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AL VIA LA CLASS ACTION CONTRO IL COMUNE

Vercelli, 2 settembre 2017

Dopo le iniziative di denuncia della sporcizia in città, è partita ufficialmente la class action di SiAmo Vercelli a difesa del diritto dei cittadini ad una città pulita e decorosa.

Il 16 agosto, abbiamo, infatti, inviato due lettere di diffida, una indirizzata al Sindaco e l’altra al Presidente di Atena.

Al Sindaco del Comune di Vercelli chiediamo il ripristino urgente della corretta erogazione del servizio di igiene ambientale, in particolare sulla pulizia della città dalle erbacce che invadono marciapiedi e strade.
Vale, infatti, la pena ricordare che, da gennaio 2017, questo servizio è stato stralciato dal contratto con Atena e preso in carico direttamente dal Comune. Per poi non essere svolto da nessuno, tanto che la città intera si è trasformata in una selva disordinata e sciatta. 
La messa in mora del Comune comprende, inoltre, la richiesta che esso torni ad esercitare l’indispensabile funzione di controllo di Atena, che si occupa di tutti gli altri servizi di igiene ambientale, così da assicurare i livelli e le condizioni di servizio adeguati alle esigenze della popolazione.

Al Presidente di Atena, denunciamo la costante violazione degli obblighi contenuti nella carta dei servizi, pubblicata on line sul sito di Atena (http://www.atenaspa.net/Igiene-Ambientale/Carta-dei-servizi.html) che definisce gli standard di qualità garantiti ai cittadini. In particolare, la diffida fa riferimento alla fruibilità dei cassonetti, troppo spesso straboccanti di rifiuti, alla pulizia delle aree circostanti i cassonetti stessi e al decoro e alla funzionalità dei contenitori, molti dei quali sono sporchi e non funzionanti.
La violazione, da parte di Atena, degli standard di qualità contrattuali causa il degrado del decoro cittadino, che si manifesta – come abbondantemente documentato dai giornali – in sporcizia diffusa, topi vicini ai cassonetti, stato di abbandono e incuria.

Con le due lettere, abbiamo diffidato sia il Comune che Atena ad effettuare, entro novanta giorni, tutti gli interventi utili al ripristino della corretta erogazione dei servizi. Dopodiché, se questi interventi non saranno realizzati oppure non saranno sufficienti, procederemo con il ricorso amministrativo al TAR.

Si tratta di un’iniziativa non solo legittima, come prevede il decreto legislativo 20/12/2009 n. 198, ma doverosa, a difesa dei diritti dei cittadini di Vercelli.
Ed è proprio ai cittadini che rivolgiamo il nostro appello affinché sostengano la class action: a partire da mercoledì 6 settembre, la sede di via San Paolo 19 di SiAmo Vercelli è a disposizione per la raccolta di firme (dalle 17.30 alle 19.30); e così per i successivi mercoledì di settembre e ottobre.
Sabato 16 settembre e sabato 21 ottobre, poi, saremo in piazza Cavour con un gazebo per illustrare l’iniziativa a tutti gli interessati e raccogliere il loro consenso.

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Lontani dalla politica: così Amazon apre a Vercelli

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Vercelli, 28 agosto 2016

Per fortuna le scelte industriali sono state fatte senza coinvolgere la politica locale e così Amazon aprirà a Vercelli un centro logistico con mille posti di lavoro.
La trattativa è stata gestita tutta da privati e i giochi sono ormai fatti. Il Consiglio comunale ha concesso uno sconto sui terreni e la (tanto vituperata) macchina amministrativa ha fatto il suo lavoro.

Questa volta la fortuna è stata amica di Vercelli tenendo Amazon lontana dalle stanze del sindaco. E lontano da quelle stanze, come Amazon dimostra, i risultati si ottengono.
I manager di Amazon devono aver visto i tanti casi presenti in città dove la politica ha creato situazioni di stallo, dalla risoteca alla piscina fino agli immobili, finiti ma inutilizzati, dell’area del vecchio ospedale. E’ tutto fermo. Quindi, meglio trattare coi privati e usare il Comune per i soli adempimenti burocratici.

