Nuovo CdA di Atena: le nomine di Maura Forte saranno nell’interesse di Vercelli ?

Atena

Vercelli, 25 giugno 2016

Il 22 giugno, mercoledì, è scaduto il bando per la selezione dei tre consiglieri d’amministrazione di Atena di nomina del Comune.

Il buon senso vorrebbe che, per il bene di Vercelli, i nuovi consiglieri fossero scelti sulla base delle loro competenze ed esperienze e il più possibile autonomi rispetto agli influssi di IREN, nuovo azionista di maggioranza, e del PD. Questo perché non è affatto detto che gli interessi di IREN, e del PD, coincidano con quelli di Atena e della città di Vercelli.

La prova vitale è rappresentata dalla prossima gara del gas, destinata ad assegnare la distribuzione del gas a un ampio territorio interprovinciale. Alla gara è probabile che parteciperanno diversi soggetti e non è affatto scontato che Atena-IREN si aggiudichi il servizio.
Cosa può succedere?
Vale la pena osservare, come premessa, che la legge prevede che chi vince la gara, se è diverso dal gestore attuale, deve remunerarlo come indennizzo del servizio. Una sorta di risarcimento.

Prima opzione: Atena si aggiudica la gara.
Per certi versi, avrà avuto più senso l’operazione con cui il Comune l’ha ceduta ad IREN. Sarebbero, infatti, proprio le risorse di IREN a consentirci di remunerare gli attuali gestori sui territori che non sono oggi serviti da Atena.
Resta vero, però, che la (s)vendita di Atena non andava fatta così. Per dimostrarlo, basta osservare che in tal caso IREN potrà distribuire il gas nel nostro territorio, attraverso Atena, a un prezzo più basso di quanto avrebbe speso per risarcirci. La somma pagata per acquistare Atena è inferiore all’eventuale indennizzo.

Se la prima opzione è, quindi, solo in minima parte positiva, ben più grave è la seconda opzione: la gara la vince un altro operatore.
In tal caso, Atena sarebbe risarcita dal vincitore, che si prenderebbe il servizio di distribuzione su tutto il territorio. Entrerebbero in cassa tanti soldi! Ben di più di quelli previsti per lo sviluppo di Atena nelle famigerate Linee guida, sottoscritte a dicembre 2015 dal Comune, in cui non c’è nessun reale impegno da parte di IREN per il futuro di Atena.
Però, si badi, tutti questi soldi non avrebbero alcun vincolo di destinazione, non dovrebbero rimanere a Vercelli. Potrebbero tranquillamente finire, in massima parte, nelle casse di IREN. Di fatto impoverendo Atena, che si troverebbe senza clienti, servizio e soldi.
Una disfatta.

Ecco perché il Comune, che, nonostante i nostri suggerimenti prima e le vibrate proteste poi, si è già messo nelle condizioni di “non toccare palla” sul futuro di Atena, dovrebbe assolutamente nominare dei consiglieri di altissimo profilo, preparati e decisi a fare l’interesse di Vercelli.

Succederà? Oppure vedremo figure compiacenti, magari legate a doppio filo al PD?

Riusciranno Maura Forte e il suo partito a far prevalere, almeno una volta, l’interesse dei cittadini di Vercelli?
Lo sapremo presto.

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Povera Vercelli !

keep-calm-and-fatti-non-parole

Vercelli, 7 giugno 2016

Riceviamo con piacere le osservazioni di Cambia Vercelli e Sinistra e Voce Libera.

I primi fanno un excursus abbastanza psichedelico degli eventi che portarono SiAmo Vercelli ad abbandonare la maggioranza, dipingendoli come una somma di poltrone (in giunta e nelle municipalizzate) che SiAmo Vercelli avrebbe via via catturato (?!?)

Peccato che si dimenticano di mettere il totale: ZERO.

Che è il numero di poltrone che, per nostra scelta, occupiamo. Ci siamo infatti dimessi dalla giunta volontariamente per divergenze assolute nei confronti di un Sindaco che se ne frega degli impegni presi con gli elettori e pensa solo a galleggiare e alla propria carriera politica, fregandosene delle ripercussioni sulla città.

