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Se io do una cosa a te, tu poi dai una cosa a me

Vercelli, 20 maggio 2018

L’aver previsto, con una settimana d’anticipo, la nomina ad assessore di Emanuele Caradonna, non ci dà alcuna soddisfazione ma dimostra, una volta di più, la prevedibilità di un’Amministrazione tutta concentrata nel fare e restituire favori.

Qui si tratta di una poltrona ceduta per ripagare l’amico di turno delle ultime mosse: della serie, se tu mi apri il consiglio comunale in sprezzo delle regole, io ti faccio presidente del consiglio. Oppure, se questa nomina salta perché va votata e i voti mancano, allora ti faccio assessore. Bingo.
Così è diventato assessore proprio quel consigliere che, presiedendo il Consiglio, si era lasciato andare a commenti vergognosi, proponendo al Sindaco di tenere le sedute del Consiglio comunale quando i consiglieri sarebbero stati in difficoltà a partecipare.

Purtroppo, l’anno che manca alla fine del mandato, sarà – anche qui proviamo a indovinare – un anno ricco di favori. Basta dare un’occhiata agli ultimi atti della giunta, ad esempio ai bandi che stanno uscendo per la concessione degli spazi dell’ex Ospedale vecchio.
Si tratta di spazi che sono pronti da anni, inutilizzati e già quasi in stato di abbandono. Spazi che il Sindaco non ha la più pallida idea di come utilizzare. Ora, mentre si avvicina la scadenza del mandato, escono i bandi.

Il primo, in scadenza il 21 maggio, riguarda l’immobile ex 18, destinato a ospitare attività che “valorizzino al meglio i prodotti di eccellenza del territorio”. Qualche anno fa, il Sindaco aveva fantasticato addirittura l’approdo di Eataly in questi spazi!
Adesso, si scende precipitosamente più in basso: “l’immobile – dice il bando – sarà assegnabile a imprese individuali e/o liberi professionisti”. Ma come? Si tagliano fuori in un colpo solo tutte le società di capitale, sia Srl che Spa? Da dove salta fuori questa proposta? Non è che si è già individuato l’assegnatario e/o si vuol tagliare fuori qualcuno?
Perché il bando è davvero strano: anziché imprenditori di rango e società qualificate, qui si cerca un pizzicagnolo! E’ un po’ come se, per il posto da primario al Sant’Andrea, si cercasse qualcuno con il diploma di scuola media (proprio come nel film di Cetto La Qualunque, lo ricordate?).

E’ vero che il Sindaco ha dimostrato che il mercanteggiamento di favori è la sua migliore qualità. E’ vero che nell’ultimo anno cercherà di recuperare, anche se, in ogni caso, la palma del peggior sindaco di sempre se l’è ormai aggiudicata. Ma questa miscela rischia di diventare esplosiva e richiede un supplemento di controllo e vigilanza da parte di SiAmo Vercelli e di tutte le persone che hanno a cuore la città.

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Dal TAR una sentenza incomprensibile

Vercelli, 24 aprile 2018

Non si comprende la sentenza emessa oggi dal TAR del Piemonte sul ricorso dei consiglieri “non surrogati” e su quello della minoranza contro l’apertura a 11 del Consiglio comunale.

Sulla prima parte, la posizione era attesa: le surroghe si devono fare. E peraltro tutti noi abbiamo sostenuto che il motivo per rendere le votazioni infruttuose, con ciò impedendo le surroghe stesse, risiedeva nella denuncia della violazione del Regolamento comunale, con l’apertura del Consiglio senza il numero legale di 14 consiglieri.

Molto diversa era la nostra aspettativa sul secondo punto. Qui si fatica a capacitarsi che il TAR continui a far riferimento alla gerarchia delle norme, dove lo Statuto (quorum pari ad almeno un terzo dei consiglieri) prevale sul Regolamento (quorum uguale a 14 consiglieri). Restiamo convinti, infatti, che le due norme non solo non siano in contrasto – basta applicare elementari nozioni di aritmetica – ma siano il frutto di una presa di posizione convinta del Consiglio comunale di Vercelli, confermata a settembre 2016. E il Consiglio, come disse il suo Presidente, è sovrano.

Cosa succede adesso?

