Archivi tag: giunta

Una giunta frastornata per una Città alla deriva

Pezze

Vercelli, 19 maggio 2016

L’impressione che si ricava dalla lettura del bilancio di previsione per il 2016 è quella di un’Amministrazione frastornata e incapace di decidere e fare qualcosa.
Una pezza qui, sul teatro Civico da rilanciare, e una là, sulla Consulta del Volontariato.
Qualche sogno tirato fuori dal cassetto del programma elettorale e finora rimasto tale: le piscine, la città sostenibile e pulita, la sicurezza. Il recupero e la valorizzazione del Sant’Andrea.

Inconcludenti. Non sanno dove andare.
Il bilancio 2016 è tenuto in piedi coi soldi ottenuti dalla (s)vendita di Atena, un fatto straordinario da 8,5 milioni di euro è usato per pagare la spesa corrente di tutti i giorni. Ci sarebbe piaciuto, piuttosto, vedere impiegati questi soldi per ridurre le tasse: d’altra parte si è (s)venduto quel che era dei cittadini, era giusto rimettere almeno una parte del ricavato nelle tasche dei cittadini stessi.
Invece no, anche nel 2016 le tasse non si abbasseranno, resteranno pressoché invariate.

E mentre le tasse non scendono e crescono, invece, le tariffe – da quelle per l’uso delle biciclette comunali all’affitto degli spazi pubblici – non si vede all’orizzonte alcun progetto di sviluppo della città o di semplice miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Avremo le piscine? forse nel 2018. Si troverà come impiegare gli immobili che il Comune ha sistemato negli anni passati? C’è la risoteca di piazza Cesare Battisti, pronta da un anno e tuttora inutilizzata; ci sono gli spazi immensi del PISU, c’è il cantiere abbandonato del museo della scherma … Le opere pubbliche “in corso” o in attesa di collaudo sono oltre 200! Quanti soldi buttati via.

Non ci sono idee e risorse sul turismo, sull’agricoltura, sulla tutela della salute, sulla formazione dei giovani, sullo sviluppo economico.
Pochi e confusi sono gli spunti sulla tutela ambientale.
Qui e là si trovano riscritte le promesse elettorali e le linee di mandato dell’Amministrazione. Ma non è più tempo di promesse, ora si tratterebbe di governare.

Per chiudere in bellezza, vale la pena evidenziare quel che si scrive nell’introduzione al bilancio 2016: con riferimento alle condizioni economiche generali, con impudenza e incoscienza, si spera che “parametri economici più positivi permettano di mantenere l’impegno assunto con i cittadini”. Come dire, mettendo le mani avanti, che difficilmente quest’impegno verrà mantenuto.

E’ una resa, una dichiarazione di incapacità grave e una vergognosa presa per i fondelli: visto che le condizioni economiche generali non sono cambiate dal momento in cui quest’Amministrazione si è proposta ai cittadini, anziché dirci adesso che non sono capaci, sarebbe stato meglio se ci avessero pensato prima.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Salta il consiglio sul PAES, l’ennesimo pasticcio in salsa Forte

icone_smartcity2-paes[1]

PER L’ENERGIA SOSTENIBILE STANZIATA LA BELLEZZA DI 600 (SEICENTO) EURO !

Vercelli, 14 aprile 2016

Come si può andare avanti così?

Il Consiglio Comunale di oggi è saltato perché la maggioranza non aveva i numeri e così ha messo a rischio l’accesso a finanziamenti per progetti sull’energia sostenibile.

Ora pare che il Sindaco farà appello ai consiglieri di minoranza perché diano una mano e soccorrano la Giunta. Ma come? Dopo mesi di sberleffi e prese in giro, dopo aver usurpato i poteri del Consiglio – su Atena come sul Piano strategico – ora è il momento di “dare una mano”?

Quel che è successo è che, con la solita superficialità e la sua pericolosa incapacità di programmazione, il Sindaco, con la sua Giunta e il suo partito a coprire le spalle, si è dimenticato dei fondi per l’energia sostenibile, che finanzierebbero i cosiddetti progetti green, dall’installazione del fotovoltaico alle misure di risparmio energetico. Senza fondi, si dovrà far tutto con i 600 (seicento) Euro stanziati dal Comune. Sì, avete letto bene: all’ambiente, così importante nel programma di governo del Sindaco, è destinata la bellezza di 600 Euro!

