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SiAmo Vercelli critica sulla fusione con Sali

Vercelli, 27 giugno 2018

Qual è il riassunto del documento preparato dall’Amministrazione comunale?

Il progetto di fusione tra Vercelli e Sali, sbandierato dal sindaco come il “colpo del secolo”, non ha fondamenta e non garantisce alcun ritorno positivo per la città. A dispetto dei proclami, non è affatto vero che esso porti due milioni di euro all’anno per dieci anni: questa è soltanto la cifra teorica massima che si potrebbe chiedere mentre quella reale dipende da molte cose, prima tra tutte il numero di richieste simili da soddisfare. Più richieste ci sono e minore sarebbe la cifra per Vercelli, sempre ammesso che il progetto di fusione sia approvato. Altri benefici non ce sono.
Ignoti sono anche i costi dell’operazione: cosa significa erogare servizi a cittadini che vivono a oltre 10 chilometri dalla città? e quanto costa mantenere le strutture di Sali, tra cui il cimitero, il palazzo del comune, le strade e le aree verdi?
Insomma, il “colpo del secolo” all’atto pratico non garantirebbe affatto i benefici economici sbandierati dal sindaco ma anzi potrebbe perfino diventare un boomerang per il futuro. E non è un caso che sia stato “scoperto” e promosso in prossimità della fine del mandato e nell’imminenza della campagna elettorale. Nella maggioranza traballante, in crisi evidente in vista delle elezioni 2019, la fusione con Sali si è imposta come un argomento perfetto: cominciamo a dire che, grazie a noi, arriveranno due milioni di euro all’anno, poi si vedrà. Un po’ com’è successo con tanti altri “colpi del secolo” annunciati, a partire dalla vendita di Atena a Iren, uno degli affari peggiori nella storia della città.

Per questo, SiAmo Vercelli non sosterrà il progetto di fusione, perché fatto così può solo fare del male a Vercelli – e anche a Sali.
Vercelli merita un progetto più serio, studiato nei dettagli con gli altri comuni vicini, che porti concreti benefici economici e sociali per il territorio, che sia vincente nel medio e lungo periodo. Un progetto che elaboreremo l’anno prossimo, quando saremo alla guida della città.

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Sulla fusione Vercelli-Sali un documento vuoto

Vercelli, 18 giugno 2018
Venerdì 15/6 il sindaco ha distribuito ai consiglieri comunali un documento, in bozza, relativo alla fusione tra i Comuni di Vercelli e Sali.
Se questa fosse la replica alle domande fatte da SiAmo Vercelli in Consiglio comunale, messe per iscritto e inviate il 1° giugno, saremmo del tutto insoddisfatti.
Avevamo chiesto uno studio di fattibilità, ci torna una tesina su demografia e tributi dei due comuni.
Non c’è risposta sulle opportunità di fusione con altri comuni e sulla scelta di Sali.
Non si dice nulla neanche sui benefici attesi.
Soprattutto manca qualsiasi verifica sui costi indotti dall’ampliamento del comune di Vercelli a comprendere il territorio di Sali, sugli eventuali investimenti (ad es. infrastrutture e lavori pubblici), sui servizi da garantire.
E’ un documento di 41 pagine di vuoto pneumatico, ricorda la salsiccia: non ha capo né coda, ci metti dentro un macinato di un po’ di tutto, fai girare la manovella e produci tanti metri quanti ne vuoi.
Ci auguriamo sinceramente che questa bozza sia provvisoria, forse inviata per sbaglio, e che altre informazioni verranno fornite ai consiglieri comunali nei prossimi giorni, prima di chiedere il loro voto in Consiglio.

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Approfondire il progetto di fusione con Sali

Vercelli, 2 giugno 2018

La fusione tra i comuni di Vercelli e Sali ha assorbito una parte importante del Consiglio comunale del 31 maggio scorso. Siccome la discussione è stata intensa e, a tratti, confusa, riteniamo utile spiegare bene qual è la posizione di Siamo Vercelli al riguardo.

Come prima cosa, condividiamo gli obiettivi della legge Delrio, destinata a promuovere l’efficienza nella gestione dei comuni e dei territori, nello spirito di privilegiare il bene comune nel suo complesso rispetto agli interessi di campanile.
Siamo anche d’accordo sull’ipotesi che l’Amministrazione promuova l’aggregazione di Vercelli con qualche comune vicino, attraverso un progetto strutturato e concreto in cui siano valutati i benefici per tutte le comunità coinvolte.
Non è questo, però, il caso di cui si è discusso ieri in Consiglio comunale e su cui si è votato.
Ieri, infatti, il sindaco ha portato in Consiglio una proposta confezionata in questi termini: Sali ha chiesto di essere fuso con Vercelli, la legge Delrio farebbe arrivare a Vercelli 2 milioni di euro all’anno per i prossimi dieci anni, quindi approfittiamone e arraffiamo i soldi, poi vediamo come va a finire.
Per Siamo Vercelli, una proposta fatta così non è accettabile: nessuno di noi, a casa sua o nel suo lavoro, si butterebbe a capofitto in un progetto così senza aver prima valutato tutte le conseguenze – come ha sostenuto Luca Simonetti in Consiglio.
La prima variabile, che il sindaco non ha valutato, è la consistenza della richiesta di Vercelli allo Stato: siamo certi che una mossa di questo tipo, da furbetto che approfitta un po’ delle norme generose e le piega al suo scopo, otterrebbe le risorse economiche previste in un periodo di dieci anni, periodo in cui cambieranno anche i governi centrali?
La seconda questione è la valutazione precisa dell’impatto della fusione in termini sia di benefici che di costi connessi.
Sono stati valutati i benefici di una possibile estensione del progetto ad altri comuni, anche più vicini? Potrebbero esserci ricadute positive in termini economici, sociali, territoriali?
E cosa dire dei costi? La fusione comporterebbe investimenti, ad es. sulle infrastrutture, e costi di gestione, ad es. per erogare servizi ai nuovi cittadini?
Sono aspetti molto concreti, che non si possono rimandare. Non si può chiedere al Consiglio di votare per l’operazione e sostenere che, dopo, si faranno gli approfondimenti e i conti.
Tutti i comuni che affrontano questo argomento, lo studiano con attenzione: basta digitare su un motore di ricerca “fusione tra comuni obiettivi”, nei primi quindici risultati ci sono gli studi di fattibilità realizzati in sette piccoli e medi comuni, tra cui Rivergaro, Cadoneghe, Castel Ivano, Cadrezzate, Baricella … Ovunque si sono fatte delle analisi sui benefici e sui rischi o costi della fusione. Perché a Vercelli no? 
Per questo, abbiamo chiesto al sindaco di approfondire la questione e di predisporre un progetto più concreto. L’abbiamo chiesto ieri in Consiglio comunale e l’abbiamo riproposto oggi inviando una richiesta formale al sindaco.
La nostra posizione e il nostro voto dipenderanno solo ed esclusivamente dalla bontà del progetto. Come sempre.

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