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Sei giorni per generare il Caos

Vercelli, 6 ottobre 2015

Ieri, 5 Ottobre, si è consumato l’atto finale di una commedia rappresentata nell’Aula Magna dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli: autore e protagonista assoluto il Sindaco Maura Forte.

Nessun drammaturgo avrebbe potuto escogitare una trama più funambolica e imprevedibile.

La Conferenza dei Sindaci, riuniti alle ore 17 all’Ospedale cittadino, prevedeva il “delicato” voto circa il Piano di riassetto dell’ASL. Delicato perché preceduto da tavoli e confronti sfociati, mercoledì 30 settembre, in una riunione congiunta presso la Sala Consiliare del Comune di Vercelli. Da lì era uscito un documento, sottoscritto dai gruppi consiliari, che appariva un atto contro- aziendale, una ribellione al ridimensionamento chiesto dalla Regione.

Dunque Maura Forte si poneva, in questa circostanza, come coraggiosa paladina antagonista della Regione, a guida PD e necessariamente vincolata ad un piano di rientro economico che richiede inevitabili tagli alla sanità.

Ma il Sindaco, senza dubbio dotato di straordinaria duttilità, ha preferito accontentare i consiglieri Massa e Bassini (come è noto strategici per mantenere una risicatissima maggioranza), firmare il documento scritto da Sinistra e Voce Libera e invitare tutti i gruppi politici a sostenere questa posizione.

Chissà che soddisfazione riunire tutti sulla base di un parere unitario riguardo il tema sanità!

Ma il Sindaco, senza dubbio dotato di una certa imprevidenza, non aveva considerato la reazione che questo atto avrebbe scatenato nei suoi compagni di partito posti ai piani più alti, in Regione.

E arriviamo a ieri, all’atto finale.

Il Sindaco, senza dubbio dotato di grande capacità inventiva, illuminata da una tardiva consapevolezza, propone ai Sindaci riuniti di rimandare la votazione sull’Atto per votare, invece, un documento integrativo scritto a nome di tutti i Sindaci coinvolti, che prevedeva di avviare un tavolo di confronto con la direzione ASL; solo al termine del percorso di revisione i Sindaci avrebbero espresso il loro parere.

Peccato che questo documento di integrazione né fosse all’Ordine del Giorno, né fosse stato dato precedentemente in visione a tutti i primi cittadini componenti l’Assemblea, i quali, a quel punto, sono insorti e hanno abbandonato l’Aula nel caos generale, chiedendo le dimissioni di Maura Forte.

Risultato: l’Atto Aziendale non è stato votato.

Grazie a questo escamotage il Sindaco è riuscito a non votare a sfavore (cosa che avrebbe generato una sicura e forte reazione da parte dei suoi compagni di partito in Regione), né a favore ( cosa che avrebbe creato pericolosi conflitti con i suoi amici di Sinistra e Voce Libera).

Pensando che qualsiasi scelta sarebbe stata troppo rischiosa, ha preferito non scegliere e, in modo rocambolesco, ha evitato il voto rimandando la votazione.

Questo atteggiamento, scorretto sia nel metodo sia nel merito, ci pare gravissimo.

Ancora una volta sono mancate chiarezza, trasparenza, attenzione e cura per il bene della città. E intanto la città soffre…

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La quiete prima della tempesta

Vercelli, 22 settembre 2015

Nella tarda estate vercellese, animata da attività ludiche e festaiole che rendono la nostra città apparentemente vitale e dinamica, si assiste ad un sostanziale languore dell’azione amministrativa.

Tutto tace.

L’impressione è quella della quiete prima della tempesta.
Grossi nuvoloni si addensano su una città ferma.

Ma, a ben guardare, urgenti e gravi sono le questioni di fronte alle quali non è consigliabile abbassare la guardia.

Uno su tutti: la Sanità.

E mentre tanti prendono posizioni facilmente populistiche e demagogiche, le persone di buon senso sanno che, in tutti i settori, la scarsità di risorse economiche sta spingendo verso l’aggregazione delle strutture e dei servizi. Non può costituire un’eccezione il settore della Sanità.

Meglio allora sostenere con forza quelle nostre strutture sanitarie – e non sono poche – che garantiscono alti standard strutturali, tecnologici e qualitativi – come richiede il Decreto del Ministero della Salute (n.70, del 2 Aprile 2015). Posti dove le persone vanno volentieri a farsi curare e, addirittura, vengono da fuori!

