevista l’assegnazione contestuale della gestione del Teatro Civico e della Stagione Teatrale. Anche su questo esprimiamo le nostre perplessità: ci auguriamo che il Teatro Civico rimanga a Vercelli e ai Vercellesi, temiamo peraltro che operatori culturali non del territorio possano in questo modo monopolizzare un settore tradizionalmente legato alla città e alla cittadinanza.

Come cittadini e contribuenti ci sentiamo in diritto di esprimere due osservazioni.

A voler ben pensare, l’Amministrazione dimostra una pessima capacità previsionale, tanto da dover prelevare 61.500 euro dal Fondo di Riserva dopo poco più di dieci giorni dall’approvazione del Bilancio.

A voler essere bizantini, la seduta di Giunta del 12 agosto, che ha deliberato tali stanziamenti, avrebbe contato sulla distrazione dei cittadini che, abbattuti dal caldo torrido o elettrizzati dalle meritate ferie, sarebbero stati meno attenti alle attività dell’Amministrazione.

Rileviamo che il ferragosto è stato di intensa attività per i nostri amministratori: dai coinvolti e coinvolgenti comunicati sui social, alle delibere di Giunta che “correggono” il Bilancio appena approvato.

Chissà quale fervore a Settembre!

Link al Verbale della Deliberazione adottata dalla Giunta Comunale del 12 Agosto 2015

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Perfumo: sul Bilancio nessuna personalizzazione. Le posizioni siano chiare, nette e argomentate, proprio nel rispetto reciproco.

Alberto Perfumo

Di seguito le affermazioni di Alberto Perfumo a richiamare chiarezza nei contenuti del dibattito politico, e a  smentire ogni personalizzazione.

Per chiudere ogni polemica: ho letto che l’assessore Andrea Coppo si sarebbe risentito per una mia dichiarazione sul bilancio preventivo 2015; mi imputerebbe, infatti, di aver detto che il bilancio del Comune è falso. 

A me non risulta di aver mai dato questo giudizio. Tra l’altro, il bilancio preventivo non può essere né vero né falso perché è una previsione e, come tale, una stima che può solo avvicinarsi a quello che sarà il bilancio consuntivo dell’esercizio.

E’ vero che il giudizio mio e di Siamo Vercelli sul bilancio e sulla relazione programmatica 2015 è molto negativo, come si può leggere sul nostro sito www.siamovercelli.org.

Abbiamo lavorato a un profondo – e faticoso – lavoro di analisi e abbiamo sostenuto – e, fatti alla mano, continuiamo a sostenere – che “questa Amministrazione ha preparato un bilancio contorto e raffazzonato, condito con qualche falsa promessa e contraddistinto da una sempre più evidente incapacità di decidere e di fare le cose”.

Il nostro è un giudizio politico netto, di cui ci assumiamo la responsabilità, sul programma 2015 di questa Giunta e sul battage pubblicitario che lo ha affiancato (dove, appunto, abbiamo trovato qualche falsa promessa, come abbiamo evidenziato).

Non ci sentiamo, invece, di dubitare della buona fede di chi ha fornito i numeri, ossia tutti i settori del Comune, ognuno per la sua competenza, né di chi, nell’Amministrazione, li ha messi insieme. 

Sarebbe molto più grave se si “ciurlasse nel manico”, ma crediamo davvero che non sia questo il caso.

Quindi, nessun giudizio personale sull’Assessore Coppo e nessun accusa di “falsario all’opera”. 

Noi di SiAmo Vercelli, lo si sarà sicuramente capito, amiamo parlare chiaro, evitando quando possibile l’uso di termini a mezza bocca, senza la ricerca di benevolenza con i giri di parole; a volte, lo riconosciamo, in maniera sferzante e netta.

Lo riteniamo doveroso per un vero dibattito pubblico e profondamente rispettoso nei confronti dei nostri interlocutori: sia i cittadini che i nostri avversari – o, meglio, “dirimpettai” – politici. 

