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Approfondire il progetto di fusione con Sali

Vercelli, 2 giugno 2018

La fusione tra i comuni di Vercelli e Sali ha assorbito una parte importante del Consiglio comunale del 31 maggio scorso. Siccome la discussione è stata intensa e, a tratti, confusa, riteniamo utile spiegare bene qual è la posizione di Siamo Vercelli al riguardo.

Come prima cosa, condividiamo gli obiettivi della legge Delrio, destinata a promuovere l’efficienza nella gestione dei comuni e dei territori, nello spirito di privilegiare il bene comune nel suo complesso rispetto agli interessi di campanile.
Siamo anche d’accordo sull’ipotesi che l’Amministrazione promuova l’aggregazione di Vercelli con qualche comune vicino, attraverso un progetto strutturato e concreto in cui siano valutati i benefici per tutte le comunità coinvolte.
Non è questo, però, il caso di cui si è discusso ieri in Consiglio comunale e su cui si è votato.
Ieri, infatti, il sindaco ha portato in Consiglio una proposta confezionata in questi termini: Sali ha chiesto di essere fuso con Vercelli, la legge Delrio farebbe arrivare a Vercelli 2 milioni di euro all’anno per i prossimi dieci anni, quindi approfittiamone e arraffiamo i soldi, poi vediamo come va a finire.
Per Siamo Vercelli, una proposta fatta così non è accettabile: nessuno di noi, a casa sua o nel suo lavoro, si butterebbe a capofitto in un progetto così senza aver prima valutato tutte le conseguenze – come ha sostenuto Luca Simonetti in Consiglio.
La prima variabile, che il sindaco non ha valutato, è la consistenza della richiesta di Vercelli allo Stato: siamo certi che una mossa di questo tipo, da furbetto che approfitta un po’ delle norme generose e le piega al suo scopo, otterrebbe le risorse economiche previste in un periodo di dieci anni, periodo in cui cambieranno anche i governi centrali?
La seconda questione è la valutazione precisa dell’impatto della fusione in termini sia di benefici che di costi connessi.
Sono stati valutati i benefici di una possibile estensione del progetto ad altri comuni, anche più vicini? Potrebbero esserci ricadute positive in termini economici, sociali, territoriali?
E cosa dire dei costi? La fusione comporterebbe investimenti, ad es. sulle infrastrutture, e costi di gestione, ad es. per erogare servizi ai nuovi cittadini?
Sono aspetti molto concreti, che non si possono rimandare. Non si può chiedere al Consiglio di votare per l’operazione e sostenere che, dopo, si faranno gli approfondimenti e i conti.
Tutti i comuni che affrontano questo argomento, lo studiano con attenzione: basta digitare su un motore di ricerca “fusione tra comuni obiettivi”, nei primi quindici risultati ci sono gli studi di fattibilità realizzati in sette piccoli e medi comuni, tra cui Rivergaro, Cadoneghe, Castel Ivano, Cadrezzate, Baricella … Ovunque si sono fatte delle analisi sui benefici e sui rischi o costi della fusione. Perché a Vercelli no? 
Per questo, abbiamo chiesto al sindaco di approfondire la questione e di predisporre un progetto più concreto. L’abbiamo chiesto ieri in Consiglio comunale e l’abbiamo riproposto oggi inviando una richiesta formale al sindaco.
La nostra posizione e il nostro voto dipenderanno solo ed esclusivamente dalla bontà del progetto. Come sempre.

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Nuovo CdA di Atena: le nomine di Maura Forte saranno nell’interesse di Vercelli ?

Atena

Vercelli, 25 giugno 2016

Il 22 giugno, mercoledA�, A? scaduto il bando per la selezione dei tre consiglieri da��amministrazione di Atena di nomina del Comune.

Il buon senso vorrebbe che, per il bene di Vercelli, i nuovi consiglieri fossero scelti sulla base delle loro competenze ed esperienze e il piA? possibile autonomi rispetto agli influssi di IREN, nuovo azionista di maggioranza, e del PD. Questo perchA� non A? affatto detto che gli interessi di IREN, e del PD, coincidano con quelli di Atena e della cittA� di Vercelli.

La prova vitale A? rappresentata dalla prossima gara del gas, destinata ad assegnare la distribuzione del gas a un ampio territorio interprovinciale. Alla gara A? probabile che parteciperanno diversi soggetti e non A? affatto scontato che Atena-IREN si aggiudichi il servizio.
Cosa puA? succedere?
Vale la pena osservare, come premessa, che la legge prevede che chi vince la gara, se A? diverso dal gestore attuale, deve remunerarlo come indennizzo del servizio. Una sorta di risarcimento.