Meglio lottare per la costruzione di una rete territoriale di assistenza , che è prevista dal piano regionale e che è ancora tutta da fare. E’ evidente, infatti, che, se le strutture ospedaliere restano la sede più adeguata per la diagnosi e la cura degli episodi acuti, le altre prestazioni , quali visite ed esami specialistici, consumo di farmaci, terapie riabilitative, trovano sul territorio il luogo più adatto di erogazione, spesso anche al domicilio dei pazienti (chi sa che è possibile, su richiesta del medico di base, ottenere una visita specialistica domiciliare per i pazienti che non sono in condizione di recarsi all’ospedale? ).

Senza perdere di vista i reparti eccellenti e indispensabili in città, un importante obiettivo diventa allora quello di vigilare attentamente sulle soluzioni che verranno adottate per compensare i tagli previsti e da attuare prima – sottolineiamo prima – dello smantellamento delle strutture esistenti, in vista di un miglioramento dell’assistenza al cittadino-paziente.

Sono queste le linee su cui dovrebbe muoversi il Sindaco.

Sindaco a cui chiediamo lumi in proposito, non per un crudele desiderio di aggravare le sue responsabilità e nemmeno per un perverso tranello polemico, ma perché (forse non tutti sanno che) nel nuovo piano di assistenza territoriale il suo ruolo assume particolare importanza nella programmazione territoriale distrettuale, per il parere sulle attività dei Distretti, per l’approvazione dei Profili e Piani di Salute e per la diffusione dell’informazione sui settori socio-sanitari e socio-assistenziali.

Tutte materie su cui sarebbe bene che il Sindaco si confrontasse con il Consiglio Comunale e con i cittadini.

Continuiamo a sperare che un alito di grecale spazzi le nere e minacciose nubi, ma temiamo l’arrivo di un uragano.

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La Rivoluzione Buona mette i fatti al posto delle promesse e delle dichiarazioni

Vercelli, 13 maggio 2015

Sanità, Atena, sviluppo strategico della Città.

Sono i dossier più caldi e più importanti per il futuro. Sono i capitoli su cui è impegnato il Sindaco da quasi un anno.
Il risultato è disastroso!

La sanità: chi sa qual è la posizione del Sindaco sull’ospedale?
Sono in gioco la salute dei vercellesi ed il lavoro. L’ASL è la più grande azienda del territorio.

Eppure, il Sindaco è latitante. Dapprima succube della Regione in un goffo tentativo di mediazione: a tutti i costi ha voluto evitare il ricorso (con la spalla di CambiaVercelli – Cometti), passando sopra il Consiglio Comunale che lo aveva votato.

Poi si è persa per strada e, mentre gli stessi consiglieri regionali del PD spingono, giustamente, per riaprire la questione della Città della Salute a Novara, il Sindaco non dice più nulla. Tentenna.

Atena è l’unica azienda di grande potenziale di sviluppo e di lavoro a Vercelli: qui risulta prevaricatrice l’azione di IREN, il socio industriale che, con solo un terzo delle azioni, ha gran parte della responsabilità dello stallo in cui si trova l’azienda multi-utility locale, che è ferma da anni.

Il Sindaco avrebbe dovuto rendersi conto rapidamente che non c’è alcun interesse da parte di IREN a fare investimenti in Atena e a promuovere una stagione di rilancio che è, invece, alla portata.

Intrattenendo a lungo colloqui paralleli con l’Amministratore Delegato di Atena – persona espressa da IREN – e vantando rapporti a livello regionale e nazionale, il Sindaco ha creduto alle promesse di IREN e ha indugiato; non ha usato tutti i mezzi a sua disposizione per perfezionare subito il progetto di fusione tra Atena Patrimonio e Atena, mettendo a rischio la possibilità per quest’ultima di presentarsi all’appuntamento della gara gas.

Avrebbe dovuto, fin dall’inizio, tenere la barra dritta e sostenere solo le ragioni di Vercelli. E, invece, ha tentennato.

Ospedale e Atena sono due elementi fondamentali per la Città. Il loro sviluppo o il loro smantellamento possono decretare vita o morte di Vercelli. E il Sindaco non appare certo in grado di difenderli.

Per non parlare di tutte le altre possibili risorse e fonti di sviluppo strategico, dall’Università ai servizi, all’agricoltura in evoluzione, all’innovazione, al turismo, al terzo settore e alla cultura. Un mondo, insomma, da rimettere insieme sulla base di un disegno comune e di una fiducia da fare recuperare ai cittadini.