Ha funzionato e Amazon apre il suo magazzino. Lo fa senza che sindaco e assessori possano correre a metterci il cappello.
Piuttosto, la città chiede adesso alla politica locale che vigili sulle assunzioni e che crei le condizioni più favorevoli per il buon funzionamento del centro logistico.

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Nuovo CdA di Atena: le nomine di Maura Forte saranno nell’interesse di Vercelli ?

Atena

Vercelli, 25 giugno 2016

Il 22 giugno, mercoledì, è scaduto il bando per la selezione dei tre consiglieri d’amministrazione di Atena di nomina del Comune.

Il buon senso vorrebbe che, per il bene di Vercelli, i nuovi consiglieri fossero scelti sulla base delle loro competenze ed esperienze e il più possibile autonomi rispetto agli influssi di IREN, nuovo azionista di maggioranza, e del PD. Questo perché non è affatto detto che gli interessi di IREN, e del PD, coincidano con quelli di Atena e della città di Vercelli.

La prova vitale è rappresentata dalla prossima gara del gas, destinata ad assegnare la distribuzione del gas a un ampio territorio interprovinciale. Alla gara è probabile che parteciperanno diversi soggetti e non è affatto scontato che Atena-IREN si aggiudichi il servizio.
Cosa può succedere?
Vale la pena osservare, come premessa, che la legge prevede che chi vince la gara, se è diverso dal gestore attuale, deve remunerarlo come indennizzo del servizio. Una sorta di risarcimento.

Prima opzione: Atena si aggiudica la gara.
Per certi versi, avrà avuto più senso l’operazione con cui il Comune l’ha ceduta ad IREN. Sarebbero, infatti, proprio le risorse di IREN a consentirci di remunerare gli attuali gestori sui territori che non sono oggi serviti da Atena.
Resta vero, però, che la (s)vendita di Atena non andava fatta così. Per dimostrarlo, basta osservare che in tal caso IREN potrà distribuire il gas nel nostro territorio, attraverso Atena, a un prezzo più basso di quanto avrebbe speso per risarcirci. La somma pagata per acquistare Atena è inferiore all’eventuale indennizzo.

Se la prima opzione è, quindi, solo in minima parte positiva, ben più grave è la seconda opzione: la gara la vince un altro operatore.
In tal caso, Atena sarebbe risarcita dal vincitore, che si prenderebbe il servizio di distribuzione su tutto il territorio. Entrerebbero in cassa tanti soldi! Ben di più di quelli previsti per lo sviluppo di Atena nelle famigerate Linee guida, sottoscritte a dicembre 2015 dal Comune, in cui non c’è nessun reale impegno da parte di IREN per il futuro di Atena.
Però, si badi, tutti questi soldi non avrebbero alcun vincolo di destinazione, non dovrebbero rimanere a Vercelli. Potrebbero tranquillamente finire, in massima parte, nelle casse di IREN. Di fatto impoverendo Atena, che si troverebbe senza clienti, servizio e soldi.
Una disfatta.

Ecco perché il Comune, che, nonostante i nostri suggerimenti prima e le vibrate proteste poi, si è già messo nelle condizioni di “non toccare palla” sul futuro di Atena, dovrebbe assolutamente nominare dei consiglieri di altissimo profilo, preparati e decisi a fare l’interesse di Vercelli.

Succederà? Oppure vedremo figure compiacenti, magari legate a doppio filo al PD?

Riusciranno Maura Forte e il suo partito a far prevalere, almeno una volta, l’interesse dei cittadini di Vercelli?
Lo sapremo presto.

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La Smart City ai tempi di Maura Forte

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Vercelli, 10 maggio 2016

Il 4 maggio scorso ricevo la seguente lettera dalla segreteria del Sindaco:

Da: Sindaco Comune di Vercelli [mailto:sindaco@comune.vercelli.it]
Inviato: mercoledì 4 maggio 2016 10:21
Oggetto: invito 11 maggio 2016 h. 10.00

In occasione della visita della delegazione di imprenditori  cinesi, che  operano già in Italia, le SS.LL. sono invitate mercoledì 11 maggio p.v. alle ore 10.00 in Sala Giunta Comunale.

Si prega di confermare la Vostra presenza a questa e-mail oppure al numero telefonico 0161 596222/596600.

Cordiali saluti.

