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I regali, a Vercelli, non finiscono mai

ECCO LE CIFRE DEL REGALO CONCLAMATO DI ATENA AD IREN, PROPRIO MENTRE IL SINDACO PROPONE UN AUMENTO VERTIGINOSO DELLA TARI

Vercelli, 20 marzo 2017

“Iren: utile 2016 balza a 174 mln (+47%), cedola oltre le attese a 0,0625 euro

giovedì, marzo 16, 2017 14:26

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 16 mar – Il cda di Iren ha approvato i conti 2016 che vedono ricavi a 3,283 miliardi (+6,1%), un mol di 814,2 milioni (+20,1%) e un utile netto di gruppo pari a 174 milioni (+47,2%). I debiti netti ammontano a 2,457 miliardi ma al netto del cambio di perimetro derivante dal consolidamento di Trm e di altre operazioni minori sarebbe calato di 147 milioni per un multiplo sull’ebitda di 2,7 volte. In ogni caso, sottolinea un comunicato, lo stesso multiplo e’ stato ridotto a 3 volte, ‘un risultato raggiunto in anticipo di 2 anni rispetto ai target di business plan’. Inoltre, si spiega, ‘il 2016 si e’ caratterizzato per la capacita’ del gruppo di sfruttare in maniera attiva le opportunita’ offerte da uno scenario energetico piu’ favorevole del previsto, per il raggiungimento di importanti sinergie e per lo sviluppo derivante dal consolidamento di Trm Torino e Atena Vercelli’. Da rilevare anche la proposta di dividendo del cda, pari a 0,0625 euro per azione, in crescita del 14% (contro una crescita media annua stimata dal piano al 2021 dell’8%).”

SiAmo Vercelli aveva detto, a suo tempo, che nessuno si sarebbe presentato alla gara per i diritti inoptati dell’aumento di capitale di Atena. Semplicemente perché tutto, nella trattativa condotta dal Sindaco, era stato fatto in modo che Iren fosse l’unica interessata.

Il Sindaco aveva detto “Vedrete quanti saranno ! Vedrete quanti soldi per il Comune !”

Risultato: nessuno, e nessun soldo.
E Iren ha acquisito comodamente la maggioranza assoluta.

SiAmo Vercelli aveva detto che il prezzo di vendita era basso, il Sindaco aveva detto che no, che era un ottimo prezzo di vendita.

Risultato: Iren aumenta l’utile di quasi la metà, aiutata dallo “sviluppo derivante dal consolidamento di Trm Torino e Atena Vercelli”

Regalo annunciato e conclamato.
Che almeno i cittadini, che sono quelli che pagano, lo sappiano.

Un bravo a Iren, che ha condotto a suo totale vantaggio la trattativa con un Sindaco dimostratosi ancora una volta incapace a rappresentare i cittadini e i loro interessi.

Ora, in tema di rifiuti, il Sindaco ha proposto un aumento vertiginoso della Tari. Talmente sfacciato che anche nella maggioranza qualcuno mugugna e dice che non lo voterà mai.

La cronaca del voto in Consiglio ci dirà se, almeno questa volta, ai mugugni seguiranno i fatti, gli unici che contano.

O se invece tutto finirà, come è sempre stato, a tarallucci e vino: verranno cambiati due o tre dettagliucci di facciata, l’aumento passerà e magari chi mugugna si troverà presto una bella poltrona in un Consiglio di Amministrazione.

I regali, a Vercelli, sono come gli esami: non finiscono mai.

Intanto, li pagano i cittadini.

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Nuovo CdA di Atena: le nomine di Maura Forte saranno nell’interesse di Vercelli ?

Atena

Vercelli, 25 giugno 2016

Il 22 giugno, mercoledì, è scaduto il bando per la selezione dei tre consiglieri d’amministrazione di Atena di nomina del Comune.

Il buon senso vorrebbe che, per il bene di Vercelli, i nuovi consiglieri fossero scelti sulla base delle loro competenze ed esperienze e il più possibile autonomi rispetto agli influssi di IREN, nuovo azionista di maggioranza, e del PD. Questo perché non è affatto detto che gli interessi di IREN, e del PD, coincidano con quelli di Atena e della città di Vercelli.

La prova vitale è rappresentata dalla prossima gara del gas, destinata ad assegnare la distribuzione del gas a un ampio territorio interprovinciale. Alla gara è probabile che parteciperanno diversi soggetti e non è affatto scontato che Atena-IREN si aggiudichi il servizio.
Cosa può succedere?
Vale la pena osservare, come premessa, che la legge prevede che chi vince la gara, se è diverso dal gestore attuale, deve remunerarlo come indennizzo del servizio. Una sorta di risarcimento.

