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La Rivoluzione Buona mette i fatti al posto delle promesse e delle dichiarazioni

Vercelli, 13 maggio 2015

SanitA�, Atena, sviluppo strategico della CittA�.

Sono i dossier piA? caldi e piA? importanti per il futuro. Sono i capitoli su cui A? impegnato il Sindaco da quasi un anno.
Il risultato A? disastroso!

La sanitA�: chi sa qual A? la posizione del Sindaco sulla��ospedale?
Sono in gioco la salute dei vercellesi ed il lavoro. La��ASL A? la piA? grande azienda del territorio.

Eppure, il Sindaco A? latitante. Dapprima succube della Regione in un goffo tentativo di mediazione: a tutti i costiA�ha volutoA�evitare il ricorso (con la spalla di CambiaVercelli a�� Cometti), passando sopra il Consiglio Comunale che lo aveva votato.

Poi si A? persa per strada e, mentre gli stessi consiglieri regionali del PD spingono, giustamente, per riaprire la questione della CittA� della Salute a Novara, il Sindaco non dice piA? nulla.A�Tentenna.

Atena A? l’unica azienda di grande potenziale di sviluppo e di lavoro a Vercelli: qui risulta prevaricatrice l’azione di IREN, il socio industriale che, con solo un terzo delle azioni, ha gran parte della responsabilitA� dello stallo in cui si trova la��azienda multi-utility locale, che A? ferma da anni.

Il Sindaco avrebbe dovuto rendersi conto rapidamente che non c’A? alcun interesse da parte di IREN a fare investimenti in Atena e a promuovere una stagione di rilancio che A?, invece, alla portata.

Intrattenendo a lungo colloqui paralleli con la��Amministratore Delegato di Atena a�� persona espressa da IREN – e vantando rapporti a livello regionale e nazionale, il Sindaco ha creduto alle promesse di IREN e ha indugiato; non ha usato tutti i mezzi a sua disposizione per perfezionare subito il progetto di fusione tra Atena Patrimonio e Atena, mettendo a rischio la possibilitA� per questa��ultima di presentarsi alla��appuntamento della gara gas.

Avrebbe dovuto, fin dall’inizio, tenere la barra dritta e sostenere solo le ragioni di Vercelli. E, invece, ha tentennato.

Ospedale e Atena sono due elementi fondamentali per la CittA�. Il loro sviluppo o il loro smantellamento possono decretare vita o morte di Vercelli. E il Sindaco non appare certo in grado di difenderli.

Per non parlare di tutte le altre possibili risorse e fonti diA�sviluppo strategico, dalla��UniversitA� ai servizi, alla��agricoltura in evoluzione, alla��innovazione, al turismo, al terzo settore e alla cultura. Un mondo, insomma, da rimettere insieme sulla base di un disegno comune e di una fiducia da fare recuperare ai cittadini.

Mettere in rete, incoraggiare, coordinare sono le parole che il Sindaco ha messo nel suo programma.

Quali fatti ne sono seguiti?

In barba alle energie e alle capacitA� presenti in CittA� il Sindaco ha scelto dei consulenti romani. Non potendo assegnare direttamente la��incarico a loro a�� il Comune avrebbe dovuto fare un bando a�� ha messo in piedi un meccanismo astruso, chiedendo a una��associazione esterna, Confindustria, di fare da tramite.

Una prova di vero autolesionismo.

Ora, saranno i preferiti del Sindaco a disegnare il futuro di Vercelli, a ipotizzare cosa faremo domani, in quale direzione ci svilupperemo, come e con quali risorse.

Complimenti al Sindaco: ha appaltato il futuro della CittA� a un manipolo di consulenti che non la conoscono affatto, che produrranno documenti sostanzialmente inutili. Ma che potranno condizionare le scelte.

Tre dossier critici, tre ambiti in cui si gioca il futuro: ospedale, Atena e sviluppo strategico.

Se li è tenuti il Sindaco, che si è mossa senza neppure consultare la Giunta (almeno fino a quando ne ha fatto parte SiAmoVercelli).

Le scelte che il Sindaco ha fatto, o che non ha fatto, restando ferma eA�tentennandoA�a�� sono profondamente sbagliate.

Abbiamo contrastato questo atteggiamento con tutte le forze, prima da dentro la Giunta, cercando di contenere la superficialitA� di alcuni suoi atteggiamenti o di discutere le scelte. Sempre rispettando ruoli e posizioni, ma chiedendo altrettanto rispetto.A�Spesso non siamo stati soli in queste battaglie, avendo trovato nel PD piA? di un interlocutore attento.

Quando si è passato il segno, siamo usciti dalla Giunta. E da fuori, a chi ce lo ha chiesto, abbiamo continuato a suggerire un cambiamento di direzione.

Non si può amministrare così la Città, questo lo hanno capito in tanti. E non solo tra i nostri elettori.

Il cambio di direzione non ci sarà, il Sindaco varerà un’altra Giunta debole, fatta di persone che la lasciano libera di muoversi a 360°, di passare sopra le deleghe dal Sindaco stesso assegnate, di fare il bello e il cattivo tempo.

Confermerà qualcuno per ubbidienza a Torino (qualche intoccabile!), forse rimuoverà chi non ha padrini (anche se non meno preparato di chi viene confermato); e nominerà qualcun altro per convenienza o per equilibrismi di parte.

Purtroppo il risultato sarà profondamente negativo. E rischioso per Vercelli.

Noi ci opporremo con tutte le nostre forze.

SiAmo Vercelli tornerà a fare quello per cui è nata poco più di un anno fa.

Ci abbiamo provato, possiamo garantirlo a chi ci ha votato. Ci abbiamo provato davvero, non ci siamo risparmiati per far ripartire la Città. Abbiamo creduto che fosse sufficiente metterci tutte le nostre energie, spiegare, discutere, approfondire. Ragionare. Provare a convincere Sindaco ed alleati che era necessario un diverso approccio ai problemi di Vercelli!

Però non ci arrendiamo. Non ci arrediamo alle direttive e ai condizionamenti che vengono dall’alto, Torino o Roma.

Torniamo ad ascoltare le proposte dei vercellesi, a raccogliere le idee migliori, a lavorare su ciò che c’è da fare.

Nè molliamo di fronte ai vari inciuci, ai ricatti dei cambia-casacca, alle ambiguità dei politicanti. Ripartiamo per costruire un’alternativa seria all’incompetenza, nonché ai soliti giochi dei vecchi partiti.

Siamo nati dirompenti, ci siamo proposti per fare “la rivoluzione buona” e combattere la buona battaglia.

In quest’anno abbiamo capito ancora meglio che c’è bisogno di noi.
Che c’è tanto da fare.
E che abbiamo le energie e gli stimoli giusti per farlo.

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