Archivi tag: regione

Sei giorni per generare il Caos

Vercelli, 6 ottobre 2015

Ieri, 5 Ottobre, si è consumato l’atto finale di una commedia rappresentata nell’Aula Magna dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli: autore e protagonista assoluto il Sindaco Maura Forte.

Nessun drammaturgo avrebbe potuto escogitare una trama più funambolica e imprevedibile.

La Conferenza dei Sindaci, riuniti alle ore 17 all’Ospedale cittadino, prevedeva il “delicato” voto circa il Piano di riassetto dell’ASL. Delicato perché preceduto da tavoli e confronti sfociati, mercoledì 30 settembre, in una riunione congiunta presso la Sala Consiliare del Comune di Vercelli. Da lì era uscito un documento, sottoscritto dai gruppi consiliari, che appariva un atto contro- aziendale, una ribellione al ridimensionamento chiesto dalla Regione.

Dunque Maura Forte si poneva, in questa circostanza, come coraggiosa paladina antagonista della Regione, a guida PD e necessariamente vincolata ad un piano di rientro economico che richiede inevitabili tagli alla sanità.

Ma il Sindaco, senza dubbio dotato di straordinaria duttilità, ha preferito accontentare i consiglieri Massa e Bassini (come è noto strategici per mantenere una risicatissima maggioranza), firmare il documento scritto da Sinistra e Voce Libera e invitare tutti i gruppi politici a sostenere questa posizione.

Chissà che soddisfazione riunire tutti sulla base di un parere unitario riguardo il tema sanità!

Ma il Sindaco, senza dubbio dotato di una certa imprevidenza, non aveva considerato la reazione che questo atto avrebbe scatenato nei suoi compagni di partito posti ai piani più alti, in Regione.

E arriviamo a ieri, all’atto finale.

Il Sindaco, senza dubbio dotato di grande capacità inventiva, illuminata da una tardiva consapevolezza, propone ai Sindaci riuniti di rimandare la votazione sull’Atto per votare, invece, un documento integrativo scritto a nome di tutti i Sindaci coinvolti, che prevedeva di avviare un tavolo di confronto con la direzione ASL; solo al termine del percorso di revisione i Sindaci avrebbero espresso il loro parere.

Peccato che questo documento di integrazione né fosse all’Ordine del Giorno, né fosse stato dato precedentemente in visione a tutti i primi cittadini componenti l’Assemblea, i quali, a quel punto, sono insorti e hanno abbandonato l’Aula nel caos generale, chiedendo le dimissioni di Maura Forte.

Risultato: l’Atto Aziendale non è stato votato.

Grazie a questo escamotage il Sindaco è riuscito a non votare a sfavore (cosa che avrebbe generato una sicura e forte reazione da parte dei suoi compagni di partito in Regione), né a favore ( cosa che avrebbe creato pericolosi conflitti con i suoi amici di Sinistra e Voce Libera).

Pensando che qualsiasi scelta sarebbe stata troppo rischiosa, ha preferito non scegliere e, in modo rocambolesco, ha evitato il voto rimandando la votazione.

Questo atteggiamento, scorretto sia nel metodo sia nel merito, ci pare gravissimo.

Ancora una volta sono mancate chiarezza, trasparenza, attenzione e cura per il bene della città. E intanto la città soffre…

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

La quiete prima della tempesta

Vercelli, 22 settembre 2015

Nella tarda estate vercellese, animata da attività ludiche e festaiole che rendono la nostra città apparentemente vitale e dinamica, si assiste ad un sostanziale languore dell’azione amministrativa.

Tutto tace.

L’impressione è quella della quiete prima della tempesta.
Grossi nuvoloni si addensano su una città ferma.

Ma, a ben guardare, urgenti e gravi sono le questioni di fronte alle quali non è consigliabile abbassare la guardia.

Uno su tutti: la Sanità.

E mentre tanti prendono posizioni facilmente populistiche e demagogiche, le persone di buon senso sanno che, in tutti i settori, la scarsità di risorse economiche sta spingendo verso l’aggregazione delle strutture e dei servizi. Non può costituire un’eccezione il settore della Sanità.