La nostra è (solo) una critica politica legittima, utile – quando non necessaria – in ogni discussione democratica. 

Critica che – ci auguriamo – né l’assessore Coppo né altri esponenti dell’Amministrazione vorranno censurare.

Alberto Perfumo

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Sempre più in basso: Bilancio approvato senza la presenza obbligatoria del Presidente dei Revisori

Vercelli, 27 luglio 2015

E’ un aspetto tecnico, molto tecnico per interessare i cittadini.
E qualcuno potrebbe persino definirlo formale.

Però, talvolta la forma è sostanza. E la violazione di aspetti formali sottintende pericolose forzature della sostanza, che, in Consiglio comunale, significa discussione democratica. Siccome questo è il caso, vogliamo portarlo all’attenzione di tutti.

Il regolamento del Comune (link a Regolamento di Contabilità) prevede appunto che il Presidente del Collegio dei Revisori sia presente alla discussione sul bilancio preventivo, per garantire risposte puntuali a questioni di loro competenza – che, sul bilancio, sono numerosissime.

Art. 73, comma 6 – Regolamento di Contabilità
“Il Presidente del Collegio o un membro da lui delegato, presenzia ai lavori del Consiglio quando è in discussione il bilancio preventivo, il suo assestamento generale e il conto consuntivo, al fine di fornire le indicazioni e le precisazioni verbali eventualmente richieste, da acquisire a verbale.”

La sua presenza è quindi necessaria (e si badi: necessaria senza alcuna condizione) al fine di rispondere richieste dei Consiglieri in materia di bilancio. Si osservi infatti che, negli enti pubblici come nelle imprese private, i Revisori garantiscono il rispetto delle norme contabili e, con ciò, tutelano i cittadini (nelle imprese, tutelano gli azionisti) sulla correttezza dei numeri di bilancio.

Venerdì mattina, quando abbiamo verificato che il Presidente del Collegio dei Revisori non era presente, ne abbiamo fatto richiesta in aula al Segretario Generale, attraverso una mozione d’ordine del Consigliere Luca Simonetti.

Il Segretario Generale ha risposto in aula che, a suo avviso, la presenza avrebbe dovuto essere garantita non per tutta la durata della seduta di discussione del bilancio ma solo per la parte relativa all’approvazione dello schema di bilancio (il punto 17 all’ordine del giorno, che non si sarebbe affrontato in mattinata) e che il Presidente sarebbe arrivato da li a poco.

Una risposta che non ci ha soddisfatti ma che abbiamo verbalizzato.

Al pomeriggio di venerdì, il dottor Sortino, Presidente del Collegio dei Revisori, si è presentato in aula e ha seguito i lavori tra le ore 15 e le 20, presenziando alla discussione dei punti (dal numero 8 al numero 14) all’ordine del giorno. Alle 20, proprio quando la minoranza lasciava l’aula, ha lasciato a sua volta l’aula e se ne è andato.

Quindi, la successiva discussione, e in particolare quella relativa allo schema di bilancio, si è svolta senza che il Presidente fosse presente!

Oggi lo abbiamo fatto notare, chiedendo, in aula, la legittimità di questa situazione. Dopo qualche minuto, ci è stato risposto che non ci sono state domande durante la discussione e, quindi, non c’era bisogno dei Revisori !

Insomma, al mattino di venerdì, a nostra richiesta esplicita, ci hanno risposto che il Presidente dei Revisori sarebbe arrivato al momento utile e, poi, siccome al momento utile non c’era, ci dicono che nessuno aveva fatto richiesta!

Una cosa surreale.  Un gioco di prestigio che non ci piace e che ci preoccupa. Se cominciamo a piegare le regole a piacimento, davvero prendiamo una brutta china.

E’ una forzatura delle regole che non va e di cui approfondiremo la legittimità.