Prima opzione: Atena si aggiudica la gara.
Per certi versi, avrA� avuto piA? senso la��operazione con cui il Comune la��ha ceduta ad IREN. Sarebbero, infatti, proprio le risorse di IREN a consentirci di remunerare gli attuali gestori sui territori che non sono oggi serviti da Atena.
Resta vero, perA?, che la (s)vendita di Atena non andava fatta cosA�. Per dimostrarlo, basta osservare che in tal caso IREN potrA� distribuire il gas nel nostro territorio, attraverso Atena, a un prezzo piA? basso di quanto avrebbe speso per risarcirci. La somma pagata per acquistare Atena A? inferiore alla��eventuale indennizzo.

Se la prima opzione A?, quindi, solo in minima parte positiva, ben piA? grave A? la seconda opzione: la gara la vince un altro operatore.
In tal caso, Atena sarebbe risarcita dal vincitore, che si prenderebbe il servizio di distribuzione su tutto il territorio. Entrerebbero in cassa tanti soldi! Ben di piA? di quelli previsti per lo sviluppo di Atena nelle famigerate Linee guida, sottoscritte a dicembre 2015 dal Comune, in cui non ca��A? nessun reale impegno da parte di IREN per il futuro di Atena.
PerA?, si badi, tutti questi soldi non avrebbero alcun vincolo di destinazione, non dovrebbero rimanere a Vercelli. Potrebbero tranquillamente finire, in massima parte, nelle casse di IREN. Di fatto impoverendo Atena, che si troverebbe senza clienti, servizio e soldi.
Una disfatta.

Ecco perchA� il Comune, che, nonostante i nostri suggerimenti prima e le vibrate proteste poi, si A? giA� messo nelle condizioni di a�?non toccare pallaa�? sul futuro di Atena, dovrebbe assolutamente nominare dei consiglieri di altissimo profilo, preparati e decisi a fare la��interesse di Vercelli.

SuccederA�? Oppure vedremo figure compiacenti, magari legate a doppio filo al PD?

Riusciranno Maura Forte e il suo partito a far prevalere, almeno una volta, la��interesse dei cittadini di Vercelli?
Lo sapremo presto.

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L’AutoritA� Nazionale Anticorruzione censura come “non conforme” l’operato dell’Amministrazione in merito ai restauri della Torre Civica

234[1]

Vercelli, 24 gennaioA�2016

Dobbiamo, ancora e ancora una volta, rilevare un’ennesima, pessima figura che la nostraA�AmministrazioneA�ha fatto di fronte ad altri enti ed istituzioni.

Questa volta, inA�data 30 dicembre 2015, a tirare le orecchie a Maura Forte A? addirittura l’AutoritA� Nazionale Anticorruzione (ANAC) in merito all’appalto per i lavori di restauro conservativo della Torre Civica:
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=6413

Link alla versione in PDF

L’AutoritA� Nazionale Anticorruzione (testualmente)A�”ritiene non conforme alle disposizioni della��art. 10, comma 2, del d.p.r. 207/2010, la��operato della stazione appaltante.”, ovvero il Comune di Vercelli.

A suo tempo l’Associazione Nazionale Costruttori Edili aveva messo in guardia l’Amministrazione circa una chiara irregolaritA� nella formulazione del bando.

Purtroppo il Sindaco, seguendo la propria personalissima interpretazione del ruolo che ricopre ( forse un pochino autarchica?) ha preferito ignorare i consigli degli esperti e procedere per la sua strada…

PiA? che una strada, ormai una mulattiera costeggiata da profondissimi precipizi, su cui l’impavida, protervamente, procede.
Nessun coraggio, solo una costante esibizione del proprio potere.

Questa volta l'”impaccio” si chiama ANAC, il cui parere A? stato regolarmente depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 30/12/2015 e al quale A? ora cogente rispondere in merito.

Vedremo cosa si inventerA� ora. Tra pretesti, promesse non mantenute, errori di valutazione, comunque procede…

E, ancora e ancora una volta, ci troviamo a riflettere su un vecchio, saggio proverbio: “tutti i nodi vengono al pettine”.
O, come dicono gli inglesi: “all chickens come home to roost “.

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