Meglio allora sostenere con forza quelle nostre strutture sanitarie – e non sono poche – che garantiscono alti standard strutturali, tecnologici e qualitativi – come richiede il Decreto del Ministero della Salute (n.70, del 2 Aprile 2015). Posti dove le persone vanno volentieri a farsi curare e, addirittura, vengono da fuori!

Meglio lottare per la costruzione di una rete territoriale di assistenza , che è prevista dal piano regionale e che è ancora tutta da fare. E’ evidente, infatti, che, se le strutture ospedaliere restano la sede più adeguata per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, le altre prestazioni , quali visite ed esami specialistici, consumo di farmaci, terapie riabilitative, trovano sul territorio il luogo più adatto di erogazione, spesso anche al domicilio dei pazienti (chi sa che è possibile, su richiesta del medico di base, ottenere una visita specialistica domiciliare per i pazienti che non sono in condizione di recarsi all’ospedale? ).

Senza perdere di vista i reparti eccellenti e indispensabili in città, un importante obiettivo diventa allora quello di vigilare attentamente sulle soluzioni che verranno adottate per compensare i tagli previsti e da attuare prima – sottolineiamo prima – dello smantellamento delle strutture esistenti, in vista di un miglioramento dell’assistenza al cittadino-paziente.

Sono queste le linee su cui dovrebbe muoversi il Sindaco.

Sindaco a cui chiediamo lumi in proposito, non per un crudele desiderio di aggravare le sue responsabilità e nemmeno per un perverso tranello polemico, ma perché (forse non tutti sanno che) nel nuovo piano di assistenza territoriale il suo ruolo assume particolare importanza nella programmazione territoriale distrettuale, per il parere sulle attività dei Distretti, per l’approvazione dei Profili e Piani di Salute e per la diffusione dell’informazione sui settori socio-sanitari e socio-assistenziali.

Tutte materie su cui sarebbe bene che il Sindaco si confrontasse con il Consiglio Comunale e con i cittadini.

Continuiamo a sperare che un alito di grecale spazzi le nere e minacciose nubi, ma temiamo l’arrivo di un uragano.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

Su Vercelli e il suo Ospedale, guardando al futuro

IL NOSTRO CONTRIBUTO AL DIBATTITO SUL FUTURO DEL SISTEMA OSPEDALIERO CHE INTERESSA VERCELLI, NELL’AMBITO DEL RIORDINO REGIONALE
Vercelli, 1 aprile 2015

È con grande interesse che abbiamo appreso nei giorni scorsi della presa di posizione dei Consiglieri Regionali “vercellesi” Corgnati e Molinari a proposito della Città della Salute da costruirsi tra Vercelli e Novara.

Fin dal dicembre scorso, in occasione del Consiglio Comunale straordinario in tema di riordino del Sistema Sanitario Regionale, SiAmo Vercelli si era espressa con chiarezza a favore di tale soluzione, senza che su questo si riuscisse a trovare il tempo di fare i necessari approfondimenti. In alcuni frangenti, per la difficoltà della materia, in altri per il clima di scarsa collaborazione che la concitazione di quei passaggi consiliari aveva creato. È quindi un buon momento, questo, per tornare a ragionarci con maggiore serenità e senza la pressione di un voto consiliare imminente.

Come tutte le forze politiche hanno detto, la sanità non ha colore. Le opportunità per il nostro territorio, sia in termini di tutela della salute che di investimenti, che di ricadute occupazionali, a tutti i livelli – compresi quelli di eccellenza medica – sono materia di tutti.

La distanza tra Vercelli e Novara ha pochi eguali, in termini di brevità, tra i capoluoghi di Provincia italiani. Inoltre, entrambe le città sono centri universitari sotto il cappello unico dell’Università del Piemonte Orientale.  Sono, questi, due ingredienti più unici che rari, che suggeriscono, o addirittura impongono, di mirare, nell’interesse di entrambi i territori, a un Sistema-Ospedale unico e comune, auspicabilmente di matrice Universitaria.