Da una parte, il sindaco tornerà ad avere la sua maggioranza, almeno fino a quando il bacino dei surrogandi non sarà esaurito dalle dimissioni dei consiglieri stessi. Non crediamo, però, che ci stupirà con risultati importanti, recuperando quello che non è riuscita a fare nei quattro anni passati.

Dall’altra, la minoranza non potrà accettare serenamente una decisione incomprensibile.

SiAmo Vercelli continuerà la sua azione contro una politica vecchia, che piega ogni cosa al suo meschino interesse di sopravvivenza.

 

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AL TAR PER DIFENDERE LA SOVRANITA’ DEL CONSIGLIO

Vercelli, 22/03/2018

Lo strappo compiuto dall’Amministrazione Forte e dal PD è un atto grave, che lede le prerogative del Consiglio Comunale e richiede una risposta decisa e immediata. Non si può calpestare la sovranità dei consiglieri di Vercelli.
Sembra un fatto tecnico amministrativo e, come tale, lontano dai bisogni delle persone e della città. Invece, quello che è successo nel Consiglio di mercoledì 21 marzo 2018 dimostra la volontà caparbia di sindaco e maggioranza di resistere attaccati alla seggiola, contro tutto (la caduta libera di Vercelli) e tutti (cittadini e consiglieri comunali).
Spieghiamo l’accaduto.

Nelle ultime settimane, Maura Forte ha perso altri pezzi della sua maggioranza risicata e oggi può contare su 13 consiglieri comunali. Peccato che il limite minimo per aprire le sedute del Consiglio sia di 14 consiglieri e, quindi, si sia giunti allo stallo completo!
Un’Amministrazione consapevole e responsabile avrebbe preso atto della situazione e rassegnato le dimissioni. Non ci sono più le condizioni per governare e neppure quelle per tirare a campare, come fatto negli ultimi tre anni.

Al contrario, in modo scellerato, si è scelto di avviare i lavori del Consiglio, facendo finta che di consiglieri ne bastassero 11.
Con un parere approssimativo del Ministero, che si è espresso senza avere tutti i dettagli sulla questione, l’Amministrazione ha forzato la mano. Insomma, un putsch!

Peccato che il regolamento del Consiglio comunale di Vercelli preveda espressamente 14 consiglieri come numero minimo per considerare valida una seduta.
E peccato anche che il Consiglio stesso, a settembre del 2016, abbia bocciato la proposta di riduzione di questo numero.
Peccato, infine, che il Segretario Generale abbia espresso chiaramente queste cose in ben due memorie consegnate al Sindaco e al Presidente del Consiglio, agli atti del Comune.

Le carte sono chiarissime e altrettanto chiara era ed è la volontà del Consiglio.
Per questo, Siamo Vercelli ha deciso di ricorrere al TAR. Per difendere fino in fondo la legge e la sovranità del Consiglio.

 

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Qualcuno ciurla nel manico

Vercelli, 22 maggio 2017

SiAmo Vercelli congiuntamente al consigliere Michelangelo  CatricalA� del M5S , consapevoli della totale mancanza di ragionevolezza dimostrata dall’ Amministrazione in tutti gli ambiti della gestione della cosa pubblica, stanno mettendo in atto strategie che consentano alla cittA� di uscire dal buco nero nel quale sta precipitando.

Oggi, 22 Maggio, A? stata protocollata una mozione per la revoca del Presidente del Consiglio Comunale, in seguito ai fatti del 16 Marzo, che hanno rilevato ripetute violazioni dei compiti istituzionali e degli obblighi di imparzialitA� e di correttezza e tutela dei diritti dalla minoranza di cui il suo ruolo A? investito.

La mozione, che A? stata sottoscritta da SiAmo Vercelli, Lega, Vercelli Amica, e dal consigliere Michelangelo CatricalA� del M5S (il capogruppo Brusco ha ritenuto di non aderire),  ha lo scopo di ripristinare l’equilibrio istituzionale che, nella politica autarchica della Giunta Forte, non viene piA? garantita nemmeno in rispetto allo Statuto Comunale.