Segreteria Sindaco

Rileggo un paio di volte convinto di aver saltato un pezzo durante la prima lettura, invece ho letto bene: viene fatta una convocazione/invito senza specificare di cosa si parlerà (dell’ordine del giorno nessuna traccia) e senza dire chi interverrà (chi sarà presente, tra le migliaia di imprenditori cinesi che operano già in Italia? Fateci almeno un nome !).

Tutto questo, convocandoci alle 10 di mattina di un giorno lavorativo. Bando alla forma, proviamo ad essere un po’ pratici: vogliamo dare agli invitati almeno un motivo per prendersi mezza giornata di permesso dal lavoro dicendo loro di cosa si parla e chi lo farà?

Si chiede infine di confermare la presenza via mail o telefono.

Peccato che la casella mail a cui si chiede di rispondere, quella ufficiale del Sindaco presso il Comune di Vercelli, è “piena”: satura di messaggi non scaricati, per cui le mail di risposta non vengono ricevute, ma rimbalzate al mittente.

Alla faccia della Smart City ! Ma vi chiederete: la casella di posta della segreteria del Sindaco non è raggiungibile solo in questi giorni? La risposta è no: per esperienza diretta, lo è da quasi 2 anni, ossia praticamente dal suo insediamento.

Ora, oltre a non sapere di cosa si parlerà e chi parlerà l’11 maggio alle 10.00….. ci sarà mistero anche sugli invitati!

Qualcuno avvisi Maura Forte che la casella di posta quando è piena va svuotata.
Perché, lì per lì, la cosa può far sorridere.
Ma se da fuori qualcuno cerca di contattare il nostro primo cittadino, potrebbe pensare che a Vercelli siamo tutti smart come il Sindaco, ed è anche su queste piccole cose che si costruisce la reputazione della città.

Gian Luca Zanoni
Capogruppo SiAmo Vercelli in Consiglio Comunale

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Amazon a Vercelli: vietato fallire

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VERCELLI HA TUTTE LE CARTE IN REGOLA PER ACCOGLIERE AMAZON. IL NOSTRO APPELLO AL SINDACO: COLLABORIAMO, È VIETATO FALLIRE

Vercelli, 1 aprile 2016

Le cronache piemontesi di questi giorni confermano che Amazon (il colosso mondiale delle vendite on line), dopo il polo logistico costruito nel Piacentino, punta ad espandersi con un importante stabilimento nel Nord-Ovest.

Amazon, da tempo, si è focalizzata sul Piemonte per allargare la propria rete. Si parla di un centro logistico enorme che potrebbe garantire fino a 1.000 posti di lavoro.

Biella e Novara si sono già fatte avanti e stanno giocando tutte le loro carte. Novara, e soprattutto Biella, non possono competere con Vercelli quando si parla di punto logistico strategico.
Vercelli, al crocevia di importanti nodi autostradali,  è senza ombra di dubbio posizionata al meglio.

Dopo aver perso centinaia di posti di lavoro nell’ultimo anno (con il rischio di perderne molti altri nei prossimi mesi) portare Amazon a Vercelli è una partita importantissima e determinante.
Sarebbe una boccata di ossigeno per la città.

Come già in occasione del dossier Atena, SiAmo Vercelli offre al Sindaco e alla giunta tutta la collaborazione possibile su questa partita. Così come, immaginiamo, faranno tutte le forze politiche e le rappresentanze di categoria della città.

Nel caso Atena, questa offerta venne snobbata. Con i risultati di sostanziale svendita ad IREN che abbiamo di fronte agli occhi.

Auspichiamo davvero che in questa partita fondamentale il Sindaco anteponga il bene della città a qualsiasi altra priorità.

In gioco non c’è la politica, c’è il futuro di tanti vercellesi.
Per Vercelli noi ci siamo sempre, senza calcoli.

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Continua la raccolta firme per destinare fondi per la Piscina Comunale

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DEI DUE ‘PROGETTI CONCRETI’ DEL SINDACO, UNO È GIÀ REALTÀ.
MA A TREVIGLIO.

Vercelli, 22 marzo 2016

Mentre l’Amministrazione, con un comunicato del Sindaco, afferma, in risposta alla presentazione della nostra mozione sulle piscine, che ci sono “due progetti concreti” in materia, continua la nostra raccolta di firme per chiedere al Comune di destinare alle Piscine i fondi per il defunto progetto del Museo dello Sport.