Quanto alle municipalizzate, vadano a chiedere al Sindaco, se vogliono, la lettera che le abbiamo indirizzato declinando la proposta di un posto nel Consiglio di Amministrazione di Atena per uno di noi. Abbiamo invece chiesto e ottenuto che nel CdA fossero finalmente nominate persone di spessore, scelte per le loro competenze professionali e non per vicinanze e aderenze. Sono quelle persone che hanno portato avanti un piano industriale per Atena che nessuno aveva mai preparato prima, convincendo IREN, e non era per nulla facile, ad investire decine e decine di milioni di Euro su progetti nel nostro territorio.

Questo prima che, con noi già all’opposizione, la palla passasse dal CdA (che prepara ed esegue i piani industriali) ai Soci di Atena, ovvero Comune di Vercelli ed IREN (che invece si devono occupare di gestire gli aspetti societari, appunto).
A quel punto il Sindaco e il suo Assessore al Bilancio Coppo, proprio di Cambia Vercelli, hanno, come si dice, calato le comunali braghe. E hanno svenduto la quota del Comune ad IREN, negoziando clausole penalizzanti per Vercelli che anche l’amministratore di un condominio avrebbe portato a casa migliori. Andatevi a vedere le evoluzioni felici del titolo IREN in Borsa mentre proseguivano le impietose “trattative”.
Chiedete loro perché è stato chiamato al capezzale del Comune (in fretta e furia, a tempo abbondantemente scaduto) un esperto di diritto societario (per far fronte, nella trattativa, allo Studio BonelliErede, colosso internazionale, che invece supportava IREN fin dall’inizio), chiamato però quando ormai la trattativa era segnata e mancavano pochi giorni alle firme.

Chiedeteglielo, voi che li frequentate quotidianamente.

Atena, l’ultimo patrimonio importante dei vercellesi, svenduta per un tozzo di pane.

E ora si vantano del fatto che portano a casa molti soldi. Come chi, vendendo una casa da 100 mila Euro a 50 mila, si vanta del fatto che 50 mila sono comunque un bel gruzzolo !!!!

E noi a dire che dalla (s)vendita di Atena si ricavavano circa 8 milioni: pochissima roba. E loro a insistere che erano 12 (sarebbero stati pochi comunque). Adesso, cifre alla mano, certificate anche dai media cittadini….ecco il totale: sono 8, ovviamente.
Tanto non sono soldi loro: sono (erano) i soldi dei vercellesi. Cosa sarà mai qualche milione in meno a Vercelli, l’importante è che a Torino e in Emilia gli amici del partito siano contenti.

In ogni caso, tornando al viaggio psichedelico dei Cambia Vercelli, parlano i fatti: noi le poltrone le abbiamo abbandonate per rispetto degli elettori, loro le hanno, poco a poco e tramando nell’ombra, occupate. Per non citare il fatto che siamo l’unico (l’unico) movimento che ha rinunciato a tutti i gettoni di presenza in Consiglio, gravando per ZERO Euro sulle casse comunali.

Questa è la fotografia, fatti alla mano. Il resto sono solo chiacchiere al vento di chi da una vita è in politica a fare chiacchiere (come molti dei Cambia Vercelli). Con i risultati sulla città che vediamo.

 

Da Sinistra e Voce Libera invece riceviamo la conferma che il loro movimento non è d’accordo con i 30 mila Euro deliberati per il portavoce di giunta: “E chi l’ha detto ai SiamoVercelli che noi siamo d’accordo?”, scrivono.

Non l’ha detto nessuno, anzi: lo sanno tutti che non sono d’accordo. Idem per le centinaia di migliaia di Euro sperperati per Mecenate90, sempre con il voto positivo di Sinistra e Voce Libera.

Ma (ecco la “nuova politica” della trasparenza di lor signori) LORO IL DISACCORDO LO COMUNICANO SOLO IN PRIVATO AL SINDACO.

Spiegano da Sinistra e Voce Libera: “Noi ci confrontiamo, discutiamo, prendiamo nota delle differenze e dei punti in comune.

Poi ingoiano, in Giunta approvano e in Consiglio tacciono.

Esattamente quello che abbiamo detto noi: “Coerenza, questa sconosciuta”.

Povera Vercelli.

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Coerenza, questa sconosciuta

La-fattoria-degli-animali-george-orwell[1]

Vercelli, 3 giugno 2016

Poco più di un anno fa, l’Amministrazione, allora sostenuta da SiAmo Vercelli, decise di dotarsi di un addetto stampa/portavoce, spendendo, per farlo, 12.000 EUR lordi, IVA inclusa.