Mettere in rete, incoraggiare, coordinare sono le parole che il Sindaco ha messo nel suo programma.

Quali fatti ne sono seguiti?

In barba alle energie e alle capacità presenti in Città il Sindaco ha scelto dei consulenti romani. Non potendo assegnare direttamente l’incarico a loro – il Comune avrebbe dovuto fare un bando – ha messo in piedi un meccanismo astruso, chiedendo a un’associazione esterna, Confindustria, di fare da tramite.

Una prova di vero autolesionismo.

Ora, saranno i preferiti del Sindaco a disegnare il futuro di Vercelli, a ipotizzare cosa faremo domani, in quale direzione ci svilupperemo, come e con quali risorse.

Complimenti al Sindaco: ha appaltato il futuro della Città a un manipolo di consulenti che non la conoscono affatto, che produrranno documenti sostanzialmente inutili. Ma che potranno condizionare le scelte.

Tre dossier critici, tre ambiti in cui si gioca il futuro: ospedale, Atena e sviluppo strategico.

Se li è tenuti il Sindaco, che si è mossa senza neppure consultare la Giunta (almeno fino a quando ne ha fatto parte SiAmoVercelli).

Le scelte che il Sindaco ha fatto – o che non ha fatto, restando ferma e tentennando – sono profondamente sbagliate.

Abbiamo contrastato questo atteggiamento con tutte le forze, prima da dentro la Giunta, cercando di contenere la superficialità di alcuni suoi atteggiamenti o di discutere le scelte. Sempre rispettando ruoli e posizioni, ma chiedendo altrettanto rispetto. Spesso non siamo stati soli in queste battaglie, avendo trovato nel PD più di un interlocutore attento.

Quando si è passato il segno, siamo usciti dalla Giunta. E da fuori, a chi ce lo ha chiesto, abbiamo continuato a suggerire un cambiamento di direzione.

Non si può amministrare così la Città, questo lo hanno capito in tanti. E non solo tra i nostri elettori.

Il cambio di direzione non ci sarà, il Sindaco varerà un’altra Giunta debole, fatta di persone che la lasciano libera di muoversi a 360°, di passare sopra le deleghe dal Sindaco stesso assegnate, di fare il bello e il cattivo tempo.

Confermerà qualcuno per ubbidienza a Torino (qualche intoccabile!), forse rimuoverà chi non ha padrini (anche se non meno preparato di chi viene confermato); e nominerà qualcun altro per convenienza o per equilibrismi di parte.

Purtroppo il risultato sarà profondamente negativo. E rischioso per Vercelli.

Noi ci opporremo con tutte le nostre forze.

SiAmo Vercelli tornerà a fare quello per cui è nata poco più di un anno fa.

Ci abbiamo provato – possiamo garantirlo a chi ci ha votato. Ci abbiamo provato davvero, non ci siamo risparmiati per far ripartire la Città. Abbiamo creduto che fosse sufficiente metterci tutte le nostre energie, spiegare, discutere, approfondire. Ragionare. Provare a convincere Sindaco ed alleati che era necessario un diverso approccio ai problemi di Vercelli!

Però non ci arrendiamo. Non ci arrediamo alle direttive e ai condizionamenti che vengono dall’alto, Torino o Roma.

Torniamo ad ascoltare le proposte dei vercellesi, a raccogliere le idee migliori, a lavorare su ciò che c’è da fare.

Né molliamo di fronte ai vari inciuci, ai ricatti dei cambia-casacca, alle ambiguità dei politicanti. Ripartiamo per costruire un’alternativa seria all’incompetenza, nonché ai soliti giochi dei vecchi partiti.

Siamo nati dirompenti, ci siamo proposti per fare la rivoluzione buona e combattere la buona battaglia.

In quest’anno abbiamo capito ancora meglio che c’è bisogno di noi.
Che c’è tanto da fare.
E che abbiamo le energie e gli stimoli giusti per farlo.

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Su Vercelli e il suo Ospedale, guardando al futuro

IL NOSTRO CONTRIBUTO AL DIBATTITO SUL FUTURO DEL SISTEMA OSPEDALIERO CHE INTERESSA VERCELLI, NELL’AMBITO DEL RIORDINO REGIONALE
Vercelli, 1 aprile 2015

È con grande interesse che abbiamo appreso nei giorni scorsi della presa di posizione dei Consiglieri Regionali “vercellesi” Corgnati e Molinari a proposito della Città della Salute da costruirsi tra Vercelli e Novara.