E poiché su questo punto gli unici rischi li corre la città e non l’Amministrazione (che non cade di certo sul Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile), il Sindaco non si è neppure premurato di cercare qualche stampella, nella forma di un compiacente consigliere dell’opposizione.

Così, dopo aver ottenuto una proroga eccezionale – visto che il termine scadeva il 31/3 – il Comune di Vercelli rischia di perdere un altro colpo.

L’ennesimo pasticcio in salsa Forte, che la città francamente non digerisce più.
Ma davvero si pensa di propinarlo ai vercellesi ancora per tre anni?

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

L’ultima puntata del papocchio “Piano Strategico”

Schermata+2015-03-25+alle+17.07.50[1]

Vercelli, 13 marzo 2016

La questione dell’affidamento dei lavori del Piano Strategico, è stata, fin da subito, uno dei motivi che ci ha portato a constatare l’incompatibilità tra SiAmo Vercelli e il sindaco Forte.

Avevamo fin dal principio rilevato che:

  1. Mecenate90 avrebbe potuto, semmai, candidarsi per curare UNA PARTE del piano strategico (viste le sue competenze e referenze, limitate alla sfera della cultura)
  2. Per l’importanza del lavoro (il Piano Strategico ci vuole, ed è un lavoro importantissimo per il futuro della città) un bando pubblico sarebbe stato importantissimo per poter selezionare il meglio per Vercelli
  3. Per la dimensione del lavoro (si parla di oltre 200mila Euro) un bando pubblico sarebbe stato obbligatorio per legge

Il Sindaco, nascondendolo a tutti, perfino alla sua stessa giunta (non solo al ViceSindaco Perfumo, assessore allo sviluppo, ma anche agli assessori dello stesso PD) aveva invece proceduto a coinvolgere Mecenate90.

Lo fece dando prova di una totale mancanza di rispetto istituzionale (verso gli assessori della sua giunta), politico (verso le forze che la supportavano, incluso il suo stesso partito) e anche personale (nascondendo il suo operare ai suoi collaboratori quotidiani)

E lo fece appoggiandosi a una bizzarra triangolazione: aveva richiesto che una cospicua parte dei fondi che la Fondazione Cassa di Risparmio eroga ogni anno al Comune (nel 2014, ad esempio, fu fondamentale il contributo per poter dotare le scuole cittadine del sostegno agli studenti disabili) fosse invece rediretta a Confindustria, e che Confindustria incaricasse direttamente Mecenate 90. Evitando in tal modo al Comune una gara pubblica obbligatoria.

Centinaia di migliaia di euro annuali in meno al Comune, che finivano a Mecenate 90.

Fu questa (sia per i modi che per i contenuti) la goccia che fece traboccare il vaso e portò alle dimissioni degli Assessori di SiAmo Vercelli dalla Giunta e al passaggio all’opposizione da parte del movimento.

Totale assenza di trasparenza, addirittura nei confronti dei suoi stessi Assessori; selezione di un fornitore “monco” nelle competenze rispetto alle necessità di stendere un piano strategico che non può che comprendere (anzi, deve SOPRATTUTTO comprendere) il rilancio economico, e non solo culturale, della città; rifiuto di affidarsi a un bando pubblico per portare a bordo un partner scelto a priori.

Al tempo in pochi ci ascoltarono. Per molti, eravamo i partner capricciosi che se ne andavano senza dimostrare lealtà al Sindaco.

Oggi, dopo qualche mese, i fatti parlano chiaro e confermano tutte le nostre rimostranze della prima ora: i risultati sono modesti, la bizzarra triangolazione (prima negata o taciuta) è nota a tutti, ed è la stessa Confindustria a dire “BASTA”.

Resta da capire quali siano stati i motivi per cui il Sindaco abbia scelto di “forzare” a tutti i costi, e in maniera così poco lineare, la scelta fallimentare di Mecenate90.

Per questo, ricorreremo a tutti i mezzi (incluse la Corte dei Conti e l’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone) per far luce definitiva.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Prove di inciucio ?

inciucio

Vercelli, 27 febbraio 2016

All’inizio della settimana, sui uno dei giornali vercellesi ha tenuto banco la notizia del rimpasto di Giunta che porta a nove il numero di assessori, il massimo consentito dalla legge in barba a ogni promessa elettorale.