Un Sistema-Ospedale che trovi una collocazione fisica nel territorio tra le due vicinissime città, servendole entrambe – oltre ai territori delle province limitrofe. Oppure, in alternativa, che divida le specialità sui due centri cittadini, in maniera equilibrata e sfruttando le peculiarità ed eccellenze reciproche, senza battaglie di supremazia dannose a tutti.

Sarebbe questa, svestita dei campanilismi, una iniziativa che porterebbe con se benefici per tutti e a tutti livelli: cittadino, territoriale, regionale.

Questa battaglia, come abbiamo sempre detto, non sarebbe in sostituzione, ma bensì in aggiunta, alla tutela dell’attuale funzionamento dell’Ospedale di Vercelli. Ma, è importante ricordarlo, la tutela del presente comincia con la pianificazione del futuro, proprio per non ritrovarci, tra dieci anni, a piangere sul latte versato, come molte, troppe volte è successo nella nostra città, nei campi più svariati.

È importante che su questa battaglia si crei un fronte comune, che vada oltre la normale dialettica di politica locale, e nel dire questo ci rivolgiamo naturalmente alle forze di maggioranza, ma in particolare a quelle della minoranza consigliare.

Lanciamo un appello, a tutti coloro che, come noi, fanno dell’attenzione per il territorio un’istanza primaria: accanto alle sacrosante iniziative per difendere il Sant’Andrea uniamo tutte le forze del Consiglio Comunale per richiedere che il Piemonte Orientale abbia un Sistema-Ospedale d’avanguardia di livello nazionale, e che diventi un punto di riferimento per tutto il Nord Ovest per alcune specialità.

Siamo dunque disponibili, con apertura e rispetto di tutte le sollecitazioni, a contribuire a un dibattito pubblico guidato dai Consiglieri Regionali espressione del nostro territorio e dal nostro Sindaco, su questa importante materia.

Dibattito che auspichiamo partecipato da tutte le forze politiche e sociali cittadine, fuori dalla polemica politica spicciola e con l’obiettivo, che tutti ci unisce, di far crescere Vercelli.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

CAOS GENERATO DALLA MOZIONE DELLA MINORANZA, MA PIÙ GIUSTO RICONVOCARE IL CONSIGLIO

RIFORMA SANITARIA REGIONALE E RICORSO AL TAR: CAOS GENERATO DALLA MOZIONE DELLA MINORANZA CHE FACEVA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, MA SAREBBE STATO GIUSTO RICONVOCARE IL CONSIGLIO COMUNALE

Vercelli, 24 gennaio 2015

Siamo stati facili profeti nell’ultimo Consiglio Comunale: con un occhio alle beghe locali, la minoranza, con qualche voto della maggioranza, aveva votato una mozione raffazzonata, farraginosa e sconclusionata che legava indissolubilmente i destini del nostro ricorso alle decisioni di altre città (“solo in accordo con i comuni Tortona e Asti”).
Insomma, un pasticcio.

Avevamo detto subito che quella mozione “crea vincoli insensati e con tutta probabilità inapplicabili, e genererà una ridda di interpretazioni che, prevediamo, non faranno altro che causare ulteriori polemiche su un tema che invece richiederebbe unità di tutto il Consiglio, pacatezza e linearità di strategia”.

Puntualmente, tutto ciò è avvenuto: le riunioni dei Capigruppo hanno messo in luce, talvolta con sfumature molto animate e poco “istituzionali”, come il fronte improvvisato che si era creato dietro a quel voto desse al testo interpretazioni diversissime e contrastanti.

Nel contempo, la decisione del Sindaco di ritirare il ricorso appellandosi appunto alla clausola “solo in accordo con i comuni di Tortona e Asti”, non ci trova d’accordo.
Anche se nella forma la posizione del Sindaco può non apparire scorretta, non riteniamo opportuno usare quella “clausola” come elemento formale per non ripassare dal Consiglio Comunale.