Fin dal dicembre scorso, in occasione del Consiglio Comunale straordinario in tema di riordino del Sistema Sanitario Regionale, SiAmo Vercelli si era espressa con chiarezza a favore di tale soluzione, senza che su questo si riuscisse a trovare il tempo di fare i necessari approfondimenti. In alcuni frangenti, per la difficoltà della materia, in altri per il clima di scarsa collaborazione che la concitazione di quei passaggi consiliari aveva creato. È quindi un buon momento, questo, per tornare a ragionarci con maggiore serenità e senza la pressione di un voto consiliare imminente.

Come tutte le forze politiche hanno detto, la sanità non ha colore. Le opportunità per il nostro territorio, sia in termini di tutela della salute che di investimenti, che di ricadute occupazionali, a tutti i livelli – compresi quelli di eccellenza medica – sono materia di tutti.

La distanza tra Vercelli e Novara ha pochi eguali, in termini di brevità, tra i capoluoghi di Provincia italiani. Inoltre, entrambe le città sono centri universitari sotto il cappello unico dell’Università del Piemonte Orientale.  Sono, questi, due ingredienti più unici che rari, che suggeriscono, o addirittura impongono, di mirare, nell’interesse di entrambi i territori, a un Sistema-Ospedale unico e comune, auspicabilmente di matrice Universitaria.

Un Sistema-Ospedale che trovi una collocazione fisica nel territorio tra le due vicinissime città, servendole entrambe – oltre ai territori delle province limitrofe. Oppure, in alternativa, che divida le specialità sui due centri cittadini, in maniera equilibrata e sfruttando le peculiarità ed eccellenze reciproche, senza battaglie di supremazia dannose a tutti.

Sarebbe questa, svestita dei campanilismi, una iniziativa che porterebbe con se benefici per tutti e a tutti livelli: cittadino, territoriale, regionale.

Questa battaglia, come abbiamo sempre detto, non sarebbe in sostituzione, ma bensì in aggiunta, alla tutela dell’attuale funzionamento dell’Ospedale di Vercelli. Ma, è importante ricordarlo, la tutela del presente comincia con la pianificazione del futuro, proprio per non ritrovarci, tra dieci anni, a piangere sul latte versato, come molte, troppe volte è successo nella nostra città, nei campi più svariati.

È importante che su questa battaglia si crei un fronte comune, che vada oltre la normale dialettica di politica locale, e nel dire questo ci rivolgiamo naturalmente alle forze di maggioranza, ma in particolare a quelle della minoranza consigliare.

Lanciamo un appello, a tutti coloro che, come noi, fanno dell’attenzione per il territorio un’istanza primaria: accanto alle sacrosante iniziative per difendere il Sant’Andrea uniamo tutte le forze del Consiglio Comunale per richiedere che il Piemonte Orientale abbia un Sistema-Ospedale d’avanguardia di livello nazionale, e che diventi un punto di riferimento per tutto il Nord Ovest per alcune specialità.

Siamo dunque disponibili, con apertura e rispetto di tutte le sollecitazioni, a contribuire a un dibattito pubblico guidato dai Consiglieri Regionali espressione del nostro territorio e dal nostro Sindaco, su questa importante materia.

Dibattito che auspichiamo partecipato da tutte le forze politiche e sociali cittadine, fuori dalla polemica politica spicciola e con l’obiettivo, che tutti ci unisce, di far crescere Vercelli.

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Il nostro imbarazzo

COMUNICATO IN RISPOSTA ALLA PRESA DI POSIZIONE DEL GRUPPO CAMBIA VERCELLI
Vercelli, 27 marzo 2015

In risposta alla presa di posizione di ieri del gruppo Cambia Vercelli, desideriamo ristabilire la verità su alcune situazioni, fin qui taciute.

Siamo stati a lungo imbarazzati.

Siamo stati imbarazzati durante i Consigli Comunali relativi alla Sanità, in cui il Capogruppo di Cambia Vercelli Mario Cometti, senza concordare nulla con gli altri movimenti di maggioranza, ha cambiato versione e voto a ripetizione, fino a generare, facendo sponda sui soli voti di minoranza, il famigerato emendamento che impegnava il Comune a fare ricorso al TAR “SOLO IN ACCORDO CON I COMUNI DI TORTONA ED ASTI”. Un capolavoro da Azzecca-garbugli sulla pelle dei cittadini, al solo fine di ricavare visibilità e mostrare i muscoli. Come è poi andata, lo sanno tutti.