Come si evince dall’elenco dei firmatari,  A? evidente la mancanza di compattezza della minoranza. Questo il vulnus piA? grave, ulteriormente confermato dal fallimento di un altro tentativo messo in atto da SiAmo Vercelli durante lo scorso Consiglio Comunale: la proposta di un appello, presentato a tutti i consiglieri,  alle dimissioni dal Consiglio Comunale. Se fosse stato accolto dalla metA� piA? uno di loro, avrebbe  sancito lo scioglimento anticipato del Consiglio e nuove elezioni. E sarebbe stata la soluzione migliore per uscire dalla palude.

Eppure, anche di fronte a questa proposta, la minoranza ha perso l’occasione per chiudere con questa Amministrazione; il risultato A? emblematico di un’opposizione “poco oppositiva”. In calce all’appello si ritrovano le stesse firme presenti in calce alla mozione di revoca del Presidente del Consiglio:  Zanoni, Simonetti, Perfumo, Torazzo, Raviglione, Sirianni, Randazzo, Demaria, Pasquino, Stecco, CatricalA�.

Ai lettori il compito di trarne le conseguenti opinioni, ai consiglieri di minoranza che hanno negato il  consenso (Gianni Marino, Massimo Materi, Ketty Politi, Valeria Barelli, Adriano Brusco)  quello di spiegare la loro posizione ai loro elettori e, comunque, ai cittadini che toccano con mano ogni giorno l’incapacitA� e l’inefficienza di questa Amministrazione.

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DIMISSIONI PER RIPARTIRE: CHI FIRMA

Vercelli, 18 aprile 2017

Alla vigilia dell’ultimo Consiglio comunale del 13 aprile, i consiglieri di SiAmo Vercelli hanno rivolto a tutti i consiglieri un appello alle dimissioni. Se fosse accolto dalla metA� piA? uno di loro, sancirebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio e nuove elezioni. E sarebbe la soluzione migliore per uscire dalla palude.

Oggi, 18 aprile, il risultato A? il seguente: oltre ai sei consiglieri di SiAmo Vercelli, hanno sottoscritto la lettera di dimissioni i consiglieri di Vercelli Amica, della Lega Nord e un consigliere del M5S.
La lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio, riporta quindi dieci firme: Simonetti, Sirianni, Zanoni, Perfumo, Torazzo, Raviglione, Randazzo, Demaria, Stecco e CatricalA�. Ne mancano sette per ottenere il risultato.
 
Nei prossimi giorni, SiAmo Vercelli insisterA� nell’appello a tutti i consiglieri, di minoranza e maggioranza, che credono che sia giunto il momento di chiudere con questa Amministrazione, scendendo da un treno fermo sul binario morto. Senza calcoli spicci di convenienza e con la voglia di ripartire per il viaggio di cui ha bisogno la nostra cittA�.

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DIMETTERSI PER RIPARTIRE

Vercelli, 17 aprile 2017

Sabato 8 aprile, alla vigilia del Consiglio comunale sul bilancio preventivo 2017, i consiglieri di SiAmo Vercelli hanno rivolto a tutti i consiglieri questo appello alle dimissioni. Se fosse accolto dalla metA� piA? uno di loro, sancirebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio e nuove elezioni. E sarebbe la soluzione migliore per uscire dalla palude.

“Amici consiglieri, di maggioranza e di minoranza, ce l’ha ordinato il medico di continuare cosA�?
A? sotto gli occhi di tutti che non stiamo facendo ciA? che serve alla cittA�. Che sediamo in maggioranza, a sostegno di una giunta in evidente difficoltA�, o in minoranza, non A? il servizio che abbiamo scelto di rendere tre anni fa.
In questi tre anni, qualcuno A? passato da un gruppo all’altro, alla ricerca di un’identitA� e di una missione. Noi di SiAmo Vercelli abbiamo abbandonato la maggioranza e un progetto in cui non ci siamo riconosciuti; siamo stati sostituiti da Sel e Voce Libera, passati in maggioranza per cercare una soluzione. Nel frattempo, nove assessori hanno lasciato e il sindaco ha faticato non poco a tenere insieme tutto.
Al di lA� degli annunci, Vercelli A? in ginocchio, ogni giorno piu povera e disperata.

