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La segreteria di SiAmo è con Perfumo e Zanoni

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Vercelli, 14 luglio 2016

Zero i soldi spesi dal Comune di Vercelli per la nomina del coordinatore Vercelli-Expo.

Zero i soldi chiesti da decine di volontari, molti dei quali di SiAmo Vercelli, per le attività che hanno preparato e animato i primi mesi dell’iniziativa.

Zero le “merende” tra Alberto Perfumo e Francesco Brugnetta, che neppure si erano mai frequentati prima di Vercelli-Expo. Frequentazioni che invece qualcuno, pare anche tra i politici locali, si è inventato di sana pianta, parlandone pubblicamente, per scopi che sarà interessante accertare.

Zero i contatti tra SiAmo Vercelli e Brugnetta, arrivato spontaneamente, come tanti altri esterni al movimento, a dare un contributo di volontariato al progetto e che, si è poi saputo, alle elezioni comunali aveva addirittura votato altri!

Zero la voglia di far davvero chiarezza della Commissione di Garanzia Consiliare, votata anche da noi proprio per fare piena luce, il cui esito ha portato al naturale avvio delle indagini e le cui conclusioni sono tutte di cecchinaggio politico. Conclusioni, guarda caso, votate in assenza dell’unico membro di SiAmo Vercelli che ne faceva parte.

Zero la possibilità di incidere in alcun modo sulla nomina da parte di Gian Luca Zanoni, semplice consigliere comunale senza alcun potere sui dirigenti e sui loro processi decisionali.

Risultato: quattro persone vanno a processo. Si spenderanno tonnellate di soldi pubblici e ci saranno anni di attesa – e, cosa non da poco, logoramento personale per coloro che sono coinvolti.

Per chi, nell’ambiente mefitico della politica cittadina, ha tramato a lungo perché succedesse, contava ovviamente che tra di loro ci fosse il leader di SiAmo Vercelli. E, abbondare è meglio, il suo Capogruppo.

Peccato che il movimento non abbia un cagnolino, una mascotte: si sarebbe potuto coinvolgere anche quella.

E adesso si va avanti, con i tempi della giustizia.

Quello che rimane è la coscienza di essersi comportati eticamente e per il bene comune, come sempre.

E’ davvero assurdo anche solo pensare che, dopo aver donato centinaia di ore di volontari per il progetto, si sarebbe tramato nell’ombra per favorire la dazione di soldi – meno di ventimila euro, cifra per la quale, se si fosse, voluto, si sarebbe potuto procedere, secondo la normativa in essere, a un affidamento diretto allo stesso Brugnetta! – a una persona neppure vicina. A che scopo?

Quello che si aggiunge è la rinnovata convinzione che questo è un mondo che funziona spesso al contrario. E – e questo è un appello – che le persone di buona volontà devono smettere di lamentarsi e cominciare a coinvolgersi per cambiare le cose.

Quello che si aggiunge è la rinnovata convinzione che ci sia stato un gran bisogno di dar vita a SiAmo Vercelli, che proseguiremo a lavorare con ancora maggiori motivazioni e che valuteremo come agire contro chi ha inventato fatti per screditare il movimento.

 

I componenti della Segreteria  di SiAmo Vercelli dalla fondazione del movimento

Alessandro Brullo

Paola Casalino

Marcella Compagnoni

Paolo Dallera

Andrea Delrosso

Elena Delsignore

Alberto Gibin

Edoardo Perfumo

Elisabetta Perfumo

Pier Giuseppe Raviglione

Stefano Sarasso

Alberto Sereno

Luca Simonetti

Cristiano Sirianni

Renata Torazzo

Marcello Trada

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Un sistema multimediale per i visitatori dell’Abbazia di Sant’Andrea

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Vercelli, 19 ottobre 2015

Un anno fa, in questo periodo, la nostra comunità era impegnata nella raccolta firme per eleggere l’Abbazia di Sant’Andrea “Luogo del Cuore”, nell’ambito dell’omonimo concorso nazionale organizzato dal FAI. Con grande impegno ed entusiasmo abbiamo raccolto ben 15.582 firme, facendo risultare il nostro Sant’Andrea il secondo monumento più votato del Piemonte e 18-esimo a livello nazionale.