Siamo stati imbarazzati dal leggere che da parte nostra ci sarebbero state offese nei confronti dello stesso Mario Cometti, cosa completamente inventata, come possono testimoniare le persone presenti, almeno quelle dotate di indipendenza di giudizio.

Siamo stati imbarazzati dal leggere che Cambia Vercelli non sarebbe rappresentata in giunta (“non essendo in alcun modo rappresentati nell’Organo Esecutivo”, dice il loro comunicato), quando Franco Pistono, addirittura candidato nella lista Cambia Vercelli, è un assessore dalla nascita stessa della Giunta. Per tacere del fatto che il gruppo Cambia Vercelli è per quattro quinti composto da Consiglieri eletti nelle file del Partito Democratico, che in Giunta esprime ulteriori quattro assessori.

Siamo stati imbarazzati nel leggere che in tre mesi (il brevissimo tempo da dicembre scorso da cui Elena Delsignore e Alberto Perfumo siedono in Giunta) SiAmo Vercelli sia diventata la causa dei problemi della città.

Ma una è forse la sorgente di imbarazzo maggiore, messa in luce da una differenza sostanziale.

Da una parte c’è la nostra presa di posizione recente per il rilancio dell’azione amministrativa: completamente spersonalizzata, volta a chiedere al Sindaco Maura Forte una focalizzazione sul programma e sulle cose da fare, le azioni da compiere; priva di veti, come è sempre stato, su persone o movimenti e incentrata invece sugli impegni da noi tutti presi con gli elettori; e, soprattutto, alla luce del sole, chiara, esplicita, trasparente e senza cose non dette o fatte solo intuire.

Nel rispetto e per rispetto di tutti, Sindaco in testa: ciò che conta per definirsi “propositivi e leali”.

Dall’altra parte, la posizione espressa dal comunicato emesso ieri da Cambia Vercelli: incentrata sul nostro movimento, piena di astio immotivato, e con un ricatto esplicito al Sindaco attraverso la minaccia di non votare il Bilancio, unico strumento per farla “cadere”.

Dopo mesi e mesi in cui il gruppo Cambia Vercelli, pur essendo come ovvio regolarmente invitato, non ha partecipato a una singola riunione di maggioranza, volta a preparare al meglio le questioni da dibattere in Consiglio Comunale.

Senza mai motivare le proprie assenze, anzi assicurando la presenza fino all’ultimo minuto, senza però mai partecipare. Neppure una sola volta, neppure a ranghi ridotti. Chiedere agli amici del Partito Democratico per conferma, vittime come noi della situazione.

A che fine ? Ovvio: per tenersi le mani libere in Consiglio, in una posizione ostruzionistica, utile solo al ricatto e ai giochini di palazzo da prima repubblica, senza nessun interesse per Vercelli e i vercellesi.

Con che coraggio oggi dichiarano che il loro “appoggio all’attuale maggioranza è sempre stato propositivo e leale” ? Dov’è stata la lealtà in queste loro tecniche da politica politicante ? Dove la propositività, nelle loro assenze alle innumerevoli riunioni che servivano per costruire le proposte per Vercelli ?

Prendiamo atto, oggi, finalmente, della formalizzazione di una situazione sotto gli occhi di tutti da mesi.

Noi siamo nati per fare l’opposto di chi interpreta la politica come fa Mario Cometti, già “Centrista per le libertà”, poi nell’UDEUR, poi virato a destra in Forza Italia, poi a sinistra a supporto di un Sindaco del Partito Democratico, con un solo esclusivo interesse: avere un posto al sole e, possibilmente, una poltrona.

Ieri l’ha certificato anche lui, togliendoci dall’imbarazzo.

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CAOS GENERATO DALLA MOZIONE DELLA MINORANZA, MA PIÙ GIUSTO RICONVOCARE IL CONSIGLIO

RIFORMA SANITARIA REGIONALE E RICORSO AL TAR: CAOS GENERATO DALLA MOZIONE DELLA MINORANZA CHE FACEVA ACQUA DA TUTTE LE PARTI, MA SAREBBE STATO GIUSTO RICONVOCARE IL CONSIGLIO COMUNALE

Vercelli, 24 gennaio 2015

Siamo stati facili profeti nell’ultimo Consiglio Comunale: con un occhio alle beghe locali, la minoranza, con qualche voto della maggioranza, aveva votato una mozione raffazzonata, farraginosa e sconclusionata che legava indissolubilmente i destini del nostro ricorso alle decisioni di altre città (“solo in accordo con i comuni Tortona e Asti”).
Insomma, un pasticcio.