Prima opzione: Atena si aggiudica la gara.
Per certi versi, avrà avuto più senso l’operazione con cui il Comune l’ha ceduta ad IREN. Sarebbero, infatti, proprio le risorse di IREN a consentirci di remunerare gli attuali gestori sui territori che non sono oggi serviti da Atena.
Resta vero, però, che la (s)vendita di Atena non andava fatta così. Per dimostrarlo, basta osservare che in tal caso IREN potrà distribuire il gas nel nostro territorio, attraverso Atena, a un prezzo più basso di quanto avrebbe speso per risarcirci. La somma pagata per acquistare Atena è inferiore all’eventuale indennizzo.

Se la prima opzione è, quindi, solo in minima parte positiva, ben più grave è la seconda opzione: la gara la vince un altro operatore.
In tal caso, Atena sarebbe risarcita dal vincitore, che si prenderebbe il servizio di distribuzione su tutto il territorio. Entrerebbero in cassa tanti soldi! Ben di più di quelli previsti per lo sviluppo di Atena nelle famigerate Linee guida, sottoscritte a dicembre 2015 dal Comune, in cui non c’è nessun reale impegno da parte di IREN per il futuro di Atena.
Però, si badi, tutti questi soldi non avrebbero alcun vincolo di destinazione, non dovrebbero rimanere a Vercelli. Potrebbero tranquillamente finire, in massima parte, nelle casse di IREN. Di fatto impoverendo Atena, che si troverebbe senza clienti, servizio e soldi.
Una disfatta.

Ecco perché il Comune, che, nonostante i nostri suggerimenti prima e le vibrate proteste poi, si è già messo nelle condizioni di “non toccare palla” sul futuro di Atena, dovrebbe assolutamente nominare dei consiglieri di altissimo profilo, preparati e decisi a fare l’interesse di Vercelli.

Succederà? Oppure vedremo figure compiacenti, magari legate a doppio filo al PD?

Riusciranno Maura Forte e il suo partito a far prevalere, almeno una volta, l’interesse dei cittadini di Vercelli?
Lo sapremo presto.

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Povera Vercelli !

keep-calm-and-fatti-non-parole

Vercelli, 7 giugno 2016

Riceviamo con piacere le osservazioni di Cambia Vercelli e Sinistra e Voce Libera.

I primi fanno un excursus abbastanza psichedelico degli eventi che portarono SiAmo Vercelli ad abbandonare la maggioranza, dipingendoli come una somma di poltrone (in giunta e nelle municipalizzate) che SiAmo Vercelli avrebbe via via catturato (?!?)

Peccato che si dimenticano di mettere il totale: ZERO.

Che è il numero di poltrone che, per nostra scelta, occupiamo. Ci siamo infatti dimessi dalla giunta volontariamente per divergenze assolute nei confronti di un Sindaco che se ne frega degli impegni presi con gli elettori e pensa solo a galleggiare e alla propria carriera politica, fregandosene delle ripercussioni sulla città.

Quanto alle municipalizzate, vadano a chiedere al Sindaco, se vogliono, la lettera che le abbiamo indirizzato declinando la proposta di un posto nel Consiglio di Amministrazione di Atena per uno di noi. Abbiamo invece chiesto e ottenuto che nel CdA fossero finalmente nominate persone di spessore, scelte per le loro competenze professionali e non per vicinanze e aderenze. Sono quelle persone che hanno portato avanti un piano industriale per Atena che nessuno aveva mai preparato prima, convincendo IREN, e non era per nulla facile, ad investire decine e decine di milioni di Euro su progetti nel nostro territorio.

Questo prima che, con noi già all’opposizione, la palla passasse dal CdA (che prepara ed esegue i piani industriali) ai Soci di Atena, ovvero Comune di Vercelli ed IREN (che invece si devono occupare di gestire gli aspetti societari, appunto).
A quel punto il Sindaco e il suo Assessore al Bilancio Coppo, proprio di Cambia Vercelli, hanno, come si dice, calato le comunali braghe. E hanno svenduto la quota del Comune ad IREN, negoziando clausole penalizzanti per Vercelli che anche l’amministratore di un condominio avrebbe portato a casa migliori. Andatevi a vedere le evoluzioni felici del titolo IREN in Borsa mentre proseguivano le impietose “trattative”.
Chiedete loro perché è stato chiamato al capezzale del Comune (in fretta e furia, a tempo abbondantemente scaduto) un esperto di diritto societario (per far fronte, nella trattativa, allo Studio BonelliErede, colosso internazionale, che invece supportava IREN fin dall’inizio), chiamato però quando ormai la trattativa era segnata e mancavano pochi giorni alle firme.

Chiedeteglielo, voi che li frequentate quotidianamente.

Atena, l’ultimo patrimonio importante dei vercellesi, svenduta per un tozzo di pane.

