Non solo improvvisazione, qui si fanno danni.

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Vercelli, 12 agosto 2016

Quest’Amministrazione comunale ci sorprende e ci scandalizza ogni giorno di più.

L’ultima, di ieri, è la pubblicazione di un bando – è sul sito del Comune – per la “riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie”: in pratica, si chiedono idee e progetti per interventi di sviluppo e riqualificazione di alcune aree della città come l’ex Montefibre e l’ex Pettinatura Lane, cosiddette strategiche.
Ma il bello è che i progetti vanno presentati entro il 23 agosto!

Insomma, il Comune concede ben dieci giorni di tempo a tutti coloro che sono interessati a partecipare. Come si fa a preparare un progetto di questo tipo, corredato di tavole, computi metrici, fattibilità economica eccetera eccetera in dieci giorni?Penseremmo a uno scherzo … se non conoscessimo i nostri polli in Comune.Siccome, invece, li conosciamo, facciamo il solito salto sulla sedia (li conosciamo ma ogni volta ci sorprendono), scuotiamo un paio di volte la testa e siamo tentati dal passare oltre: della serie “dilettanti allo sbaraglio, sono irrecuperabili!”.Invece, no. Non si può tacere una sconcezza di questo tipo.

Anche perché, sapete qual è il motivo di tutta questa fretta?

Il Comune di Vercelli si è svegliato, come al solito, troppo tardi. E tardi ha deciso di aderire a un bando nazionale che, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° giugno 2016, scade dopo 90 giorni dalla pubblicazione. Quindi, il 29 agosto!

E allora, dopo aver dormito i primi 70 giorni, adesso tutti di corsa a redigere il bando comunale e a sperare che qualcuno presenti uno straccio di idea. Forse, riconfezionando vecchi documenti.Così, temi strategici per la città finiscono per essere gestiti con un’approssimazione che non useremmo neppure nelle piccole cose di tutti i giorni. E la città perde l’ennesima occasione.

In una società privata, questi amministratori si beccherebbero un’azione di responsabilità da parte dei soci!

Qui non è più solo una questione di improvvisazione. Si fanno danni alla città.

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PERCHE’ PRIVARSI DI PERSONE IN GAMBA?

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Vercelli, 1° agosto 2016
Tra le novità con cui questa Amministrazione comunale era partita, una delle più promettenti era stata la nomina di persone preparate, selezionate per le loro abilità e competenze.
Così in Atena, tra gli altri, era stato scelto Luca Borasio, ingegnere, da sempre impegnato nella gestione di società energetiche.
E così era stato nella Scuola Vallotti con Luigi Ranghino, musicista di grandi capacità e fama.

Sappiamo che, nei due anni scarsi trascorsi nei rispettivi Consigli di Amministrazione, le cose per loro non sono filate sempre lisce. Ma sappiamo anche che entrambi hanno contribuito parecchio alla ristrutturazione e al rilancio della ex municipalizzata e della scuola.
Si sa, però, che negli enti pubblici non sempre le menti libere, quelle che usano la propria competenza per fare le cose migliori per la città, senza timori reverenziali e senza coltivare ambizioni personali, ce la fanno. Con questa Amministrazione, poi, vien da dire che sia quasi impossibile!
E così succede che uno lasci e l’altro non sia chiamato a ricandidarsi. E’ un peccato, però, lasciarsi scappare due pezzi da novanta.

A Luca Borasio e Luigi Ranghino confermiamo la nostra stima ed esprimiamo il nostro sentito ringraziamento per l’attività svolta con vero spirito di servizio.

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Ma non volete abolire le province?

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Vercelli, 30 luglio 2016

In quest’ultimo periodo, tanta politica vercellese è alle prese con le prossime elezioni provinciali. Si susseguono incontri, confronti, ipotesi più o meno strampalate. Sia a destra che a sinistra.
E pensare che, in attesa della riforma costituzionale, la legge Delrio ha predisposto la cancellazione delle province e ha decretato che le amministrazioni provinciali devono solamente gestirne la chiusura.

Però, si sa come ragiona la solita politica. Nel dubbio che non si chiudano davvero oppure che la chiusura possa durare anni, eccoli tutti ad affannarsi per accaparrarsi un ultimo posto (al sole?). Che sia un modo per restare a galla oppure per bloccare l’avversario politico – spesso interno allo stesso schieramento – vale comunque la pena spendersi!

Sarà il nostro DNA civico, sarà che non ci appassioniamo a queste “gare alla cadrega”, ma noi ne staremo fuori.
Non voteremo né gli uni né gli altri e non parteciperemo all’ultimo saccheggio di un ente abolito. Che si scannino tra di loro … ma solo dopo aver provato a fare un “listone” con cui spartirsi le misere spoglie della Provincia di Vercelli.

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La segreteria di SiAmo è con Perfumo e Zanoni

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Vercelli, 14 luglio 2016

Zero i soldi spesi dal Comune di Vercelli per la nomina del coordinatore Vercelli-Expo.

Zero i soldi chiesti da decine di volontari, molti dei quali di SiAmo Vercelli, per le attività che hanno preparato e animato i primi mesi dell’iniziativa.

Zero le “merende” tra Alberto Perfumo e Francesco Brugnetta, che neppure si erano mai frequentati prima di Vercelli-Expo. Frequentazioni che invece qualcuno, pare anche tra i politici locali, si è inventato di sana pianta, parlandone pubblicamente, per scopi che sarà interessante accertare.

Zero i contatti tra SiAmo Vercelli e Brugnetta, arrivato spontaneamente, come tanti altri esterni al movimento, a dare un contributo di volontariato al progetto e che, si è poi saputo, alle elezioni comunali aveva addirittura votato altri!

Zero la voglia di far davvero chiarezza della Commissione di Garanzia Consiliare, votata anche da noi proprio per fare piena luce, il cui esito ha portato al naturale avvio delle indagini e le cui conclusioni sono tutte di cecchinaggio politico. Conclusioni, guarda caso, votate in assenza dell’unico membro di SiAmo Vercelli che ne faceva parte.

Zero la possibilità di incidere in alcun modo sulla nomina da parte di Gian Luca Zanoni, semplice consigliere comunale senza alcun potere sui dirigenti e sui loro processi decisionali.

Risultato: quattro persone vanno a processo. Si spenderanno tonnellate di soldi pubblici e ci saranno anni di attesa – e, cosa non da poco, logoramento personale per coloro che sono coinvolti.

Per chi, nell’ambiente mefitico della politica cittadina, ha tramato a lungo perché succedesse, contava ovviamente che tra di loro ci fosse il leader di SiAmo Vercelli. E, abbondare è meglio, il suo Capogruppo.

Peccato che il movimento non abbia un cagnolino, una mascotte: si sarebbe potuto coinvolgere anche quella.

E adesso si va avanti, con i tempi della giustizia.

Quello che rimane è la coscienza di essersi comportati eticamente e per il bene comune, come sempre.

E’ davvero assurdo anche solo pensare che, dopo aver donato centinaia di ore di volontari per il progetto, si sarebbe tramato nell’ombra per favorire la dazione di soldi – meno di ventimila euro, cifra per la quale, se si fosse, voluto, si sarebbe potuto procedere, secondo la normativa in essere, a un affidamento diretto allo stesso Brugnetta! – a una persona neppure vicina. A che scopo?

Quello che si aggiunge è la rinnovata convinzione che questo è un mondo che funziona spesso al contrario. E – e questo è un appello – che le persone di buona volontà devono smettere di lamentarsi e cominciare a coinvolgersi per cambiare le cose.

Quello che si aggiunge è la rinnovata convinzione che ci sia stato un gran bisogno di dar vita a SiAmo Vercelli, che proseguiremo a lavorare con ancora maggiori motivazioni e che valuteremo come agire contro chi ha inventato fatti per screditare il movimento.

 

I componenti della Segreteria  di SiAmo Vercelli dalla fondazione del movimento

Alessandro Brullo

Paola Casalino

Marcella Compagnoni

Paolo Dallera

Andrea Delrosso

Elena Delsignore

Alberto Gibin

Edoardo Perfumo

Elisabetta Perfumo

Pier Giuseppe Raviglione

Stefano Sarasso

Alberto Sereno

Luca Simonetti

Cristiano Sirianni

Renata Torazzo

Marcello Trada

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Luci (poche) e tante ombre in Consiglio comunale

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Vercelli, 30 giugno 2016

Nel Consiglio comunale di giovedì 30 Giugno è passata all’unanimità la proposta di SiAmo Vercelli a favore di commercianti, artigiani e studi professionali danneggiati dai cantieri comunali.

Ci abbiamo lavorato per qualche settimana, su invito specifico degli esercenti di via Galileo Ferraris. Loro, come altri in città, hanno patito un notevole disagio a causa dei tempi lunghi dei lavori nelle loro zone.

Per contrastare questi disagi, SiAmo Vercelli ha proposto uno sgravio sulle imposte comunali, così come accade in altre città. La proposta, accolta favorevolmente dall’intero consiglio comunale, è stata approvata. Adesso la palla passa all’Amministrazione. Contiamo che all’azione politica seguano i fatti.

Ma il Consiglio di giovedì 30 si è distinto anche per la polemica interna alla maggioranza, con alcuni consiglieri che non si sono presentati in aula, mettendo a rischio alcune votazioni.

La questione, che ormai ha stufato e irritato un po’ tutti, è questa: Cambia Vercelli si lamenta del fatto che il Sindaco non rispetta i patti e il Sindaco, a sua volta, si lamenta dei continui ricatti dei suoi alleati. E’ probabile che entrambe le cose siano vere: che il sindaco non rispetti i patti, noi di SiAmo Vercelli lo abbiamo sperimentato sulla nostra pelle!

E in questa schermaglia, che si preannuncia senza fine, chi ci perde sono i cittadini di Vercelli.

Lo diciamo da tempo a tutti, a partire dal PD, che governa la città: si faccia un bilancio serio a due anni dall’elezione di Maura Forte e, con ragionevolezza e responsabilità, lo si proietti sui prossimi tre anni (tanto durerebbe questa Amministrazione).

Ci sono le condizioni per amministrare, come si deve, la città? Bene, si vada avanti senza indugi né condizionamenti. Basta manfrine e lavorare.

Non ci sono – come noi crediamo? Si ponga fine a questa agonia e si getti la spugna. Niente è peggio che aspettare senza combinare nulla.

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Nuovo CdA di Atena: le nomine di Maura Forte saranno nell’interesse di Vercelli ?

Atena

Vercelli, 25 giugno 2016

Il 22 giugno, mercoledì, è scaduto il bando per la selezione dei tre consiglieri d’amministrazione di Atena di nomina del Comune.

Il buon senso vorrebbe che, per il bene di Vercelli, i nuovi consiglieri fossero scelti sulla base delle loro competenze ed esperienze e il più possibile autonomi rispetto agli influssi di IREN, nuovo azionista di maggioranza, e del PD. Questo perché non è affatto detto che gli interessi di IREN, e del PD, coincidano con quelli di Atena e della città di Vercelli.

La prova vitale è rappresentata dalla prossima gara del gas, destinata ad assegnare la distribuzione del gas a un ampio territorio interprovinciale. Alla gara è probabile che parteciperanno diversi soggetti e non è affatto scontato che Atena-IREN si aggiudichi il servizio.
Cosa può succedere?
Vale la pena osservare, come premessa, che la legge prevede che chi vince la gara, se è diverso dal gestore attuale, deve remunerarlo come indennizzo del servizio. Una sorta di risarcimento.

Prima opzione: Atena si aggiudica la gara.
Per certi versi, avrà avuto più senso l’operazione con cui il Comune l’ha ceduta ad IREN. Sarebbero, infatti, proprio le risorse di IREN a consentirci di remunerare gli attuali gestori sui territori che non sono oggi serviti da Atena.
Resta vero, però, che la (s)vendita di Atena non andava fatta così. Per dimostrarlo, basta osservare che in tal caso IREN potrà distribuire il gas nel nostro territorio, attraverso Atena, a un prezzo più basso di quanto avrebbe speso per risarcirci. La somma pagata per acquistare Atena è inferiore all’eventuale indennizzo.

Se la prima opzione è, quindi, solo in minima parte positiva, ben più grave è la seconda opzione: la gara la vince un altro operatore.
In tal caso, Atena sarebbe risarcita dal vincitore, che si prenderebbe il servizio di distribuzione su tutto il territorio. Entrerebbero in cassa tanti soldi! Ben di più di quelli previsti per lo sviluppo di Atena nelle famigerate Linee guida, sottoscritte a dicembre 2015 dal Comune, in cui non c’è nessun reale impegno da parte di IREN per il futuro di Atena.
Però, si badi, tutti questi soldi non avrebbero alcun vincolo di destinazione, non dovrebbero rimanere a Vercelli. Potrebbero tranquillamente finire, in massima parte, nelle casse di IREN. Di fatto impoverendo Atena, che si troverebbe senza clienti, servizio e soldi.
Una disfatta.

Ecco perché il Comune, che, nonostante i nostri suggerimenti prima e le vibrate proteste poi, si è già messo nelle condizioni di “non toccare palla” sul futuro di Atena, dovrebbe assolutamente nominare dei consiglieri di altissimo profilo, preparati e decisi a fare l’interesse di Vercelli.

Succederà? Oppure vedremo figure compiacenti, magari legate a doppio filo al PD?

Riusciranno Maura Forte e il suo partito a far prevalere, almeno una volta, l’interesse dei cittadini di Vercelli?
Lo sapremo presto.

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Povera Vercelli !

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Vercelli, 7 giugno 2016

Riceviamo con piacere le osservazioni di Cambia Vercelli e Sinistra e Voce Libera.

I primi fanno un excursus abbastanza psichedelico degli eventi che portarono SiAmo Vercelli ad abbandonare la maggioranza, dipingendoli come una somma di poltrone (in giunta e nelle municipalizzate) che SiAmo Vercelli avrebbe via via catturato (?!?)

Peccato che si dimenticano di mettere il totale: ZERO.

Che è il numero di poltrone che, per nostra scelta, occupiamo. Ci siamo infatti dimessi dalla giunta volontariamente per divergenze assolute nei confronti di un Sindaco che se ne frega degli impegni presi con gli elettori e pensa solo a galleggiare e alla propria carriera politica, fregandosene delle ripercussioni sulla città.

Quanto alle municipalizzate, vadano a chiedere al Sindaco, se vogliono, la lettera che le abbiamo indirizzato declinando la proposta di un posto nel Consiglio di Amministrazione di Atena per uno di noi. Abbiamo invece chiesto e ottenuto che nel CdA fossero finalmente nominate persone di spessore, scelte per le loro competenze professionali e non per vicinanze e aderenze. Sono quelle persone che hanno portato avanti un piano industriale per Atena che nessuno aveva mai preparato prima, convincendo IREN, e non era per nulla facile, ad investire decine e decine di milioni di Euro su progetti nel nostro territorio.

Questo prima che, con noi già all’opposizione, la palla passasse dal CdA (che prepara ed esegue i piani industriali) ai Soci di Atena, ovvero Comune di Vercelli ed IREN (che invece si devono occupare di gestire gli aspetti societari, appunto).
A quel punto il Sindaco e il suo Assessore al Bilancio Coppo, proprio di Cambia Vercelli, hanno, come si dice, calato le comunali braghe. E hanno svenduto la quota del Comune ad IREN, negoziando clausole penalizzanti per Vercelli che anche l’amministratore di un condominio avrebbe portato a casa migliori. Andatevi a vedere le evoluzioni felici del titolo IREN in Borsa mentre proseguivano le impietose “trattative”.
Chiedete loro perché è stato chiamato al capezzale del Comune (in fretta e furia, a tempo abbondantemente scaduto) un esperto di diritto societario (per far fronte, nella trattativa, allo Studio BonelliErede, colosso internazionale, che invece supportava IREN fin dall’inizio), chiamato però quando ormai la trattativa era segnata e mancavano pochi giorni alle firme.

Chiedeteglielo, voi che li frequentate quotidianamente.

Atena, l’ultimo patrimonio importante dei vercellesi, svenduta per un tozzo di pane.

E ora si vantano del fatto che portano a casa molti soldi. Come chi, vendendo una casa da 100 mila Euro a 50 mila, si vanta del fatto che 50 mila sono comunque un bel gruzzolo !!!!

E noi a dire che dalla (s)vendita di Atena si ricavavano circa 8 milioni: pochissima roba. E loro a insistere che erano 12 (sarebbero stati pochi comunque). Adesso, cifre alla mano, certificate anche dai media cittadini….ecco il totale: sono 8, ovviamente.
Tanto non sono soldi loro: sono (erano) i soldi dei vercellesi. Cosa sarà mai qualche milione in meno a Vercelli, l’importante è che a Torino e in Emilia gli amici del partito siano contenti.

In ogni caso, tornando al viaggio psichedelico dei Cambia Vercelli, parlano i fatti: noi le poltrone le abbiamo abbandonate per rispetto degli elettori, loro le hanno, poco a poco e tramando nell’ombra, occupate. Per non citare il fatto che siamo l’unico (l’unico) movimento che ha rinunciato a tutti i gettoni di presenza in Consiglio, gravando per ZERO Euro sulle casse comunali.

Questa è la fotografia, fatti alla mano. Il resto sono solo chiacchiere al vento di chi da una vita è in politica a fare chiacchiere (come molti dei Cambia Vercelli). Con i risultati sulla città che vediamo.

 

Da Sinistra e Voce Libera invece riceviamo la conferma che il loro movimento non è d’accordo con i 30 mila Euro deliberati per il portavoce di giunta: “E chi l’ha detto ai SiamoVercelli che noi siamo d’accordo?”, scrivono.

Non l’ha detto nessuno, anzi: lo sanno tutti che non sono d’accordo. Idem per le centinaia di migliaia di Euro sperperati per Mecenate90, sempre con il voto positivo di Sinistra e Voce Libera.

Ma (ecco la “nuova politica” della trasparenza di lor signori) LORO IL DISACCORDO LO COMUNICANO SOLO IN PRIVATO AL SINDACO.

Spiegano da Sinistra e Voce Libera: “Noi ci confrontiamo, discutiamo, prendiamo nota delle differenze e dei punti in comune.

Poi ingoiano, in Giunta approvano e in Consiglio tacciono.

Esattamente quello che abbiamo detto noi: “Coerenza, questa sconosciuta”.

Povera Vercelli.

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Coerenza, questa sconosciuta

La-fattoria-degli-animali-george-orwell[1]

Vercelli, 3 giugno 2016

Poco più di un anno fa, l’Amministrazione, allora sostenuta da SiAmo Vercelli, decise di dotarsi di un addetto stampa/portavoce, spendendo, per farlo, 12.000 EUR lordi, IVA inclusa.

Per una comunicazione professionale, efficace e moderna, necessaria a nostro avviso anche per le amministrazioni pubbliche nei tempi che viviamo, non sarebbe stato scandaloso investire anche qualche soldo in più.

Apriti cielo ! Tutte le opposizioni si scagliarono, secondo noi un po’ populisticamente, contro la scelta fatta allora dal Sindaco.

Legittimo, ogni opinione è rispettabile.

Ma c’è un “purché”: ogni opinione è rispettabile purché sia davvero una opinione e non una posizione di comodo.

Ecco, c’è un movimento che nel frattempo è passato da opposizione a maggioranza, e oggi sostiene ed è compartecipe delle scelte dell’amministrazione.

E’ Sinistra e Voce Libera, movimento che spesso si erge a paladino dell’etica e della coerenza.

Bene, quest’anno (e noi diciamo: legittimamente) l’amministrazione (in cui nel frattempo, come regolarmente previsto da noi in tempi non sospetti, ha preso posto da assessore il candidato sindaco di Sinistra e Voce Libera) ha deciso di spendere per l’addetto stampa/ portavoce la cifra di 30.000 EUR.

Lo stesso addetto stampa/portavoce di allora.
Proprio la stessa persona.
30.000 EUR. Quasi il triplo.

Abbiamo atteso qualche settimana, per sentire gli strali di Sinistra e Voce Libera contro “questo spreco”.

Nel 2014, per 12000 Euro, scrissero – riportiamo testualmente – in un comunicato: “Troppi soldi per l’addetto stampa. Noi li avremmo destinati a qualche disoccupato per dare un po’ di respiro a qualche famiglia in difficoltà”.

Nel 2016, per quasi il triplo, ancora non hanno scritto niente.
Purtroppo, le famiglie in difficoltà ci sono ancora, semmai sono aumentate. Eppure non hanno scritto ancora niente.

Noi aspettiamo.

Aspettiamo, ma con il dubbio che avesse ragione Orwell quando scriveva che “tutti gli animali sono eguali ma alcuni sono più eguali degli altri”.

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PD, SEL e Cambia Vercelli tagliano sulle spalle dei lavoratori, ma sono sempre a favore delle spese inutili

go home

E’ ORMAI ORA CHE QUALCUNO COMINCI A FARSI QUALCHE DOMANDA. NOI SOMMESSAMENTE, UNA RISPOSTA CE l’AVREMMO.

Vercelli, 2 giugno 2016

Per parafrasare Giovenale (“facit indignatio versum”), l’indignazione ci costringe a parlare.

Non si può tacere di fronte a continue e drammaticamente esplicite dimostrazioni di incompetenza e inadeguatezza da parte dell’amministrazione comunale.

Due nuove questioni sono da rilevare: la condizione scandalosa delle educatrici degli asili nido, senza uno stipendio pagato con regolarità da novembre, e le lamentele dei dipendenti comunali, che proclamano un possibile sciopero a causa delle condizioni di lavoro cui sono sottoposti.

Per quanto riguarda le educatrici, come rilevato da alcune testate locali, continuano responsabilmente a garantire i servizi presso i nidi comunali Aquilone, Peter Pan e Cuccioli, nonostante la cooperativa ligure Civitas Educa, cui il settore politiche sociali aveva assegnato l’appalto, non le retribuisca, se non con ritardi inaccettabili, da otto mesi e alcuni stipendi manchino ancora all’appello. Stiamo parlando di basilari diritti: ricevere una busta paga senza irregolarità è un diritto dei lavoratori sancito dalla Costituzione (art.36).

E l’amministrazione, nella persona del sindaco, garantisce la “piena solidarietà alle lavoratrici”! Qualcuno la informi che esistono chiare norme che consentono di rescindere il contratto con la cooperativa insolvente, aggiudicando  l’appalto a quella che segue in graduatoria senza mettere a rischio i posti di lavoro.

I dipendenti comunali, poi, sono in agitazione e hanno diffuso una lettera, inviata alla Prefettura, in cui esprimono le loro rimostranze ad una amministrazione incapace di organizzare il lavoro all’interno degli uffici comunali.

A questo si aggiunge che i dipendenti semplici si vedranno ridotti gli incentivi per circa 600 euro l’anno. Un “premio” al merito è una leva per migliorare risultati, questo è arcinoto.
Incentivare i dipendenti genera un effetto motivazionale che può di conseguenza aumentarne l’efficienza e la produttività. Questa condizione genererebbe un meccanismo virtuoso che potrebbe portare ad un miglioramento della qualità dei servizi rivolti ai cittadini.

Quindi prima di tagliare i premi ai dipendenti comunali taglino gli assessori (che secondo le promesse solennemente concordate con noi dovevano essere pochissimi, e invece oggi per accontentare i poltronari sono 9 – e non di più solo perché 9 è il massimo che la legge consente) e le spese inutili come quelle del Piano Strategico Mecenate 90. Per non citare la farsa di fine anno scorso, con le delibere per le consulenze lautamente pagate a degli architetti (!?!) torinesi (?!?) per…..esportare il riso. In Cina !!!!

Ma quello che lascia esterrefatti è il solito ritornello a cui proprio non riusciamo ad abituarci: “Stiamo lavorando per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile“. Dichiarazione questa proposta sui giornali, attraverso tutti i canali di informazione, ma anche alle numerose interrogazioni poste in aula consigliare.  E si muove un inevitabile moto di sdegno – l’indignazione di Giovenale, appunto: ma se si continua a “lavorare” e la città crolla in un baratro sempre più rovinoso, ve la volete fare qualche domanda?

Noi, umilmente, avremmo la risposta, e, insieme a noi, le dipendenti degli asili nido, i dipendenti comunali, e tanti cittadini delusi dai tragici esiti di questa amministrazione.

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Una giunta frastornata per una Città alla deriva

Pezze

Vercelli, 19 maggio 2016

L’impressione che si ricava dalla lettura del bilancio di previsione per il 2016 è quella di un’Amministrazione frastornata e incapace di decidere e fare qualcosa.
Una pezza qui, sul teatro Civico da rilanciare, e una là, sulla Consulta del Volontariato.
Qualche sogno tirato fuori dal cassetto del programma elettorale e finora rimasto tale: le piscine, la città sostenibile e pulita, la sicurezza. Il recupero e la valorizzazione del Sant’Andrea.

Inconcludenti. Non sanno dove andare.
Il bilancio 2016 è tenuto in piedi coi soldi ottenuti dalla (s)vendita di Atena, un fatto straordinario da 8,5 milioni di euro è usato per pagare la spesa corrente di tutti i giorni. Ci sarebbe piaciuto, piuttosto, vedere impiegati questi soldi per ridurre le tasse: d’altra parte si è (s)venduto quel che era dei cittadini, era giusto rimettere almeno una parte del ricavato nelle tasche dei cittadini stessi.
Invece no, anche nel 2016 le tasse non si abbasseranno, resteranno pressoché invariate.

E mentre le tasse non scendono e crescono, invece, le tariffe – da quelle per l’uso delle biciclette comunali all’affitto degli spazi pubblici – non si vede all’orizzonte alcun progetto di sviluppo della città o di semplice miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Avremo le piscine? forse nel 2018. Si troverà come impiegare gli immobili che il Comune ha sistemato negli anni passati? C’è la risoteca di piazza Cesare Battisti, pronta da un anno e tuttora inutilizzata; ci sono gli spazi immensi del PISU, c’è il cantiere abbandonato del museo della scherma … Le opere pubbliche “in corso” o in attesa di collaudo sono oltre 200! Quanti soldi buttati via.

Non ci sono idee e risorse sul turismo, sull’agricoltura, sulla tutela della salute, sulla formazione dei giovani, sullo sviluppo economico.
Pochi e confusi sono gli spunti sulla tutela ambientale.
Qui e là si trovano riscritte le promesse elettorali e le linee di mandato dell’Amministrazione. Ma non è più tempo di promesse, ora si tratterebbe di governare.

Per chiudere in bellezza, vale la pena evidenziare quel che si scrive nell’introduzione al bilancio 2016: con riferimento alle condizioni economiche generali, con impudenza e incoscienza, si spera che “parametri economici più positivi permettano di mantenere l’impegno assunto con i cittadini”. Come dire, mettendo le mani avanti, che difficilmente quest’impegno verrà mantenuto.

E’ una resa, una dichiarazione di incapacità grave e una vergognosa presa per i fondelli: visto che le condizioni economiche generali non sono cambiate dal momento in cui quest’Amministrazione si è proposta ai cittadini, anziché dirci adesso che non sono capaci, sarebbe stato meglio se ci avessero pensato prima.

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