Sono già centinaia i cittadini che hanno firmato per privilegiare lo sport praticato (siamo probabilmente l’unico capoluogo di Provincia senza una Piscina Comunale) ai musei dello sport che fu.

Sommessamente facciamo poi notare che la fotografia che il Sindaco ha fatto pubblicare alla stampa a corredo dei “due progetti concreti” in materia di piscine ritrae il “Centro Natatorio Alessandra Quadri”, ovvero la piscina comunale del Comune di Treviglio, in provincia di Bergamo.

Se l’idea era quella di comunicare che Vercelli è al palo, mentre altri comuni, anche più piccoli, fanno cose concrete, allora la foto è azzeccata.

Se invece si volevano confondere le acque per nascondere il perdurante immobilismo dell’Amministrazione (in due anni non si ci si è mossi di un millimetro su quello che – dalle promesse elettorali – doveva essere tra i progetti più urgenti) comunichiamo che basta ricorrere a una semplice ricerca sul web per trovare da dove provengono immagini copiate qua e là.

Insomma, dei due progetti concreti, uno l’hanno realizzato i bergamaschi.

Speriamo nell’altro.

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Mandare i 503 visitatori in Cina sarebbe costato meno

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Vercelli, 13 Febbraio 2016

Non vogliamo essere ipocriti fingendo stupore all’apprendere i risultati della Biennale Italia-Cina, finalmente resi noti in risposta all’interrogazione fatta più di tre mesi fa da SiAmo Vercelli: costata 50mila Euro, 503 visitatori paganti, 2.444 Euro (e 50 centesimi !) incassati.

No, non è uno scherzo.

L’esposizione, inaugurata in gran spolvero il 27 giugno alla presenza di alti dignitari cinesi e piemontesi, con spettacoli di arti marziali, musiche e danze tradizionali del paese ospite, è stata un flop!

Nostalgicamente, lasciamo spazio alla memoria.

Ricordiamo quando venivano divelti i manifesti affissi all’ingresso dell’ex chiesa di San Marco che noi, volontari entusiasti, avevamo preparato per informare i cittadini del progetto Vercelli Expo A/R.

Ricordiamo i velati -non sempre- sprezzanti commenti di chi, dell’Amministrazione, criticava l’iniziale gestione di Arca promettendo lustro e fasto a loro dire più adatti al contenitore. Non interessava uno spazio, come previsto dal progetto originale, collettore di energie locali, vetrina di eventi vari e diversificati (più di  70 erano quelli già pianificati all’inizio del progetto, e molti altri se ne sarebbero aggiunti), luogo di vitale confronto e di presentazione di nuove iniziative…

No, con enfasi si opponeva a questa visione un “evento di livello internazionale”.
Ed ecco la Biennale Italia-Cina.
Talmente straordinaria da registrare 503 ingressi in 5 mesi.

Un clamoroso insuccesso, non solo per il risultato (scandaloso nella sua esiguità), ma anche perché frutto di un’operazione presuntuosa che, con ridicole pretese di magnificenza, ha scalzato le eccellenze vercellesi che finalmente godevano di un fantastico spazio, dopo anni restituito alla città.

E aggiungiamoci lo scarso interesse culturale ed artistico della mostra, lì rinchiusa e forse anche poco pubblicizzata (sarebbe interessante confrontare il risultato raggiunto a Vercelli con quelli di Serralunga d’Alba e di Torino).

Come accade sempre quando il lavoro è serio e appassionato, nonostante tutto, una soddisfazione noi volontari di Expo-Vercelli A/R l’abbiamo avuta: la conferma che i Vercellesi sono pronti a far rivivere la loro città.

Nei primi due weekend di maggio (8 giorni), Arca era un brulicare di eventi e di persone: si sono registrati 1400 ingressi (175 ingressi al giorno) con una spesa vicina allo zero, grazie al lavoro dei volontari. Nei successivi 100 giorni, 503 visitatori: 5 al giorno, con spesa di 50mila Euro.

Che almeno il Sindaco si renda conto degli errori commessi. L’acquisizione di consapevolezza e l’assunzione di responsabilità sono processi che chi governa deve assolutamente mettere in atto.

Anche se, ormai, abbiamo perso ogni speranza.