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Democrazia ai minimi storici. Un altro record di Maura Forte

Vercelli, 25 luglio 2015

Queste le dichiarazioni di Alberto Perfumo raccolte dopo la bruttissima pagina di ieri sera.

“E’ finita a ‘schifìo’, come si dice in casi come questi.

Come avevamo già detto nella conferenza stampa di giovedì, le premesse erano molto negative: questa Amministrazione aveva preparato un bilancio contorto e raffazzonato, condito con qualche falsa promessa e contraddistinto da una sempre più evidente incapacità di decidere e di fare le cose.

Nel corso del Consiglio di oggi, la rotta era rimasta questa e, con qualche equilibrismo e qualche tentativo di arrampicarsi sugli specchi da parte di Sindaco e Assessori, la discussione era proseguita secondo copione: nessuna attenzione della maggioranza alle nostre proposte. Non che ci aspettassimo di più conoscendoli!

Il meglio, però, doveva ancora venire.

E’ alle 20, dopo la votazione sul punto 14 all’ordine del giorno, che il Sindaco e la sua truppa tirano fuori il peggio: anziché aggiornare il Consiglio a lunedì, come concordato con tutti i gruppi consiliari al momento della programmazione delle sedute, forse nel timore di perdere qualche pezzo per strada durante il weekend, chiedono che il Consiglio voti (usando la loro risicatissima maggioranza) di tirare avanti. Le regole concordate non valgono più: anche sui ritmi dei lavori ci si impone a maggioranza ! Incredibile, cose degne dei regimi totalitari.

Badate che mancavano ancora due punti importanti, come i bilanci della Farmaceutica e della Scuola Vallotti, e poi la discussione del bilancio vero e proprio. Bilancio che conteneva 22 nostri emendamenti, preparati con serietà e dedizione. Emendamenti di contenuto, per provare a migliorare un bilancio pessimo. Emendamenti da esporre e analizzare con serietà, non concepiti a fini ostruzionistici, logica che non ci appartiene. Discussione, quindi che avrebbe richiesto tempi lunghi (per ogni emendamento si stima che tra la presentazione e la discussione possono volerci dai 20 ai 30 minuti come minimo)

La ragionevolezza, oltre agli accordi presi in sede di Riunione di Capigruppo, suggerivano di rimandare a lunedì un confronto che richiede, per l’enorme importanza della materia, molte ore (si stima che la discussione, se portata avanti senza sosta, sarebbe durata almeno fino alle 8 del mattino di sabato) e tutta la concentrazione possibile.

Purtroppo ciò vale solo se si desidera davvero il confronto. Se, invece, prevale il timore di non essere maggioranza (ricordo che in questo momento il Consiglio è composto da 16 consiglieri di maggioranza e 16 di minoranza e solo in sindaco fa pendere la bilancia da una parte – un’altra anomalia dell’Amministrazione Forte!), allora tutto va a farsi benedire, comprese le regole della democrazia.

E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della nostra pazienza e di quella di tutti i gruppi della minoranza. La mancanza di rispetto nei nostri confronti e il tradimento degli accordi ci hanno costretti a un’azione che mai avremmo immaginato: abbiamo lasciato il Consiglio!

Li abbiamo lasciati là a discutere tra di loro, a votarsi le loro porcherie, ad assumersi una responsabilità grande verso la Città.

Credo che nessuno ricordi un tale atto di prepotenza. Un’angheria tanto più grave perché portata in seno a un Consiglio in cui la maggioranza non c’è e, quel che resta, non è parente di quella uscita dalle urne.

Credo che stasera tutte le persone perbene abbiano un motivo in più per prendere le distanze dall’Amministrazione di Maura Forte.”