Per una comunicazione professionale, efficace e moderna, necessaria a nostro avviso anche per le amministrazioni pubbliche nei tempi che viviamo, non sarebbe stato scandaloso investire anche qualche soldo in più.

Apriti cielo ! Tutte le opposizioni si scagliarono, secondo noi un po’ populisticamente, contro la scelta fatta allora dal Sindaco.

Legittimo, ogni opinione è rispettabile.

Ma c’è un “purché”: ogni opinione è rispettabile purché sia davvero una opinione e non una posizione di comodo.

Ecco, c’è un movimento che nel frattempo è passato da opposizione a maggioranza, e oggi sostiene ed è compartecipe delle scelte dell’amministrazione.

E’ Sinistra e Voce Libera, movimento che spesso si erge a paladino dell’etica e della coerenza.

Bene, quest’anno (e noi diciamo: legittimamente) l’amministrazione (in cui nel frattempo, come regolarmente previsto da noi in tempi non sospetti, ha preso posto da assessore il candidato sindaco di Sinistra e Voce Libera) ha deciso di spendere per l’addetto stampa/ portavoce la cifra di 30.000 EUR.

Lo stesso addetto stampa/portavoce di allora.
Proprio la stessa persona.
30.000 EUR. Quasi il triplo.

Abbiamo atteso qualche settimana, per sentire gli strali di Sinistra e Voce Libera contro “questo spreco”.

Nel 2014, per 12000 Euro, scrissero – riportiamo testualmente – in un comunicato: “Troppi soldi per l’addetto stampa. Noi li avremmo destinati a qualche disoccupato per dare un po’ di respiro a qualche famiglia in difficoltà”.

Nel 2016, per quasi il triplo, ancora non hanno scritto niente.
Purtroppo, le famiglie in difficoltà ci sono ancora, semmai sono aumentate. Eppure non hanno scritto ancora niente.

Noi aspettiamo.

Aspettiamo, ma con il dubbio che avesse ragione Orwell quando scriveva che “tutti gli animali sono eguali ma alcuni sono più eguali degli altri”.

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PD, SEL e Cambia Vercelli tagliano sulle spalle dei lavoratori, ma sono sempre a favore delle spese inutili

go home

E’ ORMAI ORA CHE QUALCUNO COMINCI A FARSI QUALCHE DOMANDA. NOI SOMMESSAMENTE, UNA RISPOSTA CE l’AVREMMO.

Vercelli, 2 giugno 2016

Per parafrasare Giovenale (“facit indignatio versum”), l’indignazione ci costringe a parlare.

Non si può tacere di fronte a continue e drammaticamente esplicite dimostrazioni di incompetenza e inadeguatezza da parte dell’amministrazione comunale.

Due nuove questioni sono da rilevare: la condizione scandalosa delle educatrici degli asili nido, senza uno stipendio pagato con regolarità da novembre, e le lamentele dei dipendenti comunali, che proclamano un possibile sciopero a causa delle condizioni di lavoro cui sono sottoposti.

Per quanto riguarda le educatrici, come rilevato da alcune testate locali, continuano responsabilmente a garantire i servizi presso i nidi comunali Aquilone, Peter Pan e Cuccioli, nonostante la cooperativa ligure Civitas Educa, cui il settore politiche sociali aveva assegnato l’appalto, non le retribuisca, se non con ritardi inaccettabili, da otto mesi e alcuni stipendi manchino ancora all’appello. Stiamo parlando di basilari diritti: ricevere una busta paga senza irregolarità è un diritto dei lavoratori sancito dalla Costituzione (art.36).

E l’amministrazione, nella persona del sindaco, garantisce la “piena solidarietà alle lavoratrici”! Qualcuno la informi che esistono chiare norme che consentono di rescindere il contratto con la cooperativa insolvente, aggiudicando  l’appalto a quella che segue in graduatoria senza mettere a rischio i posti di lavoro.

I dipendenti comunali, poi, sono in agitazione e hanno diffuso una lettera, inviata alla Prefettura, in cui esprimono le loro rimostranze ad una amministrazione incapace di organizzare il lavoro all’interno degli uffici comunali.