Abbiamo ribadito in passato la centralità che il Consiglio deve riprendere nei meccanismi istituzionali della città, e abbiamo dimostrato di crederci profondamente davvero quando ieri sera, alla conferenza dei Capigruppo, abbiamo richiesto una convocazione urgente del consiglio. Stesso motivo ha l’assenza dalla Giunta di ieri sera di Alberto Perfumo ed Elena Delsignore: era il Consiglio a doversi esprimere.

In generale, la gestione del “dossier Ospedale” ci vede delusi nella forma che, da più parti, è stata scelta per gestirlo: con grande attenzione al marketing elettorale e agli interessi di bottega, e poco al profilo sostanziale e istituzionale.

Tutto ciò non fa che confermare quanto sia stato giusto e opportuno costituire il nostro movimento civico, ormai più di un anno fa.
In queste occasioni capiamo quanto è fondamentale il nostro contributo nel tenere la barra dritta, fuori dalla guerra tra fazioni che talvolta è la politica.
La nostra presenza, sempre ragionata e mai urlata, e il nostro approccio fatto di pragmatismo e attenzione al solo merito delle questioni ci appare sempre più fondamentale.

Non avremo mai posizioni pregiudiziali contro qualcuno solo perché di altro schieramento o posizioni da difendere solo perché ce lo suggerisce o, peggio, richiede qualcuno.
Per noi, ci sarà sempre al centro la città e solo la città.

Per questo, continueremo a lavorare, e chiederemo uguale sforzo e presa di responsabilità a chi ci affianca nelle scelte amministrative, per realizzare la “rivoluzione” che è necessaria per Vercelli.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

I PERCHÉ DI UN NO

I PERCHÉ DI UN NO.
LA NOSTRA POSIZIONE SUL VOTO DEL CONSIGLIO RELATIVO AL RICORSO AL TAR CONTRO LA RIFORMA SANITARIA REGIONALE: I NOSTRI DESTINI AFFIDATI AI COMUNI DI TORTONA E ASTI !

Vercelli, 17 gennaio 2015

Durante il Consiglio Comunale di giovedì 15 gennaio è stata discussa la mozione proposta dalla minoranza riguardante il ricorso al TAR per la Delibera Regionale riguardante il riordino sanitario.

SiAmo Vercelli, con l’intento di perseguire l’unità del Consiglio su una materia così importante, ha proposto una variante della mozione che lasciasse aperta l’opzione del ricorso, ma che, nel contempo, impegnasse la Giunta Comunale a continuare il dialogo politico con la Regione al fine di ottenere la formalizzazione delle rassicurazioni annunciate dall’Assessore Saitta negli scorsi giorni, in particolare durante la recente Conferenza dei Sindaci dell’ASL.

In sostanza, l’intento di SiAmo Vercelli era quello di preservare il buono che le differenti posizioni dei gruppi consiliari richiedevano: da un lato l’opzione eventuale del ricorso al TAR come strumento negoziale e risorsa di ultima istanza, dall’altro la prosecuzione delle trattative politiche, basate su un tavolo tecnico, come via maestra per ottenere ciò che spetta al nostro territorio in materia sanitaria.

Come è andata è ormai alle cronache: la proposta di SiAmo Vercelli non è stata accolta per pochi voti.

Ma non è stata neppure votata la mozione originaria proposta dalla minoranza, che impegnava tout court la Giunta a ricorrere al TAR. È stata invece approvata una versione emendata dal gruppo Cambia Vercelli che, incredibilmente (citazione testuale) “impegna il Sindaco e la Giunta a Impugnare presso il TAR la Deliberazione della Giunta Regionale, SOLO IN ACCORDO con i comuni di Tortona ed Asti”. Quindi, ora, il nostro Comune non potrà ricorrere al meglio, affidando ai legali la decisione sulla miglior strategia per Vercelli: dovrà ricorrere “SOLO IN ACCORDO con Tortona e Asti”.