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Bilancio, ecco le ennesime gravi menzogne del Sindaco Forte

NON SOLO LE TASSE NON SCENDONO, MA IL SOCIALE NON HA AFFATTO PIÙ RISORSE.
MORIREMO PRIMA DI POTER NUOTARE. E POI C’E’ LO SCANDALOSO PAPOCCHIO DEL PIANO STRATEGICO.
TUTTI I DETTAGLI, DATI ALLA MANO.

Vercelli, 23 luglio 2015

Negli scorsi giorni la Commissione Bilancio di SiAmo Vercelli al completo ha lavorato ogni giorno fino a tarda notte per analizzare le linee del Bilancio Preventivo 2015 che la Giunta ha proposto per la discussione nel prossimo Consiglio.

Oggi, in una intensa conferenza stampa, il movimento civico ha illustrato le risultanze dell’analisi, con cifre e numeri (che hanno il pregio di non piegarsi alla convenienza politica di turno)

Analisi che, dati inconfutabili alla mano, dimostra che la fanfara della vecchia politica vuol far credere vere cose che non lo sono, usando alcuni giornalisti compiacenti.

 

PUNTO 1: LE TASSE NON DIMINUISCONO AFFATTO.

Le aliquote sono quelle del 2014, aliquote che avevamo tutti definito emergenziali e temporanee, proprio per il fardello di difficile gestione ricevuto dal passato.

IRPEF: esattamente le stesse aliquote del 2014 (l’esenzione sale di soli 500 EURO dai 13000 dello scorso anno, quando lo sforzo era stato ben più cospicuo); TARI: esattamente le stesse tariffe del 2014 (incredibile, visto che Atena ha operato una riduzione !) e intanto la città è sempre più sporca; TASI: esattamente le stesse aliquote del 2014.

In più, per IRPEF e TASI, si prevedono aumenti di incassi. Siamo alla prestidigitazione: si dice che diminuiscono le tasse, ma si scrive che aumentano le entrate. Ci prendono tutti per stupidi !

 

PUNTO 2 – NON È AFFATTO VERO CHE C’È PIÙ SOSTEGNO AL SOCIALE

La scorsa settimana, in un’intervista a La Sesia, il neo-assessore Montano – molto onestamente e molto correttamente – ha detto che le risorse non crescono mentre crescono i bisogni.

Si dice che ci sono 166mila Euro in più, ma si tace il fatto che di quei 166mila, 127mila sono destinati all’AFM per coprire spese di assistenza che erano già stati trasferiti anche nel consuntivo 2014. Quindi sono gli stessi soldi già spesi lo scorso anno, nessuna aggiunta.

Quindi, l’incremento netto (che Massa e Bassini definiscono soddisfacente, dopo aver fatto la guerra a tutto campo all’assessore Sala Breddo ottenendone, sotto il ricatto del soccorso al Sindaco, la decapitazione in Consiglio ad opera del Partito Democratico) è di 166mila – 127mila = 39mila Euro.

39 mila Euro, ovvero del 6 per mille dei 6,260 milioni della spesa sociale. Complimenti a Sinistra e Voce Libera per la coerenza !

Sugli asili nido, il capolavoro: revisione delle rette che porta a un incremento del 100% per i redditi bassi: 300 Euro all’anno di maggior costo per chi non arriva alla fine del mese ! Vergogna !

Ultima nota molto preoccupante, che deve aver reso ancora più soddisfatti Bassini e Massa: la spesa per il sociale scenderà di 1 milione circa (da 6.260.227 Euro a 5.323.319 Euro) nel 2016 e 2017.

Avete letto bene: un milione in meno ! E loro si dicono soddisfatti di 39 mila Euro in più !

 

PUNTO 3 – IL PAPOCCHIO

Infine, sulle politiche sociali c’è un vulnus enorme: mancano molte delle risorse storicamente erogate dalla Fondazione Cassa di Risparmio.

Infatti, la voce di bilancio “3050095 – Contributi da privati” scende di 200 mila Euro, presumibilmente dirottati ad altro.