E ora si vantano del fatto che portano a casa molti soldi. Come chi, vendendo una casa da 100 mila Euro a 50 mila, si vanta del fatto che 50 mila sono comunque un bel gruzzolo !!!!

E noi a dire che dalla (s)vendita di Atena si ricavavano circa 8 milioni: pochissima roba. E loro a insistere che erano 12 (sarebbero stati pochi comunque). Adesso, cifre alla mano, certificate anche dai media cittadini….ecco il totale: sono 8, ovviamente.
Tanto non sono soldi loro: sono (erano) i soldi dei vercellesi. Cosa sarà mai qualche milione in meno a Vercelli, l’importante è che a Torino e in Emilia gli amici del partito siano contenti.

In ogni caso, tornando al viaggio psichedelico dei Cambia Vercelli, parlano i fatti: noi le poltrone le abbiamo abbandonate per rispetto degli elettori, loro le hanno, poco a poco e tramando nell’ombra, occupate. Per non citare il fatto che siamo l’unico (l’unico) movimento che ha rinunciato a tutti i gettoni di presenza in Consiglio, gravando per ZERO Euro sulle casse comunali.

Questa è la fotografia, fatti alla mano. Il resto sono solo chiacchiere al vento di chi da una vita è in politica a fare chiacchiere (come molti dei Cambia Vercelli). Con i risultati sulla città che vediamo.

 

Da Sinistra e Voce Libera invece riceviamo la conferma che il loro movimento non è d’accordo con i 30 mila Euro deliberati per il portavoce di giunta: “E chi l’ha detto ai SiamoVercelli che noi siamo d’accordo?”, scrivono.

Non l’ha detto nessuno, anzi: lo sanno tutti che non sono d’accordo. Idem per le centinaia di migliaia di Euro sperperati per Mecenate90, sempre con il voto positivo di Sinistra e Voce Libera.

Ma (ecco la “nuova politica” della trasparenza di lor signori) LORO IL DISACCORDO LO COMUNICANO SOLO IN PRIVATO AL SINDACO.

Spiegano da Sinistra e Voce Libera: “Noi ci confrontiamo, discutiamo, prendiamo nota delle differenze e dei punti in comune.

Poi ingoiano, in Giunta approvano e in Consiglio tacciono.

Esattamente quello che abbiamo detto noi: “Coerenza, questa sconosciuta”.

Povera Vercelli.

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Bilancio 2015: pochi fatti, tanti tagli e vacue promesse

bilancio-2015

Vercelli, 12 maggio 2016

Venerdì in Consiglio Comunale si procederà all’esame del bilancio consuntivo 2015, il secondo dell’Amministrazione Forte.
Abbiamo voluto analizzarlo in due modalità: quella tecnica, leggendo i numeri e le relazioni degli assessori, e quella più reale, andando in giro a verificare lo stato della città e dei servizi.

Il Sindaco, nell’introdurre il bilancio, parla di riduzione del debito di quasi due milioni di euro e di un risultato positivo che è il frutto di un’attenta gestione delle spese.
Il debito si è ridotto, è vero: non proprio di due ma di 1,3 milioni. Sembrano comunque dei bei soldi. Peccato che quasi tutti, 1,1 milioni per la precisione, siano utili straordinari di Atena. Sono l’ultima mungitura, prima di dare la maggioranza a Iren. In un bilancio aggiustato da entrate straordinarie – questi sono soldi che non arriveranno più – non si può dire di certo che i conti siano in ordine!
Piuttosto, la svendita di Atena campeggia nel resoconto 2015 del Comune come un’iniziativa dissennata. Abbiamo perso la maggioranza dell’azienda e con essa il controllo in cambio di spiccioli e qualche promessa. Purtroppo Vercelli pagherà in modo serio questa scelta del Sindaco Forte.

Di questa “attenta gestione” non c’è traccia nei numeri e, molto più grave, neppure in città: quel che si vede, invece, sono tagli – spesso profondi – nella carne dei cittadini, tagli a servizi spesso essenziali.
Infatti, ciò che a prima vista può sembrare una cosa positiva – ho risparmiato, quindi sono stato bravo – a una più attenta lettura, si rivela una scelta penalizzante: dovevi erogare servizi e non l’hai fatto.

I tagli risultano terribili in particolare sul sociale, tema su cui spesso questa Amministrazione si è riempita la bocca: valgono il 30% del previsto, 9,5 sono i milioni spesi contro i 13,9 preventivati.
Si è risparmiato o si è semplicemente tagliato sulla pelle dei più deboli?
E ci sono tagli anche sui trasporti (22%), sull’edilizia abitativa (13%) e sull’istruzione (38%), sulle politiche giovanili (40%).
Sembra che l’Amministrazione comunale si sia fatta bella in fase di budget, prevedendo di spendere, e poi abbia tagliato di brutto in settori molto importanti.