A questo si aggiunge che i dipendenti semplici si vedranno ridotti gli incentivi per circa 600 euro l’anno. Un “premio” al merito è una leva per migliorare risultati, questo è arcinoto.
Incentivare i dipendenti genera un effetto motivazionale che può di conseguenza aumentarne l’efficienza e la produttività. Questa condizione genererebbe un meccanismo virtuoso che potrebbe portare ad un miglioramento della qualità dei servizi rivolti ai cittadini.

Quindi prima di tagliare i premi ai dipendenti comunali taglino gli assessori (che secondo le promesse solennemente concordate con noi dovevano essere pochissimi, e invece oggi per accontentare i poltronari sono 9 – e non di più solo perché 9 è il massimo che la legge consente) e le spese inutili come quelle del Piano Strategico Mecenate 90. Per non citare la farsa di fine anno scorso, con le delibere per le consulenze lautamente pagate a degli architetti (!?!) torinesi (?!?) per…..esportare il riso. In Cina !!!!

Ma quello che lascia esterrefatti è il solito ritornello a cui proprio non riusciamo ad abituarci: “Stiamo lavorando per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile“. Dichiarazione questa proposta sui giornali, attraverso tutti i canali di informazione, ma anche alle numerose interrogazioni poste in aula consigliare.  E si muove un inevitabile moto di sdegno – l’indignazione di Giovenale, appunto: ma se si continua a “lavorare” e la città crolla in un baratro sempre più rovinoso, ve la volete fare qualche domanda?

Noi, umilmente, avremmo la risposta, e, insieme a noi, le dipendenti degli asili nido, i dipendenti comunali, e tanti cittadini delusi dai tragici esiti di questa amministrazione.

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Una giunta frastornata per una Città alla deriva

Pezze

Vercelli, 19 maggio 2016

L’impressione che si ricava dalla lettura del bilancio di previsione per il 2016 è quella di un’Amministrazione frastornata e incapace di decidere e fare qualcosa.
Una pezza qui, sul teatro Civico da rilanciare, e una là, sulla Consulta del Volontariato.
Qualche sogno tirato fuori dal cassetto del programma elettorale e finora rimasto tale: le piscine, la città sostenibile e pulita, la sicurezza. Il recupero e la valorizzazione del Sant’Andrea.

Inconcludenti. Non sanno dove andare.
Il bilancio 2016 è tenuto in piedi coi soldi ottenuti dalla (s)vendita di Atena, un fatto straordinario da 8,5 milioni di euro è usato per pagare la spesa corrente di tutti i giorni. Ci sarebbe piaciuto, piuttosto, vedere impiegati questi soldi per ridurre le tasse: d’altra parte si è (s)venduto quel che era dei cittadini, era giusto rimettere almeno una parte del ricavato nelle tasche dei cittadini stessi.
Invece no, anche nel 2016 le tasse non si abbasseranno, resteranno pressoché invariate.

E mentre le tasse non scendono e crescono, invece, le tariffe – da quelle per l’uso delle biciclette comunali all’affitto degli spazi pubblici – non si vede all’orizzonte alcun progetto di sviluppo della città o di semplice miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Avremo le piscine? forse nel 2018. Si troverà come impiegare gli immobili che il Comune ha sistemato negli anni passati? C’è la risoteca di piazza Cesare Battisti, pronta da un anno e tuttora inutilizzata; ci sono gli spazi immensi del PISU, c’è il cantiere abbandonato del museo della scherma … Le opere pubbliche “in corso” o in attesa di collaudo sono oltre 200! Quanti soldi buttati via.

Non ci sono idee e risorse sul turismo, sull’agricoltura, sulla tutela della salute, sulla formazione dei giovani, sullo sviluppo economico.
Pochi e confusi sono gli spunti sulla tutela ambientale.
Qui e là si trovano riscritte le promesse elettorali e le linee di mandato dell’Amministrazione. Ma non è più tempo di promesse, ora si tratterebbe di governare.

Per chiudere in bellezza, vale la pena evidenziare quel che si scrive nell’introduzione al bilancio 2016: con riferimento alle condizioni economiche generali, con impudenza e incoscienza, si spera che “parametri economici più positivi permettano di mantenere l’impegno assunto con i cittadini”. Come dire, mettendo le mani avanti, che difficilmente quest’impegno verrà mantenuto.