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Nuovo incarico del Comune a Mecenate 90: non bastava il pasticcio del piano strategico!

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Vercelli, 7 gennaio 2016

Il Comune di Vercelli non ha più soldi e far tornare il bilancio è un esercizio complicato: questa è la risposta che tutti in città – operatori del sociale, associazioni sportive e culturali, cittadini indigenti – si sentono ripetere da tempo. Ed in parte è vero.

Solo in parte, però, perché quando si devono trovare soldi da scialacquare, si trovano. Soldi da buttar via in operazioni inutili – o utili solo per chi riceve gli incarichi.

E’ senz’altro il caso dello studio di fattibilità dell’Alta Scuola di Cucina, affidato per oltre 24 mila euro a Mecenate 90.

Abbiamo dovuto rileggere un paio di volte la delibera della Giunta comunale: come 24 mila euro per uno studio? come 24 mila euro per uno studio per un’alta scuola di cucina? e soprattutto, come di nuovo Mecenate 90? già agli “onori” delle cronache per il piano strategico – vicenda contorta, degna di maggior attenzione (ci torneremo, infatti).

La fantasia del sindaco e della sua Giunta è illimitata e questa volta ha partorito un’alta scuola di cucina presso l’ex-Enal.

Con un’assegnazione diretta, giustificata da supposte “coerenza, efficacia ed efficienza”, il Comune incarica Mecenate 90 di questo studio.

Soldi buttati via per uno studio che non serve, per un’attività fantasiosa da allocare in un fabbricato a cui non si sa dare una destinazione sensata – dopo tutti i soldi spesi e un anno di inutilizzo.

Almeno, se proprio si riteneva necessario uno studio, ci si poteva rivolgere a realtà locali, l’Istituto Alberghiero ad esempio, di cui è riconosciuta da tutti la professionalità  e l’eccellenza in questo campo, e che probabilmente l’avrebbe fatto gratuitamente o quasi.

Si tratta di soldi dei cittadini, soldi nostri, che meriterebbero ben altra cura e gestione. Quelle del buon padre di famiglia, si diceva.

Però oggi, purtroppo, a Vercelli siamo orfani.

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Dossier Atena al voto del Consiglio Comunale: ottimo piano, pessima trattativa

Atena

Vercelli, 14 dicembre 2015

Sono tutti concordi che il Comune non debba svendere Atena.
Ma è proprio ciò che sta accadendo. Purtroppo.

Dopo averla gestita male per anni, riducendola a un fantasma di quel che era la vecchia Azienda Municipalizzata, il Comune la sta di fatto svendendo al socio industriale IREN. La giustificazione? Non c’è alternativa, senza IREN, i suoi soldi e le sue competenze, Atena non ha futuro.

E questa premessa ci trova abbastanza d’accordo: oggi servono spalle larghe per competere e Atena ha bisogno di un partner. È la strada su cui, con capacità, l’ha condotta l’attuale Consiglio di Amministrazione, ricucendo un rapporto con IREN che si era deteriorato oltre ogni limite con la precedente amministrazione.

E riportando IREN a fare un’offerta seria: 50 milioni sul tavolo per fornire le risorse che servono per un piano di sviluppo serio. Lavoro impeccabile dei preparati e competenti consiglieri di Atena nominati dal Comune, anche grazie – questo lasciatecelo dire – alle innumerevoli pressioni che fece a suo tempo SiAmo Vercelli perché si facessero nomine di competenza e non guidate dalla lottizzazione.

Tutto questo fino a giugno, quando – preparata una bozza di piano industriale – il Consiglio di Amministrazione di Atena ha, come il Codice Civile impone, passato la palla ai soci dell’azienda. Ovvero, per quel che riguarda il Comune, al Sindaco e alla sua Giunta. Toccava a loro trattare con il socio IREN le condizioni della vendita.

Bene. Anzi, male: nei mesi successivi, da luglio a novembre, Sindaco e Giunta han combinato il nuovo papocchio. Con vista miope, tutti concentrati a portare a casa qualche soldo oggi (ahimè, da buttare in qualche sagra cittadina o in progetti strampalati), piuttosto che garantire benefici duraturi, Sindaco e Giunta hanno accettato di fatto di cedere completamente la barra e di svendere Atena.