Avevamo detto subito che quella mozione “crea vincoli insensati e con tutta probabilità inapplicabili, e genererà una ridda di interpretazioni che, prevediamo, non faranno altro che causare ulteriori polemiche su un tema che invece richiederebbe unità di tutto il Consiglio, pacatezza e linearità di strategia”.

Puntualmente, tutto ciò è avvenuto: le riunioni dei Capigruppo hanno messo in luce, talvolta con sfumature molto animate e poco “istituzionali”, come il fronte improvvisato che si era creato dietro a quel voto desse al testo interpretazioni diversissime e contrastanti.

Nel contempo, la decisione del Sindaco di ritirare il ricorso appellandosi appunto alla clausola “solo in accordo con i comuni di Tortona e Asti”, non ci trova d’accordo.
Anche se nella forma la posizione del Sindaco può non apparire scorretta, non riteniamo opportuno usare quella “clausola” come elemento formale per non ripassare dal Consiglio Comunale.

Abbiamo ribadito in passato la centralità che il Consiglio deve riprendere nei meccanismi istituzionali della città, e abbiamo dimostrato di crederci profondamente davvero quando ieri sera, alla conferenza dei Capigruppo, abbiamo richiesto una convocazione urgente del consiglio. Stesso motivo ha l’assenza dalla Giunta di ieri sera di Alberto Perfumo ed Elena Delsignore: era il Consiglio a doversi esprimere.

In generale, la gestione del “dossier Ospedale” ci vede delusi nella forma che, da più parti, è stata scelta per gestirlo: con grande attenzione al marketing elettorale e agli interessi di bottega, e poco al profilo sostanziale e istituzionale.

Tutto ciò non fa che confermare quanto sia stato giusto e opportuno costituire il nostro movimento civico, ormai più di un anno fa.
In queste occasioni capiamo quanto è fondamentale il nostro contributo nel tenere la barra dritta, fuori dalla guerra tra fazioni che talvolta è la politica.
La nostra presenza, sempre ragionata e mai urlata, e il nostro approccio fatto di pragmatismo e attenzione al solo merito delle questioni ci appare sempre più fondamentale.

Non avremo mai posizioni pregiudiziali contro qualcuno solo perché di altro schieramento o posizioni da difendere solo perché ce lo suggerisce o, peggio, richiede qualcuno.
Per noi, ci sarà sempre al centro la città e solo la città.

Per questo, continueremo a lavorare, e chiederemo uguale sforzo e presa di responsabilità a chi ci affianca nelle scelte amministrative, per realizzare la “rivoluzione” che è necessaria per Vercelli.

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I PERCHÉ DI UN NO

I PERCHÉ DI UN NO.
LA NOSTRA POSIZIONE SUL VOTO DEL CONSIGLIO RELATIVO AL RICORSO AL TAR CONTRO LA RIFORMA SANITARIA REGIONALE: I NOSTRI DESTINI AFFIDATI AI COMUNI DI TORTONA E ASTI !

Vercelli, 17 gennaio 2015

Durante il Consiglio Comunale di giovedì 15 gennaio è stata discussa la mozione proposta dalla minoranza riguardante il ricorso al TAR per la Delibera Regionale riguardante il riordino sanitario.

SiAmo Vercelli, con l’intento di perseguire l’unità del Consiglio su una materia così importante, ha proposto una variante della mozione che lasciasse aperta l’opzione del ricorso, ma che, nel contempo, impegnasse la Giunta Comunale a continuare il dialogo politico con la Regione al fine di ottenere la formalizzazione delle rassicurazioni annunciate dall’Assessore Saitta negli scorsi giorni, in particolare durante la recente Conferenza dei Sindaci dell’ASL.

In sostanza, l’intento di SiAmo Vercelli era quello di preservare il buono che le differenti posizioni dei gruppi consiliari richiedevano: da un lato l’opzione eventuale del ricorso al TAR come strumento negoziale e risorsa di ultima istanza, dall’altro la prosecuzione delle trattative politiche, basate su un tavolo tecnico, come via maestra per ottenere ciò che spetta al nostro territorio in materia sanitaria.

Come è andata è ormai alle cronache: la proposta di SiAmo Vercelli non è stata accolta per pochi voti.