Già di per se un vincolo inaccettabile se Tortona e Asti concordassero. Ci chiediamo però cosa succederebbe se Tortona e Asti decidessero all’ultimo di non essere in accordo tra di loro. Oppure ancora se decidessero di essere d’accordo tra di loro, ma di smarcarsi da un accordo di strategia con Vercelli.

Un capolavoro da azzeccagarbugli !

A poco vale la clausola successiva, che recita “salve le diverse esigenze e specificità territoriali”: questo semmai permette di differenziare i contenuti di un ricorso rispetto a quello degli altri comuni, ma non permette di ricorrere se non “IN ACCORDO con Tortona e Asti”.

Il che crea vincoli insensati e con tutta probabilità inapplicabili, e genererà una ridda di interpretazioni che, prevediamo, non faranno altro che causare ulteriori polemiche su un tema che invece richiederebbe unità di tutto il Consiglio, pacatezza e linearità di strategia.

Mentre comprendiamo appieno la posizione di chi sosteneva la mozione originaria, che come avevamo già commentato negli scorsi giorni era ben scritta, è davvero difficile, per chiunque affronti l’argomento con onestà intellettuale, capire come una tale variazione possa essere di aiuto a Vercelli.

Obbliga di fatto la città a operare scelte sulle basi delle scelte operate da altri (i Comuni di Tortona e Asti) cedendo la sovranità sui propri destini a territori diversi dal nostro e con destini sanitari che già sappiamo essere diversi da quelli di Vercelli.

Questo il motivo del nostro voto contrario.

Fortunatamente, parecchi consiglieri di minoranza hanno, già in coda al Consiglio, ammesso con onestà che la versione votata è purtroppo un peggioramento rispetto alla mozione originale.

Abbiamo troppo rispetto per l’intelligenza di tutti i Consiglieri e per la loro dedizione ai destini della Città per pensare che nessuno dei 17 votanti a favore si sia accorto del problema. Inutile nascondersi dietro a un dito: su una votazione che si giocava su scarti minimi (il risultato è infatti stato di 17 a 16) le logiche del confronto politico locale vercellese sono le sole ad aver contato, in barba alla sensatezza del contenuto della mozione stessa e all’obiettivo di tutelare la sanità vercellese.

Doverosamente, registriamo il risultato e ovviamente chiediamo alla Giunta di operare conseguentemente rispetto al mandato consigliare. Ma, lo dice la legge, non potrà essere il TAR – che al più può annullare decisioni della Regione, non migliorarle – a consegnarci la riforma sanitaria di cui Vercelli ha bisogno.

Per questo motivo, come già annunciato, SiAmo Vercelli proseguirà in queste ore – e chiede lo stesso a tutti coloro che possono agire in tal senso, a partire dal Sindaco –  a lavorare sui canali diplomatici, tecnici e politici al fine di ottenere la formalizzazione delle rassicurazioni che Vercelli chiede. Cosa a cui abbiamo già dimostrato di tenere più che a ogni altra logica di basso cabotaggio locale, assumendo anche nel recente passato posizioni mediaticamente scomode, con coraggio e senza calcoli.

L’abbiamo già detto: in questi momenti, ancora più di sempre, le schermaglie ideologiche e le “tattiche” politiche non hanno senso d’essere. Confidiamo che coloro che tengono a Vercelli più che al primato di bottega prevalgano su tutto il resto.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

ANDREMO AVANTI, PER LA SALUTE DEI VERCELLESI DI OGGI E DI DOMANI

COMUNICATO STAMPA

SiAmo Vercelli: “Andremo avanti, per la salute dei vercellesi di oggi e di domani”

Vercelli, 11 dicembre 2014

Siamo dispiaciuti e arrabbiati.

Siamo dispiaciuti perché il consiglio non è riuscito a discutere serenamente un tema prioritario per la città.

Siamo arrabbiati perché c’era l’opportunità di fare fronte comune e lottare, tutti insieme, per il futuro e non solo per il presente della sanità vercellese.

