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Qualcuno ciurla nel manico

Vercelli, 22 maggio 2017

SiAmo Vercelli congiuntamente al consigliere Michelangelo  Catricalà del M5S , consapevoli della totale mancanza di ragionevolezza dimostrata dall’Amministrazione in tutti gli ambiti della gestione della cosa pubblica, stanno mettendo in atto strategie che consentano alla città di uscire dal buco nero nel quale sta precipitando.

Oggi, 22 Maggio, è stata protocollata una mozione per la revoca del Presidente del Consiglio Comunale, in seguito ai fatti del 16 Marzo, che hanno rilevato ripetute violazioni dei compiti istituzionali e degli obblighi di imparzialità e di correttezza e tutela dei diritti dalla minoranza di cui il suo ruolo è investito.

La mozione, che è stata sottoscritta da SiAmo Vercelli, Lega, Vercelli Amica, e dal consigliere Michelangelo Catricalà del M5S (il capogruppo Brusco ha ritenuto di non aderire),  ha lo scopo di ripristinare l’equilibrio istituzionale che, nella politica autarchica della Giunta Forte, non viene più garantita nemmeno in rispetto allo Statuto Comunale.

Come si evince dall’elenco dei firmatari,  è evidente la mancanza di compattezza della minoranza. Questo il vulnus più grave, ulteriormente confermato dal fallimento di un altro tentativo messo in atto da SiAmo Vercelli durante lo scorso Consiglio Comunale: la proposta di un appello, presentato a tutti i consiglieri,  alle dimissioni dal Consiglio Comunale. Se fosse stato accolto dalla metà più uno di loro, avrebbe  sancito lo scioglimento anticipato del Consiglio e nuove elezioni. E sarebbe stata la soluzione migliore per uscire dalla palude.

Eppure, anche di fronte a questa proposta, la minoranza ha perso l’occasione per chiudere con questa Amministrazione; il risultato è emblematico di un’opposizione “poco oppositiva”. In calce all’appello si ritrovano le stesse firme presenti in calce alla mozione di revoca del Presidente del Consiglio:  Zanoni, Simonetti, Perfumo, Torazzo, Raviglione, Sirianni, Randazzo, Demaria, Pasquino, Stecco, Catricalà.

Ai lettori il compito di trarne le conseguenti opinioni, ai consiglieri di minoranza che hanno negato il  consenso (Gianni Marino, Massimo Materi, Ketty Politi, Valeria Barelli, Adriano Brusco)  quello di spiegare la loro posizione ai loro elettori e, comunque, ai cittadini che toccano con mano ogni giorno l’incapacità e l’inefficienza di questa Amministrazione.

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Nuotare nella mediocrità – La politica del taglio del nastro

Vercelli, 15 febbraio 2017

Le opposizioni hanno vinto una prima battaglia: il bando per la gestione della piscina (Centro Nuoto) sarà scorporato  da quello della copertura della vasca esterna (ci imbarazza chiamarla ristrutturazione, in quanto tutto il resto del complesso rimarrà chissà per quanto tempo ancora  esattamente nello stesso stato, amianto compreso).

Il Sindaco parla di “incomprensioni”, “fraintendimentia” e “commenti a volte fuori luogo”, si evince anche da parte della sua stessa maggioranza.  Strano che non abbia provveduto a spiegare per bene questi “fraintendimenti” per evitare “incomprensioni”, evidentemente i commenti non erano così fuori luogo come si vuol far credere se nemmeno in maggioranza c’è stato accordo.

Ma lasciamo al lettore il compito di farsi una propria idea riguardo l’attitudine verso le critiche del Primo Cittadino;  ora ci preme evidenziare come, purtroppo, l’aspetto negativo dell’operazione piscina non sia un problema di forma, ma di seria sostanza.

Il progetto complessivo, infatti, presenta problematiche non trascurabili:

  • La semplice copertura della vasca esterna del Centro Nuoto non permetterà ai bambini di imparare a nuotare a Vercelli, dovranno andare altrove: l’assenza di una profondità corretta impedisce infatti di tenere corsi di nuoto.
  • Disabili gravi ed anziani hanno esigenze simili a quelle dei bambini, anche loro dovranno farsi accompagnare fuori Vercelli (come fanno ora) per avere la possibilità di usufruire di una piscina.

Ma cosa è ancora peggio di  questi punti deboli? Il fatto che, una volta spesi più di 1,8 milioni di euro per una operazione discutibile (erano 1,4 ma sono tristemente già lievitati), i soldi saranno andati per sempre e non vi sarà più budget per sistemare i danni che il Sindaco avrà maldestramente causato con la sua “fretta”, con l’unico cogente obiettivo di tagliare un nastro in più…

Una volta spesi così tanti soldi per un risultato così parziale, sarà infatti molto, molto più difficile trovarne altri per riemettere mano al tema piscine e fare in modo che bambini, anziani, disabili, possano nuotare a Vercelli.

Noi di SiAmo Vercelli avevamo proposto  a gran voce  di dirottare le risorse destinate al mai nato museo dello sport sul progetto piscine , aggiungendo a questi fondi altri recuperabili attraverso un’iniziativa di  crowdfunding. E ragionavamo sulla necessità di esperire questi strumenti non avendo altre risorse.

Ora, grazie ai soldi recuperati dalla svendita di Atena, aggiungendo i fondi dirottabili dal museo dello sport, si potrebbe costruire  una piscina nuova, spettacolare, fruibile a tutti (bambini anziani e disabili inclusi) e ridare a Vercelli ciò che si merita.

Unico problema di questa soluzione? Il sindaco sa che i tempi si allungherebbero e non ha la certezza di tagliare il nastro prima delle elezioni.

De Gasperi diceva: “gli statisti pensano alle future generazioni, i politici alle prossime elezioni”. Maura Forte e il PD locale sono la dimostrazione della politica con la p minuscola. Quella che pensa solo alle elezioni e non al bene della città.

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