Non è stato possibile vincere il primo premio ma questo risultato ci ha permesso di partecipare alla seconda fase del concorso, che consente ai monumenti più votati di concorrere per il finanziamento di un progetto di valorizzazione, fino a 30 mila euro.

Negli scorsi mesi, un gruppo di lavoro di SiAmo Vercelli, guidato da Paolo Dallera e Paola Lamberti, ha ideato una proposta e, in collaborazione con Enrico De Maria di Vercelli Amica e in coordinamento con la Presidentessa del FAI di Vercelli, Arch. Maria Bice Sartoris, ha presentato il progetto: un sistema multimediale per guidare il visitatore nell’Abbazia di Sant’Andrea.

La proposta, altamente innovativa, si configura come un primo passo importante, suscettibile di ulteriori sviluppi, per accrescere la visibilità dell’Abbazia, aumentare i visitatori e porre le basi per future strategie di raccolta fondi, necessarie a ottenere risorse per la sua conservazione. Inoltre, non occorre dimenticare che l’importanza del Sant’Andrea è tale da attirare visitatori che altrimenti non avrebbero interesse a venire a Vercelli. Esso potrà quindi fare da volano per gli altri tesori artistici e monumentali, creando ricadute economiche a beneficio di tutta la città.

I risultati del concorso verranno resi noti dal FAI a metà novembre e ci auguriamo che il progetto per il Sant’Andrea possa essere tra quelli prescelti.

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La Nuova Politica

LETTERA APERTA AI DIRIGENTI, AI MILITANTI E AGLI ELETTORI DEL PARTITO DEMOCRATICO

Vercelli, 10 ottobre 2015

Abbiamo letto ieri la presa di posizione del segretario cittadino del PD Daniele Peila e del segretario provinciale Gian Paolo De Dominici rispetto alla mozione di sfiducia al Sindaco presentata da 15 consiglieri comunali.

In un passo fanno un chiaro riferimento a SiAmo Vercelli, il movimento che rappresentiamo in Consiglio Comunale: “Molto meno comprendiamo – dicono Peila e De Dominici – (le motivazioni) di altri che rendono possibile la presentazione di una mozione di sfiducia al Sindaco che hanno votato e con cui hanno governato.”

“Se questa è la nuova politica…”, concludono.

Da parte nostra, capiamo molto bene la necessità che il Partito Democratico ha di difendere sempre e comunque il Sindaco che ne è espressione. L’uscita di Peila e De Dominici è quindi una posizione quasi “dovuta”, e non stupisce affatto. Umanamente, ci sentiamo addirittura di esprimere loro vicinanza.

Ci sorprende invece la loro concezione di “nuova politica”.

SiAmo Vercelli ha convintamente sottoscritto l’apparentamento con il Sindaco Maura Forte e successivamente, con grande profusione di energie e senza calcoli, ha lavorato perché questa Sindacatura fosse un successo.

Ma l’accordo era basato – e questo Peila, che ne era uno degli artefici, non può non saperlo – su un programma di rinnovamento non solo dei contenuti, ma anche dei metodi con cui si fa politica a Vercelli.

Ebbene, è parso via via (e, purtroppo, senza neppure dover attendere molto tempo) che il Sindaco aveva concepito l’apparentamento con SiAmo Vercelli come foglia di fico per accaparrarsi l’immagine di una politica nuova, ma nei contenuti, e ancor più nei metodi, nulla era cambiato.

Ci abbiamo provato, e soprattutto Daniele Peila lo sa bene, con tutte le nostre forze, con estremo rispetto e sempre con chiarezza e senza calcoli.

Se non sosteniamo più questa amministrazione è per un atto di coerenza con il mandato elettorale. E si badi: il mandato ce l’hanno dato non solo i “nostri” elettori, ma anche quelli di PD e Cambia Vercelli.

Siamo noi a chiedere a Peila e De Dominici se pensano, in sincerità, che questa Amministrazione incarni e rappresenti quel mandato.

Dove sta il rispetto del programma elettorale condiviso e firmato ? Dove la trasparenza tanto sbandierata ?

Cosa c’era di nuovo e trasparente nel modo in cui ripetutamente si sono fatte promesse regolarmente non mantenute, ad esempio sulle piscine ?