E’ una resa, una dichiarazione di incapacità grave e una vergognosa presa per i fondelli: visto che le condizioni economiche generali non sono cambiate dal momento in cui quest’Amministrazione si è proposta ai cittadini, anziché dirci adesso che non sono capaci, sarebbe stato meglio se ci avessero pensato prima.

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La maggioranza boccia la mozione di SiAmo Vercelli sulle piscine

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Vercelli, 17 maggio 2016

Alla faccia del benessere della città

Alla faccia dell’interesse dei cittadini.

La mozione di SiAmo Vercelli sulle piscine è stata bocciata.

La mozione presentata in Consiglio Comunale venerdì 13 Maggio, per la quale SiAmo Vercelli si era fatta promotore di un’ineludibile richiesta dei cittadini, anche attraverso una raccolta di firme, per suggerire consigli circa il reperimento delle risorse e ottenere garanzie circa gli impegni presi dal Sindaco in campagna elettorale col fine di dare alla città una piscina comunale, è stata bocciata.

Con la mozione si chiedeva di dirottare il finanziamento dell’Istituto per il Credito Sportivo dal progetto ormai defunto del Palazzetto dello Sport a quello della piscina e si proponevano formule innovative di raccolta fondi già sperimentate con successo in altre città (crowdfunding)

Una mozione costruttiva e propositiva che se approvata avrebbe certamente potuto contribuire a risolvere il problema delle piscine, una mozione sostenuta da varie centinaia di firme di cittadini desiderosi di nuotare finalmente a Vercelli

Ma, al momento del voto, accade sempre la solita magia: pur essendo sostanzialmente d’accordo, come se pronunciassero una formula ormai vacuamente rituale, i capigruppo di maggioranza esprimono la loro dichiarazione di voto. Negativa, logicamente.

Grazie, Assessore e grazie colleghi di maggioranza per aver trovato l’ennesima formula in politichese per respingere la nostra mozione e far sì che ancora una volta niente si muova su questo fronte.

Grazie, Sindaco, per non aver invitato la maggioranza a valutare in base all’interesse della città, tradendo, ancora una volta, le promesse fatte in campagna elettorale e ancor più recentemente.

Grazie, dunque, per non considerare prioritari i sacrosanti interessi dei cittadini, ma favorire sempre e comunque la battaglia politica fine a se stessa.

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SiAmo Vercelli presenta una interrogazione sui “baracconi” in centro

politica della salamellaVercelli, 16 maggio 2016

Durante la scorsa settimana siamo stati contattati da alcuni cittadini, residenti nella zona di Piazza Cesare Battisti, allarmati dal fatto di essere venuti a conoscenza dell’intenzione dell’Amministrazione di piazzare i “baracconi” di Sant’Eusebio in pieno centro cittadino, nell’area appunto di Corso San Martino e Piazza Cesare Battisti.

Pur conoscendo la serietà delle persone con cui abbiamo parlato, non potevamo credere che l’ipotesi fosse stata seriamente presa in considerazione dalla Giunta, fino a che questa mattina i nostri timori, e quelli dei cittadini che abbiamo sentito, si sono fatti più concreti leggendo quanto riportato dai media locali.

Pertanto, al fine di dissipare ogni dubbio, abbiamo deciso di presentare un’interrogazione alla Giunta per chiedere chiarimenti in merito alla veridicità della notizia, ormai diffusa in città.

La quiete dei cittadini di tutta la zona, molti dei quali ovviamente ogni mattina devono recarsi al lavoro, sarebbe disturbata per un lungo periodo, oltre ai problemi di parcheggio che inevitabilmente si creerebbero. Nel malaugurato caso in cui l’ipotesi venisse confermata, SiAmo Vercelli si opporrà fermamente all’ennesimo episodio della “politica delle salamelle” portata avanti dalla Giunta Forte.

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Bilancio 2015: pochi fatti, tanti tagli e vacue promesse

bilancio-2015

Vercelli, 12 maggio 2016

Venerdì in Consiglio Comunale si procederà all’esame del bilancio consuntivo 2015, il secondo dell’Amministrazione Forte.
Abbiamo voluto analizzarlo in due modalità: quella tecnica, leggendo i numeri e le relazioni degli assessori, e quella più reale, andando in giro a verificare lo stato della città e dei servizi.