Ma non è stata neppure votata la mozione originaria proposta dalla minoranza, che impegnava tout court la Giunta a ricorrere al TAR. È stata invece approvata una versione emendata dal gruppo Cambia Vercelli che, incredibilmente (citazione testuale) “impegna il Sindaco e la Giunta a Impugnare presso il TAR la Deliberazione della Giunta Regionale, SOLO IN ACCORDO con i comuni di Tortona ed Asti”. Quindi, ora, il nostro Comune non potrà ricorrere al meglio, affidando ai legali la decisione sulla miglior strategia per Vercelli: dovrà ricorrere “SOLO IN ACCORDO con Tortona e Asti”.

Già di per se un vincolo inaccettabile se Tortona e Asti concordassero. Ci chiediamo però cosa succederebbe se Tortona e Asti decidessero all’ultimo di non essere in accordo tra di loro. Oppure ancora se decidessero di essere d’accordo tra di loro, ma di smarcarsi da un accordo di strategia con Vercelli.

Un capolavoro da azzeccagarbugli !

A poco vale la clausola successiva, che recita “salve le diverse esigenze e specificità territoriali”: questo semmai permette di differenziare i contenuti di un ricorso rispetto a quello degli altri comuni, ma non permette di ricorrere se non “IN ACCORDO con Tortona e Asti”.

Il che crea vincoli insensati e con tutta probabilità inapplicabili, e genererà una ridda di interpretazioni che, prevediamo, non faranno altro che causare ulteriori polemiche su un tema che invece richiederebbe unità di tutto il Consiglio, pacatezza e linearità di strategia.

Mentre comprendiamo appieno la posizione di chi sosteneva la mozione originaria, che come avevamo già commentato negli scorsi giorni era ben scritta, è davvero difficile, per chiunque affronti l’argomento con onestà intellettuale, capire come una tale variazione possa essere di aiuto a Vercelli.

Obbliga di fatto la città a operare scelte sulle basi delle scelte operate da altri (i Comuni di Tortona e Asti) cedendo la sovranità sui propri destini a territori diversi dal nostro e con destini sanitari che già sappiamo essere diversi da quelli di Vercelli.

Questo il motivo del nostro voto contrario.

Fortunatamente, parecchi consiglieri di minoranza hanno, già in coda al Consiglio, ammesso con onestà che la versione votata è purtroppo un peggioramento rispetto alla mozione originale.

Abbiamo troppo rispetto per l’intelligenza di tutti i Consiglieri e per la loro dedizione ai destini della Città per pensare che nessuno dei 17 votanti a favore si sia accorto del problema. Inutile nascondersi dietro a un dito: su una votazione che si giocava su scarti minimi (il risultato è infatti stato di 17 a 16) le logiche del confronto politico locale vercellese sono le sole ad aver contato, in barba alla sensatezza del contenuto della mozione stessa e all’obiettivo di tutelare la sanità vercellese.

Doverosamente, registriamo il risultato e ovviamente chiediamo alla Giunta di operare conseguentemente rispetto al mandato consigliare. Ma, lo dice la legge, non potrà essere il TAR – che al più può annullare decisioni della Regione, non migliorarle – a consegnarci la riforma sanitaria di cui Vercelli ha bisogno.

Per questo motivo, come già annunciato, SiAmo Vercelli proseguirà in queste ore – e chiede lo stesso a tutti coloro che possono agire in tal senso, a partire dal Sindaco –  a lavorare sui canali diplomatici, tecnici e politici al fine di ottenere la formalizzazione delle rassicurazioni che Vercelli chiede. Cosa a cui abbiamo già dimostrato di tenere più che a ogni altra logica di basso cabotaggio locale, assumendo anche nel recente passato posizioni mediaticamente scomode, con coraggio e senza calcoli.

L’abbiamo già detto: in questi momenti, ancora più di sempre, le schermaglie ideologiche e le “tattiche” politiche non hanno senso d’essere. Confidiamo che coloro che tengono a Vercelli più che al primato di bottega prevalgano su tutto il resto.

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SANITA’: NO ALLE SCHERMAGLIE, MA GIOCO DI SQUADRA E UNITA’ DI INTENTI

Gian Luca Zanoni sulla Riforma Sanitaria: “Scenario in miglioramento grazie al gioco di squadra tra tutte le forze politiche e sociali. No alle schermaglie ideologiche: si lavori insieme per l’obiettivo comune”
SiAmo Vercelli al lavoro per cercare unità d’intenti in Consiglio Comunale

Vercelli, 15 gennaio 2015

Durante il Consiglio Comunale odierno si dibatterà della mozione proposta dalla minoranza riguardante il ricorso al TAR per la Delibera Regionale riguardante il riordino sanitario.