Dove sta il rispetto degli elettori nel non far nulla per curare una città sempre più sporca e maltrattata ?

Dove sta la trasparenza nell’incredibile pseudo-affidamento da diverse centinaia di migliaia di Euro dei lavori sul Piano Strategico della città a un’associazione amica, senza alcuna gara, e tenendo all’oscuro tutti i componenti della giunta ?

Dove stava la voglia di lavorare insieme a SiAmo Vercelli per una politica nuova quando il Sindaco – e tu, caro Daniele, lo sai bene – tramava con gli ammutinati di Cambia Vercelli e i ribaltonisti di SEL e Voce Libera per rendere “inoffensive” le richieste di buon governo e di trasparenza amministrativa di SiAmo Vercelli ?

Dove sta l’onestà nei confronti dei cittadini quando ad esempio, nel bilancio 2015, si raddoppiano le rette degli asili per le famiglie con i redditi più bassi e si propaganda tutto ciò come riduzione ?

E tutto questo è stato regolarmente condito da una totale assenza di capacità di guida su questioni importantissime per la nostra città come quella della sanità e dell’Ospedale. Il Sindaco sempre in retroguardia, stretta tra la paura di non vedere impattata la propria carriera politica contravvenendo agli ordini del PD Regionale, e le pressioni che, comprensibilmente e doverosamente, provengono dalla città. In tutto ciò, nessuna proposta, nessuna posizione chiara. Fino ai pasticci del ricorso al TAR e al disastro dell’Assemblea dei Sindaci di questa settimana.

La verità, cari Daniele e Gian Paolo, è che il Sindaco non sa fare il Sindaco, e ha più e più volte mentito e cercato compromessi al ribasso pur di conservare la sua poltrona.

Lo sapete bene: i rapporti con la maggior parte dei militanti e dei Consiglieri del Partito Democratico che dirigete erano e rimangono ottimi. C’è, condiviso con loro e credo con molti elettori del PD, il rammarico per quello che si sarebbe potuto costruire lavorando insieme e che non è stato reso possibile da pochissimi, ma purtroppo in posizioni chiave.

Ebbene, ormai più di un consigliere comunale del Partito Democratico in privato ci ha confessato che il Sindaco non è adeguato a fare il Sindaco e che non si sta facendo quanto promesso agli elettori. Se siamo arrivati a questo punto, è davvero segno che serve voltare pagina !

Noi ci abbiamo provato fino all’ultimo, spesso calpestando anche il senso di orgoglio per comportamenti insultanti nei nostri confronti.

Abbiamo lasciato per semplice coerenza, quella che pensiamo di dovere agli elettori.

E, se solo ci pensate, noterete che nessuno prima di SiAmo Vercelli ha lasciato, con dimissioni (quelle vere: immediate e irrevocabili, annunciate dopo averle protocollate), due assessorati pesantissimi e la carica di Vicesindaco, per coerenza e rispetto degli elettori.

Nessuno prima di SiAmo Vercelli ha lasciato, con dimissioni immediate e irrevocabili, la vicepresidenza del Consiglio Comunale, per linearità e rispetto verso tutto il Consiglio e soprattutto verso il vostro partito.

Quello che nessuno ha fatto prima, si chiama, appunto “nuovo”.

“Se questa è la nuova politica…”, dite voi ? Noi pensiamo di si.

Pier Giuseppe Raviglione
Luca Simonetti
Cristiano Sirianni
Renata Torazzo
Marcello Trada
Gian Luca Zanoni

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Sei giorni per generare il Caos

Vercelli, 6 ottobre 2015

Ieri, 5 Ottobre, si è consumato l’atto finale di una commedia rappresentata nell’Aula Magna dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli: autore e protagonista assoluto il Sindaco Maura Forte.

Nessun drammaturgo avrebbe potuto escogitare una trama più funambolica e imprevedibile.

La Conferenza dei Sindaci, riuniti alle ore 17 all’Ospedale cittadino, prevedeva il “delicato” voto circa il Piano di riassetto dell’ASL. Delicato perché preceduto da tavoli e confronti sfociati, mercoledì 30 settembre, in una riunione congiunta presso la Sala Consiliare del Comune di Vercelli. Da lì era uscito un documento, sottoscritto dai gruppi consiliari, che appariva un atto contro- aziendale, una ribellione al ridimensionamento chiesto dalla Regione.