Qualcuno ha constatato che il Sindaco aveva provveduto all’ennesimo rimpasto per puntellare la sua maggioranza. Ma che, forse, non sarebbe bastato comunque. Forse bisognava aprirsi al supporto esterno di altre forze politiche, come Vercelli Amica, la forza di Enrico Demaria, il candidato sindaco che al ballottaggio si era opposto a Maura Forte.

Ebbene, quel che pareva incredibile a qualunque persona di buonsenso, è puntualmente avvenuto giovedì in Consiglio Comunale: in una votazione importantissima, legata all’approvazione del DUP, il documento di programmazione triennale – quello che definisce le linee di sviluppo della città, i consiglieri di Vercelli Amica si sono astenuti, venendo in aiuto al Sindaco.

Senza questo aiuto, il documento (che programma il futuro della città, ma – incredibilmente – non contiene una sola parola sul tema piscine o sulla salvaguardia del Sant’Andrea) non avrebbe ricevuto il voto positivo dal Consiglio !

Solo un caso ? Lo vedremo facilmente ai prossimi appuntamenti. Sarà facile verificare come si comporteranno le forze di opposizione: come voteranno o – perché anche questo conta, eccome – quando si assenteranno dal Consiglio per far mancare il loro voto.

E, in questo scenario, che fa SiAmo Vercelli?

Secondo qualcuno, se fossimo più “esperti” dovremmo – o avremmo dovuto nei mesi scorsi – trovare un’intesa.

Ma essere esperti significa sederci a pasteggiare a questa mensa ingloriosa? Perché, se è così, allora sì: SiAmo Vercelli è inesperta. E lo è orgogliosamente.

La verità, secondo noi, è invece che coerenza e trasparenza, rispetto di quanto promesso agli elettori, sono elementi fondamentali e imprescindibili per una politica diversa dal passato.

Anche il nostro apparentamento, e la successiva uscita dalla maggioranza – avendo constatato che il Sindaco voleva altro rispetto a quanto concordato e promesso ai cittadini – sono dettati da coerenza e trasparenza.

Inutile parlare di politica nuova e poi praticare il vecchio, pur di stare nella stanza dei bottoni.

Magari potrai passare per “esperto”, ma finirai per aggiungerti alla schiera di chi ha occupato posti di potere senza cambiare la Città di una virgola.

Trovare un’intesa a quale scopo, poi ! A fatica si ricorda un’amministrazione meno capace di quella del sindaco Forte di dare risposte ai problemi della città, con dimissioni a raffica e promesse non mantenute.

Non ci sorprende che ci siano puntelli al sindaco da ogni parte. SiAmo Vercelli è stata attaccata e (continuerà ad esserlo) con tutti i mezzi. Sia nel palazzo, che fuori. Anche con colpi sotto la cintura.

SiAmo Vercelli è isolata, perché – l’abbiamo detto quando siamo nati due anni fa – vogliamo non solo fare una politica nuova, ma anche farlo in un modo nuovo.

E persevereremo.

Se saremo bravi a farlo capire alla Città, e la Città ci seguirà, avremo, crediamo, fatto il bene di Vercelli.
Se non succederà, avremo almeno la soddisfazione di aver rifiutato compromessi al ribasso pur di occupare una poltrona.

E comunque andrà – esperti o no – non avremo fallito.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

SiAmo Vercelli ancora in piazza nel fine settimana per incontrare i cittadini

piazza_cavour

Vercelli, 19 febbraio 2016

Sabato 20 febbraio, per tutto il giorno, e domenica 21, la mattina, il gazebo di SiAmo Vercelli sarà posizionato all’ingresso di Piazza Cavour, all’angolo con Via Cavour.

Come promesso, ogni mese saremo presenti in piazza, a disposizione dei cittadini che vorranno parlare con noi dei temi relativi alla città: in particolare, questa volta, illustreremo le nostre iniziative per migliorare la pulizia e il decoro urbano, e per rendere Vercelli più vivibile.
Distribuiremo volantini e potremo confrontarci e riflettere insieme anche su altre problematiche, a partire dall’ennesimo penoso rimpasto che ha appena moltiplicato le poltrone nella Giunta di Maura Forte.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Meglio tardi che mai

meglio_tardi_che_mai

Vercelli, 17 febbraio 2016

“Meglio tardi che mai: Dare semplicemente seguito alla proposta per la riduzione del numero di Assessori a cinque già avanzata dal Gruppo Consiliare del PD nella precedente consiliatura (2004-2009) in occasione dell’ultima modifica dello Statuto Comunale.”

