Un Brusco risveglio

Lunedì mattina post sfilata di carnevale.

Convulso, come al solito, ma con un po’ di stanchezza in più, come se quella cronica non fosse sufficiente.

Arrivo al lavoro, finalmente posso concentrarmi un po’ su un progetto che sto seguendo e che mi rimbalza nella scatola cranica anche nel tempo libero, che poi davvero libero non è mai.

Il caffè scadente della macchinetta è come acqua nel deserto, sento attivarsi neuroni e sinapsi.

Vai, sono pronto. Ma prima un’occhiata alla posta personale.

Rassegna stampa locale, solite balle, solite esagerazioni teleguidate, soliti editoriali di consiglieri comunali nascosti dietro a pseudonimi, il solito sproloquio di un non troppo improvvisato Savonarola.

Poi, di colpo, stupore e profondo disgusto. Non quel disgusto quotidiano con cui ho imparato a convivere, questo è di un altro tipo, più personale e meno corporativo, più intimo.

Il consigliere comunale Brusco del M5S, candidato sindaco alle ultime comunali, ha scritto una lettera al giornale in questione in cui dichiara pubblicamente di aver devoluto il gettone di presenza a una giovane ragazza malata, indicando la cifra di 150€. In più aggiunge che non se la passa troppo bene, ma c’è chi sta peggio di lui e quindi…

E quindi cos’è ‘sta roba? Una richiesta di beatificazione? Suonino le campane a festa, santo subito!

A me hanno insegnato che si fa beneficenza in silenzio, ma d’altra parte ci siamo evoluti grazie alla biodiversità.

E il disgusto politico? Certo non manca, anzi questa è una vicenda che non fa altro che confermarmi che non c’è nulla di peggio della deriva populista e “benaltrista” per un paese che affonda ogni giorno di più.

Il M5S è nato per spazzare via la vecchia politica, per portare un nuovo vento di moralità. Centinaia di piazze infuocate di speranze e di rabbia per arrivare dove? Cosa c’è di più vecchio, grigio, polveroso e pieno di ragnatele, amorale, viscido e gretto che utilizzare la beneficenza a scopo politico?

Non credo che questo comportamento sia in linea con i principi di quel movimento, della cui involuzione in una quotidiana caccia alle streghe sono da tempo un acceso critico. Ma è innegabile che il M5S abbia già influenzato in positivo la vita del Belpaese (ad esempio oggi siamo tutti più attenti agli sprechi e sensibili ai possibili conflitti di interesse).

Chissà quante volte Brusco avrà detto “cosa non si fa per qualche voto in più, per la poltrona”.

Ecco, appunto.

Veniamo al disgusto corporativo: continuando a leggere l’articolo, dopo qualche riga attacca SiAmo Vercelli nella persona di Alberto Perfumo, cosa che credo si stia affermando tra gli sport nazionali più praticati.
Ovvero, nello stesso articolo in cui squallidamente annuncia al mondo la sua rara e meravigliosa essenza profumata di fiori ha la faccia tosta di attaccare l’unico gruppo che dalla seconda seduta del consiglio comunale ha rinunciato al gettone di presenza. Perché? Semplice, perché è in minoranza e noi no. Se fossimo in minoranza con lui avrebbe probabilmente attaccato qualcun altro.

E’ politica, baby, che neanche nei peggiori bar di Caracas.
O di Roma.

La sua proposta era stata bocciata dai nostri consiglieri perché non avevamo ritenuto corretto obbligare chi non abbia un reddito o comunque possa avere problemi economici in generale a rinunciare a un’entrata, benché minima. Secondo noi deve essere una scelta individuale, di opportunità e di coscienza, non normata.

In ultimo, anche un po’ di disgusto tecnico. Brusco sostiene che rinunciare ai compensi dei gettoni di presenza faccia si che i soldi si disperdano nel bilancio comunale (che ne ha un gran bisogno!) e che invece sia meglio metterli in saccoccia e decidere poi arbitrariamente a chi donarli. Roba da Robin Hood, peccato che qui non ci siano i sacchi d’oro del principe Giovanni ma pochi soldi pubblici, di tutti noi, e che lui non si occupi formalmente di politiche sociali. Così facendo inoltre la differenza tra il netto (i 150€) e il lordo se n’è andata in tasse regionali e statali, invece di rimanere a Vercelli.

Comunque, mi ero sempre chiesto perché Brusco non avesse rinunciato anch’egli al gettone come i nostri consiglieri e come il suo collega consigliere M5S.

Oggi ho avuto la risposta.

Alessandro Brullo

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