Dunque Maura Forte si poneva, in questa circostanza, come coraggiosa paladina antagonista della Regione, a guida PD e necessariamente vincolata ad un piano di rientro economico che richiede inevitabili tagli alla sanità.

Ma il Sindaco, senza dubbio dotato di straordinaria duttilità, ha preferito accontentare i consiglieri Massa e Bassini (come è noto strategici per mantenere una risicatissima maggioranza), firmare il documento scritto da Sinistra e Voce Libera e invitare tutti i gruppi politici a sostenere questa posizione.

Chissà che soddisfazione riunire tutti sulla base di un parere unitario riguardo il tema sanità!

Ma il Sindaco, senza dubbio dotato di una certa imprevidenza, non aveva considerato la reazione che questo atto avrebbe scatenato nei suoi compagni di partito posti ai piani più alti, in Regione.

E arriviamo a ieri, all’atto finale.

Il Sindaco, senza dubbio dotato di grande capacità inventiva, illuminata da una tardiva consapevolezza, propone ai Sindaci riuniti di rimandare la votazione sull’Atto per votare, invece, un documento integrativo scritto a nome di tutti i Sindaci coinvolti, che prevedeva di avviare un tavolo di confronto con la direzione ASL; solo al termine del percorso di revisione i Sindaci avrebbero espresso il loro parere.

Peccato che questo documento di integrazione né fosse all’Ordine del Giorno, né fosse stato dato precedentemente in visione a tutti i primi cittadini componenti l’Assemblea, i quali, a quel punto, sono insorti e hanno abbandonato l’Aula nel caos generale, chiedendo le dimissioni di Maura Forte.

Risultato: l’Atto Aziendale non è stato votato.

Grazie a questo escamotage il Sindaco è riuscito a non votare a sfavore (cosa che avrebbe generato una sicura e forte reazione da parte dei suoi compagni di partito in Regione), né a favore ( cosa che avrebbe creato pericolosi conflitti con i suoi amici di Sinistra e Voce Libera).

Pensando che qualsiasi scelta sarebbe stata troppo rischiosa, ha preferito non scegliere e, in modo rocambolesco, ha evitato il voto rimandando la votazione.

Questo atteggiamento, scorretto sia nel metodo sia nel merito, ci pare gravissimo.

Ancora una volta sono mancate chiarezza, trasparenza, attenzione e cura per il bene della città. E intanto la città soffre…

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SiAmo Vercelli deposita una mozione sul baratto amministrativo: una soluzione per chi non è riuscito a pagare i tributi comunali

Vercelli, 01/10/2015

SiAmo Vercelli ha depositato una mozione da votare nel prossimo Consiglio Comunale per l’introduzione del baratto amministrativo.

All’interno del decreto Sblocca Italia è presente, infatti, un’interessante misura che, per una volta, mira a far incontrare le necessità del cittadino con i bisogni delle amministrazioni locali. Questa pratica è tecnicamente chiamata baratto amministrativo (art.24 L.164/2014) e si configura come una forma di collaborazione tra cittadino e amministrazione locale.

Assillato dalle difficoltà di “far quadrare i conti” non ho potuto pagare i tributi comunali? Offro il mio tempo e il mio lavoro alla comunità, per una prestazione di pubblica utilità (pulizia, manutenzione, abbellimento di aree verdi, piazze, strade…).

Il baratto amministrativo è considerato la prima forma di intervento di politica sociale in luogo di beneficenza pubblica.

Numerosi comuni hanno già introdotto questa pratica e i cittadini, che gravati dall’attuale crisi faticano a far fronte al pagamento dei tributi, o anche delle quote di contribuzione a mense scolastiche o al pagamento dei canoni di locazione delle case popolari, possono in questo modo avvalersi di uno strumento che consenta loro di sanare un debito, avendo nel contempo un riscontro del valore del proprio tempo.

E’ innegabile che il Comune di Vercelli ha, negli ultimi anni, avuto difficoltà nell’incasso dei tributi da parte dei contribuenti (tributi che costituiscono quella grande massa di residui che ha portato una spesa corrente annua di 500.000 Euro).