Dal programma elettorale a Sindaco di Maura Forte, Partito Democratico e Cambia Vercelli, maggio 2014

“Qualcosa però faremo, subito: drastica riduzione del numero degli assessori e dei loro compensi. […] La giunta sarà composta da cinque assessori più’ il sindaco, e tutti i componenti percepiranno una indennità molto ridotta rispetto all’attuale”

Dal programma elettorale a Sindaco di Remo Bassini, Sinistra e Voce Libera, maggio 2014

I fatti – che non mentono mai – dicono questo: la riduzione degli Assessori ha tenuto fintanto che SiAmo Vercelli è stata in giunta.
Poi si sono aperti gli argini e siamo arrivati, poco per volta, agli attuali 9 (non un numero a caso: è il massimo consentito dalla legge)

Quindi, ora, verranno pagati 9 assessori (tra cui un paio alle “varie ed eventuali”, con deleghe minimali), l’Avv. Mario Cometti e il Dott. Remo Bassini avranno il loro posto in giunta, e tutti i congiurati e ribaltonisti che avversavano SiAmo Vercelli saranno accontentati con la poltrona d’ordinanza.

“Vercelli cambia verso”, si prometteva.
Ecco, magari al prossimo giro.
A questo, meglio rimandare le “drastiche riduzioni”.

Manca solo Piero Giuseppe Barbonaglia alla Presidenza del CO.VER.FOP (carica retribuita, almeno fino all’anno scorso, con 20mila Euro) e il “presepe” pianificato nell’ombra un anno fa sarà completo.
Ma magari, con un po’ di pazienza, avremo anche questa.

Sarà filotto.

Meglio tardi che mai.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

La galleria degli orrori / parte 1

risocina

Vercelli vuol vendere il riso in Cina.

A voi fa ridere ? Anche a noi, purtroppo.
E, come dice la barzelletta, “anche in Cina hanno tanto riso”.

Solo la nostra amministrazione poteva cimentarsi nella seconda puntata de “Portare i vasi a Samo”.
La Giunta Forte ha infatti deciso di dedicare ingenti risorse nell’ammirevole sforzo di vendere il riso ai cinesi.

Lo ha fatto con una delibera di Giunta, votata all’unanimità dei presenti (Sindaco Forte e Assessori Coppo, Cressano, Montano e Raineri) che così recita testualmente:

“attivare per i mercati orientali il servizio di scouting per promuovere una produzione certificabile quale ‘prodotto di qualità in un luogo di qualità’ di riso e prodotti a base di riso superando i condizionamenti imposti dai dazi

Ah già, ci sono anche i dazi.
I condizionamenti dei dazi.
Ché, se non ci fossero i dazi, vendere riso ai cinesi sarebbe una cosa da ragazzi.

E invece, per rendere la cosa un tantinello ardua, ci si mettono anche i fastidiosi dazi.
Che condizionano.

Ma il Sindaco Forte sente che Vercelli deve osare.
E per farlo, va dritta alla soluzione, in barba a tutti i condizionamenti, anche quelli dettati dal buon gusto.

Si rivolge, con una decisione di Giunta (che individua nominalmente e univocamente i fornitori, senza alcuna gara pubblica ed esautorando dal compito i dirigenti che pur avrebbero la responsabilità, per legge, di selezionare i migliori fornitori per il Comune), a due realtà torinesi.

La Base Engineering, “una società di ingegneria, architettura e consulenza tecnico economica in grado di fornire in modo imprenditoriale servizi tecnici professionali relativi ad investimenti per opere di architettura, ingegneria, civile sanitaria e industriale”, si legge sul sito della società.

E l’architetto  Michela Lageard, “Il suo impegno è cercare le chiavi giuste per progettare e costruire nel rispetto dell’esistente e nella prospettiva di creare nuovi e migliori futuri” si legge sul sito.
E ancora “L’attività dello studio spazia dalla progettazione di aree urbane, nuove costruzioni, restauri di opere pubbliche e private ai disegni di interni, allestimento e design”

Come si vede, per penetrare il mercato dell’agroalimentare cinese, si va a botta sicura.

Chi meglio di una società di ingegneria e un architetto, da Torino, possono costruire il ponte goloso con la Cina per “creare nuovi e migliori futuri” per la nostra città ?

