L’assegnazione delle case popolari: vince la residenza sui bisogni sociali

Se sei single ma hai residenza a Vercelli da molti anni conti di più di chi ha tre figli minori a carico e sta in città da un numero minore di anni (comunque maggiore di tre, limite imposto dalla Regione Piemonte per accedere alla casa popolare).

Questa è la vergognosa delibera della Giunta Corsaro approvata venerdì scorso dal Consiglio Comunale a trazione leghista.
In mezzo a un sacco di belle parole sui criteri che dovrebbero avvantaggiare donne vittime di violenza, genitori soli con figli a carico e invalidi, spunta la norma “prima i vercellesi”. E neppure a parità di altri parametri ma proprio come vantaggio netto in graduatoria.
Non bastano le parole dell’assessore Politi e del sindaco Corsaro, che spostano il problema alla necessità di avere più case disponibili sistemando quelle tante che non sono agibili; sono questioni ovvie per tutti.
Ma il punto è un altro: perché mettere sullo stesso piano i bisogni sociali più veri, quelli che incidono sulla vita delle persone, come povertà e situazioni famigliari difficili, con la residenza vercellese? Che c’entra se sto a Vercelli da cinque o dodici anni? E che c’entra se appartengo alle forze armate, un altro favore a quelli che la maggioranza considera i suoi target elettorali?

Povera la città in cui si fanno queste graduatorie e in cui, in nome degli slogan populistici, si fanno giravolte da un anno all’altro: già perché il consigliere Stecco non più tardi di un anno fa sostenne una posizione opposta in Consiglio comunale. Ma un anno fa, stava all’opposizione e oggi, invece, in maggioranza. “E’ vero – si è giustificato Stecco intervenendo – però, approfondendo … “, pare che abbia cambiato idea.

Se è lecito cambiare idea, sempre che non sia per semplice convenienza, lo è molto meno turarsi il naso su questioni così serie per restare in sella. Perché non possiamo credere che tutti quelli che, prima in giunta hanno condiviso questa delibera e poi in Consiglio comunale l’hanno approvata, non ne vedano le storture e le pesanti iniquità. Quando si troverà il coraggio per reagire?

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