La soluzione dell’Amministrazione è stata quella di inserire una task force interna che provvedesse al recupero dei tributi. Sicuramente questo strumento non è a costo zero: il comune impegna collaboratori e dipendenti che, occupati in questa attività, non possono essere utilizzati per altri compiti facenti capo all’ente.

E’ altrettanto innegabile che numerose e gravi sono le problematiche presenti in tutti i quartieri della città in tema di pulizia, manutenzione, decoro urbano.

Ecco allora che il baratto amministrativo diventa uno strumento di duplice efficacia: il cittadino sana i suoi debiti verso l’amministrazione, partecipando in questo modo alla cura e alla gestione del bene pubblico; il  Comune recupera crediti verso il cittadino e cura il decoro della città.

SiAmo Vercelli auspica ascolto, attenzione e convergenza su questa proposta.

Quando la crisi morde ci si ingegna per escogitare innovativi e a volte curiosi mezzi di compensazione. In questo caso lo strumento proposto esprime anche un valido e costruttivo messaggio: una società civile risulta unita e forte quando serve il bene comune e rispetta la dignità di ogni singola persona.

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La “rete” di Maura Forte non comprende quella ferroviaria

Vercelli, 25/9/2015

La “rete con la Regione” (nel senso della collaborazione tra l’amministrazione vercellese e quella regionale dello stesso colore politico, evocata dai nostri esponenti locali fin dai tempi dell’On. Rosso e che anche il Sindaco Maura Forte ha abbondantemente citato fin dalla campagna elettorale) evidentemente non comprende quella ferroviaria.

L’Assessore Regionale ai Trasporti Balocco, dello stesso Partito Democratico, ha infatti recentemente dichiarato che verrà utilizzata la linea alta velocità Torino-Milano anche per i servizi Frecciabianca.

Vercelli, come noto, non è ubicata su tale linea e, pertanto, i treni Frecciabianca, secondo tale progetto, non fermerebbero più nella nostra città, che rimarrebbe pertanto esclusa dai collegamenti ferroviari diretti a medio e lungo raggio (ad esempio verso la Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia) e sarebbe raggiungibile solo utilizzando treni regionali in partenza da Milano o Torino, che continuerebbero a transitare sulla linea storica.

“Il Piemonte punta a verificare la possibilità di due fermate intermedie a Chivasso e a Novara” – ha annunciato l’Assessore Balocco agli organi di stampa la scorsa settimana.

Se il progetto andasse in porto, ciò rappresenterebbe l’ennesima mazzata ai danni della nostra città sia dal punto di vista dei collegamenti, in quanto Vercelli – alla guisa di un paesino isolato – diventerebbe raggiungibile solo con cambio di treno da Milano o da Torino, sia da quello dei servizi, considerando i danni che si riverserebbero sui numerosi pendolari che oggi utilizzano tale tipologia di treni.

A fronte di cosa? Di un imprecisato quanto improbabile miglioramento delle tempistiche per i regionali veloci.

SiAmo Vercelli, ha presentato, quindi, la scorsa settimana, un’interrogazione al sindaco chiedendo in primis per sapere se è informata circa l’effettiva esecutività di tale progetto e dei relativi dettagli e, in secondo luogo, di come intenda eventualmente tutelare gli interessi della città di Vercelli, che, se andasse a buon fine quanto dichiarato dall’Assessore Balocco, rimarrebbe esclusa dai collegamenti di medio e lungo raggio previsti dai treni Frecciabianca.

SiAmo Vercelli, se non si otterrà a brevissimo una risposta dal Sindaco, è intenzionata a rivolgersi direttamente ai rappresentanti locali in Regione, per evitare questo grave declassamento a danno della nostra città.

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Atena, la partita più importante

Atena

Vercelli, 25 settembre 2015

In queste settimane si sta concludendo una partita di importanza decisiva per la città: al Comune di Vercelli, IREN – che è già partner industriale di Atena – ha proposto, per sostenere un piano di rilancio fatto di importanti investimenti, un aumento di capitale con il quale verosimilmente otterrà una partecipazione più ampia nella società.