Lottare insieme, di fianco al sindaco, che oggi è stato boicottato dalla Regione, per avere una struttura di eccellenza in cui curarci e far curare i nostri figli.

È anacronistico pensare che, in mancanza di risorse, ogni città possa difendere i suoi attuali “privilegi”, si tratti di ospedali o di altre strutture. Bisognerà aggregare e realizzare strutture più grandi e più efficienti – e le nuove tecnologie e i nuovi mezzi ci permetteranno di non abbassare i livelli di servizio per i cittadini. Noi, oltre a sostenere il Sant’Andrea con le unghie e coi denti, abbiamo proposto di approfondire la prospettiva della Città della Salute, da costruire tra Vercelli e Novara.

Purtroppo, in consiglio non si è voluto guardare un po’ più in là. In alcuni frangenti, per la difficoltà della materia, in altri per un clima di scarsa collaborazione.

Insomma, un consiglio cominciato male, per l’assenza di Saitta, si è concluso peggio.

SiAmo Vercelli è in ogni caso convinta della strada che ha intrapreso e che continuerà a percorrere con tutte le forze. Per la salute dei cittadini di Vercelli di oggi e di domani.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

PIANO SANITARIO: COME ANDARE OLTRE IL MURO CONTRO MURO

COMUNICATO STAMPA

Piano Sanitario: come andare oltre il muro-contro-muro

Vercelli, 9 dicembre 2014

La situazione dell’ospedale di Vercelli e, più in generale, della Sanità regionale è certamente complessa e non può essere liquidata con slogan o con proposte non realistiche, per quanto animate da buona volontà e sincero amore per la città. Da una parte, infatti, ci sono le esigenze degli ammalati e dei loro familiari, dei lavoratori dell’ospedale e dell’indotto; dall’altra c’è la necessità di fare efficienza e produrre risparmi economici – pena il dissesto della Regione.

La Regione ha elaborato un piano di intervento che prevede diverse misure. Se alcune scelte possono essere condivisibili e migliorative, come l’idea di puntare sull’assistenza domiciliare al malato, riservando all’ospedale la cura dei casi acuti, altre, legate al ridimensionamento del nostro ospedale, non possono essere subite acriticamente, ma devono essere oggetto di una discussione condivisa. Al momento, infatti, pare che i tagli ipotizzati derivino più da analisi amministrative – non sempre corrette – che da una disamina tecnica attenta delle situazioni (le eccellenze le abbiamo anche noi!).

Sappiamo, infatti, che su Emodinamica è stata presa una decisione errata, basata su numeri parziali: quelli completi dicono che nel reparto di Cardiologia nel 2013 sonno state effettuate 541 angioplastiche, ben al di sopra dei numeri stabiliti dalla riforma Saitta. Alla luce di ciò l’Ospedale di Vercelli ha i numeri per mantenere Emodinamica, quindi chiediamo con fermezza un passo indietro e agiremo con determinazione affinché Emodinamica venga mantenuta nella nostra città.

Quale invece può essere la soluzione per affrontare le altre misure? Noi vogliamo partecipare alle decisionisedendoci attorno a un tavolo in cui verificare le migliori ipotesi per il futuro della salute dei vercellesi. Su quel tavolo chiediamo che siano considerati tutti gli aspetti:

  • punti di forza dell’ospedale di Vercelli rispetto a quelli delle altre strutture, a partire da quelle vicine;
  • le soluzioni che meglio salvaguardano i posti di lavoro;
  • le possibili sinergieche producono risparmi senza peggiorare la qualità del servizio ai cittadini.

Qui vale la pena ricordare il progetto di una Città della Salute, centro di eccellenza nazionale, che serva sia Vercelli che Novara, ripreso dalla stampa in questi giorni.

Intendiamo chiedere ed ottenere dalla Regione che la Città della Salute sia costruita tra Vercelli e Novara, una soluzione migliorativa per tutti, dalla quale la città avrebbe solo da guadagnare: vorrebbe dire, infatti, non solo salvare, ma rilanciare la sanità vercellese, con un centro di eccellenza alle sue porte e ridurre i costi per la Regione, senza trascurare la possibilità di creare nuovi posti di lavoro per il nostro territorio.