Intanto, come prima conseguenza della (s)vendita, il Comune di Vercelli non toccherà più la palla in Atena. Di fatto, tutti i poteri sono ceduti a IREN e al suo amministratore delegato: la scelta degli investimenti, la politica industriale, tutte le operazioni (tranne quelle super-straordinarie e la fantomatica modifica delle linee strategiche, linee troppo vaghe per vincolare il socio industriale).

Unica consolazione, modesta, l’impegno di IREN a investire 6 dei 50 milioni che mette sul tavolo. E gli altri? Cosa succede se, per varie ragioni, anche di mercato, IREN decide domani che non ci sono più le condizioni per investire sul nostro territorio? I 50 milioni restano nella cassa, che nel frattempo è diventata la cassa di IREN.

Il Consiglio Comunale di giugno aveva votato all’unanimità di procedere alla stesura di un piano industriale più approfondito rispetto alle linee guida che erano state preparate. E la richiesta era che quel piano diventasse vincolante per Atena. Insomma, si voleva avere la garanzia che gli investimenti si sarebbero fatti per davvero.

Questa garanzia non c’è nei documenti che il Sindaco si appresta a firmare.

Documenti che, contrariamente a quanto aveva deciso il Consiglio Comunale all’unanimità (Sindaco compreso) avrebbero dovuto essere condivisi con i Consiglieri durante la trattativa. E invece arrivano ora, in extremis: al Consiglio si dice PRENDERE O LASCIARE ! Altra gravissima forzatura, ennesimo gravissimo disrispetto di ogni regola.

Quindi, si cede del tutto il controllo di Atena a IREN e non si hanno garanzie sulla realizzazione degli investimenti. Molto grave!

Si penserà, a questo punto, di aver almeno spuntato un prezzo elevato. Non solo oggi, ma nel tempo.

Sbagliato.

Ci si è posizionati sulla parte bassa della forbice di una corretta valutazione dell’azienda, a circa 10,5 milioni di euro. Però, si sono lasciati subito sul campo 2,5 di questi milioni per la “messa in sicurezza” dell’area dell’inceneritore. “Come come” ?

Già: l’onere dell’intervento toccherà al Comune ed è un onere pesante: 2,5 milioni nell’ipotesi, ottimistica e affrettata, che basti fare la messa in sicurezza. Che vuol dire, in parole semplici, che si ricopre il terreno, una coperta sui rifiuti tossici che si sono accumulati. E via. Alla faccia della salute e della qualità della vita dei cittadini.

Se invece si dovesse bonificare quel terreno … accidenti, probabilmente si spenderebbe buona parte dell’incasso dalla vendita e resterebbero in tasca le briciole.

Il prezzo netto di vendita scende quindi a 8 milioni, differenza tra 10,5 e 2,5 da spendere. Un prezzo molto basso.

Né stanno in piedi le giustificazioni di un’asta che il Comune è obbligato a fare per vendere le sue quote e che, in teoria, permetterebbe al Comune stesso di ottenere un prezzo di mercato. Non stanno in piedi perché di fatto, essendoci dentro IREN con una quota e un ruolo importante, nessun concorrente di IREN ha interesse verosimilmente a metterci i suoi soldi. Quindi, l’asta andrà deserta. E IREN potrà acquistare al prezzo che ha fatto lei.

Se il prezzo è basso, pazienza. Purché – par di sentire il Sindaco – riusciamo a portare subito a casa qualche euro. Le casse comunali piangono.

E allora, ecco spuntare una divisione straordinaria delle riserve di Atena; poco importa che si dividano col socio IREN, sottraendo risorse ad Atena: purché il Comune incassi qualcosa! Ma come, si sta per finanziare uno sviluppo importante dell’azienda, con ricadute sul territorio, e ci portiamo a casa le riserve? Ebbene, sì.

Poi – altro cavallo di battaglia del Sindaco e della sua Giunta – ecco spuntare le azioni privilegiate: nei primi anni, il Comune potrà avere una quota maggiore degli utili dell’azienda, fino a 2 milioni di euro. Che il Sindaco, sui giornali, somma agli altri 8 (10,5 secondo lei).

Peccato che questa somma non abbia alcun senso. I 2 milioni saranno utili di Atena (se ci saranno utili), non è affatto corretto sommarli al prezzo di vendita. Non li tira fuori IREN, li tira fuori Atena, che in parte sarà ancora del Comune!