Non basta.
Per Regolamento degli Uffici e dei Servizi della Città di Vercelli, possono essere assegnati dal Direttore competente con affidamento diretto (ovvero senza gara pubblica) gli incarichi d’importo inferiore a € 20.000.

Guarda caso (come cita testualmente la determina) “da parte dei professionisti è stato trasmesso con protocollo n. 52080 in data 17 dicembre 2015 il preventivo relativo alla proposta di incarico da cui risulta che il compenso è pari a 19.900,00 €”

Che botta di fortuna ! Risparmiamo anche 100 Euro !

Ora la cosa, dopo essere stata scoperta e denunciata da SiAmo Vercelli e altre forze d’opposizione, è stata sospesa ieri sera con una Giunta straordinaria convocata di tutta fretta sotto il timore della censura della pubblica opinione.

Se vi chiedete il motivo per cui le tasse che pagate sono alte, ora sapete una piccola parte del perché.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

SiAmo Vercelli vigila su sprechi e regalie della Giunta Forte

e-io-pago

Vercelli, 8 gennaio 2016

L’avevamo promesso, a chi ci aveva votato, nel momento in cui – per cause che si fanno sempre più evidenti a tutti – siamo usciti dalla Giunta: avremmo vigilato sull’operato dell’Amministrazione e, dall’opposizione avremmo fatto di tutto per operare per il bene della Città.

Ed è proprio quello che abbiamo dimostrato di fronte all’ultima grottesca vicenda degli oltre 74mila euro che stavano per essere buttati via dall’Amministrazione su studi del tutto inutili:

  • studio per la fattibilità di una scuola di cucina presso l’ex Enal, affidata all’immancabile Mecenate90
  • spostamento della biblioteca (serve uno studio da 24 mila euro ?)
  • studio per la promozione del riso in Cina (per piacere, non ridete) affidata …… ad un architetto di Torino (!)

SiAmo Vercelli si è attivata non appena reperite le informazioni e ha attuato un subitaneo assalto piuttosto rumoroso, insieme ad altre forze di opposizione, Lega e Vercelli Amica, pubblicando per prima un comunicato stampa.

Poi, solo successivamente,  quando ormai la frittata era fatta, il gruppo di Cambia Vercelli è intervenuto nella questione cercando, pare, di convincere il Sindaco a ritirare le delibere.

Forse l’assessore Coppo del gruppo di Cambia Vercelli, non si ricordava che quelle delibere grottesche le aveva votate lui stesso.

Forse era distratto dalle festività natalizie e solo dopo il nostro intervento ha avuto anch’egli, come i Re Magi, un’epifania?

Non ci raccontino, quelli della maggioranza, di essersi scandalizzati della vicenda.
Non ci crede nessuno.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Nuovo incarico del Comune a Mecenate 90: non bastava il pasticcio del piano strategico!

SKINNER

Vercelli, 7 gennaio 2016

Il Comune di Vercelli non ha più soldi e far tornare il bilancio è un esercizio complicato: questa è la risposta che tutti in città – operatori del sociale, associazioni sportive e culturali, cittadini indigenti – si sentono ripetere da tempo. Ed in parte è vero.

Solo in parte, però, perché quando si devono trovare soldi da scialacquare, si trovano. Soldi da buttar via in operazioni inutili – o utili solo per chi riceve gli incarichi.

E’ senz’altro il caso dello studio di fattibilità dell’Alta Scuola di Cucina, affidato per oltre 24 mila euro a Mecenate 90.

Abbiamo dovuto rileggere un paio di volte la delibera della Giunta comunale: come 24 mila euro per uno studio? come 24 mila euro per uno studio per un’alta scuola di cucina? e soprattutto, come di nuovo Mecenate 90? già agli “onori” delle cronache per il piano strategico – vicenda contorta, degna di maggior attenzione (ci torneremo, infatti).

La fantasia del sindaco e della sua Giunta è illimitata e questa volta ha partorito un’alta scuola di cucina presso l’ex-Enal.

Con un’assegnazione diretta, giustificata da supposte “coerenza, efficacia ed efficienza”, il Comune incarica Mecenate 90 di questo studio.

Soldi buttati via per uno studio che non serve, per un’attività fantasiosa da allocare in un fabbricato a cui non si sa dare una destinazione sensata – dopo tutti i soldi spesi e un anno di inutilizzo.