Ma non c’è traccia nel bilancio del Comune. Perché ? Per il Piano Strategico di Mecenate90, tanto caro al Sindaco da non averlo neppure fatto passare in Giunta !!!!!

Come si legge a pagina 131 della Relazione, il Piano è realizzato “grazie alla convenzione con Confindustria Vercelli Valsesia, ente promotore del progetto, e al finanziamento della Fondazione CRV”.

Il sociale avrebbe potuto disporre di centinaia di migliaia Euro che, INVECE, andranno a pagare le fatture di Mecenate90.

Con buona pace di Bassini e Massa, che in Consiglio hanno votato a favore del Piano e che ora si dicono soddisfatti del sociale ! E questa la chiamano politica di sinistra !

 

PUNTO 4 – LA CITTÀ È FERMA, SINDACO E GIUNTA NON PRENDONO DECISIONI E, DI CONSEGUENZA, NON SI MUOVE NULLA

È stato il mantra di SiAmo Vercelli per mesi: siamo fermi, dobbiamo cambiare passo, irrobustire la squadra. SiAmo Vercelli l’ha ripetuto fino alla nausea, prima di mollare il colpo, di fronte alla scelta del Sindaco di assecondare i ricatti degli appassionati della cadrega invece di rilanciare per mantenere gli accordi di rinnovamento della città presi con gli elettori.

Ebbene: continua inevitabilmente a non muoversi nulla.

La Relazione Programmatica Previsionale è il manifesto dell’immobilismo: una città in difficoltà che, invece di rilanciarsi attaccando, si arrocca tutta in difesa.

Per le piscine la fine dei lavori è fissata nel 2019 (Intervento LP15, pag. 2 dell’Allegato C del Programma Triennale delle Opere Pubbliche ). Avete capito bene: nel 2019, tra 4 anni !
Nuoteremo quindi nell’inverno del 2020, ma nel frattempo faremo in tempo a morire. E infatti (Intervento LP14, pag. 2 dell’Allegato C del Programma Triennale delle Opere Pubbliche ) l’impianto crematorio è previsto essere pronto nel 2017 !

Niente sulla sicurezza, malgrado le varie mozioni approvate dal Consiglio.

Briciole insignificanti sul Sant’Andrea che sta crollando pezzo a pezzo.
Nessuna menzione della Fabbrica del Sant’Andrea (se non un fuorviante titolo che con la Fabbrica – che è un organismo ad hoc utile a raccogliere finanziamenti esterni – non c’entra nulla). E ignorando deliberatamente che il Consiglio Comunale (l’organo più alto di rappresentanza dei cittadini) ha approvato pochi mesi fa ALL’UNANIMITÀ una mozione che ne prevede i passi propedeutici alla costituzione.
E intanto l’Abbazia, che è del Comune, cade a pezzi.

La Vallotti usata per (incredibile: hanno anche il coraggio di scriverlo !) “incrementare la visibilità della scuola e di riflesso L’IMMAGINE DELL’AMMINISTRAZIONE della città di Vercelli”.

Usano la scuola, che è di tutti, per incrementale l’IMMAGINE DELL’AMMINISTRAZIONE. Sembra una barzelletta, e invece è esattamente quello che c’è scritto nel Bilancio della Scuola Vallotti, Piano Programma 2015, pag.2. Le risorse di tutti servono a dare lustro e finanziare la carriera politica di Maura Forte.

Il Teatro Civico appaltato a (testualmente) “una gestione unica che comprenderà un unico gestore per il servizio tecnico e l’organizzazione del progetto culturale”. Ovvero, tutto il contrario delle dichiarazioni fatte dal Sindaco a suo tempo, noi concordi, per restituire il Civico alla città e agli operatori della cultura vercellesi.