Il Consiglio segue di pochi giorni la Conferenza dei Sindaci della ASL di Vercelli in cui l’Assessore Saitta ha chiarito alcuni punti e dato alcune importanti aperture.

Il quadro, per come si presenta oggi, alla vigilia del Consiglio, sembra dunque, per il nostro territorio, migliore di come apparisse qualche settimana fa.

Commenta Gianluca Zanoni, capogruppo di SiAmo Vercelli in Consiglio Comunale: “Questo miglioramento è frutto di due elementi. Da un lato, la mozione proposta dalla minoranza è stata un elemento importante per contribuire ad accelerare i tempi e mettere pressione. Dall’altro, il tavolo tecnico proposto dalla maggioranza nello scorso Consiglio di dicembre ha dato prova di essere uno strumento con cui ottenere risultati importanti, come hanno sostenuto pubblicamente il Presidente dell’Ordine dei Medici Piergiorgio Fossale e lo stesso Direttore Generale dell’ASL Federico Gallo. Tavolo tecnico utile e proficuo, quindi, così come lo è stata la mozione della minoranza. “

“Ne è scaturito –continua Zanoni – un grande gioco di squadra, in cui ognuno, Sindaco e Giunta, minoranza e maggioranza, ha giocato il suo importante ruolo. Il che, unito alla importantissima mobilitazione dei cittadini, della stampa locale e dei rappresentanti vercellesi in Regione ha fatto si che l’Assessore Saitta rivedesse le sue proposte riguardanti l’Ospedale di Vercelli su alcuni punti molto importanti.”

“Ora dobbiamo proseguire con la mobilitazione e stimolare i risultati del tavolo.” conclude Zanoni.

In questo casi, come in pochi altri, risulta importante adoperarsi perché tutte le forze politiche e sociali spingano dalla stessa parte e rimangano unite e focalizzate sull’obiettivo comune.

Sono in gioco questioni della massima importanza per la città. In questi momenti, ancora più di sempre, le schermaglie ideologiche e le “tattiche” politiche non hanno senso d’essere.

SiAmo Vercelli sta lavorando e lavorerà oggi fino all’ultimo momento per cercare, nel Consiglio Comunale, questa unità di intenti.

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PIANO SANITARIO: IL PUNTO DI VISTA DI SIAMO VERCELLI

COMUNICATO STAMPA

Piano Sanitario: il punto di vista di SiAmo Vercelli

Vercelli, 2 dicembre 2014

Il piano sanitario recentemente approvato dalla Giunta Regionale ci costringe a riflessioni non banali e, se possibile, coraggiose (finalmente, potremmo dire) circa il nostro futuro di piemontesi e vercellesi.

Un futuro che è massimamente incerto, esposto a rischi congiunturali di difficile previsione, ma che proprio per la complessità del quadro che ci pone davanti esige da noi tutti una capacità analitica diversa rispetto a quella che sin qui ha distinto il dibattito locale (e non solo).

SiAmo Vercelli sta elaborando insieme ai suoi esperti una linea da proporre durante il consiglio straordinario dell’11 Dicembre che avrà come ospite l’assessore Saitta.

Ieri abbiamo ricevuto una bozza della mozione che sarà presentata dalla minoranza. La valuteremo e la discuteremo durante il prossimo consiglio. A prima vista sembra però solo orientata a difendere lo stato attuale, come vuole una lettura non molto originale di simili situazioni (forse qualcuno può voler dire che sarebbe inopportuno mantenere emodinamica e ogni altro reparto attualmente in forza al Sant’Andrea?) mentre a nostro avviso pare giunto il tempo di osare un po’ di più.

Diciamoci la verità. Mozioni come quella presentata dalla minoranza circolano in questo Consiglio, e nei Consigli di tutta Italia, da tanto tempo.

Sono carte delle buone intenzioni, ma come può desumersi dallo stato delle cose, e dalle urgenze del momento, ci pare di poter dire che non abbiano cambiato nulla.

Anzi, non avendo il coraggio di affrontare le reali questioni del nostro tempo, finiscono per peggiorare la situazione, congelandola.

SiAmo Vercelli questo coraggio c’è l’ha nel proprio DNA, e nei prossimi giorni dimostrerà – una volta di più – di non volersi uniformare a una pratica sterile (per quanto anche in buona fede) della gestione della Cosa Pubblica. Con proposte autonome e costruttive, che confidiamo possano apparire di buon senso sia nell’immediato che in prospettiva.

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