Noi vogliamo ricominciare. Senza calcoli e interessi di parte, vi proponiamo di aderire al nostro appello e di dare le dimissioni dal Consiglio comunale.
Non pensiamo con sospetto e paura a cosa potrA� accadere dopo.
Non temiamo che, a nuove elezioni, vinca la destra, la sinistra, i 5 stelle o i SiAmo Vercelli. VincerA� chi avrA� qualcosa da dire, chi avrA� la credibilitA� per alimentare la speranza delle persone!
Ma non A? questo il momento di tentennare perchA� magari “vincono gli altri”. La situazione attuale e la prospettiva del prossimo periodo sono peggiori di qualsiasi alternativa.

Il nostro appello A? rivolto anche al sindaco, che certamente non ha vissuto nA� vive serenamente la difficoltA� ad incidere, ad avanzare, a produrre risultati. Crediamo che anche per lei ciA? che accade non sia ciA? che avrebbe voluto.

Ci appelliamo, quindi, a tutti voi, alla responsabilitA� di chi ragiona con la propria testa, di chi ha il coraggio di scendere da un treno fermo sul binario morto. Di chi ha voglia di ripartire per il viaggio di cui ha bisogno la nostra cittA�.
Dimettiamoci e ripartiamo.

Il gruppo consigliare di Siamo Vercelli”

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UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FAZIOSO E SCORRETTO

 
Vercelli, 4 marzo 2017
 
Ieri sera A? caduto con fragore la��ultimo tassello istituzionale e un Consiglio comunale giA� sbeffeggiato dal Sindaco e dalla Giunta A? stato preso in giro dal suo presidente.
Non che Michele Gaietta, in piA? occasioni anche recenti, si fosse distinto per imparzialitA�, quella richiesta al suo ruolo di garante del funzionamento del Consiglio. PerA?, pur di parte, non era ancora caduto cosA� in basso.
 
Questi i fatti: nel prossimo consiglio, previsto inizialmente il 30 marzo, si tratterA� del bilancio del Comune, argomento delicato e spinoso. La data del 30 marzo viene da un accordo, sottoscritto da tutte le forze politiche alla��insediamento del Consiglio stesso: le assemblee consiliari si tengono la��ultimo giovedA� del mese. Ea�� un accordo intelligente e pulito, che offre a tutti i consiglieri la possibilitA� di essere presenti, programmando in anticipo gli impegni del lavoro.
 
Ora, Gaietta sa che il 30 marzo la maggioranza non A? tale perchA� non ha i numeri. Vale la pena osservare, en-passant, che non ca��A? una maggioranza in Consiglio, sedici consiglieri da una parte e sedici dalla��altra, con il voto del solo sindaco a fare la differenza. Per cui, basta un alito di vento e si va sotto!
 
CosA� una situazione perennemente a rischio, con cui perA? il sindaco convive come se niente fosse, rischia di precipitare proprio nel delicato Consiglio sul bilancio.
CosA� la��idea geniale del presidente: anticipiamo il Consiglio e freghiamo la��altra metA� dei consiglieri!
 
Una schifezza, insomma.
 
Ma non A? tutto: questo comportamento, che pure sarebbe sconcio, viene vestito di un abito ancora piA? sconcio. PerchA� Gaietta, anzichA� ammettere che il 30 non ha i numeri per approvare le delibere di bilancio, si arrampica sui vetri: a�?la minoranza non ha garantito, in altre occasioni, il numero legale, impedendo il funzionamento del Consiglio. CosA�, a moa�� di lezione e in barba agli accordi sulla��ultimo giovedA� del mese, questa volta il Consiglio si fa quando decido io. Quando sono sicuro che ci sia il numero legale per svolgere regolarmente il Consiglioa�?.
 
Non ha previsto, Gaietta, che i consiglieri della��opposizione non hanno la��anello al naso e, nella riunione dei capi gruppo, si dichiarano pronti a sottoscrivere la��impegno ad essere presenti il 30, garantendo il funzionamento del Consiglio. Qui casca, fragorosamente, la��asino e si perde la��ultimo residuo di serietA�.
 
Quando il presidente del Consiglio, eletto anche coi voti della��opposizione, cessa di garantire tutti i consiglieri e si schiera cosA� volgarmente per il suo partito, significa che si A? perso del tutto la misura: il Consiglio comunale diventa inutile, le sue competenze, garantite dalla legge, sono mortificate.
 
Inaccettabile.
 
La violazione ad opera di Gaietta si aggiunge alla lista delle prevaricazioni e dei continui soprusi subiti dal Consiglio comunale a cura di questa Amministrazione.
 