Di fondo, l’operazione è giusta perché il mercato dei servizi idrico, ambientale ed energetico (luce e gas) è in una fase di consolidamento e aggregazione e nei prossimi anni solo i grandi player riusciranno a competere. IREN è uno di questi. Atena, da sola, ha dimensioni troppo piccole per operare con successo.

Possiamo ragionevolmente aspettarci un risultato molto positivo: la vendita avviene sulla base di un piano di rilancio di Atena che prevede oltre 140 milioni di euro di investimenti, lo sviluppo di nuovi business e la crescita dell’azienda, sia in termini di lavoratori che di loro competenze. Questo piano è il frutto dell’ottimo lavoro svolto dal nuovo consiglio d’amministrazione di Atena, entrato in carica un anno fa: dopo anni di immobilismo, addirittura caratterizzati da screzi e litigi tra il Comune e il socio IREN, finalmente si è arrivati a un obiettivo importante.

Ora, però, tocca al Comune gestire con cura la partita, garantendo il massimo ritorno per la città: va portato a casa il massimo risultato. Non solo collegato all’hic et nunc del ricavo economico (molti milioni di Euro dovrebbero finire nelle sguarnite casse del Comune) , ma anche e soprattutto alle garanzie per il futuro.

La materia è complessa dal punto di vista tecnico ma è semplicissima da quello concettuale: va bene che IREN aumenti la sua partecipazione in Atena, purché sia garantito ai cittadini di Vercelli lo sviluppo dell’azienda e i suoi risultati economici e occupazionali, oltre che la qualità dei servizi futuri e il controllo dei prezzi. Ciò significa che, attraverso i membri nel consiglio di amministrazione di Atena espressi dal Comune, questo possa sovrintendere comunque alla realizzazione del piano industriale e controllare gli investimenti che saranno fatti.

Non solo. Come in tutte le partite, bisogna rispettare regole chiare e trasparenti, che, in questo caso, si concretizzano in precise clausole di salvaguardia, ad esempio con penali verso IREN qualora non siano mantenuti i patti e con opzioni per il riacquisto delle quote a beneficio del Comune.

Di fondamentale importanza altri due punti: da un lato definire in anticipo come saranno investiti i soldi nel caso in cui non venga vinta la gara gas e dall’altro come garantire al Comune, con azioni privilegiate, introiti uguali a quelli degli utili anni nei primi anni in cui presumibilmente gli utili saranno più bassi per via dei nuovi investimenti.

SiAmo Vercelli ha già fatto la sua parte. Nel Consiglio comunale di giugno aveva chiesto e ottenuto che il Consiglio stesso esercitasse un controllo puntuale e costante sugli sviluppi relativi ad Atena. La materia è troppo importante per dare deleghe in bianco.

Dopo qualche tempo di preoccupante silenzio, in questi ultimi giorni il Sindaco ha iniziato a relazionare alle diverse forze politiche e venerdì 25 settembre lo ha fatto con tutti i capigruppo del Consiglio.

Mancano ancora molte risposte ai nostri dubbi e alle nostre richieste, si devono ancora definire molte cose e tutti i dettagli. Ed è lì che si può scivolare.

SiAmo Vercelli non molla la presa: abbiamo studiato a fondo la situazione, abbiamo approfondito, ci siamo confrontati con diverse forze politiche.

L’interesse comune è la chiusura di un trattativa trasparente, lontana dalle convenienze della vecchia politica e tutta incentrata sul bene di Atena e di Vercelli.

La vittoria è dunque l’ottenimento di un risultato vantaggioso per entrambe le squadre: Atena, piccolo gioiello della realtà economica vercellese, e la città, che da questa operazione potrà davvero trarre grandi vantaggi.

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La quiete prima della tempesta

Vercelli, 22 settembre 2015

Nella tarda estate vercellese, animata da attività ludiche e festaiole che rendono la nostra città apparentemente vitale e dinamica, si assiste ad un sostanziale languore dell’azione amministrativa.

Tutto tace.

L’impressione è quella della quiete prima della tempesta.
Grossi nuvoloni si addensano su una città ferma.

Ma, a ben guardare, urgenti e gravi sono le questioni di fronte alle quali non è consigliabile abbassare la guardia.

Uno su tutti: la Sanità.