Almeno, se proprio si riteneva necessario uno studio, ci si poteva rivolgere a realtà locali, l’Istituto Alberghiero ad esempio, di cui è riconosciuta da tutti la professionalità  e l’eccellenza in questo campo, e che probabilmente l’avrebbe fatto gratuitamente o quasi.

Si tratta di soldi dei cittadini, soldi nostri, che meriterebbero ben altra cura e gestione. Quelle del buon padre di famiglia, si diceva.

Però oggi, purtroppo, a Vercelli siamo orfani.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Dossier Atena al voto del Consiglio Comunale: ottimo piano, pessima trattativa

Atena

Vercelli, 14 dicembre 2015

Sono tutti concordi che il Comune non debba svendere Atena.
Ma è proprio ciò che sta accadendo. Purtroppo.

Dopo averla gestita male per anni, riducendola a un fantasma di quel che era la vecchia Azienda Municipalizzata, il Comune la sta di fatto svendendo al socio industriale IREN. La giustificazione? Non c’è alternativa, senza IREN, i suoi soldi e le sue competenze, Atena non ha futuro.

E questa premessa ci trova abbastanza d’accordo: oggi servono spalle larghe per competere e Atena ha bisogno di un partner. È la strada su cui, con capacità, l’ha condotta l’attuale Consiglio di Amministrazione, ricucendo un rapporto con IREN che si era deteriorato oltre ogni limite con la precedente amministrazione.

E riportando IREN a fare un’offerta seria: 50 milioni sul tavolo per fornire le risorse che servono per un piano di sviluppo serio. Lavoro impeccabile dei preparati e competenti consiglieri di Atena nominati dal Comune, anche grazie – questo lasciatecelo dire – alle innumerevoli pressioni che fece a suo tempo SiAmo Vercelli perché si facessero nomine di competenza e non guidate dalla lottizzazione.

Tutto questo fino a giugno, quando – preparata una bozza di piano industriale – il Consiglio di Amministrazione di Atena ha, come il Codice Civile impone, passato la palla ai soci dell’azienda. Ovvero, per quel che riguarda il Comune, al Sindaco e alla sua Giunta. Toccava a loro trattare con il socio IREN le condizioni della vendita.

Bene. Anzi, male: nei mesi successivi, da luglio a novembre, Sindaco e Giunta han combinato il nuovo papocchio. Con vista miope, tutti concentrati a portare a casa qualche soldo oggi (ahimè, da buttare in qualche sagra cittadina o in progetti strampalati), piuttosto che garantire benefici duraturi, Sindaco e Giunta hanno accettato di fatto di cedere completamente la barra e di svendere Atena.

Intanto, come prima conseguenza della (s)vendita, il Comune di Vercelli non toccherà più la palla in Atena. Di fatto, tutti i poteri sono ceduti a IREN e al suo amministratore delegato: la scelta degli investimenti, la politica industriale, tutte le operazioni (tranne quelle super-straordinarie e la fantomatica modifica delle linee strategiche, linee troppo vaghe per vincolare il socio industriale).

Unica consolazione, modesta, l’impegno di IREN a investire 6 dei 50 milioni che mette sul tavolo. E gli altri? Cosa succede se, per varie ragioni, anche di mercato, IREN decide domani che non ci sono più le condizioni per investire sul nostro territorio? I 50 milioni restano nella cassa, che nel frattempo è diventata la cassa di IREN.

Il Consiglio Comunale di giugno aveva votato all’unanimità di procedere alla stesura di un piano industriale più approfondito rispetto alle linee guida che erano state preparate. E la richiesta era che quel piano diventasse vincolante per Atena. Insomma, si voleva avere la garanzia che gli investimenti si sarebbero fatti per davvero.

Questa garanzia non c’è nei documenti che il Sindaco si appresta a firmare.

Documenti che, contrariamente a quanto aveva deciso il Consiglio Comunale all’unanimità (Sindaco compreso) avrebbero dovuto essere condivisi con i Consiglieri durante la trattativa. E invece arrivano ora, in extremis: al Consiglio si dice PRENDERE O LASCIARE ! Altra gravissima forzatura, ennesimo gravissimo disrispetto di ogni regola.

Quindi, si cede del tutto il controllo di Atena a IREN e non si hanno garanzie sulla realizzazione degli investimenti. Molto grave!

Si penserà, a questo punto, di aver almeno spuntato un prezzo elevato. Non solo oggi, ma nel tempo.