Ma non è così che si fa l’efficienza che sbandiera il Sindaco! Efficienza significa fare con meno risorse le stesse cose. A tagliare sulle spalle dei cittadini sono capaci tutti.
Anche qui, purtroppo, i risultati si possono verificare facendo un giro in città. Basta ascoltare le persone per strada che si lamentano per la carenza di servizi assistenziali oltre che per la sporcizia per strada, il vandalismo, la mancanza di progetti, l’incuria verso i monumenti.

Quel che è sotto gli occhi di tutti è una città che langue. Una città che non aiuta i deboli, i giovani, gli anziani. Una città che muore.
Il tutto è certificato – questo sì – anche dal bilancio che probabilmente approverà il Consiglio. Se si leggono le relazioni degli assessori è tutto un fiorire di “fasi propedeutiche”, “protocolli d’intesa”, “indirizzi” e “studi” – qui e là fa capolino anche il controverso piano strategico Vercelli 2020.

Ma non c’è uno straccio di risultato, non una cosa fatta. Nè sullo sport, dove si ignorano le piscine, né sull’ambiente e sui giovani e neppure sulle politiche sociali. Quel che denunciavamo un anno fa come buchi e dimenticanze nel bilancio previsionale si è puntualmente avverato.

Anzi, una cosa c’è: è il completamento dei lavori nell’area dell’ex parcheggione, il cosiddetto PISU. A pagina 47 della Relazione, si vanta questo intervento come “fra i più significativi e rilevanti della programmazione comunale”, facendo finta di non sapere che questi lavori vengono dalla giunta precedente.

A questa giunta toccherà piuttosto mettere in moto la nuova area, di grande bellezza e potenziale, trovando le attività da inserire e garantendone lo sviluppo e la manutenzione. Ma su questo argomento, che richiede una qualche capacità di programmazione e realizzazione, si torna daccapo: nel bilancio non si dice niente e, molto probabilmente, non saranno capaci di fare niente.

Un’ultima considerazione sulle tasse: Il Sindaco Forte e l’Assessore Coppo hanno più volte sbandierato, per il 2015, la riduzione delle tasse, dopo un anno in cui la pesante eredità della giunta precedente non l’aveva consentita. Ebbene, dai dati emerge che, nel 2015, la pressione tributaria per singolo cittadino è praticamente invariata rispetto all’anno precedente (anzi, leggermente aumentata da 704,37 euro a 704,65 euro). Il contrario di quanto annunciato.
Altra promessa, l’ennesima, non mantenuta dal Sindaco.

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Amazon a Vercelli: vietato fallire

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VERCELLI HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ACCOGLIERE AMAZON. IL NOSTRO APPELLO AL SINDACO: COLLABORIAMO, È VIETATO FALLIRE

Vercelli, 1 aprile 2016

Le cronache piemontesi di questi giorni confermano che Amazon (il colosso mondiale delle vendite on line), dopo il polo logistico costruito nel Piacentino, punta ad espandersi con un importante stabilimento nel Nord-Ovest.

Amazon, da tempo, si è focalizzata sul Piemonte per allargare la propria rete. Si parla di un centro logistico enorme che potrebbe garantire fino a 1.000 posti di lavoro.

Biella e Novara si sono già fatte avanti e stanno giocando tutte le loro carte. Novara, e soprattutto Biella, non possono competere con Vercelli quando si parla di punto logistico strategico.
Vercelli, al crocevia di importanti nodi autostradali,  è senza ombra di dubbio posizionata al meglio.

Dopo aver perso centinaia di posti di lavoro nell’ultimo anno (con il rischio di perderne molti altri nei prossimi mesi) portare Amazon a Vercelli è una partita importantissima e determinante.
Sarebbe una boccata di ossigeno per la città.

Come già in occasione del dossier Atena, SiAmo Vercelli offre al Sindaco e alla giunta tutta la collaborazione possibile su questa partita. Così come, immaginiamo, faranno tutte le forze politiche e le rappresentanze di categoria della città.

Nel caso Atena, questa offerta venne snobbata. Con i risultati di sostanziale svendita ad IREN che abbiamo di fronte agli occhi.

Auspichiamo davvero che in questa partita fondamentale il Sindaco anteponga il bene della città a qualsiasi altra priorità.

In gioco non c’è la politica, c’è il futuro di tanti vercellesi.
Per Vercelli noi ci siamo sempre, senza calcoli.

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A fari spenti nella notte

 

a fari spenti

Vercelli, 18 dicembre 2015

Un quadro da tragicommedia è quello che ieri  è stato rappresentato nell’Aula Consigliare del Comune di Vercelli.