 

PUNTO 5 – LA SQUADRA

Ambiente; Urbanistica; Sviluppo economico; Sportello unico attività produttive; Programmazione attività economiche, produttive, commerciali, artigianali, insediamenti produttivi; Promozione della Città; Expo; Cultura, Politiche occupazionali; Affari generali e legali; Polizia municipale; Comunicazione istituzionale; Coordinamento ricerca fondi; Università; Trasparenza e Città partecipata; Partecipazioni societarie; Piano strategico; Smart city.

 

Non è l’elenco di tutte le competenze del Comune. No.
Sono “SOLO” le deleghe in mano al Sindaco. Altro folle record di Maura Forte, che non ha neppure un vicesindaco.

Come può pensare di rilanciare una città accentrando tutte queste responsabilità ? Irrobustire la squadra, aveva indicato SiAmo Vercelli.

Non con persone proprie, ma con – SiAmo Vercelli l’aveva messo per iscritto – figure che avessero il gradimento di PD e Cambia Vercelli.

Invece tutto su di se, salvo nominare un nuovo assessore, la Dott.sa Dellavalle, “alla Promozione beni culturali ed eventi” (badate bene, non alla cultura, solo alla promozione), che avrà il compito di decidere, per tutto il 2015, di una spesa di soli 216mila Euro (documento di Bilancio alla mano).
E serve un assessore specifico per questo ? Nulla di personale contro di lei, che sarà anche bravissima, ma le sue deleghe, rispetto al monte complessivo in mano al Sindaco, fanno arrossire.

 

CONCLUSIONI

Siamo Vercelli ha presentato 22 emendamenti a questo disastroso bilancio 2015.

Aliquote IMU, Aliquote TASI, Canone concessorio non ricognitorio, Regolamento IUC, Fabbrica del Sant’Andrea, Destinazione dei fabbricati ristrutturati del PISU, Vercelli Smart City, Expo 2015, Informagiovani, Sicurezza e videosorveglianza, Promozione beni culturali ed eventi, …

Avrebbero potuto essere molti di più, è mancato il tempo e soprattutto le informazioni.

Il tutto è stato ovviamente “estremamente facilitato” da un documento di bilancio consegnato ai Consiglieri, nell’anno del Signore 2015, non in formato di documento digitale, ma bensì come copia del cartaceo.
Dov’è il basilare rispetto per il lavoro altrui ?
Altro che Smart City, qui siamo a Camillo Cavour: penna e calamaio !

Sicuramente ci sarà chi ci risponderà, cercando di smentire la nostra analisi, sparando i classici slogan a vanvera (“tasse abbassate”, “attenzione al sociale”, “impegno per le fasce deboli”) senza portare alcuna prova, alcun numero, alcuna cifra.

I politici di professione fanno così: sanno che nessun cittadino si leggerà il noiosissimo documento del bilancio, e puntano su questo per raccontarvi le loro balle.

Noi abbiamo lavorato duramente, per poter parlare citando i fatti, le cifre, i numeri di pagina, le fonti.
Diciamo solo una cosa ai cittadini: chiedete – a chi, invano, proverà a smentirci – di usarvi rispetto, facendo altrettanto.

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Clamoroso, una Caporetto per il bilancio di Maura Forte in prima Commissione: 0 a 10

Vercelli, 21 luglio 2015

In queste ore la Commissione Bilancio di SiAmo Vercelli sta lavorando con grande impegno e la consueta attenzione sulla proposta di bilancio che verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, stilando alcune proposte di emendamento da sottoporre al Consiglio stesso.

Intanto, ieri sera, nella seduta della prima Commissione Consiliare, l’Amministrazione ha stabilito un record, facendosi bocciare tutti e 10 i punti in discussione relativi al primo bilancio targato Coppo.

La commissione ha bocciato il Bilancio Previsionale 2015 sia del Comune sia della Scuola Vallotti e dei relativi provvedimenti collegati, rilevando debolezze sul fronte dei trasferimenti alla cultura, e soprattutto delle risorse destinate al sociale e del piano strategico Vercelli 2020, e bocciando di fatto le linee guida previste per il 2015 dal Sindaco Forte.