E nel medio lungo periodo? Il medio-lungo periodo non è una priorità di questo Sindaco e della sua Giunta. Di Atena e del suo sviluppo, che è lo sviluppo della città e del suo territorio, poco importa: quel che conta è far cassa adesso (tanto tra qualche anno toccherà ad altri amministrare la città, questo è pacifico anche per loro).

Anche i fautori della tesi per cui l’acqua deve rimanere pubblica, numerosi in Consiglio Comunale, sono stati presi in giro con una clausola che, se non facesse piangere, farebbe ridere: un’opzione, per il Comune, di ricomprare il Servizio Idrico….ma – udite udite – senza fissarne il prezzo, e neppure, almeno, il metodo per determinarlo secondo criteri oggettivi !
“Il prezzo – cita l’accordo – sarà definito in buona fede fra le Parti.” Ovvero: se non si troverà un accordo sul prezzo con IREN, il Comune non potrà, giocoforza, ricomprarlo.
Tradotto: deciderà IREN.
Si faceva prima a non scrivere nulla: si sarebbe almeno risparmiato l’inchiostro.

La materia – ce ne rendiamo conto – è tecnica e non particolarmente appassionante e molti, anche in Consiglio Comunale, non si addentreranno in essa.
Su questo scommette il Sindaco: piuttosto si parli di parcheggi sul viale!

Il quadro, in sintesi, è questo: si cede completamente il controllo di Atena al socio, rimettendosi alla sua capacità di fare business e sperando che il suo interesse coincida con quello di Vercelli.

Si cede a condizioni svantaggiose per il Comune e si sacrificano le prospettive future all’incasso di oggi: della serie “pochi maledetti e subito”.

Non si fa – questo sia chiaro – l’interesse della città.

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SiAmo Vercelli presenta un’interrogazione sugli episodi di criminalità nel centro storico

Vercelli, 3 novembre 2015

Durante l’ultimo Consiglio Comunale del 29 ottobre scorso, si è discusso un ordine del giorno relativo al rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine nel Centro Storico della nostra città.

Il voto del Consiglio Comunale, che ha approvato il punto, segue quello del 30 ottobre 2014, in cui era stata approvata, all’unanimità, una mozione di SiAmo Vercelli, emendata da Vercelli Amica, in cui si chiedeva di intensificare i controlli nelle zone centrali della città, colpite da problematiche di degrado e vandalismo.

Il tema quindi, dopo un anno, è sempre più attuale, basti considerare gli ultimi episodi riportati da residenti e negozianti della zona di Via San Michele, Via Leone e via Gioberti che sono colpiti da atti di vandalismo di ogni genere e continuano, giustamente, ad esternare lamentele per l’incresciosa situazione.

Oltre agli ormai purtroppo “abituali” atti di vandalismo, sono stati segnalati, nelle stesse zone, anche episodi di spaccio di stupefacenti.

SiAmo Vercelli ritiene che l’Amministrazione Forte, che pare per ora sorda alle legittime lamentele dei cittadini, debba intervenire con forza per stroncare questo malcostume ormai diffuso in alcune zone della nostra città.

Pensiamo che non sia sufficiente, come dichiarato in Consiglio da alcuni esponenti del PD locale, che con tale ragione hanno motivato il voto contro il rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine,  affidarsi solo ad aspetti culturali ed educativi per contrastare il fenomeno.

I Consiglieri di SiAmo Vercelli, hanno pertanto presentato questa mattina un’interrogazione al Sindaco per sapere se si sia proceduto all’intensificazione dei controlli, considerando anche che si conoscono i presunti responsabili di tali azioni.

Si vuole conoscere, inoltre, se si è proceduto a verificare che i bar delle zone interessate rispettino il Regolamento Comunale di Polizia Amministrativa quanto a presenza di macchine per il gioco, occupazione di suolo pubblico, limiti acustici, orari, somministrazione bevande e come si intenda intervenire per tutelare i cittadini residenti in quest’area e i passanti che spesso si ritrovano bersaglio di tali vandalismi

Attendiamo la risposta del Sindaco: sicuramente continueremo a vigilare affinché Vercelli non divenga terra di nessuno.

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