Chiamati a deliberare circa la fusione per “incorporazione della società Atena Patrimonio SpA in Atena SpA e atti conseguenti”, i Consiglieri della maggioranza hanno votato approvando (con 14 – Sindaco compreso – su 33, neppure la maggioranza assoluta del Consiglio !) l’accordo.

Non sta nell’esito la sorpresa, quanto nella discussione che si è tenuta in aula.

A chi ha seguito il Consiglio, non saranno sfuggiti, negli interventi di coloro che hanno approvato l’accordo, i riferimenti a termini come “scommessa”, “speranza”, “scelta al buio”.

Alla fine, ai voti, hanno approvato.
Scommettendo.
Sperando.
Al buio.

Inutile ribadire che SiAmo Vercelli è sempre stata  favorevole  alla fusione, all’aumento di capitale e all’ingresso del socio industriale.
Favorevoli, ma a condizioni che tutelassero il Comune.
Tutto ciò sarebbe stato possibile se la trattativa tra Comune e Iren (i soci di Atena, appunto) fosse stata condotta in maniera professionale dal Sindaco. Sindaco che invece in questi mesi ha tagliato fuori il Consiglio (contrariamente a quanto aveva richiesto il Consiglio stesso con una mozione votata all’unanimità) dalle informative sulla trattativa. Tipico della sua noncuranza delle regole del gioco.

Alla fine, si è ceduto su tutto: mancano nell’accordo garanzie di sviluppo per Atena e per la città; mancano inoltre le più elementari garanzie sulla cosiddetta “governance” (ovvero l’insieme di accordi che regolano i poteri di gestione dell’azienda), tali da tutelare il Comune.
Oltre al ricavato, le cifre, le questioni tecniche sulle azioni, ovunque si compia un’analisi attenta del documento, emergono debolezze e criticità che confermano l’inadeguatezza del lavoro condotto dall’Amministrazione.

L’atto finale è stato poi specchio della trattativa. Lo statuto approvato, preparato in mesi di lavoro, è stato modificato last minute (da non crederci: durante il Consiglio stesso !) con un emendamento proposto (e votato in fretta e furia) da parte dei professionisti che hanno gestito la trattativa dalla parte del Comune.
Dopo mesi di lavoro su un incartamento così delicato, ci si è ridotti a modificarlo all’ultimo momento: basterebbe questo per dare la misura dell’approssimazione con cui questo Sindaco gestisce la città.

Peccato che era stato ribadito in modo perentorio che il documento doveva essere votato “senza neppure cambiare una virgola”, pena la decadenza degli accordi con IREN.

Valeva per tutti, probabilmente, ma non per l’Amministrazione, che si fa le regole da sola.

Ci sarebbe piaciuto votare la fusione di Atena con le garanzie che sarebbero state possibili con una trattativa ben fatta.
Invece è stata fatta male. Ed è finita ancor peggio: in una farsa in cui l’Amministrazione si è rimangiata la sua stessa parola.

Noi, quando si possono avere, vogliamo certezze.
Non le “speranze”, non le “scelte al buio”

Si è scelto di procedere a fari spenti nella notte: l’ennesimo azzardo sulla pelle dei cittadini.
Per questo motivo non abbiamo partecipato al voto.

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Dossier Atena al voto del Consiglio Comunale: ottimo piano, pessima trattativa

Atena

Vercelli, 14 dicembre 2015

Sono tutti concordi che il Comune non debba svendere Atena.
Ma è proprio ciò che sta accadendo. Purtroppo.

Dopo averla gestita male per anni, riducendola a un fantasma di quel che era la vecchia Azienda Municipalizzata, il Comune la sta di fatto svendendo al socio industriale IREN. La giustificazione? Non c’è alternativa, senza IREN, i suoi soldi e le sue competenze, Atena non ha futuro.

E questa premessa ci trova abbastanza d’accordo: oggi servono spalle larghe per competere e Atena ha bisogno di un partner. È la strada su cui, con capacità, l’ha condotta l’attuale Consiglio di Amministrazione, ricucendo un rapporto con IREN che si era deteriorato oltre ogni limite con la precedente amministrazione.

E riportando IREN a fare un’offerta seria: 50 milioni sul tavolo per fornire le risorse che servono per un piano di sviluppo serio. Lavoro impeccabile dei preparati e competenti consiglieri di Atena nominati dal Comune, anche grazie – questo lasciatecelo dire – alle innumerevoli pressioni che fece a suo tempo SiAmo Vercelli perché si facessero nomine di competenza e non guidate dalla lottizzazione.

Tutto questo fino a giugno, quando – preparata una bozza di piano industriale – il Consiglio di Amministrazione di Atena ha, come il Codice Civile impone, passato la palla ai soci dell’azienda. Ovvero, per quel che riguarda il Comune, al Sindaco e alla sua Giunta. Toccava a loro trattare con il socio IREN le condizioni della vendita.