Il Sindaco, nell’introdurre il bilancio, parla di riduzione del debito di quasi due milioni di euro e di un risultato positivo che è il frutto di un’attenta gestione delle spese.
Il debito si è ridotto, è vero: non proprio di due ma di 1,3 milioni. Sembrano comunque dei bei soldi. Peccato che quasi tutti, 1,1 milioni per la precisione, siano utili straordinari di Atena. Sono l’ultima mungitura, prima di dare la maggioranza a Iren. In un bilancio aggiustato da entrate straordinarie – questi sono soldi che non arriveranno più – non si può dire di certo che i conti siano in ordine!
Piuttosto, la svendita di Atena campeggia nel resoconto 2015 del Comune come un’iniziativa dissennata. Abbiamo perso la maggioranza dell’azienda e con essa il controllo in cambio di spiccioli e qualche promessa. Purtroppo Vercelli pagherà in modo serio questa scelta del Sindaco Forte.

Di questa “attenta gestione” non c’è traccia nei numeri e, molto più grave, neppure in città: quel che si vede, invece, sono tagli – spesso profondi – nella carne dei cittadini, tagli a servizi spesso essenziali.
Infatti, ciò che a prima vista può sembrare una cosa positiva – ho risparmiato, quindi sono stato bravo – a una più attenta lettura, si rivela una scelta penalizzante: dovevi erogare servizi e non l’hai fatto.

I tagli risultano terribili in particolare sul sociale, tema su cui spesso questa Amministrazione si è riempita la bocca: valgono il 30% del previsto, 9,5 sono i milioni spesi contro i 13,9 preventivati.
Si è risparmiato o si è semplicemente tagliato sulla pelle dei più deboli?
E ci sono tagli anche sui trasporti (22%), sull’edilizia abitativa (13%) e sull’istruzione (38%), sulle politiche giovanili (40%).
Sembra che l’Amministrazione comunale si sia fatta bella in fase di budget, prevedendo di spendere, e poi abbia tagliato di brutto in settori molto importanti.

Ma non è così che si fa l’efficienza che sbandiera il Sindaco! Efficienza significa fare con meno risorse le stesse cose. A tagliare sulle spalle dei cittadini sono capaci tutti.
Anche qui, purtroppo, i risultati si possono verificare facendo un giro in città. Basta ascoltare le persone per strada che si lamentano per la carenza di servizi assistenziali oltre che per la sporcizia per strada, il vandalismo, la mancanza di progetti, l’incuria verso i monumenti.

Quel che è sotto gli occhi di tutti è una città che langue. Una città che non aiuta i deboli, i giovani, gli anziani. Una città che muore.
Il tutto è certificato – questo sì – anche dal bilancio che probabilmente approverà il Consiglio. Se si leggono le relazioni degli assessori è tutto un fiorire di “fasi propedeutiche”, “protocolli d’intesa”, “indirizzi” e “studi” – qui e là fa capolino anche il controverso piano strategico Vercelli 2020.

Ma non c’è uno straccio di risultato, non una cosa fatta. Nè sullo sport, dove si ignorano le piscine, né sull’ambiente e sui giovani e neppure sulle politiche sociali. Quel che denunciavamo un anno fa come buchi e dimenticanze nel bilancio previsionale si è puntualmente avverato.

Anzi, una cosa c’è: è il completamento dei lavori nell’area dell’ex parcheggione, il cosiddetto PISU. A pagina 47 della Relazione, si vanta questo intervento come “fra i più significativi e rilevanti della programmazione comunale”, facendo finta di non sapere che questi lavori vengono dalla giunta precedente.

A questa giunta toccherà piuttosto mettere in moto la nuova area, di grande bellezza e potenziale, trovando le attività da inserire e garantendone lo sviluppo e la manutenzione. Ma su questo argomento, che richiede una qualche capacità di programmazione e realizzazione, si torna daccapo: nel bilancio non si dice niente e, molto probabilmente, non saranno capaci di fare niente.

Un’ultima considerazione sulle tasse: Il Sindaco Forte e l’Assessore Coppo hanno più volte sbandierato, per il 2015, la riduzione delle tasse, dopo un anno in cui la pesante eredità della giunta precedente non l’aveva consentita. Ebbene, dai dati emerge che, nel 2015, la pressione tributaria per singolo cittadino è praticamente invariata rispetto all’anno precedente (anzi, leggermente aumentata da 704,37 euro a 704,65 euro). Il contrario di quanto annunciato.
Altra promessa, l’ennesima, non mantenuta dal Sindaco.