In questa prospettiva riteniamo controproducente dismettere le eccellenze sanitarie vercellesi, e pensiamo che questa posizione sia ragionevole e coerente con il piano regionale; ecco perché una semplice riduzione dei costi basata su considerazioni amministrative non può rappresentare la strategia per rilanciare la sanità cittadina e di tutto il Piemonte.

La nostra richiesta di partecipare ai tavoli decisionali è responsabile e impegnativa, chiediamo la stessa responsabilità e impegno agli altri Comuni e territori. La disponibilità ad affrontare il dissesto deve, infatti, essere di tutte le parti coinvolte: non accetteremo mai di essere ignorati o considerati di serie B, potete starne certi.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

PIANO SANITARIO: IL PUNTO DI VISTA DI SIAMO VERCELLI

COMUNICATO STAMPA

Piano Sanitario: il punto di vista di SiAmo Vercelli

Vercelli, 2 dicembre 2014

Il piano sanitario recentemente approvato dalla Giunta Regionale ci costringe a riflessioni non banali e, se possibile, coraggiose (finalmente, potremmo dire) circa il nostro futuro di piemontesi e vercellesi.

Un futuro che è massimamente incerto, esposto a rischi congiunturali di difficile previsione, ma che proprio per la complessità del quadro che ci pone davanti esige da noi tutti una capacità analitica diversa rispetto a quella che sin qui ha distinto il dibattito locale (e non solo).

SiAmo Vercelli sta elaborando insieme ai suoi esperti una linea da proporre durante il consiglio straordinario dell’11 Dicembre che avrà come ospite l’assessore Saitta.

Ieri abbiamo ricevuto una bozza della mozione che sarà presentata dalla minoranza. La valuteremo e la discuteremo durante il prossimo consiglio. A prima vista sembra però solo orientata a difendere lo stato attuale, come vuole una lettura non molto originale di simili situazioni (forse qualcuno può voler dire che sarebbe inopportuno mantenere emodinamica e ogni altro reparto attualmente in forza al Sant’Andrea?) mentre a nostro avviso pare giunto il tempo di osare un po’ di più.

Diciamoci la verità. Mozioni come quella presentata dalla minoranza circolano in questo Consiglio, e nei Consigli di tutta Italia, da tanto tempo.

Sono carte delle buone intenzioni, ma come può desumersi dallo stato delle cose, e dalle urgenze del momento, ci pare di poter dire che non abbiano cambiato nulla.

Anzi, non avendo il coraggio di affrontare le reali questioni del nostro tempo, finiscono per peggiorare la situazione, congelandola.

SiAmo Vercelli questo coraggio c’è l’ha nel proprio DNA, e nei prossimi giorni dimostrerà – una volta di più – di non volersi uniformare a una pratica sterile (per quanto anche in buona fede) della gestione della Cosa Pubblica. Con proposte autonome e costruttive, che confidiamo possano apparire di buon senso sia nell’immediato che in prospettiva.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •  

FONDAMENTALE AVERE CHIARIMENTI SULLA SITUAZIONE FINANZIARIA DELLA REGIONE

COMUNICATO STAMPA

SiAmo Vercelli: fondamentale avere chiarimenti riguardo le potenziali conseguenze della situazione finanziaria della Regione Piemonte sul nostro Comune

Vercelli, 12 ottobre 2014

In merito alle recenti notizie seguite alla pronunciazione della Corte dei Conti di venerdì 10 ottobre e relative alla situazione finanziaria della Regione Piemonte, SiAmo Vercelli crede che sia indispensabile avere dal presidente Chiamparino chiarimenti su quali possono essere le conseguenze sul nostro Comune.

Il sindaco Maura Forte, contattata nel fine settimana, ci ha assicurato che martedì 14 sarà a Torino per incontrare alcuni assessori e per avere le debite informazioni in merito.

Condividi questo contenuto
  •  
  •  
  •  
  •