Nonostante il miele preventivo distribuito dalla Giunta sui media (alcuni compiacenti oltre i limiti della decenza) nell’ultima settimana, I Consiglieri Comunali che si occupano delle tematiche di Bilancio hanno bocciato il 100% dei punti: record forse eguagliabile in futuro, ma certo imbattibile.

E qualcuno ancora si chiede perché abbiamo chiesto a lungo – e invano – di irrobustire la squadra di governo…

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Indebitati per i prossimi 30 anni: purtroppo, “noi l’avevamo detto”…

Vercelli, 27 maggio 2015

Indubbiamente il bilancio 2014 è stato il più difficile degli ultimi anni, sia a causa del taglio dei trasferimenti statali, sia per la crisi economica di questo periodo che ha purtroppo inciso, aumentando il numero di persone e famiglie che necessitano di supporto economico da parte delle istituzioni locali, sia, infine, per la situazione ereditata dalle precedenti amministrazioni.

Lo abbiamo ricordato, per primi, in campagna elettorale (quando tutti amano evitare gli argomenti scomodi come questi, perché non portano voti), con una prima stima per difetto, basata sui documenti disponibili a tutti pubblicamente.

E poi, ancora, più volte dai banchi del Consiglio Comunale: la situazione ereditata, soprattutto relativamente ai residui attivi, ovvero i crediti di dubbia o difficile esigibilità, iscritti come attivo di bilancio dalle precedenti amministrazioni, è molto pesante.

Consapevolmente e con senso di responsabilità, gli ex-assessori al bilancio, espressione di SiAmo Vercelli, Alberto Gibin prima, ed Elena Delsignore poi, hanno affrontato la difficile situazione, ponendosi come primo obiettivo quello di mettere in sicurezza, per quanto possibile, i conti del Comune, non solo per l’esercizio corrente ma anche per quelli successivi, ampliando il fondo di riserva e operando una “pulizia” di tali poste.

E il raggiungimento dell’obiettivo emerge chiaramente se si valutano alcuni parametri relativi al bilancio consuntivo 2014, in cui appare chiaro come l’incidenza di tali residui, fortunatamente, presenti una significativa flessione rispetto agli anni precedenti.

In base alla nuova normativa contabile, infatti, in vigore dal bilancio 2015, i residui derivanti dagli anni precedenti dovranno essere registrati in un apposito fondo da “spalmare” sul prossimo trentennio. Ed è proprio di questi giorni, la notizia secondo cui, i crediti di difficile esazione ammontano a oltre 16 milioni di euro.

Tale importo, derivante dalle “allegre” gestioni delle amministrazioni passate, che iscrivevano come ricavi, crediti che ben difficilmente si sarebbero potuti poi esigere (imposte, multe, contributi, etc…), peserà sui cittadini vercellesi, di oggi e di domani, per i prossimi 30 anni, per oltre 500 mila euro all’anno, togliendo, per questo lungo periodo, significative risorse che avrebbero potuto essere impiegate più proficuamente, basti pensare al sociale, alla ormai cronica carenza di piscine, mal manutenute e lasciate deperire, e alla situazione di alcuni dei nostri monumenti più rappresentativi, tanto per fare alcuni esempi.

Le responsabilità politiche di chi ha determinato questa situazione sono evidenti a tutti: sono da imputare sia a chi ha governato fino all’anno scorso e che adesso strepita sul mancato rispetto delle regole, pretendendo di impartire lezioni di trasparenza, sia a chi, per anni, ha fatto finta di fare opposizione, non denunciando con forza questi fenomeni.

Tristemente, non ci resta che osservare che almeno “noi l’avevamo detto…”

——

Link al Comunicato durante la Campagna Elettorale Comunali 2014

Link all’Intervento dell’ex-Vice Sindaco Perfumo in Consiglio Comunale

 

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