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La Smart City ai tempi di Maura Forte

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Vercelli, 10 maggio 2016

Il 4 maggio scorso ricevo la seguente lettera dalla segreteria del Sindaco:

Da: Sindaco Comune di Vercelli [mailto:sindaco@comune.vercelli.it]
Inviato: mercoledì 4 maggio 2016 10:21
Oggetto: invito 11 maggio 2016 h. 10.00

In occasione della visita della delegazione di imprenditori  cinesi, che  operano già in Italia, le SS.LL. sono invitate mercoledì 11 maggio p.v. alle ore 10.00 in Sala Giunta Comunale.

Si prega di confermare la Vostra presenza a questa e-mail oppure al numero telefonico 0161 596222/596600.

Cordiali saluti.

Segreteria Sindaco

Rileggo un paio di volte convinto di aver saltato un pezzo durante la prima lettura, invece ho letto bene: viene fatta una convocazione/invito senza specificare di cosa si parlerà (dell’ordine del giorno nessuna traccia) e senza dire chi interverrà (chi sarà presente, tra le migliaia di imprenditori cinesi che operano già in Italia? Fateci almeno un nome !).

Tutto questo, convocandoci alle 10 di mattina di un giorno lavorativo. Bando alla forma, proviamo ad essere un po’ pratici: vogliamo dare agli invitati almeno un motivo per prendersi mezza giornata di permesso dal lavoro dicendo loro di cosa si parla e chi lo farà?

Si chiede infine di confermare la presenza via mail o telefono.

Peccato che la casella mail a cui si chiede di rispondere, quella ufficiale del Sindaco presso il Comune di Vercelli, è “piena”: satura di messaggi non scaricati, per cui le mail di risposta non vengono ricevute, ma rimbalzate al mittente.

Alla faccia della Smart City ! Ma vi chiederete: la casella di posta della segreteria del Sindaco non è raggiungibile solo in questi giorni? La risposta è no: per esperienza diretta, lo è da quasi 2 anni, ossia praticamente dal suo insediamento.

Ora, oltre a non sapere di cosa si parlerà e chi parlerà l’11 maggio alle 10.00….. ci sarà mistero anche sugli invitati!

Qualcuno avvisi Maura Forte che la casella di posta quando è piena va svuotata.
Perché, lì per lì, la cosa può far sorridere.
Ma se da fuori qualcuno cerca di contattare il nostro primo cittadino, potrebbe pensare che a Vercelli siamo tutti smart come il Sindaco, ed è anche su queste piccole cose che si costruisce la reputazione della città.

Gian Luca Zanoni
Capogruppo SiAmo Vercelli in Consiglio Comunale

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Approvata la mozione proposta da SiAmo Vercelli sull’uso delle biciclette in città

Biciclette

Vercelli, 28 aprile 2016

Rileviamo, con soddisfazione, che la mozione presentata da SiAmo Vercelli nel dicembre 2015 affinché fossero promosse attività volte a facilitare la mobilità con le biciclette in città è stata accolta all’unanimità.

La mozione presentava molti aspetti da considerare  per favorire l’utilizzo delle bici:  sistemare  le piste ciclabili e ampliare la rete delle stesse, creare un parcheggio custodito all’interno della stazione ferroviaria per le biciclette dei pendolari , valutare l’adozione di un progetto che preveda di incentivare, anche economicamente, chi in città decida di recarsi al lavoro con tale mezzo, lasciando a casa l’auto, sul modello di quanto si sta effettuando anche in altri comuni.

E’ importante e lodevole, inoltre, che il progetto “BiciSicura” destinato a proteggere i cittadini dai numerosi furti di biciclette, suggerito nella mozione di SiAmo, sia stato presentato oggi stesso dalla giunta . Si tratta di un sistema  di protezione a basso costo ed elevata efficacia, collegato all’iscrizione del mezzo al Registro Italiano Bici, che consentirà di contrastare il furto di biciclette.

Ora ci auguriamo che la giunta si attivi per attuare tutti i punti della mozione approvata e che non si dimentichi anche di questa, come di tante altre, approvate da tempo ormai immemorabile.

Una cosa è approvare, altra attuare. E, nell’attuazione pratica questa amministrazione non è sempre puntuale.

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