Se possibile, perA?, la situazione si fa ancora piA? grave perchA� tocca una figura di garanzia e mette in crisi la fiducia stessa in tale figura.

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SiAmo Vercelli presenta una mozione per tenere in cittA� i reperti archeologici

Vercelli, 25 gennaio 2017

Durante il prossimo Consiglio Comunale si discuterA� una mozione presentata dal Gruppo di SiAmo Vercelli che vuole impegnare a mantenere in cittA� le testimonianze significative del nostro passato e a sviluppare iniziative collegate a tali ritrovamenti, finalizzate a incrementare il turismo e a generare, di conseguenza, nuovi posti di lavoro. 

Come A? noto. infatti, sia nel presente sia nel passato, a Vercelli vi sono stati importantissimi ritrovamenti archeologici risalenti anche alla��etA� romana. Molti degli oggetti e delle opere da��arte ritrovati non vengono conservati nella nostra cittA�, ma portati a Torino.

Riteniamo che la promozione e la valorizzazione dei nostri beni culturali puA? contribuire anche al  miglioramento della qualitA� della vita della cittA�, rendendola piA? gradevole, vivibile, e anche piA? a�?appetibilea�? come  meta insediativa, tenendo conto della nostra vicinanza a Milano e a Torino.

La mozione chiede a Sindaco e Giunta di promuovere tutte le iniziative necessarie a recuperare e a riportare a Vercelli i reperti archeologici e le opere da��arte ritrovati in cittA� e a promuovere il collocamento degli stessi presso una sede adeguata, pensiamo in primis al PISU, posto, oltretutto, in posizione strategica.

Si chiede inoltre, di favorire la��insediamento di una scuola di restauro e conservazione dei reperti archeologici, utilizzando anche le numerose professionalitA� giA� presenti in cittA�.

La nostra cittA� possiede un tesoro che deve essere valorizzato: non si puA? continuare a permettere che quello che appartiene di diritto ai cittadini vercellesi riempia, invece, i musei di altre cittA�.

Ci auguriamo che la��Amministrazione e il Consiglio Comunale colgano la��occasione e che finalmente Vercelli conservi i suoi gioielli.

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Contro l’immobilismo del sindaco la parola ai cittadini

persone-forza

Vercelli, 18 novembre 2016

Continua e sale di tono la nostra protesta contro lo scollamento, sempre piA? evidente, tra questa Amministrazione comunale e la cittadinanza, che si manifesta tutti i giorni nel modo in cui il sindaco tratta il Consiglio comunale, fatto dai rappresentanti eletti dai cittadini. Ne sono prova, ormai nota a tutti, le mozioni approvate e mai realizzati e gli altri atti che non passano neppure in Consiglio.

Della nostra protesta hanno dato finora buona evidenza gli organi di stampa in relazione all’uscita del gruppo consiliare di SiAmo Vercelli dal Consiglio di fine settembre e all’assenza nei due successivi.

Ora la nostra protesta prosegue in una forma diversa e ancora piA? incisiva: stufi di discutere invano in Consiglio, restituiamo la parola ai cittadini – in attesa che si esprimano attraverso il voto, quando sarA�. Visto che il Consiglio vive su un altro pianeta, ripartiamo dalla cittA� e dalle sue esigenze e puntiamo su iniziative popolari, coinvolgiamo direttamente le persone con tutti gli strumenti a disposizione: istanze, petizioni, proposte di deliberazione a�� fino al referendum comunale. Tutti atti previsti e utilizzabili per smuovere un Comune sordo e immobile, per aprire delle brecce, per scardinare questo sistema assurdo!

SiAmo Vercelli ascolterA� i cittadini nelle strade e nelle piazze, nelle periferie e porterA� le loro richieste sulla scrivania del sindaco sotto forma di iniziative popolari. Vedremo se il sindaco riuscirA� a ignorare anche queste come ignora gli atti del consiglio comunale.

In parallelo, su tutte le situazioni in cui il sindaco continua a calpestare le istanze dei cittadini – dirette o mediate dal consiglio, comprese le mozioni inevase – denunceremo questa Amministrazione a chi ha i poteri di controllo e vigilanza, a partire dal Prefetto.