E mentre tanti prendono posizioni facilmente populistiche e demagogiche, le persone di buon senso sanno che, in tutti i settori, la scarsità di risorse economiche sta spingendo verso l’aggregazione delle strutture e dei servizi. Non può costituire un’eccezione il settore della Sanità.

Meglio allora sostenere con forza quelle nostre strutture sanitarie – e non sono poche – che garantiscono alti standard strutturali, tecnologici e qualitativi – come richiede il Decreto del Ministero della Salute (n.70, del 2 Aprile 2015). Posti dove le persone vanno volentieri a farsi curare e, addirittura, vengono da fuori!

Meglio lottare per la costruzione di una rete territoriale di assistenza , che è prevista dal piano regionale e che è ancora tutta da fare. E’ evidente, infatti, che, se le strutture ospedaliere restano la sede più adeguata per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, le altre prestazioni , quali visite ed esami specialistici, consumo di farmaci, terapie riabilitative, trovano sul territorio il luogo più adatto di erogazione, spesso anche al domicilio dei pazienti (chi sa che è possibile, su richiesta del medico di base, ottenere una visita specialistica domiciliare per i pazienti che non sono in condizione di recarsi all’ospedale? ).

Senza perdere di vista i reparti eccellenti e indispensabili in città, un importante obiettivo diventa allora quello di vigilare attentamente sulle soluzioni che verranno adottate per compensare i tagli previsti e da attuare prima – sottolineiamo prima – dello smantellamento delle strutture esistenti, in vista di un miglioramento dell’assistenza al cittadino-paziente.

Sono queste le linee su cui dovrebbe muoversi il Sindaco.

Sindaco a cui chiediamo lumi in proposito, non per un crudele desiderio di aggravare le sue responsabilità e nemmeno per un perverso tranello polemico, ma perché (forse non tutti sanno che) nel nuovo piano di assistenza territoriale il suo ruolo assume particolare importanza nella programmazione territoriale distrettuale, per il parere sulle attività dei Distretti, per l’approvazione dei Profili e Piani di Salute e per la diffusione dell’informazione sui settori socio-sanitari e socio-assistenziali.

Tutte materie su cui sarebbe bene che il Sindaco si confrontasse con il Consiglio Comunale e con i cittadini.

Continuiamo a sperare che un alito di grecale spazzi le nere e minacciose nubi, ma temiamo l’arrivo di un uragano.

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L’imposta di soggiorno, questa sconosciuta: un’altra uscita infelice del Sindaco Maura Forte

Vercelli, 29 luglio 2015

Di seguito le affermazioni di Elena Delsignore raccolte oggi, a seguito delle dichiarazioni del Sindaco Maura Forte sull’imposta di soggiorno.

Uscita dal lavoro, ieri sera apprendo da un articolo di un quotidiano locale delle dichiarazioni del Sindaco sull’emendamento di SiAmo Vercelli in tema di imposta di soggiorno.

E sono pervasa da tanta amarezza!

Riporto fedelmente quanto dichiarato dal Sindaco:

“Proposta che, ovviamente, abbiamo bocciato”…:. “Il nostro obiettivo è rianimare la città, non azzerare ancora di più le sue possibilità di rilancio”…..”Sarebbe stata deleteria per il turismo a Vercelli. Si fa tanto per cercare di attirare persone in città e poi le tassiamo? Non potevamo che bocciare la proposta”.

Ecco, ho dovuto rileggere l’articolo un paio di volte perché pensavo fosse uno scherzo.

Credo che nella vita sia lecito cambiare idea e sicuramente Maura Forte può avere tutte le motivazioni per farlo.

Le ricordo, però, siccome sembra averlo completamente dimenticato, che sul finire del mese di marzo, dopo una condivisione di Giunta sull’opportunità di introdurre l’imposta di soggiorno a Vercelli, Maura Forte aveva delegato alla sottoscritta la stesura di una bozza di regolamento al fine della presentazione dello stesso alle Associazioni di Categoria !

Bozza regolarmente prodotta e condivisa con gli Assessori e il Sindaco nei primi giorni del mese di aprile.

Non vorrei davvero dovere pubblicare le prove scritte.