Bene. Anzi, male: nei mesi successivi, da luglio a novembre, Sindaco e Giunta han combinato il nuovo papocchio. Con vista miope, tutti concentrati a portare a casa qualche soldo oggi (ahimè, da buttare in qualche sagra cittadina o in progetti strampalati), piuttosto che garantire benefici duraturi, Sindaco e Giunta hanno accettato di fatto di cedere completamente la barra e di svendere Atena.

Intanto, come prima conseguenza della (s)vendita, il Comune di Vercelli non toccherà più la palla in Atena. Di fatto, tutti i poteri sono ceduti a IREN e al suo amministratore delegato: la scelta degli investimenti, la politica industriale, tutte le operazioni (tranne quelle super-straordinarie e la fantomatica modifica delle linee strategiche, linee troppo vaghe per vincolare il socio industriale).

Unica consolazione, modesta, l’impegno di IREN a investire 6 dei 50 milioni che mette sul tavolo. E gli altri? Cosa succede se, per varie ragioni, anche di mercato, IREN decide domani che non ci sono più le condizioni per investire sul nostro territorio? I 50 milioni restano nella cassa, che nel frattempo è diventata la cassa di IREN.

Il Consiglio Comunale di giugno aveva votato all’unanimità di procedere alla stesura di un piano industriale più approfondito rispetto alle linee guida che erano state preparate. E la richiesta era che quel piano diventasse vincolante per Atena. Insomma, si voleva avere la garanzia che gli investimenti si sarebbero fatti per davvero.

Questa garanzia non c’è nei documenti che il Sindaco si appresta a firmare.

Documenti che, contrariamente a quanto aveva deciso il Consiglio Comunale all’unanimità (Sindaco compreso) avrebbero dovuto essere condivisi con i Consiglieri durante la trattativa. E invece arrivano ora, in extremis: al Consiglio si dice PRENDERE O LASCIARE ! Altra gravissima forzatura, ennesimo gravissimo disrispetto di ogni regola.

Quindi, si cede del tutto il controllo di Atena a IREN e non si hanno garanzie sulla realizzazione degli investimenti. Molto grave!

Si penserà, a questo punto, di aver almeno spuntato un prezzo elevato. Non solo oggi, ma nel tempo.

Sbagliato.

Ci si è posizionati sulla parte bassa della forbice di una corretta valutazione dell’azienda, a circa 10,5 milioni di euro. Però, si sono lasciati subito sul campo 2,5 di questi milioni per la “messa in sicurezza” dell’area dell’inceneritore. “Come come” ?

Già: l’onere dell’intervento toccherà al Comune ed è un onere pesante: 2,5 milioni nell’ipotesi, ottimistica e affrettata, che basti fare la messa in sicurezza. Che vuol dire, in parole semplici, che si ricopre il terreno, una coperta sui rifiuti tossici che si sono accumulati. E via. Alla faccia della salute e della qualità della vita dei cittadini.

Se invece si dovesse bonificare quel terreno … accidenti, probabilmente si spenderebbe buona parte dell’incasso dalla vendita e resterebbero in tasca le briciole.

Il prezzo netto di vendita scende quindi a 8 milioni, differenza tra 10,5 e 2,5 da spendere. Un prezzo molto basso.

Né stanno in piedi le giustificazioni di un’asta che il Comune è obbligato a fare per vendere le sue quote e che, in teoria, permetterebbe al Comune stesso di ottenere un prezzo di mercato. Non stanno in piedi perché di fatto, essendoci dentro IREN con una quota e un ruolo importante, nessun concorrente di IREN ha interesse verosimilmente a metterci i suoi soldi. Quindi, l’asta andrà deserta. E IREN potrà acquistare al prezzo che ha fatto lei.

Se il prezzo è basso, pazienza. Purché – par di sentire il Sindaco – riusciamo a portare subito a casa qualche euro. Le casse comunali piangono.

E allora, ecco spuntare una divisione straordinaria delle riserve di Atena; poco importa che si dividano col socio IREN, sottraendo risorse ad Atena: purché il Comune incassi qualcosa! Ma come, si sta per finanziare uno sviluppo importante dell’azienda, con ricadute sul territorio, e ci portiamo a casa le riserve? Ebbene, sì.

Poi – altro cavallo di battaglia del Sindaco e della sua Giunta – ecco spuntare le azioni privilegiate: nei primi anni, il Comune potrà avere una quota maggiore degli utili dell’azienda, fino a 2 milioni di euro. Che il Sindaco, sui giornali, somma agli altri 8 (10,5 secondo lei).