Insomma, sia chiaro che noi non ci adeguiamo all’andazzo, non ci arrendiamo all’inerzia e all’immobilismo di questo sindaco e della sua giunta. Non allarghiamo le braccia sconsolati. Non perdiamo mai di vista il mandato che ci hanno dato i nostri elettori: quello di fare la rivoluzione (buona).

 

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lettera aperta alla professoressa Forte

marchio

Vercelli, 27 ottobre 2016

Gentile professoressa Forte

(il titolo di sindaco risulta inappropriato rispetto al lavoro che lei (non) sta svolgendo)

Oggi abbiamo verificato, con sopralluoghi diretti, che la situazione delle scuole elementari vercellesi A? ancora piena di problemi: ci sono impianti di riscaldamento che non funzionano, tetti e pluviali a�?bucati” e intonaci che si staccano, dotazioni inadeguate (a partire dai banchi degli alunni).

Inutile dire che lo stato di abbandono delle scuole rappresenta un esempio – forse il piA? lampante – della��incuria che la sua Amministrazione sta adottando come stile di gestione della cittA�.

Vale anche la pena di segnalare che, su questo tema, ca��A? un impegno preciso, assunto in Consiglio comunale il 28 luglio scorso, a dare la prioritA� assoluta a questi problemi e a riferirne entro 90 giorni. NovantaA�giorni che scadono domani e che, come mille altre volte, scadranno senza che si sia fatto nulla.

La��incuria generale, questo sA� A? un grave problema.

Ea�� una��incuria che si manifesta, oltre che nelle scuole, nello stato delle altre opere abbandonate della cittA�: piscina, museo dello sport, ex Enal, Santa��Andrea, …

Piscina:A�la sua Amministrazione sembra aver rinunciato al progetto di costruzione del nuovo impianto, pare che abbiate deciso che ci penserA� il prossimo sindaco.A�NA� si puA? parlare di mancanza di soldi: la svendita di Atena, le risorse sbandierate per la rivalutazione delle periferie a�� piA? semplicemente i fondi a�?incagliatia�? sul museo dello sport sarebbero piA? che sufficienti!

Impianti fermi:

Museo dello Sport di via Derna, ferita aperta nel cuore della cittA�.

Ex Enal, terminata da oltre un anno e mezzo e tuttora inutilizzata.

Locali ristrutturati nella��area della��ex parcheggione – con grosso impegno di risorse pubblicheA�-A�qui non sapete che pesci pigliare per riempirli.

Santa��Andrea:A�anche qui A? tutto fermo, nonostante la mozione del 19/3/15 per la Fabbrica del Santa��Andrea sia stata approvata alla��unanimitA� dal ConsiglioA�(mentre rischiamo che il FAI si riprenda i soldi stanziati per la comunicazione, visto che A? tutto fermo).

Incuria totale:A�una��incuria che si manifesta tutti i giorni nella situazione di degrado e di sporcizia della cittA�.

E nella mancanza di ogni progettualitA�.

Dopo lo spolvero con cui avete lanciato il piano strategico – assegnato maldestramente a Mecenate90 – non si parla piA? di futuro della cittA�, di scenari di sviluppo, di ambizioni. NA� lei ha mai ritenuto di informare il Consiglio della��interruzione dei lavori di Mecenate90.

Ea�� una��incuria che si manifesta nella marginalitA� che la sua Amministrazione assegna al Consiglio comunale.

In barba alle previsioni di legge (Testo Unico degli Enti Locali DL267/2000, art. 42: Il consiglio A? l’organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo), il Consiglio A? continuamente calpestato, A? sede di dibattiti sterili e inutili.

Basta scorrere la��elenco delle mozioni inevase, giA� sottoposto da SiAmo VercelliA�attraverso la cosiddetta MOZIONE DELLE MOZIONI del 31/3/2016.

Siccome le prerogative del Consiglio comunale sono continuamente violentate, SiAmo Vercelli non ha partecipato alla seduta di oggi.

Cara professoressa, è il Consiglio comunale rappresenta i cittadini: ignorandolo, lei non ascolta le istanze dei cittadini, non dà seguito alle loro richieste.

L’ormai famoso ritornello “stiamo lavorando”, ripetuto come una litania in ogni occasione pubblica e di fronte a ogni impegno, non può più bastare.

E’ ora di lavorare seriamente.

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