Ecco: a fine marzo l’imposta di soggiorno era reputata un valido modo per offrire ai cittadini di Vercelli una città più decorosa – essendo gli introiti destinati obbligatoriamente (lo dice la legge) alla cura delle strade, delle piste ciclabili, dei monumenti, etc – evitando di incidere con ulteriori esborsi sui vercellesi, ma chiedendo di concorrere alla cura della nostra città, anche a chi la frequenta (ad esempio per lavoro) pernottandovi.

Oggi, trascorsi solo quattro mesi, l’imposta di soggiorno (forse solo perché proposta da SiAmo Vercelli) è diventata la potenziale causa della morte del turismo vercellese.

E non solo non si recepisce la proposta (legittimo cambiare idea), ma la si usa per fare dichiarazioni di scherno e presa di distanza !

Che comportamento meschino ! Che falsità !

Infine una piccola nota nel merito.
Al di là di tutti i dettagli connessi con l’imposta di soggiorno, io pongo ai cittadini vercellesi solo un quesito: se qualcuno di voi volesse visitare una città o si spostasse per un viaggio di lavoro, e dovesse pernottarvi, rinuncerebbe mai a farlo perché ha un maggior esborso di un Euro?

Io, piuttosto, mi terrei lontano dalle città sporche.
E da quelle in cui il cui monumento più rappresentativo e importante perde i pezzi a giorni alterni.

Elena Delsignore

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Perfumo: sul Bilancio nessuna personalizzazione. Le posizioni siano chiare, nette e argomentate, proprio nel rispetto reciproco.

Alberto Perfumo

Di seguito le affermazioni di Alberto Perfumo a richiamare chiarezza nei contenuti del dibattito politico, e a  smentire ogni personalizzazione.

Per chiudere ogni polemica: ho letto che l’assessore Andrea Coppo si sarebbe risentito per una mia dichiarazione sul bilancio preventivo 2015; mi imputerebbe, infatti, di aver detto che il bilancio del Comune è falso. 

A me non risulta di aver mai dato questo giudizio. Tra l’altro, il bilancio preventivo non può essere né vero né falso perché è una previsione e, come tale, una stima che può solo avvicinarsi a quello che sarà il bilancio consuntivo dell’esercizio.

E’ vero che il giudizio mio e di Siamo Vercelli sul bilancio e sulla relazione programmatica 2015 è molto negativo, come si può leggere sul nostro sito www.siamovercelli.org.

Abbiamo lavorato a un profondo – e faticoso – lavoro di analisi e abbiamo sostenuto – e, fatti alla mano, continuiamo a sostenere – che “questa Amministrazione ha preparato un bilancio contorto e raffazzonato, condito con qualche falsa promessa e contraddistinto da una sempre più evidente incapacità di decidere e di fare le cose”.

Il nostro è un giudizio politico netto, di cui ci assumiamo la responsabilità, sul programma 2015 di questa Giunta e sul battage pubblicitario che lo ha affiancato (dove, appunto, abbiamo trovato qualche falsa promessa, come abbiamo evidenziato).

Non ci sentiamo, invece, di dubitare della buona fede di chi ha fornito i numeri, ossia tutti i settori del Comune, ognuno per la sua competenza, né di chi, nell’Amministrazione, li ha messi insieme. 

Sarebbe molto più grave se si “ciurlasse nel manico”, ma crediamo davvero che non sia questo il caso.

Quindi, nessun giudizio personale sull’Assessore Coppo e nessun accusa di “falsario all’opera”. 

Noi di SiAmo Vercelli, lo si sarà sicuramente capito, amiamo parlare chiaro, evitando quando possibile l’uso di termini a mezza bocca, senza la ricerca di benevolenza con i giri di parole; a volte, lo riconosciamo, in maniera sferzante e netta.

Lo riteniamo doveroso per un vero dibattito pubblico e profondamente rispettoso nei confronti dei nostri interlocutori: sia i cittadini che i nostri avversari – o, meglio, “dirimpettai” – politici. 

La nostra è (solo) una critica politica legittima, utile – quando non necessaria – in ogni discussione democratica. 

Critica che – ci auguriamo – né l’assessore Coppo né altri esponenti dell’Amministrazione vorranno censurare.

Alberto Perfumo

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