Peccato che questa somma non abbia alcun senso. I 2 milioni saranno utili di Atena (se ci saranno utili), non è affatto corretto sommarli al prezzo di vendita. Non li tira fuori IREN, li tira fuori Atena, che in parte sarà ancora del Comune!

E nel medio lungo periodo? Il medio-lungo periodo non è una priorità di questo Sindaco e della sua Giunta. Di Atena e del suo sviluppo, che è lo sviluppo della città e del suo territorio, poco importa: quel che conta è far cassa adesso (tanto tra qualche anno toccherà ad altri amministrare la città, questo è pacifico anche per loro).

Anche i fautori della tesi per cui l’acqua deve rimanere pubblica, numerosi in Consiglio Comunale, sono stati presi in giro con una clausola che, se non facesse piangere, farebbe ridere: un’opzione, per il Comune, di ricomprare il Servizio Idrico….ma – udite udite – senza fissarne il prezzo, e neppure, almeno, il metodo per determinarlo secondo criteri oggettivi !
“Il prezzo – cita l’accordo – sarà definito in buona fede fra le Parti.” Ovvero: se non si troverà un accordo sul prezzo con IREN, il Comune non potrà, giocoforza, ricomprarlo.
Tradotto: deciderà IREN.
Si faceva prima a non scrivere nulla: si sarebbe almeno risparmiato l’inchiostro.

La materia – ce ne rendiamo conto – è tecnica e non particolarmente appassionante e molti, anche in Consiglio Comunale, non si addentreranno in essa.
Su questo scommette il Sindaco: piuttosto si parli di parcheggi sul viale!

Il quadro, in sintesi, è questo: si cede completamente il controllo di Atena al socio, rimettendosi alla sua capacità di fare business e sperando che il suo interesse coincida con quello di Vercelli.

Si cede a condizioni svantaggiose per il Comune e si sacrificano le prospettive future all’incasso di oggi: della serie “pochi maledetti e subito”.

Non si fa – questo sia chiaro – l’interesse della città.

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Il Cilindro Magico non esiste

Vercelli, 23 novembre 2015

L’amministrazione comunale e l’assessore Coppo hanno estratto dal cilindro magico enormi cifre che, come per incantesimo, andrebbero a rimpinguare le casse comunali.

Ci domandiamo quali cittadini potrebbero credere ancora alle favole.

Allora, per amor di verità e di chiarezza, cerchiamo di percorrere il cammino effettivo che dovrebbe produrre tanta ricchezza inattesa.

Come ciascuno di noi fa nel gestire i propri conti, anche l’amministrazione dovrebbe con lungimiranza e buonsenso, gestire i propri…che poi sono i nostri.
Si tratta, come riportato da parte della stampa locale, di 880.000 Euro di risorse liberate.

Liberate da cosa? E in seguito a quali decisioni?

Ecco allora le doverose spiegazioni, che però nessuno dell’Amministrazione fornisce in modo esplicito ai cittadini.

Ci proviamo noi.

Si tratta di rinegoziare 199 mutui per un totale di circa 41 milioni di Euro allungandoli di 6-10 anni, con un maggior impatto complessivo a livello di costo per il comune di circa 5 milioni di Euro per maggiori interessi.

Per tornare alla corrispondente situazione del cittadino privato, è come se rinegoziasse con la banca il mutuo della sua casa da 20 a 30 anni: diminuirebbero gli importi delle singole rate perché spalmate su più anni, ma aumenterebbero i costi degli interessi, perché si pagano interessi per 10 anni in più.

Il povero cittadino, a questo punto, sarebbe consapevole del fatto che questa operazione non produrrebbe al suo bilancio alcun risparmio.

E il Comune? E l’Assessore Coppo?
Sarebbe necessario che chiarissero questo: come per tutte le rinegoziazioni, la finanza non regala nulla e quindi a livello di costi questa scelta impatta per un complessivo di 5 milioni di Euro di maggior costi (e si potrebbe dire: alla faccia della spending review !!!).

Il costo per i cittadini vercellesi è di 5 milioni di Euro in più.
Ecco allora chiarita la magia: gli 880.000 sono denari liberati dalla diminuzione delle rate conseguenti alla rinegoziazione, non sono “trovati” grazie all’utilizzo di raffinate competenze finanziarie.

E dovranno, chiaramente, essere restituiti.
Con gli interessi (letteralmente!).

Ancora una volta per prendere una boccata d’aria oggi impattiamo su quelli che verranno dopo di noi, lasciando ai nostri figli come eredità i nostri debiti da pagare.

Le generazioni future hanno già dato, sono piene di debiti per colpa dei politici che hanno amministrato fino ad oggi.
5 milioni di Euro per extra oneri finanziari sono tantissimi.