Sbagliato.

Ci si è posizionati sulla parte bassa della forbice di una corretta valutazione dell’azienda, a circa 10,5 milioni di euro. Però, si sono lasciati subito sul campo 2,5 di questi milioni per la “messa in sicurezza” dell’area dell’inceneritore. “Come come” ?

Già: l’onere dell’intervento toccherà al Comune ed è un onere pesante: 2,5 milioni nell’ipotesi, ottimistica e affrettata, che basti fare la messa in sicurezza. Che vuol dire, in parole semplici, che si ricopre il terreno, una coperta sui rifiuti tossici che si sono accumulati. E via. Alla faccia della salute e della qualità della vita dei cittadini.

Se invece si dovesse bonificare quel terreno … accidenti, probabilmente si spenderebbe buona parte dell’incasso dalla vendita e resterebbero in tasca le briciole.

Il prezzo netto di vendita scende quindi a 8 milioni, differenza tra 10,5 e 2,5 da spendere. Un prezzo molto basso.

Né stanno in piedi le giustificazioni di un’asta che il Comune è obbligato a fare per vendere le sue quote e che, in teoria, permetterebbe al Comune stesso di ottenere un prezzo di mercato. Non stanno in piedi perché di fatto, essendoci dentro IREN con una quota e un ruolo importante, nessun concorrente di IREN ha interesse verosimilmente a metterci i suoi soldi. Quindi, l’asta andrà deserta. E IREN potrà acquistare al prezzo che ha fatto lei.

Se il prezzo è basso, pazienza. Purché – par di sentire il Sindaco – riusciamo a portare subito a casa qualche euro. Le casse comunali piangono.

E allora, ecco spuntare una divisione straordinaria delle riserve di Atena; poco importa che si dividano col socio IREN, sottraendo risorse ad Atena: purché il Comune incassi qualcosa! Ma come, si sta per finanziare uno sviluppo importante dell’azienda, con ricadute sul territorio, e ci portiamo a casa le riserve? Ebbene, sì.

Poi – altro cavallo di battaglia del Sindaco e della sua Giunta – ecco spuntare le azioni privilegiate: nei primi anni, il Comune potrà avere una quota maggiore degli utili dell’azienda, fino a 2 milioni di euro. Che il Sindaco, sui giornali, somma agli altri 8 (10,5 secondo lei).

Peccato che questa somma non abbia alcun senso. I 2 milioni saranno utili di Atena (se ci saranno utili), non è affatto corretto sommarli al prezzo di vendita. Non li tira fuori IREN, li tira fuori Atena, che in parte sarà ancora del Comune!

E nel medio lungo periodo? Il medio-lungo periodo non è una priorità di questo Sindaco e della sua Giunta. Di Atena e del suo sviluppo, che è lo sviluppo della città e del suo territorio, poco importa: quel che conta è far cassa adesso (tanto tra qualche anno toccherà ad altri amministrare la città, questo è pacifico anche per loro).

Anche i fautori della tesi per cui l’acqua deve rimanere pubblica, numerosi in Consiglio Comunale, sono stati presi in giro con una clausola che, se non facesse piangere, farebbe ridere: un’opzione, per il Comune, di ricomprare il Servizio Idrico….ma – udite udite – senza fissarne il prezzo, e neppure, almeno, il metodo per determinarlo secondo criteri oggettivi !
“Il prezzo – cita l’accordo – sarà definito in buona fede fra le Parti.” Ovvero: se non si troverà un accordo sul prezzo con IREN, il Comune non potrà, giocoforza, ricomprarlo.
Tradotto: deciderà IREN.
Si faceva prima a non scrivere nulla: si sarebbe almeno risparmiato l’inchiostro.

La materia – ce ne rendiamo conto – è tecnica e non particolarmente appassionante e molti, anche in Consiglio Comunale, non si addentreranno in essa.
Su questo scommette il Sindaco: piuttosto si parli di parcheggi sul viale!

Il quadro, in sintesi, è questo: si cede completamente il controllo di Atena al socio, rimettendosi alla sua capacità di fare business e sperando che il suo interesse coincida con quello di Vercelli.

Si cede a condizioni svantaggiose per il Comune e si sacrificano le prospettive future all’incasso di oggi: della serie “pochi maledetti e subito”.

Non si fa – questo sia chiaro – l’interesse della città.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •