DIMISSIONI PER RIPARTIRE: CHI FIRMA

Vercelli, 18 aprile 2017

Alla vigilia dell’ultimo Consiglio comunale del 13 aprile, i consiglieri di SiAmo Vercelli hanno rivolto a tutti i consiglieri un appello alle dimissioni. Se fosse accolto dalla metà più uno di loro, sancirebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio e nuove elezioni. E sarebbe la soluzione migliore per uscire dalla palude.

Oggi, 18 aprile, il risultato è il seguente: oltre ai sei consiglieri di SiAmo Vercelli, hanno sottoscritto la lettera di dimissioni i consiglieri di Vercelli Amica, della Lega Nord e un consigliere del M5S.
La lettera, indirizzata al Presidente del Consiglio, riporta quindi dieci firme: Simonetti, Sirianni, Zanoni, Perfumo, Torazzo, Raviglione, Randazzo, Demaria, Stecco e Catricalà. Ne mancano sette per ottenere il risultato.
 
Nei prossimi giorni, SiAmo Vercelli insisterà nell’appello a tutti i consiglieri, di minoranza e maggioranza, che credono che sia giunto il momento di chiudere con questa Amministrazione, scendendo da un treno fermo sul binario morto. Senza calcoli spicci di convenienza e con la voglia di ripartire per il viaggio di cui ha bisogno la nostra città.

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DIMETTERSI PER RIPARTIRE

Vercelli, 17 aprile 2017

Sabato 8 aprile, alla vigilia del Consiglio comunale sul bilancio preventivo 2017, i consiglieri di SiAmo Vercelli hanno rivolto a tutti i consiglieri questo appello alle dimissioni. Se fosse accolto dalla metà più uno di loro, sancirebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio e nuove elezioni. E sarebbe la soluzione migliore per uscire dalla palude.

“Amici consiglieri, di maggioranza e di minoranza, ce l’ha ordinato il medico di continuare così?
È sotto gli occhi di tutti che non stiamo facendo ciò che serve alla città. Che sediamo in maggioranza, a sostegno di una giunta in evidente difficoltà, o in minoranza, non è il servizio che abbiamo scelto di rendere tre anni fa.
In questi tre anni, qualcuno è passato da un gruppo all’altro, alla ricerca di un’identità e di una missione. Noi di SiAmo Vercelli abbiamo abbandonato la maggioranza e un progetto in cui non ci siamo riconosciuti; siamo stati sostituiti da Sel e Voce Libera, passati in maggioranza per cercare una soluzione. Nel frattempo, nove assessori hanno lasciato e il sindaco ha faticato non poco a tenere insieme tutto.
Al di là degli annunci, Vercelli è in ginocchio, ogni giorno piu povera e disperata.

Noi vogliamo ricominciare. Senza calcoli e interessi di parte, vi proponiamo di aderire al nostro appello e di dare le dimissioni dal Consiglio comunale.
Non pensiamo con sospetto e paura a cosa potrà accadere dopo.
Non temiamo che, a nuove elezioni, vinca la destra, la sinistra, i 5 stelle o i SiAmo Vercelli. Vincerà chi avrà qualcosa da dire, chi avrà la credibilità per alimentare la speranza delle persone!
Ma non è questo il momento di tentennare perché magari “vincono gli altri”. La situazione attuale e la prospettiva del prossimo periodo sono peggiori di qualsiasi alternativa.

Il nostro appello è rivolto anche al sindaco, che certamente non ha vissuto né vive serenamente la difficoltà ad incidere, ad avanzare, a produrre risultati. Crediamo che anche per lei ciò che accade non sia ciò che avrebbe voluto.

Ci appelliamo, quindi, a tutti voi, alla responsabilità di chi ragiona con la propria testa, di chi ha il coraggio di scendere da un treno fermo sul binario morto. Di chi ha voglia di ripartire per il viaggio di cui ha bisogno la nostra città.
Dimettiamoci e ripartiamo.

Il gruppo consigliare di Siamo Vercelli”

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I regali, a Vercelli, non finiscono mai

ECCO LE CIFRE DEL REGALO CONCLAMATO DI ATENA AD IREN, PROPRIO MENTRE IL SINDACO PROPONE UN AUMENTO VERTIGINOSO DELLA TARI

Vercelli, 20 marzo 2017

“Iren: utile 2016 balza a 174 mln (+47%), cedola oltre le attese a 0,0625 euro

giovedì, marzo 16, 2017 14:26

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Milano, 16 mar – Il cda di Iren ha approvato i conti 2016 che vedono ricavi a 3,283 miliardi (+6,1%), un mol di 814,2 milioni (+20,1%) e un utile netto di gruppo pari a 174 milioni (+47,2%). I debiti netti ammontano a 2,457 miliardi ma al netto del cambio di perimetro derivante dal consolidamento di Trm e di altre operazioni minori sarebbe calato di 147 milioni per un multiplo sull’ebitda di 2,7 volte. In ogni caso, sottolinea un comunicato, lo stesso multiplo e’ stato ridotto a 3 volte, ‘un risultato raggiunto in anticipo di 2 anni rispetto ai target di business plan’. Inoltre, si spiega, ‘il 2016 si e’ caratterizzato per la capacita’ del gruppo di sfruttare in maniera attiva le opportunita’ offerte da uno scenario energetico piu’ favorevole del previsto, per il raggiungimento di importanti sinergie e per lo sviluppo derivante dal consolidamento di Trm Torino e Atena Vercelli’. Da rilevare anche la proposta di dividendo del cda, pari a 0,0625 euro per azione, in crescita del 14% (contro una crescita media annua stimata dal piano al 2021 dell’8%).”

SiAmo Vercelli aveva detto, a suo tempo, che nessuno si sarebbe presentato alla gara per i diritti inoptati dell’aumento di capitale di Atena. Semplicemente perché tutto, nella trattativa condotta dal Sindaco, era stato fatto in modo che Iren fosse l’unica interessata.

Il Sindaco aveva detto “Vedrete quanti saranno ! Vedrete quanti soldi per il Comune !”

Risultato: nessuno, e nessun soldo.
E Iren ha acquisito comodamente la maggioranza assoluta.

SiAmo Vercelli aveva detto che il prezzo di vendita era basso, il Sindaco aveva detto che no, che era un ottimo prezzo di vendita.

Risultato: Iren aumenta l’utile di quasi la metà, aiutata dallo “sviluppo derivante dal consolidamento di Trm Torino e Atena Vercelli”

Regalo annunciato e conclamato.
Che almeno i cittadini, che sono quelli che pagano, lo sappiano.

Un bravo a Iren, che ha condotto a suo totale vantaggio la trattativa con un Sindaco dimostratosi ancora una volta incapace a rappresentare i cittadini e i loro interessi.

Ora, in tema di rifiuti, il Sindaco ha proposto un aumento vertiginoso della Tari. Talmente sfacciato che anche nella maggioranza qualcuno mugugna e dice che non lo voterà mai.

La cronaca del voto in Consiglio ci dirà se, almeno questa volta, ai mugugni seguiranno i fatti, gli unici che contano.

O se invece tutto finirà, come è sempre stato, a tarallucci e vino: verranno cambiati due o tre dettagliucci di facciata, l’aumento passerà e magari chi mugugna si troverà presto una bella poltrona in un Consiglio di Amministrazione.

I regali, a Vercelli, sono come gli esami: non finiscono mai.

Intanto, li pagano i cittadini.

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UN PRESIDENTE DEL CONSIGLIO FAZIOSO E SCORRETTO

 
Vercelli, 4 marzo 2017
 
Ieri sera è caduto con fragore l’ultimo tassello istituzionale e un Consiglio comunale già sbeffeggiato dal Sindaco e dalla Giunta è stato preso in giro dal suo presidente.
Non che Michele Gaietta, in più occasioni anche recenti, si fosse distinto per imparzialità, quella richiesta al suo ruolo di garante del funzionamento del Consiglio. Però, pur di parte, non era ancora caduto così in basso.
 
Questi i fatti: nel prossimo consiglio, previsto inizialmente il 30 marzo, si tratterà del bilancio del Comune, argomento delicato e spinoso. La data del 30 marzo viene da un accordo, sottoscritto da tutte le forze politiche all’insediamento del Consiglio stesso: le assemblee consiliari si tengono l’ultimo giovedì del mese. E’ un accordo intelligente e pulito, che offre a tutti i consiglieri la possibilità di essere presenti, programmando in anticipo gli impegni del lavoro.
 
Ora, Gaietta sa che il 30 marzo la maggioranza non è tale perché non ha i numeri. Vale la pena osservare, en-passant, che non c’è una maggioranza in Consiglio, sedici consiglieri da una parte e sedici dall’altra, con il voto del solo sindaco a fare la differenza. Per cui, basta un alito di vento e si va sotto!
 
Così una situazione perennemente a rischio, con cui però il sindaco convive come se niente fosse, rischia di precipitare proprio nel delicato Consiglio sul bilancio.
Così l’idea geniale del presidente: anticipiamo il Consiglio e freghiamo l’altra metà dei consiglieri!
 
Una schifezza, insomma.
 
Ma non è tutto: questo comportamento, che pure sarebbe sconcio, viene vestito di un abito ancora più sconcio. Perché Gaietta, anziché ammettere che il 30 non ha i numeri per approvare le delibere di bilancio, si arrampica sui vetri: “la minoranza non ha garantito, in altre occasioni, il numero legale, impedendo il funzionamento del Consiglio. Così, a mo’ di lezione e in barba agli accordi sull’ultimo giovedì del mese, questa volta il Consiglio si fa quando decido io. Quando sono sicuro che ci sia il numero legale per svolgere regolarmente il Consiglio”.
 
Non ha previsto, Gaietta, che i consiglieri dell’opposizione non hanno l’anello al naso e, nella riunione dei capi gruppo, si dichiarano pronti a sottoscrivere l’impegno ad essere presenti il 30, garantendo il funzionamento del Consiglio. Qui casca, fragorosamente, l’asino e si perde l’ultimo residuo di serietà.
 
Quando il presidente del Consiglio, eletto anche coi voti dell’opposizione, cessa di garantire tutti i consiglieri e si schiera così volgarmente per il suo partito, significa che si è perso del tutto la misura: il Consiglio comunale diventa inutile, le sue competenze, garantite dalla legge, sono mortificate.
 
Inaccettabile.
 
La violazione ad opera di Gaietta si aggiunge alla lista delle prevaricazioni e dei continui soprusi subiti dal Consiglio comunale a cura di questa Amministrazione.
 
Se possibile, però, la situazione si fa ancora più grave perché tocca una figura di garanzia e mette in crisi la fiducia stessa in tale figura.

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Nuotare nella mediocrità – La politica del taglio del nastro

Vercelli, 15 febbraio 2017

Le opposizioni hanno vinto una prima battaglia: il bando per la gestione della piscina (Centro Nuoto) sarà scorporato  da quello della copertura della vasca esterna (ci imbarazza chiamarla ristrutturazione, in quanto tutto il resto del complesso rimarrà chissà per quanto tempo ancora  esattamente nello stesso stato, amianto compreso).

Il Sindaco parla di “incomprensioni”, “fraintendimenti” e “commenti a volte fuori luogo”, si evince anche da parte della sua stessa maggioranza.  Strano che non abbia provveduto a spiegare per bene questi “fraintendimenti” per evitare “incomprensioni”, evidentemente i commenti non erano così fuori luogo come si vuol far credere se nemmeno in maggioranza c’è stato accordo.

Ma lasciamo al lettore il compito di farsi una propria idea riguardo l’attitudine verso le critiche del Primo Cittadino;  ora ci preme evidenziare come, purtroppo, l’aspetto negativo dell’operazione piscina non sia un problema di forma, ma di seria sostanza.

Il progetto complessivo, infatti, presenta problematiche non trascurabili:

  • La semplice copertura della vasca esterna del Centro Nuoto non permetterà ai bambini di imparare a nuotare a Vercelli, dovranno andare altrove: l’assenza di una profondità corretta impedisce infatti di tenere corsi di nuoto.
  • Disabili gravi ed anziani hanno esigenze simili a quelle dei bambini, anche loro dovranno farsi accompagnare fuori Vercelli – come fanno ora – per avere la possibilità di usufruire di una piscina.

Ma cosa è ancora peggio di  questi punti deboli? Il fatto che, una volta spesi più di 1,8 milioni di euro per una operazione discutibile (erano 1,4 ma sono tristemente già lievitati), i soldi saranno andati per sempre e non vi sarà più budget per sistemare i danni che il Sindaco avrà maldestramente causato con la sua “fretta”, con l’unico cogente obiettivo di tagliare un nastro in più …

Una volta spesi così tanti soldi per un risultato così parziale, sarà infatti molto, molto più difficile trovarne altri per riemettere mano al tema piscine e fare in modo che bambini, anziani, disabili, possano nuotare a Vercelli.

Noi di SiAmo Vercelli avevamo proposto  a gran voce  di dirottare le risorse destinate al mai nato museo dello sport sul progetto piscine , aggiungendo a questi fondi altri recuperabili attraverso un’iniziativa di  crowdfunding. E ragionavamo sulla necessità di esperire questi strumenti non avendo altre risorse.

Ora , grazie ai soldi recuperati dalla svendita di Atena, aggiungendo i fondi dirottabili dal museo dello sport, si potrebbe costruire  una piscina nuova, spettacolare, fruibile a tutti (bambini anziani e disabili inclusi) e ridare a Vercelli ciò che si merita.

Unico problema di questa soluzione? Il sindaco sa che i tempi si allungherebbero e non ha la certezza di tagliare il nastro prima delle elezioni .

De Gasperi diceva: “gli statisti pensano alle future generazioni, i politici alle prossime elezioni”. Maura Forte e il PD locale sono la dimostrazione della politica con la p minuscola. Quella che pensa solo alle elezioni e non al bene della città!

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SiAmo Vercelli presenta una mozione per tenere in città i reperti archeologici

Vercelli, 25 gennaio 2017

Durante il prossimo Consiglio Comunale si discuterà una mozione presentata dal Gruppo di SiAmo Vercelli che vuole impegnare a mantenere in città le testimonianze significative del nostro passato e a sviluppare iniziative collegate a tali ritrovamenti, finalizzate a incrementare il turismo e a generare, di conseguenza, nuovi posti di lavoro. 

Come è noto. infatti, sia nel presente sia nel passato, a Vercelli vi sono stati importantissimi ritrovamenti archeologici risalenti anche all’età romana. Molti degli oggetti e delle opere d’arte ritrovati non vengono conservati nella nostra città, ma portati a Torino.

Riteniamo che la promozione e la valorizzazione dei nostri beni culturali può contribuire anche al  miglioramento della qualità della vita della città, rendendola più gradevole, vivibile, e anche più “appetibile” come  meta insediativa, tenendo conto della nostra vicinanza a Milano e a Torino.

La mozione chiede a Sindaco e Giunta di promuovere tutte le iniziative necessarie a recuperare e a riportare a Vercelli i reperti archeologici e le opere d’arte ritrovati in città e a promuovere il collocamento degli stessi presso una sede adeguata, pensiamo in primis al PISU, posto, oltretutto, in posizione strategica.

Si chiede inoltre, di favorire l’insediamento di una scuola di restauro e conservazione dei reperti archeologici, utilizzando anche le numerose professionalità già presenti in città.

La nostra città possiede un tesoro che deve essere valorizzato: non si può continuare a permettere che quello che appartiene di diritto ai cittadini vercellesi riempia, invece, i musei di altre città.

Ci auguriamo che l’Amministrazione e il Consiglio Comunale colgano l’occasione e che finalmente Vercelli conservi i suoi gioielli.

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Mozione sulla termoregolazione degli edifici pubblici

Vercelli, 24 gennaio 2017

I consiglieri comunali del gruppo “SiAmo Vercelli” hanno presentato una mozione dal titolo “Termoregolazione di edifici pubblici di competenza comunale”

Talvolta il buon senso utilizzato nella gestione dell’economia domestica viene in aiuto anche per le questioni di pubblica amministrazione. Nelle nostre case il riscaldamento invernale viene regolato e stabilizzato per evitare un eccessivo consumo -e di conseguenza un’eccessiva spesa- con un occhio sulla questione ambientale e uno sulla vivibilità.

A maggior ragione i pubblici amministratori devono prestare la dovuta attenzione alle conseguenze -economiche, ecologiche, igienico-sanitarie- dell’eccessivo riscaldamento degli ambienti e pertanto si rende indispensabile adottare le migliori soluzioni tecniche disponibili sul mercato (anche derivanti dal raffronto costi-benefici) al fine di consentire una corretta termoregolazione degli edifici pubblici facenti parte del patrimonio comunale.

Gli impianti presenti sono, si ritiene nella loro totalità, centralizzati e non dispongono di valvole termostatiche o di idonee apparecchiature che ne possano regolare la temperatura, troppo spesso molto alta. E’ notizia recente il malore derivato ad una studentessa di una scuola media cittadina causato dall’elevata temperatura all’interno dell’aula .

La mozione propone dunque di attuare interventi e soluzioni tecniche volti ad ottenere migliore vivibilità degli ambienti pubblici, notevoli risparmi sui capitoli di spesa relativi al riscaldamento degli edifici, contenimento dei valori relativi all’inquinamento dell’aria.

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Contro l’immobilismo del sindaco la parola ai cittadini

persone-forza

Vercelli, 18 novembre 2016

Continua e sale di tono la nostra protesta contro lo scollamento, sempre più evidente, tra questa Amministrazione comunale e la cittadinanza, che si manifesta tutti i giorni nel modo in cui il sindaco tratta il Consiglio comunale, fatto dai rappresentanti eletti dai cittadini. Ne sono prova, ormai nota a tutti, le mozioni approvate e mai realizzati e gli altri atti che non passano neppure in Consiglio.

Della nostra protesta hanno dato finora buona evidenza gli organi di stampa in relazione all’uscita del gruppo consiliare di SiAmo Vercelli dal Consiglio di fine settembre e all’assenza nei due successivi.

Ora la nostra protesta prosegue in una forma diversa e ancora più incisiva: stufi di discutere invano in Consiglio, restituiamo la parola ai cittadini – in attesa che si esprimano attraverso il voto, quando sarà. Visto che il Consiglio vive su un altro pianeta, ripartiamo dalla città e dalle sue esigenze e puntiamo su iniziative popolari, coinvolgiamo direttamente le persone con tutti gli strumenti a disposizione: istanze, petizioni, proposte di deliberazione … fino al referendum comunale. Tutti atti previsti e utilizzabili per smuovere un Comune sordo e immobile, per aprire delle brecce, per scardinare questo sistema assurdo!

SiAmo Vercelli ascolterà i cittadini nelle strade e nelle piazze, nelle periferie e porterà le loro richieste sulla scrivania del sindaco sotto forma di iniziative popolari. Vedremo se il sindaco riuscirà a ignorare anche queste come ignora gli atti del consiglio comunale.

In parallelo, su tutte le situazioni in cui il sindaco continua a calpestare le istanze dei cittadini – dirette o mediate dal consiglio, comprese le mozioni inevase – denunceremo questa Amministrazione a chi ha i poteri di controllo e vigilanza, a partire dal Prefetto.

Insomma, sia chiaro che noi non ci adeguiamo all’andazzo, non ci arrendiamo all’inerzia e all’immobilismo di questo sindaco e della sua giunta. Non allarghiamo le braccia sconsolati. Non perdiamo mai di vista il mandato che ci hanno dato i nostri elettori: quello di fare la rivoluzione (buona).

 

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lettera aperta alla professoressa Forte

marchio

Vercelli, 27 ottobre 2016

Gentile professoressa Forte

(il titolo di sindaco risulta inappropriato rispetto al lavoro che lei (non) sta svolgendo)

Oggi abbiamo verificato, con sopralluoghi diretti, che la situazione delle scuole elementari vercellesi è ancora piena di problemi: ci sono impianti di riscaldamento che non funzionano, tetti e pluviali “bucati” e intonaci che si staccano, dotazioni inadeguate (a partire dai banchi degli alunni).

Inutile dire che lo stato di abbandono delle scuole rappresenta un esempio – forse il più lampante – dell’incuria che la sua Amministrazione sta adottando come stile di gestione della città.

Vale anche la pena di segnalare che, su questo tema, c’è un impegno preciso, assunto in Consiglio comunale il 28 luglio scorso, a dare la priorità assoluta a questi problemi e a riferirne entro 90 giorni. Novanta giorni che scadono domani e che, come mille altre volte, scadranno senza che si sia fatto nulla.

L’incuria generale, questo sì è un grave problema.

E’ un’incuria che si manifesta, oltre che nelle scuole, nello stato delle altre opere abbandonate della città: piscina, museo dello sport, ex Enal, Sant’Andrea, …

Piscina: la sua Amministrazione sembra aver rinunciato al progetto di costruzione del nuovo impianto, pare che abbiate deciso che ci penserà il prossimo sindaco. Né si può parlare di mancanza di soldi: la svendita di Atena, le risorse sbandierate per la rivalutazione delle periferie … più semplicemente i fondi “incagliati” sul museo dello sport sarebbero più che sufficienti!

Impianti fermi:

Museo dello Sport di via Derna, ferita aperta nel cuore della città.

Ex Enal, terminata da oltre un anno e mezzo e tuttora inutilizzata.

Locali ristrutturati nell’area dell’ex parcheggione – con grosso impegno di risorse pubbliche – qui non sapete che pesci pigliare per riempirli.

Sant’Andrea: anche qui è tutto fermo, nonostante la mozione del 19/3/15 per la Fabbrica del Sant’Andrea sia stata approvata all’unanimità dal Consiglio (mentre rischiamo che il FAI si riprenda i soldi stanziati per la comunicazione, visto che è tutto fermo).

Incuria totale: un’incuria che si manifesta tutti i giorni nella situazione di degrado e di sporcizia della città.

E nella mancanza di ogni progettualità.

Dopo lo spolvero con cui avete lanciato il piano strategico – assegnato maldestramente a Mecenate90 – non si parla più di futuro della città, di scenari di sviluppo, di ambizioni. Né lei ha mai ritenuto di informare il Consiglio dell’interruzione dei lavori di Mecenate90.

E’ un’incuria che si manifesta nella marginalità che la sua Amministrazione assegna al Consiglio comunale.

In barba alle previsioni di legge (Testo Unico degli Enti Locali DL267/2000, art. 42: Il consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo), il Consiglio è continuamente calpestato, è sede di dibattiti sterili e inutili.

Basta scorrere l’elenco delle mozioni inevase, già sottoposto da SiAmo Vercelli attraverso la cosiddetta MOZIONE DELLE MOZIONI del 31/3/2016.

Siccome le prerogative del Consiglio comunale sono continuamente violentate, SiAmo Vercelli non ha partecipato alla seduta di oggi.

Cara professoressa, il Consiglio comunale rappresenta i cittadini: ignorandolo, lei non ascolta le istanze dei cittadini, non dà seguito alle loro richieste.

L’ormai famoso ritornello “stiamo lavorando”, ripetuto come una litania in ogni occasione pubblica e di fronte a ogni impegno, non può più bastare.

E’ ora di lavorare seriamente.

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PRESI IN GIRO VERCELLI E IL SUO CONSIGLIO COMUNALE

simpsonsnelsonhaha

Vercelli, 29 settembre 2016

Nel Consiglio comunale di oggi, il Sindaco è stato estremamente vago sulle dimissioni dell’assessore Coppo, molto di più di quanto merita il rispetto della città e dei Consiglieri Comunali. Questa vaghezza non può bastare.

Sulla stampa locale abbiamo letto le dichiarazioni dell’assessore, secondo il quale “nella maggioranza non esistevano più le condizioni politiche per espletare al meglio il lavoro”.
A noi poco interessano le beghe interne al PD e ai suoi alleati – se vogliamo chiamarli così.
A noi, a tutti noi cittadini e consiglieri comunali di Vercelli, interessa che mentre tra di loro volano gli stracci, la città è al palo. E lo sport del lancio dello straccio, che pare appassionare i partiti della cosiddetta maggioranza, è diventato una delle poche attività, temiamo l’unica, a cui si dedicano. Tutti i giorni.
La realtà è sotto gli occhi di tutti, consiglieri e cittadini: in Consiglio comunale non c’è una maggioranza. Ci sono, invece, due forze, ognuna con 16 rappresentanti. E il sindaco che, anomalia molto vercellese, fa pendere il voto da una parte.
E’ così che quei 16 membri che stanno seduti sui banchi opposti ai nostri possono diventare tutti, da un momento all’altro, decisivi per il voto in consiglio.
Basta un’assenza, un impegno di lavoro, un mal di pancia qualunque … e il governo va sotto!
E’ così che, anziché amministrare la città, il Sindaco deve correre disperatamente a blandire gli uni e gli altri: oggi Coppo deve diventare assessore, domani “non ci sono più le condizioni politiche”.
E spiegassero a tutti cosa diavolo sono queste “condizioni politiche” se non delle richieste di posti, riconoscimenti, … cadreghe insomma.
Ciò che è tragico, è che tutto scorre come se fosse normale: il Sindaco ci racconta due frottole sulle dimissioni di Coppo e si va avanti. Fino alla prossima richiesta di uno dei 16, che coglie – bontà sua – che non ci sono più le condizioni politiche.
Noi oggi per protesta abbiamo abbandonato l’aula e i lavori del Consiglio, stufi che la città sia presa in giro.
Se e quando il Sindaco ridarà un po’ di dignità a questo Consiglio, noi torneremo a fare la nostra parte.

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La Rivoluzione Buona

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