Inoltre ci sentiamo di esprimere una seria preoccupazione: le risorse che verranno liberate nei primi anni andranno (forse) formalmente a fare manutenzione di strade e immobili, ma, nella sostanza, libereranno altre risorse del bilancio che sarebbero state necessarie a quegli scopi.

E queste ultime, come verranno spese ?

Di fronte a tanta inadeguatezza dimostrata dall’Amministrazione, temiamo che quei denari vengano usati per progetti poco utili, quando non del tutto inutili (magari un Museo dello Sport…).

E proviamo anche a dare un consiglio: per la ristrutturazione di immobili e la manutenzione straordinaria della strade usino gli introiti dell’operazione Iren-Atena.

Con i vari milioni di Euro che arriveranno dalla vendita delle quote di Atena è possibile far fronte alle reali necessità delle città.

Ma, stavolta, senza costi extra per i cittadini.

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Ennesima puntata del pressapochismo in salsa bicciolana

Vercelli, 5 novembre 2015

Di seguito la lettera di Gian Luca Zanoni inviata ai Direttori dei media vercellesi in data odierna.

Gentile Direttore,

Trovo sconfortante – di più: desolante – prendere atto dell’ennesima mancanza di forma e, soprattutto, di rispetto istituzionale da parte del Sindaco Maura Forte.

Questi i fatti.

Invitato a partecipare ad un incontro dei capigruppo del Consiglio Comunale sulla delicata questione Atena-Iren, indetto per ieri, 4 novembre, alle ore 17, mi trovo puntualmente in Sala Giunta.
Qui noto con un certo stupore che è presente il gruppo consiliare di Cambia Vercelli quasi al completo e, cosa ancor più irrituale, il Signor Piero Giuseppe Barbonaglia.

Prima che l’incontro inizi esprimo il mio disappunto: gli argomenti di cui trattare sono molto riservati, la trattativa tra i Soci Comune e Iren è ancora in corso.
Tantissime le domande che, con il gruppo consiliare di SiAmo Vercelli, ho preparato, anche su questioni centrali relative alla trattativa.
Nulla, si badi, contro il Signor Barbonaglia; un cittadino, non eletto, di cui senz’altro sono apprezzabili la volontà partecipativa e l’interesse, ma a cui manca il ruolo che, in questa occasione, è richiesto.

Chi rappresenta il Sig. Barbonaglia? L’invito non era rivolto ai capigruppo? Forse che chiunque, pertanto, può partecipare ad una riunione in cui si comunicano informazioni importanti e riservate?

Se così è, avremmo dovuto saperlo prima: ho qualche parente che sarebbe intervenuto volentieri, amici che avrebbero avuto desiderio di avere notizie circa la “storica” partita Atena – Iren.

Ma siamo seri, per favore.
Seri e rispettosi.

E, soprattutto, è ora che il Sindaco dia dimostrazione di senso istituzionale nell’applicazione delle regole.
L’Amministrazione è Cosa Pubblica, non cosa sua.

Gian Luca Zanoni

Capogruppo di SiAmo Vercelli in Consiglio Comunale

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Atena-IREN al fischio finale. Ma siamo pronti?

Atena

Vercelli, 21 ottobre 2015

Sull’importantissimo dossier Atena-IREN (“la partita più importante”, l’avevamo definito) abbiamo a suo tempo riscontrato unità di intenti con il Sindaco e le forze politiche che sostengono l’amministrazione.

Su questo abbiamo assicurato sostegno, chiedendo in cambio una cosa per certi versi ovvia: il coinvolgimento di tutte le forze consiliari nel processo decisionale, per dare a tutte le rappresentanze cittadine la necessaria visibilità su un dossier di importanza storica per la nostra città.

Ora, a meno di un mese dal fischio finale, il Consiglio Comunale straordinario in cui verrà dato il placet all’intera operazione, evidenziamo che quella visibilità manca ancora del tutto. E i punti aperti, la maggior parte dei quali è relativa gli aspetti dell’operazione che riguardano i due soci, Comune e Iren – l’aumento di capitale, la vendita delle quote da parte del Comune, la nuova governance e lo statuto della società – sono molti, troppi per non destare preoccupazioni.

La domanda allora sorge spontanea: manca visibilità a noi, e alle altre forze di minoranza, o forse è proprio confusa la situazione? Siamo noi che ci preoccupiamo per niente oppure il Sindaco, coi suoi consulenti, si è impantanato?

Siccome su questa “partita”, da oltre cento milioni di Euro, non è consentito sbagliare, né abbozzare o improvvisare e siccome da tempo non abbiamo notizie circa lo svolgersi del dossier, alziamo la mano e chiediamo al Sindaco di informare il Consiglio, così come si era impegnato a fare. Non si pensi di portare avanti l’azione senza il coinvolgimento del Consiglio né di metterlo di fronte al fatto compiuto.

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